La nazionale di calcio del Lussemburgo (in lussemburghese lëtzebuergesch Foussballnationalekipp) è la rappresentativa calcistica del Lussemburgo.

Dal 1934 ha sempre partecipato alle qualificazioni al campionato mondiale e dal 1964 alle qualificazioni al campionato europeo. Nel 1964 arrivò ai quarti di finale nelle qualificazioni al campionato europeo che all'epoca si disputavano attraverso scontri diretti e non tramite il sistema del girone all'italiana. Eliminò agli ottavi i (1-1 e 2-1) e si arrese ai quarti contro la (3-3, 2-2, 0-1) solo alla partita di spareggio. Si fermò quindi a un passo dalla partecipazione alla fase finale del torneo.

Gioca in completo rosso bordato di bianco. Lo stadio nazionale è lo Stade de Luxembourg di Lussemburgo, inaugurato nel settembre del 2021. Come sede delle partite della nazionale, l'impianto ha sostituito lo stadio Josy Barthel.

Nella classifica mondiale della FIFA, in vigore da agosto 1993, il miglior piazzamento del Lussemburgo è l'82º posto del settembre 2018, mentre il peggiore è il 195º posto dell'agosto 2006. Occupa attualmente il 97º posto della graduatoria.

Storia Un inizio modesto Il Lussemburgo divenne membro della FIFA nel 1910. Il 29 ottobre 1911 i leoni rossi giocarono, contro i vicini francesi, la loro prima partita ufficiale: l'incontro terminò con il risultato finale di 1-4 per gli ospiti. La nazionale lussemburghese si "vendicò" l'8 febbraio 1914, battendo la stessa squadra per 5-4, con Jean Massard che quel giorno segnò ben quattro gol. La partecipazione ai Giochi olimpici di Anversa nel 1920 si risolse in una sconfitta per 3-0 di Jos Koetz e compagni contro i . Koetz, all'epoca giocatore del Fola Esch, partecipò alla prime tre campagne olimpiche del Lussemburgo.

Nel 1924 la nazionale lussemburghese giocò solo sporadicamente contro squadre di alto livello (disputò, tuttavia, molte partite contro squadre B provenienti da Francia, Belgio, Italia e Svizzera, e contro la squadra regionale delle province meridionali dell'Olanda). Alle Olimpiadi, contro l'Italia, al Pershing Stade, fu sconfitta con due gol di scarto. Nel 1927 l' sconfisse il Lussemburgo (2-5) e lo stesso fece il (3-5) durante la competizione calcistica delle Olimpiadi del 1928 ad Amsterdam. I belgi dopo i primi 25 minuti erano in vantaggio per 3-0, ma Guillaume Schtuz, Jean Pierre Weisgerber e Robert Theissen con tre gol in 15 minuti riuscirono a strappare il pareggio poco prima dell'intervallo, precisamente al 44º minuto. Il Lussemburgo mantenne il pareggio fino al 67º, quando Jacques Moeschal segnò il quarto gol del Belgio, seguito da una quinta rete sei minuti più tardi. L' fu la prima squadra non europea che affrontò il Lussemburgo: la partita si concluse con un pareggio, 1-1, piuttosto soddisfacente per il Lussemburgo, che oltre all'Egitto nella sua storia sconfisse anche la per 2-0.

I leoni rossi parteciparono alle prime fasi di qualificazione al , perdendo pesantemente contro la Francia per 1-6.

Un periodo positivo (1938-1940) Negli anni 1938-1940 arrivarono dei grossi miglioramenti nei risultati della nazionale, visto che nel 1938 il Lussemburgo riuscì a battere il Belgio per 2-0, a perdere di poco contro la (1-2) e ad imporsi contro l'Olanda per 5-4, con due gol segnati dal lussemburghese Gustave Kemp, goleador del e ritenuto il miglior giocatore di tutti i tempi nella nazionale lussemburghese. La sua carriera fu ostacolata dall'inizio della seconda guerra mondiale.

Il ritorno sulla scena internazionale (1945-1964) Sotto la guida del suo cannoniere Camille Libar, giocatore che vestì le maglie di , , e nel primo dopoguerra, il Lussemburgo ricominciò molto bene, cogliendo il 13 maggio 1945 un'importante vittoria contro il Belgio (1-4), seguita, però da un altrettanto netta sconfitta pochi mesi dopo contro gli stessi belgi (0-7). Vinse poi contro la Norvegia il 28 luglio 1946, pareggiò sempre nel 1946 contro la Francia per 4-4, pareggiò con la Svizzera per 0-0 nel 1946 e ancora con il Belgio, per 3-3 nel 1947. Infine, il 13 maggio 1947, sconfisse la squadra B dell'Inghilterra per 3-2.

