La Cupola della Roccia (; , Kippat ha-Sel‘a), chiamata talora impropriamente Moschea della Roccia,La Cupola della Roccia non è una moschea perché, se non altro, non è provvista di alcun miḥrāb e di alcun minbar. Essa è invece un santuario, sorto per celebrare il mancato sacrificio del figlio da parte di Ibrāhīm, a riprova della totale ubbidienza del Patriarca alla disposizione divina. è un santuario islamico di Gerusalemme edificato su un sito, utilizzato e considerato sacro in tempi antecedenti alla formazione delle tre maggiori religioni monoteistiche, noto come "Spianata delle Moschee" dai musulmani e "Monte del Tempio" dagli ebrei. Con la Moschea al-Aqsa, costituisce lal-Ḥaram al-Sharīf, considerato dal Sunnismo il terzo sito più sacro del mondo islamico dopo la Kaʿba e la Moschea del Profeta di Medina.
Completata nel 691 da artisti e maestranze bizantine è, secondo alcuni, l'edificio islamico più antico del mondo ancora oggi esistente.
La Pietra di Fondazione (o Nobile Roccia) su cui fu costruito il tempio ha un grande significato nelle religioni abramitiche come il luogo in cui Dio creò il mondo e il primo essere umano, Adamo. Si ritiene inoltre che sia il luogo in cui Abramo tentò di sacrificare suo figlio, e il luogo in cui la presenza divina di Dio si manifesta più che in qualsiasi altro luogo verso il quale gli ebrei si rivolgono durante la preghiera.
Il grande significato del sito per i musulmani deriva dalle tradizioni che lo collegano alla creazione del mondo e dalla convinzione che il viaggio notturno di Maometto abbia avuto inizio dalla roccia al centro della struttura.
Storia Fu costruita fra il 687 e il 691, nell'era degli Omayyadi, dal 9º Califfo, ʿAbd al-Malik b. Marwān. È talora chiamata Moschea di Omar dal momento che, all'epoca del 2º califfo, ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb, era stato costruito su quel sito un oratorio in legno (successivamente andato a fuoco). In quel punto esatto in cui ʿUmar aveva pregato al momento della sua visita alla Città Santa, dopo la conquista di Gerusalemme nel 637, fu edificato un santuario adornato da mosaici realizzati da maestranze bizantine, appositamente chiamate dal califfo omayyade.
La Cupola della Roccia fu fatta edificare sfruttando l'opera di artigiani bizantini forniti dall'Imperatore. È edificata a guisa di martyrion, una struttura finalizzata cioè alla conservazione e alla venerazione di sante reliquie ed è un eccellente esempio di arte bizantina del periodo centrale. Crollata nel terremoto del 1015, la cupola venne ricostruita nel 1022-23.
La costruzione dell'edificio avrebbe risposto alla volontà del califfo ʿAbd al-Malik di dotare di pregevoli monumenti i suoi domini (opera perfezionata poi dal figlio e successore al-Walīd I) e di contrastare i sentimenti di stupore tra i musulmani alla vista della basilica cristiana del Santo Sepolcro di Gerusalemme, la cui cupola destava grande ammirazione, oltre che di sottolineare il carattere musulmano di un personaggio sacro a musulmani, ebrei e cristiani (Abramo) e celebrare la vittoria dell'Islam sulle altre fedi.
Shlomo Dov Goitein, allora dell'Università Ebraica di Gerusalemme era convinto che la Cupola della Roccia intendesse competere con molti monumenti di altre fedi religiose: K.A.C. Creswell, nel suo libro Origin of the plan of the Dome of the Rock nota che coloro che edificarono il santuario, usarono le misure della basilica del Santo Sepolcro. Il diametro della cupola del santuario islamico è di e la sua altezza di , mentre il diametro della cupola della Basilica del Santo Sepolcro è di e la sua altezza di .
