The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair (The Blair Witch Project) è un film del 1999 scritto, diretto e montato da Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez.

Realizzato da una coppia di registi/autori esordienti che sfruttano la tecnica del found footage, il film si colloca a metà strada tra il genere documentaristico e l'horror. Preceduto da un'originale campagna pubblicitaria, il film ha ottenuto molti consensi di pubblico e critica, nonché numerosi riconoscimenti, tra cui il "Premio Giovani" per il miglior film straniero al Festival di Cannes 1999, nonché una menzione speciale al festival di Sitges del medesimo anno.

Nel 2000, visto il notevole successo al botteghino, che lo ha reso il film di budget più basso con gli incassi più alti (248,6 milioni di dollari a fronte di un costo di produzione di circa dollari), detenuto vent'anni prima da Interceptor, la casa che detiene i diritti, la Haxan Films, ha prodotto un seguito, Il libro segreto delle streghe - Blair Witch 2, nel quale, però, non sono stati coinvolti gli autori del primo episodio. Altre opere derivate sono alcuni libri, una serie a fumetti, un fotoromanzo del primo film ed una trilogia di videogiochi di genere survival horror (che costituiscono uno spin-off del gioco horror Nocturne). Era previsto un terzo film della serie (un prequel annunciato nella versione DVD). Nel 2009 si iniziò a trattare per un seguito di questo primo capitolo che trascendesse i fatti del secondo, successivamente il 22 luglio 2016 al Comic-Con di San Diego è stato presentato, a sorpresa, il trailer del sequel Blair Witch. Il film è uscito negli USA il 16 settembre dello stesso anno con la regia di Adam Wingard.

Le riprese del film si svolsero nell'ottobre 1997 e i tre attori principali, tutti pressoché esordienti all'epoca delle riprese, interpretano i ruoli di loro stessi.

Trama All'inizio della proiezione si viene informati della scomparsa di tre ragazzi nell'ottobre 1994, inoltratisi nei boschi circostanti il villaggio di Burkittsville (anticamente chiamato Blair), nella contea di Frederick, nel Maryland (USA), e del ritrovamento di alcune pellicole e nastri audiovisivi da essi realizzati nei giorni immediatamente precedenti la loro sparizione. Il film è presentato come un semplice montaggio in ordine cronologico di questo materiale rinvenuto, a ricostruzione dei fatti che hanno visto coinvolti i tre giovani.

Si scopre così che i tre studenti universitari Heather, Mike e Josh avevano deciso di realizzare un documentario scolastico, con cui fare luce su una misteriosa leggenda locale, quella della fantomatica "Strega di Blair", una donna di nome Elly Kedward vissuta alla fine del '700 nel villaggio di Blair, a cui le cronache avevano attribuito atti di violenza a danno di bambini del paese. La donna, che aveva rischiato il linciaggio dalla popolazione, era stata bandita dal villaggio e, portata nei boschi attorno al villaggio durante un inverno particolarmente rigido, non aveva mai più fatto ritorno, per cui la credenza comune era che lì avesse trovato la morte. Tuttavia, tempo dopo la sua presunta morte, molti ragazzini erano scomparsi nei meandri delle foreste di Blair, dove la popolazione credeva fosse il nascondiglio della "strega".

Col passare del tempo i fatti di sangue proseguirono nelle zone selvagge intorno al piccolo centro abitato, fino a risolversi nelle gesta di un locale serial killer realmente esistito e condannato a morte negli anni '40, Rustin Parr, che affermò di aver compiuto i suoi efferati omicidi ai danni di sette bambini spinto da non meglio identificate voci, che la popolazione locale attribuiva allo spettro della strega. L'uomo, catturandone due alla volta, li portava nella cantina della sua casa in mezzo al bosco e ne costringeva uno faccia al muro mentre uccideva l'altro, poco prima di uccidere anche lui. Secondo le dichiarazioni dell'uomo, egli faceva così perché "non riusciva a sostenere lo sguardo dei bambini su di sé".

