Il Litorale austriaco (, , , ) era una regione amministrativa dell'Impero austriaco, nata nel 1849 dalla soppressione del previgente Regno d'Illiria. Fu ricompreso anche nella Confederazione Germanica fintanto che essa esistette. Nel 1863 il glottologo goriziano Graziadio Isaia Ascoli usò per primo il termine Venezia Giulia traducendo la denominazione latina di epoca augustea di Venetia (regio X Venetia et Histria) e specificandola con riferimento all'estesa influenza della Gens Julia nel territorio (Julium Carnicum - Zuglio, Forum Julii - Cividale, Pietas Julia - Pola). Lo scopo era di perorare la causa dell'italianità della regione, in realtà avente a quel tempo composizione multietnica e plurilinguistica.

Geografia Confinava ad ovest con il Regno Lombardo-Veneto, a nord per un breve tratto con il Ducato di Carinzia, ad est con il Ducato di Carniola e a sudest con il Regno di Croazia (dopo il 1868 il Regno di Croazia e Slavonia). La provincia era ulteriormente suddivisa in tre territori (länder) autonomi: la città imperiale di Trieste con il suo territorio, la Contea Principesca di Gorizia e Gradisca ed il Margraviato d'Istria, ciascuno dei quali aveva amministrazioni indipendenti sotto il controllo del governatore (luogotenente) della regione che aveva sede a Trieste, capoluogo del Küstenland (l'imperial regia luogotenenza del Litorale). Il primo governatore del Litorale fu il conte Federico Maurizio Barone von Burger, sino al 1862. Il Litorale non possedeva una propria bandiera, in quanto tale territorio era una mera espressione dell'insieme dei tre länder citati, ciascuno invece dotato di propria bandiera. È frequente l'errore per il quale la bandiera dell'Istria viene attribuita all'intero Litorale.

Storia

Cronotassi degli i. r. luogotenenti del Litorale

1849-1850: Johann von Grimschitz 1850-1854: Franz Wimpffen 1854-1862: Friedrich Moritz von Burger 1863-1867: Ernst von Kellersperg 1867-1868: Eduard von Bach 1868-1870: Karl Möring 1871-12 gennaio 1872: Sisino de Pretis Cagnodo 1872-1874: Luigi Ceschi a Santa Croce 1874-1879: Felix Pino von Friedenthal 12 agosto 1879-1890: Sisino de Pretis Cagnodo 1890-1897: Teodoro de Rinaldini 1897-1904: Leopold von Goëss 1904-1906: Konrad Hohenlohe 1906-1915: Konrad Hohenlohe 1915-1918: Alfred von Fries Skene

Il Litorale e l'irredentismo Durante il Risorgimento per molti aderenti o futuri aderenti al movimento irredentista, e anche per alcune personalità politiche non ascrivibili a tale movimento (fra cui Giuseppe Mazzini e il liberale di idee moderate Ruggiero Bonghi), il Litorale austriaco sarebbe dovuto entrare a far parte, interamente o nella sua quasi totalità, del giovane Regno d'Italia. Cavour riteneva corrette le aspirazioni italiane verso Trieste, l'Istria e la Dalmazia, problema da rinviare però ai suoi successori, disse: «Quanto all'Istria ed al Tirolo [...]. Sarà il lavoro di un'altra generazione»; riguardo alla città di Trieste in particolare scrisse: «Non già ch'io pensi alla prossima annessione di quella città; ma perché conviene seminare onde i nostri figli possano raccogliere». Garibaldi nelle sue lettere si rivolse più volte ai «fratelli d'Istria». Mazzini con le sue parole dà il via all'irredentismo adriatico:

Il territorio dopo la scomparsa del Kronland Nel marzo del 1921 gran parte della provincia venne annessa al Regno d'Italia (eccezion fatta per l'isola di Veglia e per alcune parti del retroterra fiumano nella zona di Castua, che non verranno annesse se non durante la seconda guerra mondiale) in base a trattati internazionali, dopo essere stata da questo occupata ed amministrata già dalla fine del 1918. Sotto il Regno d'Italia l'ex-Litorale fu ripartito nella Provincia di Gorizia, nella Provincia di Trieste, nella Provincia di Pola e nella Provincia di Fiume.

Col nome alquanto simile di zona d'operazioni del Litorale adriatico (in acronimo OZAK), essendo stata istituita col chiaro intento di una restaurazione secondo la memoria asburgica, nacque la zona militare e amministrativa del Reich nazista composta, a partire dal settembre 1943, dalle province tolte alla sovranità di Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume più quella autonoma di Lubiana, e con a capo il Gauleiter della Carinzia Friedrich Rainer.

