Il concetto dell'angoscia. Semplice riflessione per una dimostrazione psicologica orientata in direzione del problema dogmatico del peccato originale (in danese Begrebet Angest. En simpel psychologisk-paapegende Overveielse i Retning af det dogmatiske Problem om Arvesynden) è un'opera del filosofo Søren Kierkegaard, pubblicata con lo pseudonimo di Vigilius Haufniensis il 17 giugno 1844, lo stesso giorno di Prefazioni di Nicolaus Notabene e quattro giorni dopo le Briciole filosofiche di Johannes Climacus.
Il libro è dedicato a Poul Martin Møller.
Contenuto Prefazione Introduzione 1. L'angoscia intesa come presupposto del peccato originale e come il peccato originale la cui spiegazione si ha risalendo alla sua origine 2. L'angoscia come sviluppo del peccato originale 3. L'angoscia come conseguenza di quel peccato che è la mancanza della coscienza del peccato 4. L'angoscia del peccato ovvero l'angoscia come conseguenza del peccato nel singolo 5. L'angoscia che salva mediante la fede
Tema Il libro parla di una paura senza fondamento che tortura l'uomo fin dal peccato originale, un'angoscia intesa come possibilità di esercitare la propria libertà e in questo senso anche di mostrarci la via per la salvezza. Questa condizione psichica è fondamentale nell'essere umano perché egli si trova nella sintesi tra infinito e finito, tra eterno e temporale, al confine tra necessità e libertàSu questi temi tornerà in la malattia mortale (1849)..
Il peccato originale (in danese Arvesynd che si può tradurre "peccato ereditato"Joakim Garff, Søren Kierkegaard. A Biography, Princeton University Press, 2000, p. 347.) è il primo dei passi che porta l'uomo all'esistenza, intesa come "possibilità" (non più solo "necessità", che pertiene all'essenza), attraverso la perdita dell'innocenza e dell'ignoranza a essa collegata. Ma con l'aiuto della fede – che non è frutto di meditazione razionale o esito di argomentazioni filosofiche, bensì un "salto" – si può evitare la vertigine dell'angoscia e riposare nella Provvidenza.
Il "momento", che è l'eternità riflessa nel presente, dove il tempo e l'eternità si toccano e "il tempo taglia continuamente l'eternità e l'eternità continuamente penetra il tempo"Il concetto dell'angoscia, ed. Segre, p. 68., rivela che l'eterno è nel futuro, ovvero nel possibile. Ma anche qui può esserci angoscia, perché la possibilità della libertà si rovescia nel "demoniaco", diventa malinconica e taciturna, chiusa alla comunicazioneed. cit., p. 91., pronta all'abbrutimento, all'assenza di interiorità. Fenomeni che gli appartengono, anche opposti tra loro, sono l'incredulità e la superstizione, l'ipocrisia e il desiderio di scandalizzare, l'orgoglio e la viltà, anche se essi non sono davvero degli opposti, ma tipici "sotterfugi"ed. cit., p. 112. del demoniaco. Infatti, "chi, nel rapporto con la colpa, viene educato dall'angoscia, troverà quiete soltanto nella redenzione"ed. cit., p. 118..
Edizioni Il concetto dell'angoscia, trad. Michele Federico Sciacca, Milano: Bocca, 1940 Il concetto dell'angoscia, trad. Meta Corssen, Firenze: Sansoni, 1942 Il concetto dell'angoscia, trad. ridotta a cura di Enzo Paci, Torino: Paravia, 1953 Il concetto dell'angoscia e La malattia mortale, a cura di Cornelio Fabro, Firenze: Sansoni, 1953 Il concetto dell'angoscia, a cura di Bruno Segre, Milano: Opportunity, 1994 ISBN 88-8111-130-6 Il concetto di angoscia, a cura di Cornelio Fabro, Milano: SE, 2007 ISBN 978-88-7710-717-6
Note
Voci correlate Angoscia La malattia mortale
Collegamenti esterni
Pagina sul libro dal sito a cura di Anthony Storm. Testo in SKS on line.
Categoria:Opere di Søren Kierkegaard