La Cupola della Roccia infine - come ricorda lo storico arabo filo-sciita e anti-omayyade al-YaʿqūbīTaʾrīkh, edito da M. Th. Houtsma sotto il titolo di Ibn-Wādhih qui dicitur al-Jaʿqubī. Historiae, 2 voll., Leida, E.J. Brill, 1883, II, p. 311. - avrebbe risposto al preciso intento di trattenere all'interno dei domini omayyadi i sudditi siriani del califfo, che, recandosi alla Mecca per il hajj, avrebbero pericolosamente potuto ascoltare le tesi di parte dell'"anti-califfo" ʿAbd Allāh b. al-Zubayr, che contestava la legittimità del califfato di ʿAbd al-Malik. Fino alla vittoria contro ʿAbd Allāh, la Cupola della Roccia fu infatti destinata a fungere come temporanea alternativa alla Kaʿba, anche se il califfo omayyade non volle mai sostituirla in modo che sarebbe apparso a ogni fedele sacrilego, tanto che per marcare le differenze il ṭawāf che si poteva compiere intorno al santuario gerosolimitano era prescritto dovesse avvenire comunque in senso orario e non, come richiesto nel rito del ḥajj a Mecca, in senso antiorario,L'ipotesi fu fatta propria da Ignaz Goldziher (Muhammedanische Studien, 2 voll., Leida, E.J. Brill, 1889-90, II, pp. 35-37. senza dimenticare che il califfo omayyade compì più volte il pellegrinaggio a Mecca, prima e dopo la guerra che lo contrappose al suo rivale ʿAbd Allāh b. al-Zubayr.
La sua cupola dorata si staglia su tutte le altre costruzioni di Gerusalemme. La roccia al centro del santuario è ritenuta dai musulmani come il posto in cui Maometto, asceso al cielo nel suo miracoloso viaggio notturno, narrato dal Corano, dellisrāʾ e del successivo miʿrāj, completò il suo spostamento cominciato a Mecca, prima di cominciare la sua ascesa al cielo.J.R. Porter, "Muhammad's Journey to Heaven", in: Numen, Vol. 21, Fasc. 1, Apr., 1974, pp. 64-80. Consultabile su JSTOR. Sulla medesima roccia Abramo (in Arabo Ibrāhīm) sarebbe stato sul punto di sacrificare Ismaele (oppure IsaccoLe tradizioni islamiche sono quasi equamente divise in proposito. Cfr. Ṭabarī, Taʾrīkh al-rusul wa l-mulūk (Storia dei profeti e dei re), 11 voll., Il Cairo, Dār al-maʿārif, 1969-77, Muḥammad Abū l-Faḍl Ibrāhīm (ed.), I, 291-295, vol. I, pp. 264-267.) prima di essere fermato da Dio. Una "moschea estrema", al-masjid al-aqṣā, fu costruita nelle sue immediate vicinanze per commemorare l'evento soprannaturale.
La moschea subì numerosi e profondi restauri, da quello del califfo abbaside al-Maʾmūn e d'età fatimide a quelli di epoca mamelucca e ottomana.
All'epoca del Regno Latino di Gerusalemme e fino a quasi tutto il XII secolo, la cupola venne denominata Templum Domini ed ai Cavalieri templari venne destinata una parte dell'adiacente Templum Salomonis, residenza del re di Gerusalemme e attualmente Moschea al-Aqṣā.
Sito Localizzata nellal-Ḥaram al-Sharīf (Nobile Santuario) - l'area del Tempio di Gerusalemme, sacra a ebrei, cristiani e musulmani - essa è uno dei simboli architettonici della città, grazie al fatto che la sua cupola dorata si staglia su tutte le altre costruzioni di Gerusalemme.
Architettura
La pianta ottagonale della Cupola della Roccia è comune all'architettura tardo antica e bizantina. La cupola è ispirata alla cupola del Santo Sepolcro, di cui ha circa le stesse dimensioni. Originariamente in piombo di colore grigio venne sostituita negli anni '60 del XX secolo da una in bronzo e successivamente rivestita con doratura. Nel 1993 la copertura d'oro è stata sostituita grazie a re Husayn di Giordania, a causa della ruggine e dell'usura (Inattaccabile dalla maggior parte dei composti chimici, reagisce in pratica solo con l'acqua regia e con lo ione cianuro, con il mercurio forma un amalgama, ma non un composto chimico, e non subisce degrado da ruggine). La cupola ha un diametro di circa 20 metri e raggiunge un'altezza di più di 35 metri sopra la "Nobile roccia". La sūra coranica Yāʾ Sīn è scritta sopra all'interno della smagliante copertura commissionata nel XVI secolo dal Sultano ottomano Solimano il Magnifico. La sūra al-isrāʾ (Il viaggio notturno) è iscritta sopra la sura Yāʾ Sīn.
