Una sfida al Polo è un romanzo d'avventura di Emilio Salgari, pubblicato nel 1909 dall'editore Bemporad con illustrazioni di Gennaro D'Amato. Ambientato tra il Canada e l'Artide, è l'ultimo dei romanzi polari salgariani, dopo Al Polo Nord e Al Polo Australe in velocipede.

Storia editoriale Una sfida al Polo fu pubblicato nel 1909 dall'editore fiorentino Bemporad, con cui Salgari era passato a collaborare dal 1906 dopo la rottura del precedente rapporto con Donath. Le illustrazioni erano di Gennaro D'Amato, uno dei principali illustratori dell'universo salgariano fra Otto e Novecento. L'edizione originale conteneva venti disegni; una ristampa Bemporad del 1921 ne riportava diciotto.

Nel 1930 il romanzo passò all'editore Sonzogno di Milano, che lo pubblicò con il titolo abbreviato Sfida al Polo, mantenendo le illustrazioni di D'Amato. A partire dagli anni quaranta divenne parte del catalogo Carroccio, che lo ristampò più volte tra il 1945 e il 1964, anche con illustrazioni del disegnatore noto come Spamac, in edizioni sia milanesi sia bolognesi.

L'edizione Fabbri del 1969, con illustrazioni di De Maria e copertina di Ergan, aggiornò l'immagine del romanzo per il mercato dei decenni seguenti. Dal 2004 in poi si susseguirono ulteriori ristampe Fabbri e RBA Italia, queste ultime in due varianti illustrate rispettivamente da D'Amato e da Alberto della Valle.

Trama A Kingston, sul lago Ontario, diecimila spettatori assistono a una sfida di pugilato tra i due rivali in amore: il nobile canadese Gastone di Montcalm e lo statunitense Will Torpon, figlio di un magnate dell'automobile di Buffalo. I due si contendono da tempo la mano di Miss Ellen Perkins, ricca e bellissima campionessa sportiva americana, la quale ha giurato di sposare il più forte dei due. Lo strano destino vuole però che tutte le loro sfide — alla spada, a cavallo, in canotto-automobile, e ora alla boxe — si concludano sempre in parità.

Di fronte all'ennesimo pareggio, Montcalm lancia la sfida decisiva: raggiungerà per primo il Polo Nord a bordo di un treno-automobile appositamente attrezzato. Ellen accetta di dare la mano a chi giungerà per primo alla meta. I due rivali partono separatamente verso le regioni artiche.

Montcalm viaggia in compagnia di Walter Graham, un giovane studente inglese appassionato di sport, e di Dik Mac Leod, ex baleniere esperto dei ghiacci che guida il treno. Il viaggio li porta attraverso le desolate distese artiche del Canada e poi sull'oceano Artico ghiacciato, tra bufere di neve, cariche di buoi muschiati e attacchi di orsi bianchi. Il treno avanza lentamente sul pack, scandagliando di continuo la solidità del ghiaccio.

All'89° parallelo i due rivali si ritrovano e ingaggiano un duello su un iceberg. Mentre combattono, il colosso di ghiaccio, roso alla base dalle acque, si ribalta: Torpon cade e muore travolto, mentre Montcalm riesce a mettersi in salvo sul canotto di caucciù grazie all'avviso di Dik. Il canadese raggiunge quindi il Polo, vi pianta la bandiera della vecchia Francia e fa ritorno in Canada.

Quando Ellen Perkins si presenta a casa sua per sposarlo, Montcalm la respinge: «Ebbene, Miss, a quella vittoria alla quale era impegnata la vostra mano io vi rinuncio. Le donne che esigono vittime e che cercano di spingere degli uomini ad uccidersi in imprese arrischiate, non hanno mai fatto fortuna in Canada. Miss, cercatevi pure un marito tra i vostri compatrioti». La donna se ne va stizzita.

Critica Una sfida al Polo appartiene alla fase finale della produzione salgariana, generalmente meno considerata dalla critica, ma che non è sempre da sottovalutare. Il romanzo fa parte di un ciclo polare informale insieme ad Al Polo Nord e Al Polo Australe in velocipede, senza tuttavia costituire un ciclo in senso stretto come quelli della Malesia o delle Antille. La critica ha richiamato l'attenzione sui segni di frettolosità presenti nel testo, riconducibili ai ritmi di produzione imposti a Salgari dai contratti editoriali degli ultimi anni., citato in .

La centralità dell'automobile nel romanzo è stata messa in relazione con il clima culturale del 1909, anno del Manifesto del Futurismo, e con la fascinazione contemporanea per le grandi imprese automobilistiche e polari; nel dialogo sull'«animale che brontola come un orso bianco» si è inoltre individuato un possibile riecheggiamento del resoconto di Luigi Barzini sulla Pechino-Parigi del 1907., citato in .

Un aspetto particolarmente discusso è il rapporto con il personaggio femminile, anomala nel panorama della narrativa salgariana: sarebbe «l'unico esempio in cui un eroe buono e coraggioso si ribella alla protagonista» e «l'unico caso di rottura completa fra persone di sesso diverso» nell'opera di Salgari, con la sua irresponsabilità che la rende causa di una tragedia e giustifica il rifiuto finale dell'eroe., citato in .

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Note

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Voci correlate Emilio Salgari Al Polo Nord Al Polo Australe in velocipede Polo nord Esplorazione dell'Artide Gennaro D'Amato

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