Ottobiano (Utibiän in dialetto lomellino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Pavia, in Lombardia.

Geografia fisica Ottobiano è situato nella parte centrale della Lomellina, nella pianura occidentale della provincia di Pavia. Il territorio comunale, interamente pianeggiante, presenta le caratteristiche tipiche della Pianura Padana ed è attraversato dal torrente Arbogna, affluente dell'Agogna.

Il centro abitato dista circa da Pavia, da Milano e da Vigevano.

Origini del nome Il toponimo è attestato già nell'876 nella forma Ocio de Octabiano, mentre nei documenti medievali ricorre anche come Octabianum; l'attuale forma «Ottobiano» si affermò progressivamente in età moderna.

L'etimologia generalmente proposta riconduce il nome al latino Octavianum, forma prediale derivata dall'antroponimo Octavius o Octavianus. Il termine avrebbe pertanto indicato originariamente un fundus o praedium Octavianum, ossia un fondo agricolo appartenente a un membro della gens Octavia, secondo un modello toponomastico diffuso nei territori romanizzati dell'Italia settentrionale.

La derivazione da Octavianum, tradizionalmente accolta dalla toponomastica lombarda, rimane tuttavia un'ipotesi linguistica: non sono infatti noti documenti che attestino direttamente l'esistenza nel territorio di un possedimento della famiglia Octavia.

Storia Dalle origini all'età viscontea Le origini di Ottobiano sono generalmente ricondotte all'età romana. Sebbene non siano emerse testimonianze archeologiche tali da documentare con certezza l'esistenza di un centro abitato di epoca romana, il toponimo medievale Octabianum lascia supporre la presenza di un fundus o praedium appartenente a un esponente della gens Octavia, secondo uno schema insediativo ampiamente attestato nella Transpadana.

Le prime attestazioni documentarie dell'abitato risalgono all'alto Medioevo. Nell'876 compare infatti la forma Ocio de Octabiano, mentre nel corso del XIII secolo il borgo figura tra le località appartenenti al contado di Pavia. Nel 1250 Ottobiano è ricordato quale sede di una podesteria con giurisdizione su alcuni centri limitrofi, rivestendo pertanto un ruolo amministrativo di rilievo nella Lomellina.

Nel XIV secolo, come numerosi altri centri della Lomellina centrale e occidentale, Ottobiano passò sotto il controllo della famiglia Beccaria di Pavia, che mantenne il possesso del feudo anche dopo l'affermazione della signoria dei Visconti.

Il dominio dei Birago Nel 1428 il duca di Milano investì del feudo Andrea Birago, ambasciatore ducale appartenente all'omonima famiglia patrizia milanese, già feudataria di Frascarolo e di altri territori lomellini.

Alla morte di Andrea il feudo passò temporaneamente ai De Rossi di Piacenza, ma nel 1481 ritornò al nipote Pietrino Birago. Da allora rimase sostanzialmente nelle mani dei Birago, salvo una breve confisca durante l'occupazione francese del Ducato di Milano. Estintasi la linea locale della famiglia, il feudo passò al ramo piemontese, il cui esponente Enrico Birago ottenne nel 1791 il titolo di barone di Ottobiano.

Il feudo comprendeva anche le cascine Confalonera e Ardizzi, che in seguito costituirono un comune autonomo prima di essere aggregate a Ferrera Erbognone.

Nella carta del Ducato di Milano realizzata nel 1581 e conservata presso la Galleria delle carte geografiche dei Musei Vaticani, il nome del paese compare nella forma alterata Datlibaio.

Dall'età sabauda all'Unità d'Italia In seguito ai trattati di Utrecht e Rastatt, nel 1713 Ottobiano, insieme all'intera Lomellina, passò dai domini spagnoli a quelli della Casa Savoia.

Il regime feudale cessò definitivamente nel 1797, durante la dominazione napoleonica della Repubblica Cisalpina, con l'abolizione dei diritti feudali. Dopo la parentesi francese e la successiva Restaurazione, il comune entrò a far parte del Regno di Sardegna e, con il riordino delle circoscrizioni provinciali del 1859 promosso dal governo di Camillo Benso, conte di Cavour, fu inserito nella nuova provincia di Pavia.