L'interno è riccamente dipinto, con archeggiature mosaicate a forma di corone, gioielli e motivi floreali, di gusto bizantino, privo di rappresentazioni di esseri viventi. Le finestre sono schermate. In origine esistevano mosaici anche all'esterno, ma vennero rimossi dai sultani ottomani e sostituiti da ceramiche colorate. Nella moschea è conservata in un'urna la reliquia di peli della barba di Maometto.
Un'edicola esterna che riprende l'impianto ottagonale dell'edificio principale ospita la fontana per le abluzioni; è decorata con capitelli bizantini a traforo. L'esterno della moschea è in maiolica, con versetti coranici nella cornice superiore e senza immagini o sculture antropomorfe.
Elementi architettonici
I portali Ciascuno dei 4 portali (lunghi 2,6 m e alti 4,3 m) è definito da un architrave e da un soprastante arco rialzato. Gli architravi sono rivestiti sulla faccia inferiore in lamine di metallo, rame e bronzo lavorato a sbalzo. I rilievi del disegno dei portali sono dorati, mentre il fondo è dipinto in nero, nella parte centrale in verde acqua. I contorni delle attuali porte laminate risalgono al sultano ottomano Solimano (1552). I quattro portali sono disposti secondo i punti cardinali. L'ingresso dal lato nord è chiamato "Porta del paradiso" (bāb al-janna) e il portone ha il nome di Bāb Dāwūd (Porta di Davide). La porta principale si apre però sul lato sud ed è preceduta da un portico coperto in marmo, sostenuto da quattro colonne. All'epoca di al-Muqaddasī (985) le porte erano in legno, a pannelli intagliati preziosamente.
La cupola La cupola originale del diametro di 20,44 fu costituita da una cupola esterna e un'altra interna. Secondo Ibn al-Faqīh (903), il rivestimento esterno era fatto di lamine di piombo e lastre di rame dorato.
La cupola attuale ha un'altezza, dal livello di suolo al vertice, di 35,3 m, consistente in due calotte indipendenti in cui il passaggio tra le due calotte costituisce una galleria che prende la luce dall'interno grazie ad alcune aperture.
La cupola esterna e quella interna sono strutturate a nervature convergenti. Quelli della cupola esterna si innestano su un piano di posa fissato lungo il bordo esterno del tamburo. Questo bordo è costituito da travetti in legno congiunti a incastro in modo da costruire una catena circolare continua. La nervatura esterna è rivestita da un'intelaiatura sulla quale è fissato il rivestimento.
Il tamburo Ha un diametro di 20,44 m ed è formato da quattro contrafforti che portano dai quattro pilastri della rotonda interna, oltrepassano la muratura e sono visibili dall'esterno, dove si nota la sporgenza discordante con l'insieme del tamburo. Nel tamburo, sopra il livello del tetto si aprono 16 finestre, alcune delle quali sono le più antiche della moschea, poiché il telaio simmetrico risale certamente ai lavori del 1318-19.
La rotonda interna sotto la cupola Nella rotonda interna gli archi hanno un intradosso di 1,11 m, poggiano direttamente sui capitelli e sono ad arco lievemente acuto. Il rivestimento marmoreo fu realizzato dal sultano mamelucco al-Nāṣir Muḥammad Qalawun nel 1318-19. Le travi sono in legno a sezione quadrata di 8–9 cm.
I muri d'ambito La muratura esterna venne parzialmente in luce per un breve periodo durante i lavori eseguiti nel 1873-74. Essa è costituita da pietre con altezza di 80 cm. I sette pannelli di facciata, alti stretti e rientranti, sono sormontati da archi semicircolari, mascherati nel 1552 dal rivestimento in terracotta che conferì loro un andamento a sesto lievemente acuto.
Il rivestimento esterno attuale è in marmo decorato con vari colori. Le decorazione consistono in scritte coraniche scolpite sul marmo.
Le finestre Le aperture delle finestre erano schermate da vetri, secondo Ibn al-Faqīh (903), che afferma che nei muri e sopra il tamburo si aprivano 56 finestre originali. Grazie alle accurate ricerche di Richmond è ora possibile determinare la posizione nello spessore dei muri, come pure le dimensioni delle strombature.
Il muro