Gli Unni bianchi (in battriano ηβοδαλο, Ebodalo),. in alternativa detti Eftaliti (noti anche come Huna bianchi o in iranico come Spet Xyon e in sanscrito come Sveta-huna), furono un popolo che visse in Asia centrale tra il V e l'VIII secolo d.C.
Fautori della creazione di un impero, si distinsero militarmente dal 450 d.C., quando sconfissero i Kidariti, al 560, quando le forze congiunte del khaganato turco e l'impero sasanide li sconfissero.. Dopo il 560 stabilirono dei "principati" nell'area del Tokaristan sotto la sovranità dei Turchi occidentali (nelle aree a nord del fiume Oxus) e dell'impero sasanide (a sud dell'Oxus), prima che gli Yabgus di Tokara prendessero il sopravvento nel 625.
Ipotizzando come nucleo originario la Battriana, l'impero eftalita si espanse verso est fino al bacino del Tarim, poi si allargò a ovest fino alla Sogdiana e verso sud attraverso l'Afghanistan, ma non giunse mai oltre l'Hindu-Kush, occupato dagli Unni alcioni che furono erroneamente associati agli Unni bianchi da alcune fonti coeve. Gli Eftaliti si radunarono in quattro gruppi principali conosciuti collettivamente sotto la denominazione di Xyon (Chioniti) o Hunas: preceduti dai Kidariti e dagli Alcioni, gli succedettero gli Unni Nezak e il khaganato turco. Il suggestivo legame tra gli Unni bianchi e gli Unni diventati celebri nel corso delle invasioni barbariche del V secolo, pur essendo stato proposto da alcuni, resta assolutamente indimostrabile.
La roccaforte degli Eftaliti era situata nel Tokaristan (attuale Uzbekistan meridionale e Afghanistan settentrionale), sulle pendici settentrionali dell'Hindu Kush: la capitale, dapprima posta probabilmente a Konduz, venne trasferita a Balkh. Entro il 479 gli Unni bianchi avevano conquistato la Sogdiana e sospinto i Kidariti verso est, mentre nel 493 avevano catturato parti dell'attuale Zungaria e del bacino del Tarim (Cina nord-occidentale). Nel medesimo periodo storico, gli Unni alcioni si espansero fino alle porte dell'India settentrionale..
Ricostruire la storia di tale popolazione si è rivelato arduo, in quanto scarse risultano le fonti a disposizione e le opinioni degli storici divergono. Non esiste un elenco dei re e gli storici non sono sicuri di quali siano le origini del ceppo etnico o in quale idioma si esprimessero inizialmente. Pare che tra di loro si chiamassero Ebodalo (ηβοδαλο, da cui Eftali), un termine spesso abbreviato in Eb (ηβ) e riportato in alfabeto battriano su alcune delle loro monete... La genesi dell'etnonimo "Eftaliti" è sconosciuta, ma potrebbe derivare dalla parola saka *Hitala, che significa "Forte", dall'ipotetico sogdiano *Heβtalīt, plurale di *Heβtalak, o dall'espressione in pahlavi *haft āl, ovvero "i Sette Al"..
Etnonimo
Gli Unni bianchi si definivano nelle iscrizioni da loro realizzate ēbodāl (in alfabeto battriano corsivo: , in alfabeto greco: ηβοδαλο "Ebodalo"), un'espressione solitamente abbreviata in (ηβ, "Eb") nelle monete da loro coniate. Un sigillo di grandissimo valore storico e unico nel suo genere, conservato nella collezione privata del professor Aman ur Rahman e immortalato fotograficamente in una sua pubblicazione dallo studioso britannico Nicholas Sims-Williams nel 2011, mostra uno dei primi sovrani eftaliti con un viso rotondo imberbe e occhi obliqui a mandorla, intento a indossare una corona radiata con una mezzaluna singola e incorniciato dall'indicazione in scrittura battriana ηβοδαλο ββγο ("Il Signore [Yabgu] degli Eftaliti").Corone simili sono note in altri sigilli come quello di "Kedīr, l'hazāruxt" ("Kedir il Chiliarca"), datato da Sims-Williams all'ultimo quarto del V secolo d.C. sulla base della paleografia dell'iscrizione (; . Il ritrovamento è datato in un arco temporale compreso tra la fine del V secolo e l'inizio del VI d.C.. Il nome etnico «Ebodalo», allo stesso modo del titolo «Yabgu degli Ebodalo», è stato individuato anche in documenti battriani contemporanei del regno di Rob (un antico dominio grosso modo situato nel distretto di Ruyi Du Ab) al fine di descrivere dei ruoli amministrativi esistenti presso gli Eftaliti.Traduzioni di Nicholas Sims-Williams, citato in .
