Lucky Starr e il grande sole di Mercurio (Lucky Starr and the Big Sun of Mercury) è un romanzo di fantascienza avventurosa del 1956 di Isaac Asimov, quarto volume del ciclo di Lucky Starr pensato per un pubblico giovanile.
È stato pubblicato in italiano per la prima volta nel 1963 col titolo Spie su Mercurio ed edito anche col titolo Lucky Starr e il gran sole di Mercurio.
Ambientazione Il romanzo si svolge sul pianeta Mercurio, che viene presentato, conformemente alle cognizioni dell'epoca, come un pianeta diviso in due emisferi, l'uno rivolto sempre verso il sole e quindi rovente, e l'altro che non lo vede mai ed è quindi freddissimo. A causa delle librazioni, analoghe a quelle lunari, il confine tra le due zone, punto dove si trova l'Osservatorio che costituisce il teatro principale del romanzo, si sposta di poche centinaia di metri. In realtà, come fu scoperto molto dopo la stesura del romanzo, la rotazione di Mercurio non è pari alla rivoluzione, ma a due terzi esatti della stessa, dando luogo a "giorni" che, per l'effetto combinato dei due moti, hanno una durata doppia rispetto all'"anno".
Trama Lucky Starr e Bigman si recano su Mercurio per quella che sembra una semplice bega politica: il costoso progetto che si sta svolgendo laggiù è diventato il bersaglio degli attacchi del senatore Swenson, che accusa il Consiglio di sprecare il denaro pubblico in fantasie assurde. L'arrivo è però subito molto movimentato e pericoloso: Scott Mindes, il giovane ingegnere responsabile del progetto, porta i due fuori sul suolo di Mercurio con la scusa di un "giro turistico", ma in realtà vuole ansiosamente fornire per primo la sua versione dei fatti: non è sua la colpa dei mancati progressi del progetto, e ha cercato di trovare chi possa essere a danneggiare gli impianti sulla faccia illuminata del pianeta. Durante i suoi viaggi di ricognizione, come ha controllato in seguito, nessuno si era mosso dall'Osservatorio, che funge anche da sede per il Progetto Luce; tuttavia ha intravisto una figura umana muoversi e restare a lungo sotto il sole, cosa che nessun uomo, per quanto protetto da una tuta isolante apposita, può sopportare. Il giovane è chiaramente disperato e isterico perché sa di non essere creduto; e quando Bigman esprime la sua incredulità, perde la testa e spara col grosso blaster che ha con sé verso Lucky, che si salva solo per la goffaggine di Mindes e l'aiuto di Bigman.
I due riportano Mindes svenuto all'Osservatorio, dove viene preso in cura dal dottor Gardoma, medico dell'Osservatorio e amico di Mindes, che illustra a Lucky lo scopo ultimo del progetto: utilizzare l'iperspazio, mezzo attraverso cui le astronavi riescono a raggiungere le stelle, per farvi passare la luce, con effetti non ottenibili nello spazio normale: in un futuro non troppo vicino potrebbe diventare possibile controllare e modificare a piacimento il clima terrestre. La loro conversazione è interrotta dall'arrivo di Urteil, investigatore al servizio del senatore Swenson, che non esita a insinuare che l'attacco contro Lucky sia stato premeditato. Urteil è una persona aggressiva, sicura e indisponente: l'attrito con Bigman è violento fin dal primo momento, ma anche Gardoma dimostra di odiarlo molto. Urteil se ne va dopo aver consigliato Lucky di stare in guardia da Mindes, da Gardoma che è suo amico, e di controllare ogni tuta isolante che indosserà.
Subito dopo, Lucky e Bigman conoscono l'anziano capo dell'osservatorio, il dottor Peverale, che si scusa per l'accaduto e assegna loro una stanza, la migliore disponibile. L'indomani ci sarà un banchetto in loro onore. Nella stanza, ci sono anche delle tute isolanti per la parte illuminata di Mercurio: ma Lucky, esaminandola attentamente, scopre un taglio, che l'avrebbe fatta diventare una trappola mortale. L'avvertimento di Urteil sembra quindi serio. I due vanno quindi a trovare Mindes, che non ricorda gli avvenimenti del giorno prima, e che ripete, con più ragionevolezza, quanto aveva confusamente detto prima di attaccare Lucky, il quale gli promette che indagherà. Durante il banchetto del giorno dopo, l'investigatore dileggia Mindes, sottolineando come non riesca a portare a termine il progetto pilota, e in seguito chiede a Lucky che cosa penserebbe se gli dicesse che il progetto è tutta una costosa farsa. Lucky gli risponde dandogli del bugiardo professionista, e quando Urteil si adira Bigman lo "calma" piantando un coltello tra le dita della mano che Urteil ha sbattuto sul tavolo.
A questo punto, il dottor Peverale interviene ed espone la sua teoria sui danneggiamenti al Progetto Luce: si tratterebbe di uomini di Sirio, o pagati dai siriani. In qualità di astronomo, ha partecipato ad un convegno su Sirio cinque mesi prima, e ciò che ha visto sembra spaventarlo molto: i Siriani sono pochi ma forti, indipendenti ed efficienti, e suppliscono al difetto del numero col lavoro dei numerosi robot, che sembrano amare più degli esseri umani. Razzisti esasperati, considerano il miscuglio razziale della terra come una minaccia, e le sue risorse come una preda ambita. Ciò che ha visto Mindes doveva dunque essere di origine siriana. Lucky a questo punto coglie la palla al balzo e aggiunge: se ci sono siriani su Mercurio, qual è il posto migliore dove nascondersi? Proprio sotto l'osservatorio ci sono delle miniere abbandonate, in posizione perfetta per essere vicino al progetto da danneggiare. Lui e Bigman scenderanno appena possibile nei cunicoli delle miniere per verificare la presenza di eventuali siriani.