Società

Descrizione amministrativa e linguistica La regione nel 1910 aveva una superficie di  km² e una popolazione di composta in prevalenza da italiani, friulani, sloveni e croati. Da notarsi che i dati sulla popolazione dell'epoca ci indicano unicamente i locutori delle lingue italiana, slovena o serbo-croata, dato che i censimenti austro-ungarici non chiedevano la nazionalità degli interrogati ma la loro lingua d'uso (Umgangssprache). È quindi impossibile stabilire statistiche etniche certe per il periodo.

Trieste era a maggioranza italiana: contava 118.959 italiani e 59.308 sloveni: divisi tra città con italiani e sloveni, sobborghi con italiani e sloveni, dintorni con 538 italiani e sloveni.

Nella Contea di Gorizia e Gradisca, la città di Gorizia aveva dal 1850 uno statuto proprio in base al quale il Podestà locale aveva delegate delle funzioni di autorità politica distrettuale, tolto il comando della gendarmeria e della vigilanza sulla stampa svolti dal capitano distrettuale. Contava sloveni, friulani ed italiani e stranieri. Da notarsi che durante i censimenti veniva utilizzata dall'amministrazione austro-ungarica la categoria "Italiani e Ladini": infatti si trattava per la Statistische Zentralkommission di determinare se, si o no, considerare i Friulani un popolo (Volkstamm) distinto. In un opuscolo del 1885, il figlio di Carl von Czoernig stimava per esempio i Friulani del Goriziano a locutori.

Il Margraviato d'Istria contava quindi croati, italiani, sloveni e stranieri.

In tutto il Litorale risiedevano inoltre austriaci di lingua tedesca, per lo più funzionari di stato ed ufficiali dell'esercitoBoris Gombač, Atlante storico dell'Adriatico orientale, Bandecchi & Vivaldi editori, Pontedera 2007, ISBN 978-88-86413-27-5.

Rimarchevole era anche la percentuale di stranieri, in massima parte italiani, attratti soprattutto dalle possibilità di lavoro offerte da Trieste e Pola. stranieri vivevano a Trieste (dove molti - come per esempio il poeta Umberto Saba - erano nati e vissuti sempre in città), a Gorizia e Gradisca e in Istria, per un totale di : gli italiani - chiamati "regnicoli", in vari casi sposati con sudditi dell'Impero - erano all'incirca Spezialortsrepertorium der österreichischen Länder. Bearbeitet auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1910, VII. Österreichisch-Illyrisches Küstenland, Wien 1918, p. 66; Franco Cecotti, Mobilità dei confini e modelli migratori: il caso della Venezia Giulia, p. 3.

Dati statistici nel 1910

censimento del 1910 - Ripartizione sintetica della popolazione nei territori del Litorale austriaco secondo alla lingua d'uso POPOLAZIONE CENSITA italiano LOCUTORI(in migliaia) % sloveno LOCUTORI(in migliaia) % croato LOCUTORI(in migliaia) % tedesco LOCUTORI(in migliaia) % altro LOCUTORI(in migliaia) % stranieri“Stranieri” venivano considerati gli di immigrati provenienti da altri paesi, che non avevano richiesto o che non avevano ancora conseguito la cittadinanza austriaca; circa il 70 % di essi erano sudditi del Regno d’Italia (italiani e friulani). LOCUTORI(in migliaia) % TOTALE LOCUTORI(in migliaia)Trieste 52251517Gorizia e Gradisca 3459 2 4Istria361442 314

Popolazione: Gorizia e Gradisca: pertinenti e stranieri =

Istria: pertinenti e stranieri =

Trieste: pertinenti e stranieri = 229.510

Popolazione totale: pertinenti e stranieri =

Etnie (calcolate sul totale): Italiani e Friulani: (39,85 %) Trieste: (51,83 %) Istria: (36,46 %) Goriziano: (34,57 %) Sloveni: (29,82 %) Trieste: (24,79 %) Istria: (13,69 %) Goriziano: (59,27 %) Croati: (19,08 %) Trieste: (1,04 %) Istria: (41,58 %) Goriziano: 187 (0,07 %) Tedeschi: (3,31 %) Trieste: (5,16 %) Istria: (3,28 %) Goriziano: (1,71 %) Stranieri: (7,44 %) Trieste: (16,81 %) Istria: (4,23 %) Goriziano: (4,15 %)

Note

Voci correlate Venezia Giulia Storia di Trieste Riviera Austriaca

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