Il 26 luglio 1948 è una giornata considerata storica per il calcio in Lussemburgo: durante i Giochi olimpici di Londra, infatti, i lussemburghesi sconfissero l' per 6-0. Nel 1949 e 1950, in un'amichevole, il Lussemburgo pareggiò con e la (2-2) e venne sconfitto nel 1951 dalla (3-0). Nella partita di qualificazione per la coppa del mondo il Lussemburgo batté inoltre in casa il del fuoriclasse Eusébio per 4-2, con tripletta di Ady Schmit. Durante i gironi di qualificazione alle Olimpiadi del 1960 in Italia, il Lussemburgo strappò due pareggi (0-0 e 2-2) contro la Svizzera e batté per 5-3 la nazionale francese.

I quarti di finale nelle qualificazioni di Euro 1964 Fu, però, nella seconda edizione del campionato europeo che i lussemburghesi brillarono maggiormente. Saltati i preliminari, il Lussemburgo, guidato da Robert Heinz, arrivò agli ottavi di finale: l'11 settembre 1963 pareggiò con l'Olanda allo Stadio Olimpico di Amsterdam (1-1, grazie al pareggio di Camille Dimmer). Alcuni spettatori si dice pensassero che i migliori giocatori olandesi fossero in panchina per garantire una maggiore affluenza di spettatori per la partita di ritorno, che ebbe luogo a Rotterdam. Un mese dopo, tuttavia, il pubblico olandese entrato gratuitamente allo Stadion Feijenoord vide i leoni rossi imporsi contro ogni pronostico, anche grazie a Dimmer, che al 67º minuto dette la vittoria alla sua squadra (2-1). I lussemburghesi, qualificatisi ai quarti di finale, incontrarono la e riuscirono a pareggiare per 3-3 nella partita di andata, per poi ripetersi dieci giorni dopo, nella partita di ritorno a Copenaghen, segnando all'84º minuto la rete del 2-2. Dopo i due pareggi, una terza partita venne imposta alle due nazionali, ma stavolta fu la Danimarca a vincere, per 1-0. Il Lussemburgo non riuscì dunque a qualificarsi per l'europeo perché i quarti di finale facevano parte solo delle qualificazioni per il torneo finale e non della sua fase finale.

Il 4 ottobre 1964, per il girone di qualificazione alla Coppa del mondo del 1966, il Lussemburgo, di fronte a quasi 20 000 persone, affrontò la Francia al Parc des Princes a Parigi. La Francia vinse per 1-0, ma il Lussemburgo non sfigurò e mise in luce Jean Klein, soprannominato Speedy.

Paul Philipp e le qualificazioni per Euro 1996 L'arrivo di Paul Philipp, gloria Union Saint-Gilloise, dello e del , giocatore della nazionale con più presenze nelle qualificazioni alla Coppa del mondo (17 partite in 4 fasi di qualificazione tra il 1970 e il 1982), fece ritrovare il sorriso ai tifosi lussemburghesi. La squadra ottenne un pareggio contro il nel 1989 (1-1), un altro con lo stesso punteggio contro l' nel 1993 (1-1) e un altro contro la nel 1996 in una gara amichevole. La campagna di qualificazione per l'europeo del 1996 fu senza dubbio una delle campagne di maggior successo per i leoni rossi: i giocatori di Paul Philipp riuscirono a battere (1-0, gol di Guy Hellers) il 22 febbraio 1995, prima di sconfiggere nuovamente lo stato isolano allo Stadio Josy Barthel in Lussemburgo, con lo stesso punteggio. I tifosi del Granducato assistettero un'altra vittoria della propria nazionale il 7 giugno 1995, contro la (1-0) e videro i propri giocatori pareggiare contro la (0-0) nello stesso anno. Il Lussemburgo fallì anche la qualificazioni alla Coppa del mondo del 1998, perdendo per 1-2 contro la , che dovette la propria qualificazione a un gol di Emil Kostadinov.

Questa nuova generazione fu la squadra lussemburghese più talentuosa. Si segnalarono, su tutti, il veterano Guy Hellers, la stella dello Robby Langers, il centrocampista dell' Jeff Saibene e il giovane difensore Jeff Strasser, che, come molti dei suoi connazionali prima di lui, ebbe fortuna nel .