Dall'Unità d'Italia all'età contemporanea Dopo l'Unità d'Italia, Ottobiano mantenne una vocazione prevalentemente agricola, fondata sulla coltivazione del riso, dei cereali e sull'allevamento, attività tipiche della pianura lomellina. Nel corso del Novecento il paese seguì le trasformazioni economiche e sociali comuni all'intero territorio, caratterizzate dalla progressiva meccanizzazione dell'agricoltura e dalla conseguente diminuzione della popolazione impiegata nel settore primario.

A partire dagli anni settanta del XX secolo il comune acquisì notorietà in ambito sportivo grazie alla realizzazione dell'Ottobiano Motorsport, complesso dedicato alle competizioni motociclistiche e automobilistiche che negli anni ha ospitato manifestazioni nazionali e internazionali.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 24 dicembre 1954. Stemma

Gonfalone Il gonfalone è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Tra gli edifici di interesse storico-religioso figura la chiesa di San Michele, successivamente dedicata a san Rocco, oggi conservata solo parzialmente. Al suo interno è presente un ossario, testimonianza delle antiche pratiche funerarie della comunità locale.

La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo costituisce il principale edificio di culto del paese. Più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, conserva al proprio interno opere d'arte e arredi sacri riconducibili all'età moderna.

Nel cimitero comunale si trova inoltre la Cappella funeraria Vitale, progettata dall'architetto razionalista Piero Bottoni, annoverata tra le opere lombarde dell'architetto.

Architetture civili Nel centro storico si conservano alcuni edifici di impianto medievale e moderno, affiancati da numerose cascine storiche che testimoniano la tradizionale vocazione agricola del territorio lomellino. Tra queste rivestono particolare interesse la cascina Rotorta, presso la quale furono effettuati importanti ritrovamenti archeologici, e altri complessi rurali sorti tra il XVI e il XIX secolo, caratterizzati dalla tipica architettura delle aziende agricole della pianura irrigua lombarda.

Siti archeologici Il territorio di Ottobiano ha restituito numerose testimonianze di età romana. Nel 1976, in seguito al disboscamento di un'area nei pressi della cascina Rotorta, fu rinvenuta una necropoli costituita da circa quaranta sepolture, databili tra la seconda metà del I secolo a.C. e il I secolo d.C. Il complesso archeologico, noto come Necropoli della Rotorta, rappresenta una delle principali testimonianze della presenza romana nel territorio lomellino.

Nel corso degli anni settanta del Novecento furono inoltre rinvenuti due vasi in terracotta contenenti ripostigli monetali di epoca romana imperiale. Le monete, coniate in un arco cronologico compreso tra il principato di Augusto e quello di Filippo l'Arabo, confermano la continuità della frequentazione del territorio durante l'età imperiale.

Società Evoluzione demografica

Infrastrutture e trasporti Tra il 1884 e il 1933 Ottobiano fu servita da un'importante stazione tranviaria comune alle linee Mortara–Ottobiano–Pieve del Cairo e Novara–Vigevano–Ottobiano, appartenenti alla rete tranviaria extraurbana della Lomellina.

La stazione di Ottobiano costituiva uno dei principali nodi della rete tranviaria lomellina, fungendo da punto d'interscambio fra le due linee e assicurando i collegamenti con Mortara, Vigevano, Novara e Pieve del Cairo. La sua importanza era attestata anche dall'impiego regolare della tratta Vigevano–Ottobiano per il trasporto della corrispondenza postale destinata ai comuni della Lomellina.

L'esercizio delle linee cessò nel 1933, nell'ambito della progressiva soppressione delle tranvie extraurbane lombarde, sostituite dai servizi automobilistici.

Amministrazione Sindaci

Sport L'impianto sportivo di maggiore rilevanza del comune è lOttobiano Motorsport, centro polifunzionale dedicato agli sport motoristici situato nella periferia dell'abitato.

Inaugurato nel 1999, il complesso comprende un kartodromo, una pista per supermotard, un circuito da motocross, aree destinate al fuoristrada e ulteriori spazi dedicati alle attività motoristiche. Il kartodromo, denominato South Milano, ospita regolarmente competizioni, manifestazioni e sessioni di prova per kart e supermoto, mentre il circuito da motocross è stato più volte sede di gare di livello nazionale e internazionale.

Nel corso degli anni l'impianto ha accolto numerosi piloti di rilievo del motociclismo italiano e internazionale, tra cui il pluricampione del mondo Antonio Cairoli, che vi ha disputato gare e sessioni di allenamento.

Note

Bibliografia

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