Appena lasciato il banchetto, Lucky ferma il dottor Cook, il vice di Peverale, e gli chiede di vederlo privatamente in stanza, dove gli mostra la tuta danneggiata, facendosela sostituire, e gli chiede di procurargli delle mappe delle miniere per studiare con lui il percorso migliore per l'esplorazione. Durante la preparazione del piano, cui collabora benché ritenga che l'interferenza siriana sia solo una fissazione del vecchio capo astronomo, Cook racconta anche la leggenda sorta sulla chiusura delle miniere: oltre ai costi eccessivi, ci sarebbero state misteriose morti per congelamento a più riprese tra minatori nei cunicoli, che avrebbero dato il colpo di grazia agli impianti. Con due ergometri tascabili per individuare fonti energetiche, i due entrano nelle miniere di Mercurio; ma poco dopo, Lucky spiega a Bigman che la ricerca della base siriana nelle miniere era una finta: il suo vero scopo era effettuare una ricerca sul lato illuminato, come Mindes, ma col vantaggio che nessuno nella base sapesse della sua presenza. Cosa più seccante per Bigman, lui dovrà restare nelle miniere, tenendosi in contatto come convenuto con Cook e simulando la presenza di Lucky in qualche modo. Le loro strade a questo punto si dividono.
Bigman procede per qualche tempo, ma quando si ferma percepisce attraverso la tuta una lieve vibrazione ritmica: in assenza di suono, è tutto quello che si può percepire di un passo che si avvicina. Si fa sorpassare dallo sconosciuto, poi lo affronta con il blaster in mano. Ma non è un siriano: si tratta di Urteil, che aveva seguito il loro percorso parallelamente al tunnel che stavano esplorando. Nonostante sia sotto tiro, Urteil non perde la calma, anzi provoca e innervosisce Bigman, al punto che, quando Urteil dice di vedere Lucky che arriva, Bigman si gira, consentendogli di aggredirlo e strappargli l'arma. Ora è Urteil a minacciare Bigman, dicendo di non temere alcuna punizione se anche dovesse ucciderlo, e aumentando sempre di più la pressione su di lui. Ma accade qualcosa: quello che sembra un tentacolo di roccia si stacca dalla parete, e si avvinghia ad Urteil, che rimane paralizzato dal freddo che la cosa genera. Bigman si precipita per prendere il blaster e sparare alla creatura, ma un'altra della stessa specie attacca anche lui, e i due crollano a terra sul punto di andare ad aggiungersi alle misteriose vittime di congelamento nelle miniere.
Nel frattempo Lucky, salito alla superficie da un cunicolo secondario, è passato dalla Shooting Starr per indossare la tuta isolante che vi aveva lasciato prima, e si è incamminato verso il lato illuminato. L'ergometro ha captato qualcosa: la fonte di energia, come si capisce dopo qualche minuto di inseguimento, si sposta, il che significa che non è naturale. Nonostante l'aumento della temperature, Lucky si spinge sempre più avanti, fino a trovarsi a breve distanza da una figura umana posta di spalle: ma quando le dice di voltarsi, la figura mostra di essere un robot.
Il robot, che appare subito danneggiato dal calore, risponde alle domande di Lucky, fornendo il suo numero di serie ed ammettendo di essere stato fabbricato su Sirio. Non vuole tuttavia rispondere alla domanda su chi gli abbia dato il compito di danneggiare gli impianti. Lucky cerca di far leva sulla Prima Legge, minacciando di restare al sole anziché all'ombra se non gli dirà quanto chiede. Il robot si comporta molto confusamente, volendo prima portare all'ombra con la forza, e poi volendolo aggredire. Allora Lucky capisce: il danneggiamento del robot non è fisico, ma cerebrale, e le sue minacce hanno probabilmente destabilizzato del tutto il robot, che ora pare non ricordare più la prima legge. Cerca allora di scansare gli attacchi e di portare entrambi all'ombra di una roccia, nella speranza che il freddo calmi il robot; non ci riesce, ed inoltre quando si risolve a sparare al robot scopre che il calore ha indebolito pure lui, in maniera che non riesce a sparare e viene abbrancato dal robot, che lo afferra e lo tiene piegato in due.
Nel frattempo Bigman tenta un'ultima carta per sopravvivere: riesce faticosamente a strappare dalla mano di Urteil il blaster e a regolarlo in modo che diventi rovente, poi lo lancia poco distante. Le creature rocciose lasciano gli uomini per l'arma, e Bigman chiama aiuto. Ritornato alla cupola, e ripresosi, Bigman affronta Urteil, che finge di non ricordare che Bigman gli ha salvato sostanzialmente la vita, e prosegue a minacciare scandali contro il consiglio: Bigman, allora, lo sfida a battersi con la gravità di Mercurio, con in palio la desistenza di Urteil dai suoi maneggi se perde. Urteil accetta, ma la sfida tende a favore di Bigman, e ad un certo punto Urteil viene strattonato da Bigman mentre cerca di alzarsi, finendo per effettuare un vero e proprio volo, che si interrompe quando all'improvviso la gravità ritorna al livello terrestre. Cadendo a terra, Urteil batte il capo e muore. Mentre si discutono le responsabilità dell'accaduto, arriva Peverale, che quasi senza preoccuparsi del morto, chiede a Bigman dove sia Lucky Starr. Alle tergiversazioni dell'ometto, Peverale risponde dicendo che Mindes, uscito per uno dei suoi voli di ricognizione, ha visto Lucky Starr avvinghiato a un robot. E probabilmente morto.