Il Liechtenstein (IPA: ), ufficialmente Principato del Liechtenstein ( ) è uno Stato indipendente dell'Europa centrale, ubicato lungo il confine tra Svizzera e Austria.
Con una superficie di è il sestultimo Paese del mondo per estensione. La sua lingua ufficiale è il tedesco, parlata in diglossia con una sua variante alemanna.
Nato come principato del Sacro Romano Impero, fu parte della Confederazione germanica fino al 1866, anno della propria indipendenza. Il Liechtenstein è una monarchia costituzionale, il cui principe è Giovanni Adamo II, il quale ha affidato nel 2004 la reggenza dello Stato a suo figlio, il principe ereditario Luigi. Il potere legislativo è esercitato da una camera elettiva di 25 rappresentanti; il governo è composto da cinque ministri. La capitale dello Stato, sede sia della residenza del principe che del parlamento e del governo, è Vaduz.
Si tratta del Paese con il più elevato PIL pro capite del mondo (~), con uno sviluppato settore finanziario; la sua valuta è il franco svizzero (CHF).
Storia
Dal "Sacro Romano Impero" all'età moderna
Anticamente il territorio del Liechtenstein era parte del Sacro Romano Impero. Si costituì come feudo statale autonomo intorno al 1714 quando l'imperatore Carlo VI lo concesse alla famiglia principesca che ancora lo detiene. Per secoli questo territorio, geograficamente lontano dagli interessi strategici dell'Europa, ebbe poco impatto sulla storia del continente.
L'attuale dinastia prende il nome dall'omonimo castello di Liechtenstein nella Bassa Austria, di cui la famiglia fu in possesso dal 1140 circa al XIII secolo e dal 1807 in poi. Attraverso i secoli, la famiglia acquisì nuovi territori, soprattutto in Moravia, nella Bassa Austria, in Slesia e in Stiria e ottenne il titolo principesco ereditario nel 1608. Pur essendo una delle maggiori famiglie di tutti i domini asburgici non aveva però titolo per sedere nella Dieta imperiale.
Solo nel 1699 e nel 1712 la famiglia ottenne due Herrschaft ("Signorie") di modesta importanza ma feudi imperiali diretti: rispettivamente Schellenberg e la contea di Vaduz, che fruttarono finalmente il seggio al Consiglio dei Principi del Reichstag.”Li sovrani del mondo” tomo 2, Venezia 1720, pag.68. Il 23 gennaio 1719 Carlo VI d'Asburgo decretò l'unione tra Vaduz e Schellenberg, ed elevò la locale contea a Fürstentum ("Principato") con il nome di "Liechtenstein" in onore di Antonio Floriano del Liechtenstein. È in questa data che il Liechtenstein entrò ufficialmente a fare parte degli Stati del Sacro Romano Impero.
Il XIX secolo e la sopravvivenza Nel 1806 gran parte del Sacro Romano Impero fu invaso dalle truppe della quarta coalizione. Durante le operazioni militari l'Imperatore Francesco II abdicò e l'Impero fu sciolto; di seguito, il principato, che era uno Stato sovrano, entrò a fare parte della Confederazione del Reno. Durante le guerre napoleoniche, il principe del Liechtenstein ne fu membro, vassallo de facto come tutti gli altri Stati aderenti, dell'imperatore Napoleone Bonaparte, sino alla dissoluzione della Confederazione il 19 ottobre 1813.
Due anni dopo il Liechtenstein aderì alla Confederazione germanica (20 giugno 1815 – 23 agosto 1866), presieduta dall'imperatore d'Austria. Nel 1818 Giovanni I garantì una costituzione allo Stato. Nel 1836 fu aperta la prima fabbrica dello Stato, con l'avvio della produzione di ceramiche.
Allo scoppio della guerra austro-prussiana nel 1866 furono fatte pressioni sul Liechtenstein e, quando la pace fu firmata, la Prussia accusò il principato di essere stato la causa del conflitto (il suo status avrebbe consentito che, alla pari di tutti gli altri principati tedeschi non asburgici, partecipasse alla fondazione della nuova confederazione ovvero divenisse parte integrante della futura Germania, ma in questa ipotesi la sua caratteristica di exclave trovò l'ostacolo dell'Impero Asburgico).