Le fonti greco bizantine si riferivano a tale popolazione come Hephthalitae (in greco antico Ἐφθαλῖται), Abdel o Avdel.. Per gli armeni, gli Unni bianchi erano noti come «Hephthal», «Hep't'al» e «Tetal» e talvolta identificati con i Kusani. Gli autori persiani li definivano invece quali «Hephtal», «Hephtel» e «Hēvtāls», mentre gli arabi, «Haital», «Hetal», «Heithal», «Haiethal», «Heyâthelites», (هياطلة, al-Hayațila) associandoli talvolta con i Turchi.. Secondo lo studioso baschiro Togan (1985), la forma Haytal tipica degli scritti persiani e arabi del periodo antico rappresentava un errore materiale per Habtal, in quanto la -b araba aveva delle caratteristiche comuni con la -y-.
Nelle cronache cinesi, gli Eftaliti sono chiamati Ye-tha-i-li-to (in cinese semplificato 厌带夷栗陁; in cinese tradizionale 厭帶夷栗陀; pinyin: Yàndàiyílìtuó) , o la forma abbreviata più usuale Yada 嚈噠 (nel sistema pinyin: Yèdā), o 滑 (in pinyin: Huá).. Quest'ultima denominazione è sopravvissuta in varie forme latinizzate, incluse Yeda, Ye-ta, Ye-tha; Ye-dā e Yanda. Le versioni corrispondenti del cantonese e del coreano Yipdaat e Yeoptal (), che conservano aspetti della pronuncia cinese media (approssimativamente yep-daht) in maniera migliore rispetto alla moderna pronuncia in mandarino, appaiono più coerenti rispetto alla grande varietà adoperata da scrittori occidentali.
Nell'antica India, denominazioni simili al termine "Eftaliti" restano sconosciute. È probabile che gli Unni bianchi venissero semplicemente compresi negli Huna o nei Turushka, malgrado queste definizioni possano riferirsi a gruppi più ampi o a popoli vicini. Il testo sanscrito antico Pravishyasutra menziona un gruppo di persone di nome Havitara, ma non è chiaro se il termine denotasse gli Eftaliti. Gli indiani ricorrevano anche all'espressione "Unni bianchi" (Sveta Huna) per riferirsi agli Eftaliti..
Origini Etniche
Esistono diverse teorie sull'origine del popolo in esame: le più seguite riguardano un'associazione con gli iranici. o con le tribù altaiche...
Secondo la maggior parte degli studiosi specializzati, a seguito dell'insediamento in Battria/Tokaristan, gli Eftaliti adottarono il battriano come lingua ufficiale allo stesso modo dei Kusani. Benché il battriano fosse una delle lingue iraniche orientali, esso adoperava l'alfabeto greco, probabilmente un lascito del regno greco-battriano del III-II secolo a.C. Il battriano funse, oltre che da idioma ufficiale, da lingua adottata dalle popolazioni locali governate dagli Unni bianchi..
Dallo studio delle monete, si è compreso che tra i titoli che detenevano i battriani vi erano quello di XOAΔHO ("Coadno") o Šao e quello di yabgu, di probabile origine cinese. I nomi dei sovrani eftaliti riportati nello Shāh-Nāmeh dell'autore persiano Firdusi sono iranici, mentre le iscrizioni di gemme e altre prove dimostrano che l'élite eftalita si esprimeva in iranico orientale.. Nel 1959, Kazuo Enoki propose che gli Eftaliti fossero probabilmente indoeuropei orientali iranici, poiché alcune fonti indicavano la loro origine legata alla Battriana, un'area nota per essere stata abitata da comunità indo-iraniane nell'antichità. Richard Nelson Frye accettò cautamente l'ipotesi di Enoki, sottolineando al tempo stesso come gli Eftaliti «erano probabilmente una commistione di popoli». Secondo lEncyclopædia Iranica e lEnciclopedia dell'Islam, gli Unni bianchi probabilmente avevano le proprie radici nell'odierno Afghanistan. Alcuni studiosi, tra cui Josef Markwart e René Grousset, hanno proposto origini proto-mongoliche.. Yu Taishan faceva invece risalire le origini degli Unni bianchi ai nomadi Xianbei e a delle comunità originarie del regno di Goguryeo, nell'odierna Corea del Nord. Altri studiosi come Étienne de la Vaissière, sulla base di una recente rivalutazione delle fonti cinesi, suggeriscono che gli Eftaliti fossero inizialmente di origine turca e che successivamente adottarono