L'era Guy Hellers (2006-2010) Nel 2006 i lussemburghesi pareggiarono con il , tra le trentadue finaliste del , e batterono il (2-1). Nel 2007 riuscirono a battere nuovamente la (1-0 con rete di testa di Leweck).

Dopo la fallimentare gestione dell'allenatore danese Allan Simonsen, il Lussemburgo cambiò volto sotto la guida di Guy Hellers, che riuscì a far tornare su un buon livello la nazionale, capace di perdere solo per 0-1 contro i Paesi Bassi durante le qualificazioni a Euro 2008 e di pareggiare fuori casa contro la in amichevole.

Il 10 settembre 2008, allo Stadio Letzigrund di Zurigo, la nazionale lussemburghese batté sorprendentemente per 2-1 la . Nel frattempo un altro giocatore fu al centro dell'attenzione del CT Hellers, Mario Mutsch, allora centrocampista del e autore di numerose reti nella Ligue 1 francese.

Poco dopo a Mondercange, vicino alla capitale lussemburghese, il presidente della federcalcio lussemburghese Paul Philipp, insieme a Michel Platini, inaugurò un nuovo centro di formazione per i giovani giocatori del Granducato. Sempre nel 2008 i lussemburghesi pareggiarono contro il Belgio per 1-1.

Il 17 novembre 2010 il Lussemburgo ospitò l', tra le trentadue finaliste del , in amichevole, come test prima dei gironi di qualificazione a Euro 2012. Malgrado una cattiva prestazione dei giocatori lussemburghesi, la partita finì con il punteggio di 0-0, un risultato da considerarsi piuttosto buono per la fine della stagione, visto che in precedenza i leoni rossi avevano perso contro la Francia (0-2).

La riforma del calcio lussemburghese (2010-2011) Alcuni giocatori trovavano il livello del campionato lussemburghese (BGL Ligue) piuttosto basso, ma furono la mancanza di investimenti pubblici (e in Lussemburgo non mancano di certo) nella formazione delle giovanili (il calcio lussemburghese dispone di un solo centro, situato a Mondercange) e il rifiuto di Paul Philipp di spostare il campionato lussemburghese in quello belga a provocare notevoli problemi alla nazionale lussemburghese. Infatti solamente cinque giocatori giocavano, all'epoca, all'estero.

Questo dibattito, che agitò da parecchio il calcio lussemburghese, non fu privo di conseguenze per la nazionale. Il 2 agosto d 2010 (due giorni prima dell'inizio della campagna di qualificazione al contro la ) l'allenatore Guy Hellers si dimise, in grande disaccordo con il presidente della federcalcio Paul Philipp, accusato di non voler far crescere nel modo giusto il calcio lussemburghese. Hellers proseguì la propria carriera come direttore sportivo dell'F91 Dudelange (migliore squadra della BGL Ligue), concentrandosi in particolare sui centri di formazione. Oltre a quello di Mondercange, ne aprì uno a Dudelange (città del club) con l'obiettivo principale di formare solamente i giovani giocatori del sud del Lussemburgo.

I giornalisti di Le Quotidien, giornale del Granducato, annunciarono una nuova era di turbolenze nel calcio lussemburghese. In un solo pomeriggio bisognò ricostruire una nazionale a due giorni dall'inizio delle qualificazioni a Euro 2012. Per risolvere questo grosso problema la federcalcio lussemburghese incaricò Luc Holtz (l'allora allenatore dell'Under-21) di guidare la nazionale maggiore. La sconfitta contro la Bosnia fu inevitabile dopo questi problemi (3-0).

Nel novembre del 2010, in un'amichevole contro la , il Lussemburgo si impose per 2-1 con una doppietta di Daniel da Mota. Successivamente portò a casa un pareggio con la Bielorussia. Per la sfida la Holtz decise di cambiare il modulo (tradizionale) di gioco in un 4-3-3, una novità che non premiò immediatamente. Malgrado la sconfitta, i lussemburghesi disputarono una buona partita contro i rumeni (vincitori per 2-0) mostrando un gioco più tattico e offensivo, con molte azioni d'attacco. I cambiamenti tattici diedero i propri frutti successivamente, contro l'. La squadra granducale si impose per 2-1 in casa contro degli albanesi aggressivi e fallosi (due cartellini gialli e due rossi) con un gol (tiro di sinistro) di Gilles Bettmer e uno al volo di Aurélien Joachim. La campagna di qualificazione per Euro 2012 terminò per il Lussemburgo con 4 punti conquistati.