Per realizzare il loro "Progetto", i tre giovani non si sono limitati a intervistare alcuni abitanti della cittadina di Burkittsville, ma hanno voluto immergersi di persona nell'ambiente stesso in cui si sarebbero verificate le sparizioni dei bambini; per questo, dopo aver raccolto una serie di testimonianze sulle fugaci apparizioni della strega, che qualcuno giura di aver visto aggirarsi per i fitti boschi che circondano il paese, si intrufolano a loro volta nella foresta, seguendo un percorso che li dovrebbe condurre fino alle radure dove la strega avrebbe perpetrato i suoi misfatti.

Fin dall'inizio i boschi appaiono inquietanti: sul percorso i ragazzi si imbattono in strani manufatti di rami intrecciati e cumuli di pietre sul terreno (alcuni li vedono comparire un mattino attorno alla loro tenda). Durante la prima notte Josh afferma di aver udito una "risatina" sinistra in lontananza e nelle successive notti, in un clima di tensione crescente, i tre percepiscono la netta presenza di misteriosi visitatori all'esterno della tenda: sono frutto di uno scherzo di cattivo gusto dei giovani del luogo e dell'autosuggestione, oppure sono davvero le apparizioni degli spiriti delle vittime della strega?

I tre, senza più viveri e ormai seriamente spaventati, sono decisi ad abbandonare il progetto del documentario e a tornare alla civiltà, ma si rendono conto ben presto di essersi completamente smarriti nell'immensità dei boschi e di non avere alcuna prospettiva di venirne fuori. A volte, convinti di proseguire sempre in linea retta, si ritrovano dopo ore nel punto di partenza.

A seguito di questi episodi, i ragazzi perdono determinazione e fiducia reciproca, lasciandosi andare a scene isteriche e a violente reazioni verbali. Durante l'ennesima notte nel bosco, Josh, rimasto fuori dalla tenda di guardia, scompare senza lasciare traccia. I due amici lo cercano disperatamente per tutto il giorno seguente e la sera, rimasti soli a farsi coraggio in tenda, odono in lontananza urla strazianti che parrebbero essere le sue. Usciti in cerca dell'amico, dovranno però arrendersi al fallimento.

La mattina dopo trovano, fuori dalla tenda, macabri resti riconducibili a Josh: brandelli di una camicia, denti, frammenti di carne sanguinante. I due giovani, scioccati dalla paura e non credendo più all'ipotesi dello scherzo, ma convincendosi sempre più di essere involontari testimoni di qualcosa di ben più malvagio e sconvolgente, girovagano esausti senza meta nel bosco.

Inevitabilmente raggiunti dall'oscurità, vengono ancora una volta attratti dal lontano grido d'aiuto dell'amico scomparso, stavolta ben riconoscibile, fino a giungere a una casa abbandonata: è la casa in cui Rustin Parr aveva compiuto i suoi terribili delitti. Nel rudere, pieno di strani segni (sulle pareti si vedono molte impronte scure di piccole mani ad altezza di bambino), i due ragazzi incontrano infine il loro destino: Mike, dopo aver ispezionato il pianterreno, si precipita in soffitta inseguendo la voce di Josh, per poi tornare giù seguendo le istruzioni dell'amico che gli intima di scendere e, appena raggiunta la cantina, viene colpito e perde la videocamera che cade a terra. Heather, che urlando seguiva Mike, giunta anch'ella in cantina ha solo il tempo di vedere Mike faccia al muro (come i bambini del mattatoio di Parr) prima di essere colpita verosimilmente da qualcuno o qualcosa che le fa cadere la cinepresa a 16 mm, che continua le riprese per qualche secondo prima di interrompersi bruscamente.

Produzione Sviluppo Lo sviluppo di The Blair Witch Project iniziò nel 1993. Mentre studiavano cinema all'Università della Florida Centrale, Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez furono ispirati a realizzare il film dopo essersi accorti che trovavano i documentari sui fenomeni paranormali più spaventosi dei tradizionali film horror. I due decisero di creare un film che combinasse gli stili di film e documentario. Per produrre il progetto, insieme a Gregg Hale, Robin Cowie e Michael Monello, fondarono la Haxan Film, nome ispirato al film horror/documentario muto del 1922 di Benjamin Christensen, Häxan.