L'esercito fu abolito nel 1868, subito dopo la guerra austro-prussiana, in cui il Liechtenstein schierò un esercito di ottanta uomini a scopo difensivo.. Tuttavia, il Liechtenstein ha la facoltà di ripristinare le sue forze armate.
Le guerre mondiali
Il primo dopoguerra
Fino al termine della prima guerra mondiale, il Liechtenstein fu sempre socialmente ed economicamente legato all'Impero austriaco prima e a quello austro-ungarico poi. La devastazione economica subita durante il primo conflitto mondiale portò però il piccolo Stato a concludere accordi monetari con la confinante Svizzera (che già ne curava la difesa dei confini). Al crollo dell'Impero austro-ungarico, lo Stato venne sciolto da ogni residuo obbligo verso l'Austria.
Gli anni seguenti la prima guerra mondiale furono importanti per il Liechtenstein: nel 1921 fu varata la nuova Costituzione; nel 1923 il Paese entrò in Unione Doganale con la Svizzera; nel 1924 il Paese adottò come propria valuta il franco svizzero.
Questo periodo fu marcato da due gravi eventi: nel 1927 una terribile inondazione mise a dura prova l'economia del Paese; nel 1928 il fallimento della Sparkasse (Cassa di Risparmio) del Liechtenstein azzerò le riserve del locale Ministero del tesoro.
Il Liechtenstein fu finanziariamente rovinato e pesantemente indebitato con la Svizzera. Subito dopo fu varata una legislazione che permise il segreto sui clienti e sui conti bancari. In Liechtenstein sorsero aziende private che, cavalcando il periodo d'incertezza che caratterizzò il primo dopoguerra, diedero spazio a una moltitudine di avventurieri finanziari.
La seconda guerra mondiale
Nel corso della seconda guerra mondiale, il Liechtenstein rimase neutrale: è l'epoca del principe Francesco Giuseppe II del Liechtenstein, che assicurò la neutralità e l'inviolabilità del principato di fronte alla seconda guerra mondiale; oggi la sua figura è celebrata con la festa nazionale del Liechtenstein. I tesori del Principato e quelli della famiglia del principe vennero tratti in salvo a Londra. I principi del Liechtenstein vissero a Vienna sino all'Anschluss del 1938; l'annessione dell'Austria rappresentò un grave pericolo per il principato, dato che la condizione che ne aveva originato l'indipendenza era stata la rivalità tra Germania e Austria; venendo a mancare questa, veniva a mancare un prezioso bilanciamento di interessi esterniEccardt, Thomas (2005). Secrets of the Seven Smallest States of Europe. Hippocrene Books. p. 176. ISBN 978-0-7818-1032-6.. L'espansionismo hitleriano rappresentò quindi un grave rischio, in quanto il Liechtenstein dal 1866 non aveva mai firmato un trattato di pace con la Prussia, e di conseguenza poteva considerarsi ancora in guerra con lo Stato suo erede, ovvero la Germania. Il più recente legame con la Svizzera scongiurò tale prospettiva.
Dal secondo dopoguerra a oggi Dopo la seconda guerra mondiale la Cecoslovacchia, predecessore della Repubblica Ceca e della Slovacchia, agendo per sequestrare quelli che considerava possedimenti tedeschi, espropriò la totalità dei territori e dei possedimenti ereditari della dinastia dei Liechtenstein in Boemia, Moravia e Slesia. Queste espropriazioni a cui fu soggetta la famiglia sono ancora oggi discusse presso la Corte internazionale di giustizia, e includevano oltre 1.600 chilometri quadrati (dieci volte la dimensione del Liechtenstein) di terreno agricolo e foreste, oltre a svariati castelli e palazzi. Durante la guerra fredda, ai cittadini del Liechtenstein fu proibito di entrare nella Cecoslovacchia. Il conflitto diplomatico riguardo ai contestati decreti Beneš del dopoguerra ha prodotto la non condivisione delle relazioni internazionali da parte del Liechtenstein con la Repubblica Ceca e la Slovacchia, stabilite tra Liechtenstein e la Repubblica Ceca solo il 13 luglio 2009, e con la Slovacchia il 9 dicembre 2009.