la lingua battriana, dapprima per scopi amministrativi, e forse in seguito come lingua madre; secondo Rezakhani, questa ricostruzione appare «al momento attuale la più valida»..De la Vaissière si è così espresso: «[Un] sigillo pubblicato di recente reca il titolo di un signore di Samarcanda del V secolo in siffatta maniera: βαγο ογλαρ(γ)ο – υονανο, ovvero 're degli Unni Oglari'» (). Si ipotizza che "Oglar" derivi dal turco oǧul-lar > oǧlar "figli; principi" più un suffisso dell'aggettivo iraniano -g (). In alternativa, malgrado sia meno probabile, "Oglarg" potrebbe corrispondere a "Walkon", e di conseguenza agli Unni alcioni, sebbene il sigillo sia più vicino ai generi di monete prodotte dai Kidariti (Wan 2013, p. 286). Un altro sigillo, denominato AA2.3 e rinvenuto nel Kashmir, recita "ολαρ(γ)ο" (). Il sigillo del Kashmir è stato pubblicato da Grenet, ur Rahman e Sims-Williams (2006:125-127), i quali avevano messo a confronto l'ολαργο (Ularg) rinvenuto sul sigillo all'etnonimo οιλαργανο ("popolo di Wlarg") attestato in un documento battriano scritto nel 629 d.C. (). Lo stile dei suggellamenti è correlato ai Kidariti, mentre il titolo "Kushanshah" è noto perché scomparso assieme al declino del popolo appena menzionato ()
È verosimile che gli Unni bianchi possano essere stati una confederazione di varie comunità che parlavano lingue diverse. Secondo Richard Nelson Frye:
Geografiche
Secondo recenti studi, la roccaforte degli Eftaliti è sempre stata localizzata nel Tokaristan, sulle pendici settentrionali dell'Hindu Kush e tra l'attuale Uzbekistan meridionale e Afghanistan settentrionale. La loro capitale era probabilmente Kunduz, indicata dallo studioso dell'XI secolo Al-Biruni come War-Walīz: secondo Rezakhani, potrebbe stare alla base dell'origine di uno dei nomi dati dai cinesi agli Eftaliti, ovvero Hua (滑, in pinyin Huá).
Gli Unni bianchi potrebbero aver iniziato la loro migrazione partendo da est e spostando attraverso i Monti del Pamir, forse passando dall'area di Badaksan. In alternativa, potrebbero essersi trasferiti dalla regione dei Monti Altai, passando inosservati tra le ondate di invasori Unni..
Dopo l'espansione eseguita verso ovest o verso sud, gli Eftaliti si stabilirono in Battriana e scacciarono gli Unni alcioni, i quali si espansero nell'India settentrionale. Gli Eftaliti entrarono in contatto con l'impero sasanide e decisero di fornire appoggio militare a Peroz I, desideroso di sottrarre il trono a suo fratello Ormisda III.
Successivamente, alla fine del V secolo, gli Eftaliti si espansero in vaste aree dell'Asia centrale e occuparono il bacino del Tarim fino a Turfan. Una volta sottratto il controllo dell'area ai Ruanruan, che avevano accumulato ingenti ricchezze dalle città che dovevano loro un tributo; tuttavia, in una fase successiva, vennero indebolite dagli assalti dei Wei del nord..
Relazioni con gli Unni europei
Secondo Martin Schottky, gli Eftaliti non avevano alcun legame diretto con gli Unni europei, ma potrebbero essere stati casualmente correlati alla migrazione che misero in atto. Le tribù in questione solevano definirsi consapevolmente come "Unni" allo scopo di spaventare i loro nemici. Al contrario, de la Vaissière ritiene che tale popolo avesse avuto un ruolo nelle grandi migrazioni degli Unni avvenute nel IV secolo d.C. dalla regione dell'Altai all'Europa: in particolare, tali comunità «rappresentavano gli eredi politici, e in parte culturali, degli Xiongnu».. Questo massiccio flusso di spostamenti venne apparentemente innescato da un importante cambiamento climatico, con l'aridità che colpì i pascoli montani dei Monti Altai durante il IV secolo d.C.. Secondo Amanda Lomazoff e Aaron Ralby, esiste un elevato margine di corrispondenza tra il «regno del terrore» di Attila a ovest e l'espansione meridionale degli Eftaliti, con delle ampie sovrapposizioni territoriali tra le due comunità in Asia centrale.