Myrick e Sánchez svilupparono una sceneggiatura di 35 pagine, con dialoghi improvvisati. I registi pubblicarono un annuncio di casting su Backstage nel giugno 1996, chiedendo attori con spiccate capacità di improvvisazione. Il processo restrinse il gruppo a duemila attori.

Heather Donahue confermò che le audizioni per il film si tennero al Musical Theater Works di New York. L'annuncio pubblicitario annunciava che un "lungometraggio completamente improvvisato" sarebbe stato girato in una "location boscosa". Donahue ha affermato che durante l'audizione, Myrick e Sánchez le posero la domanda: «Hai scontato sette anni [in carcere] per una condanna. Perché dovremmo lasciarti uscire sulla parola?», a cui lei rispose: «Non dovreste farmi uscire», e venne presa. Joshua Leonard ha detto che è stato scelto perché sapeva usare una cinepresa, poiché non è stata mai utilizzata la tecnica della “camera onnisciente” per filmare le scene.

La pre-produzione iniziò il 5 ottobre 1997 e Michael Monello divenne co-produttore. Nello sviluppo della mitologia del film, i creatori hanno tratto ispirazione da numerose fonti. Ad esempio, diversi nomi di personaggi sono quasi-anagrammi: Elly Kedward (la strega di Blair) è tratto da Edward Kelley, un mistico del XVI secolo, e Rustin Parr, l'immaginario assassino di bambini degli anni '40, è quasi-anagramma di Rasputin. Secondo la (finta) leggenda, Elly Kedward fu una donna bandita da Blair (l'odierna Burkittsville) per stregoneria nel 1785. I registi hanno incorporato questa parte della leggenda, insieme ad allusioni ai processi alle streghe di Salem e all'opera teatrale del 1953 di Arthur Miller Il crogiuolo, per giocare sui temi dell'ingiustizia inflitta a coloro che venivano classificati come streghe. I registi hanno anche preso ispirazione dalla serie televisiva In Search of... e dai film documentari horror Gli extraterrestri torneranno e The Legend of Boggy Creek. Altre influenze includono film horror di successo come Shining, Alien, Il presagio e Lo squalo: quest'ultimo è la loro maggiore influenza, poiché similmente allo squalo, la strega viene completamente celata allo spettatore, aumentando la suspense. I due registi presentarono ai finanziatori uno spezzone di otto minuti, insieme ad articoli falsi e filmati di notizie fittizie: i produttori inizialmente non si accorsero che era tutta una finzione e chiesero ai due se avessero realmente le bobine dei tre ragazzi scomparsi. Lo spezzone è stato poi trasmesso nella serie televisiva Split Screen, condotta da John Pierson, il 6 agosto 1998.

Riprese

Le riprese principali iniziarono il 23 ottobre 1997 nel Maryland e durarono otto giorni, supervisionate dal direttore della fotografia Neal Fredericks, che fornì una cinepresa CP-16. I tre attori hanno girato tutte le scene del film, tranne l'intervista sugli omicidi di Rustin Parr. Le riprese effettuate con la tecnica del found footage sono state girate con una videocamera Hi8. La maggior parte del film è stata girata nel Seneca Creek State Park, nella contea di Montgomery, nel Maryland: alcune scene sono state girate nella città di Burkittsville; alcuni degli abitanti intervistati nel film non erano attori, mentre altri erano attori dilettanti che i protagonisti non conoscevano. Donahue non aveva mai usato una telecamera prima di allora e fece un "corso accelerato" di due giorni: disse di aver modellato il suo personaggio su di un regista con cui aveva lavorato una volta, riportando la "sicurezza di sé" del suo personaggio quando tutto andava come previsto e la confusione durante le crisi.