Al termine del conflitto, per risanare le casse dello Stato, i principi del Liechtenstein furono costretti a vendere alcune delle loro preziose opere d'arte.
Un altro contenzioso si ebbe nel 1955 con il Guatemala a proposito di un tedesco cresciuto in Guatemala e divenuto cittadino del Liechtenstein, che fu arrestato come nemico al suo rientro in Guatemala: si tratta del caso Nottebohm.
In seguito a oculate iniziative di natura economica fu favorito l'insediamento nel territorio di imprese finanziarie, commerciali e industriali. Le iniziative, favorite da tutela legislativa e da tassazioni favorevoli, ebbero grande successo, con l'insediamento nel principato di molte aziende, soprattutto finanziarie.
Oggi, il principe del Liechtenstein è uno degli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio stimato in circa 4 miliardi di dollari. Il popolo del principato detiene il più alto reddito pro capite del mondo.
Geografia
Quarto stato più piccolo d'Europa, il Liechtenstein è situato nelle Alpi tra la Svizzera e l'Austria, nella regione geografica dell'Alta Svevia. Il suo territorio appartiene alla valle del Reno, che segna tutto il suo confine occidentale. È uno dei soli tre stati europei (insieme ad Andorra e Moldavia) ad avere una doppia triplice frontiera con le stesse due nazioni. Inoltre, il Liechtenstein è doppiamente senza sbocco sul mare, ossia confina solo con stati senza sbocchi sul mare. La parte orientale del Paese è completamente montuosa e il punto più alto è il Grauspitz, con un'altezza di .
Clima Nonostante la collocazione alpina, il clima del Liechtenstein è abbastanza mite, grazie ai venti che soffiano da meridione. Durante l'inverno, le montagne offrono una serie di ottime stazioni per gli sport invernali.
Società Demografia Distribuzione per municipalità (a giugno 2019): MunicipalitàPopolazione residenteVaduz5.668Triesen5.230Balzers4.628Triesenberg2.643Schaan5.998Planken478Eschen4.459Mauren4,404Gamprin1.663Ruggell2.295Schellenberg1.091Liechtenstein38.557
Popolazione Un terzo degli abitanti del Liechtenstein è costituito da stranieri provenienti soprattutto da Svizzera, Austria e Germania, oltreché da Italia, Portogallo, Turchia e Kosovo.
Religione
La religione di Stato (riconosciuta come tale dalla Costituzione) e praticata dalla maggioranza della popolazione è quella cristiana cattolica; la comunità cattolica è amministrata dall'arcidiocesi di Vaduz eretta nel 1997 (fino ad allora dipendeva dalla diocesi di Coira), dopo che nel 1985 Santa Sede e Liechtenstein avevano stretto relazioni diplomatiche con la nomina del principe Nikolaus (figlio di Francesco Giuseppe II del Liechtenstein) ad ambasciatore in Vaticano, carica che mantenne per oltre trent'anni. Lo stesso papa Giovanni Paolo II volle visitare il principato l'8 settembre 1985, pochi giorni dopo l'avvio di formali rapporti diplomatici (il 28 agosto). Vedi anche Annuario Pontificio per dati sulla stessa arcidiocesi di Vaduz, la nunziatura apostolica, etc.
Vi è una cospicua minoranza protestante, di tradizione calvinista e luterana. La seconda religione più diffusa nel paese è l'islam, praticato dalla minoranza di origine turca e kosovara.
Lingue La lingua ufficiale è il tedesco nella sua variante svizzera, usato in diglossia con i locali dialetti tedeschi alemanni, strettamente correlati allo svizzero tedesco. A Triesenberg il dialetto è di tipo walser. Una delle lingue straniere più parlate insieme all'inglese è l'italiano, per via della vicinanza all'Italia e alla Svizzera e per la storia di emigrazione italiana anche in queste zone.
Condizione della donna e diritti civili Il Liechtenstein è stato l'ultimo paese europeo a riconoscere il suffragio femminile, introdotto il 1° luglio 1984.