Biografia
Era stato pastore di pecore nella campagna romana e poi operaio in una fabbrica, sino a che, nel 1942, si era arruolato nei Carabinieri. L'8 settembre 1943, Sbarretti si trovava in servizio presso la Stazione dei Carabinieri di Fiesole, retta dal vicebrigadiere Giuseppe Amico. Quest'ultimo, nell'aprile del 1944, era entrato in contatto con i partigiani della 5ª Brigata della Divisione "Giustizia e Libertà" e ne aveva ricevuto l'incarico di comandante militare di settore.
I carabinieri della Stazione di Fiesole, pur continuando a svolgere compiti di istituto, avevano avviato a cooperare con la Resistenza clandestina, fornendo armi, viveri e informazioni e, in alcuni casi partecipando ad azioni dirette a mettere in difficoltà i nazifascisti. Il 29 luglio del 1944, in località San Clemente, i tedeschi sorpresero la staffetta partigiana Leonardo Lunari, di 19 anni, che tentava di raggiungere gli Alleati, accompagnata da tre carabinieri.
Nel conflitto a fuoco che ne seguì cadde un soldato tedesco ma la staffetta ed il carabiniere Sebastiano Pandolfo furono catturati e fucilati dai nazisti (alla memoria di quest’ultimo sarà poi concessa la medaglia d'argento al valor militare). Nel mese di agosto, quando ormai era prossima la liberazione di Firenze, un piccolo gruppo di carabinieri, formato dai carabinieri Alberto La Rocca, Vittorio Marandola, Fulvio Sbarretti, e Francesco Naclerio, su consiglio del vicebrigadiere Amico - che era riuscito a sottrarsi alla cattura da parte dei tedeschi, che ormai sospettavano della reale attività dei carabinieri di Fiesole - si allontanarono dalla caserma per passare le linee nemiche e unirsi agli Alleati. Non ci riuscirono e, per qualche giorno, restarono alla macchia.
Quando Sbarretti ed i suoi commilitoni vennero a sapere che il Comando tedesco aveva minacciato di uccidere dieci civili presi in ostaggi qualora i carabinieri non fossero tornati in caserma, decisero di ritornare a Fiesole. Mentre Naclerio si presentava in divisa ai tedeschi, Sbarretti, La Rocca e Marandola si consegnavano in abiti civili (essendo le loro divise rimaste in caserma), con ciò rendendosi agli occhi dei tedeschi equiparabili a partigiani: consapevoli della sorte che li attendeva, dopo essere stati interrogati sulle armi da essi nascoste e trattenuti in un sottoscala dell'albergo "Aurora", i tre carabinieri furono fucilati.
La massima ricompensa al valor militare assegnata a Sbarretti e ai due commilitoni reca, con la ricostruzione dell'episodio, la medesima motivazione. A Sbarretti è stato intitolato il 174º Corso allievi carabinieri ausiliari.
Onorificenze
Note
Bibliografia
G. Barbonetti (2023) Oltre il dovere. I Carabinieri decorati al Valor Militare. Ente editoriale per l'Arma dei Carabinieri, Roma. ISBN 9788889 242575. Flavio Carbone (a cura di), I Carabinieri del 1944. Le Resistenze al regime collaborazionista. Rassegna dell'Arma dei Carabinieri - Numero Speciale 2024, ISSN
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Collegamenti esterni
Categoria:Medaglie d'oro al valor militare