Le teorie del complotto sull'attentato al World Trade Center dell'11 settembre 2001 sono una serie di ipotesi complottiste che sostengono che gli attentati dell'11 settembre 2001 siano da imputare a soggetti diversi dal terrorismo islamico.

Il dibattito Dopo l'11 settembre sono stati pubblicati diversi saggi, articoli e documentari di matrice complottista, spesso con fini commerciali, in merito a ipotetiche incongruenze nella ricostruzione tecnica e giudiziaria dei fatti, ivi compresa la dinamica esatta che ha condotto al crollo delle due Torri gemelle.

La tesi cospirazionista del presunto coinvolgimento "israeliano", o comunque sostenente il fatto che alcuni israeliani che lavoravano presso il World Trade Center fossero stati preventivamente avvertiti degli attentati, è stata spesso sostenuta da gruppi o singoli autori conosciuti per il loro antisionismo ed è stata poi ampiamente sconfessata e dimostrata falsa.

Per quanto riguarda il complesso del World Trade Center, la principale ipotesi complottista sostiene che il crollo delle torri non sarebbe stato causato dallo schianto degli aerei né dall'incendio che ne seguì, ma da una serie di esplosivi posti nelle colonne portanti, esattamente come in una demolizione controllata.. Altri si spingono ad ipotizzare l'utilizzo di "fasci di energia" che avrebbero polverizzato gli elementi strutturali.

Contestazioni complottiste al rapporto NIST Il rapporto tecnico del National Institute of Standards and Technology, che afferma che le Torri Gemelle sono crollate a causa dell'incendio determinato dallo scontro con i due aerei, è stato oggetto di contestazioni da parte di chi sostiene le tesi complottistiche; in particolare:

La tesi che il World Trade Center non sarebbe potuto crollare a causa degli incendi ma sarebbe stato invece demolito per mezzo di una demolizione controllata.Vedi , i siti wtc7.net e 911research.wtc7.net, e l'articolo del fisico Steven Jones. Infatti, nella maggior parte dei video delle Torri Gemelle, si notano "sbuffi" di fumo che secondo i complottisti ricorderebbero i tipici "squibs" visibili nelle demolizioni controllate. Secondo gli esperti di demolizione, invece, tali sbuffi sono il risultato della fuoriuscita dell'aria, compressa dal crollo dei piani superiori dell'edificio, sfogatasi attraverso il vano degli ascensori verso i piani più bassi. Inoltre, l'ipotesi per cui dei presunti complottatori avrebbero dovuto e potuto nascondere in decine di piani diversi di uno dei più grandi ed affollati grattacieli del mondo enormi quantità di esplosivi, senza lasciare tracce e con il solo scopo di attivarle contemporaneamente al momento del crollo senza che questi vengano innescati dall'impatto con aerei precedentemente dirottati e lanciati contro il WTC o dai successivi incendi, rappresenta un piano operativo di incomprensibile e probabile inutile complessità tecnica dal momento che l'obiettivo terroristico era già raggiunto con il dirottamento degli aerei e con il loro schianto sui due edifici. In sostanza lo stato americano avrebbe voluto che le torri crollassero per uno o più motivi alquanto sconosciuti. La tesi secondo cui la temperatura necessaria alla completa fusione delle travi portanti in acciaio non sarebbe stata sufficiente (800 gradi Celsius indicati nei resoconti ufficiali contro i 1500 necessari per la fusione dell'acciaio). In realtà i dettagliati rapporti del NIST non parlano mai di "fusione delle travi portanti", bensì di "indebolimento della struttura", con conseguente incapacità di reggere il carico statico sovrastante. Tale indebolimento avviene infatti a temperature molto più basse della fusione (tra i 250 ed i 500°), tanto che a circa 800°, temperatura effettivamente raggiunta nel WTC, la tenuta meccanica di carico dell'acciaio risulta ridotta dell'80-90%, rendendo inevitabile il collasso della struttura. A tal proposito è bene ricordare che la letteratura in materia di incendi avverte molto chiaramente che le strutture in acciaio, specie se non adeguatamente coibentate, tendono ad indebolirsi e a crollare già alle temperature facilmente raggiunte in un qualsiasi incendio domestico. Paradossalmente, sotto quest'aspetto, una struttura in acciaio è molto più vulnerabile al fuoco di una in legno, poiché il legno è, sì, combustibile, ma impiega molto tempo prima di consumarsi al punto di cedere. Per questo motivo è necessario proteggere adeguatamente dal calore degli incendi la struttura portante in acciaio, utilizzando delle protezioni passive, come venne fatto anche nel caso del World Trade Center, protezione strappata e divelta però dall'impatto dei due velivoli. La presunta incongruenza in merito al fatto che nei piani degli edifici in cui erano stati raggiunti gli 800° di temperatura fossero presenti dei pompieri e che dagli ultimi resoconti radio prima del crollo non risulterebbe che in quei luoghi vi fossero realmente 800°. Da indagini successive si è però scoperto come gli incendi non abbiano coperto l'intera planimetria di ogni piano, lasciando percorribili alcuni corridoi. Sfruttando proprio uno di questi passaggi alcune persone che si trovavano ai piani superiori alla collisione sono riuscite a mettersi in salvo. Inoltre, i complottisti confondono calore con temperatura. Le principali fonti cospirazioniste ritengono poco plausibili le modalità dei crolli dei due edifici. Si sostiene che avrebbe dovuto cedere prima il lato più caldo e quindi l'edificio si sarebbe dovuto piegare lateralmente. A queste asserzioni viene però replicato che il carico statico dell'edificio era completamente verticale, e nessuna forza incideva sui suoi lati; dunque non vi è alcun motivo fisico per cui l'edificio sarebbe dovuto crollare diversamente da come è effettivamente avvenuto.

Controversie riguardo al crollo delle Torri

Le principali argomentazioni proposte dai sostenitori della teoria del complotto (molte delle quali successivamente smentite dalle verifiche tecniche) sono le seguenti: I complottisti affermano che non è plausibile che i pilastri in acciaio siano fusi poiché il punto di fusione dell'acciaio supera i 1300°. Il crollo è avvenuto non solo per l'impatto meccanico degli aerei, ma anche per l'indebolimento dell'acciaio dovuto all'incendio del combustibile riversatosi dagli aerei stessiFAQ a cura di Paolo Attivissimo.. A determinare il collasso strutturale delle Torri furono quindi principalmente gli incendi che, anche se non fusero le colonne portanti (l'acciaio fonde a temperature più alte) le ammorbidirono significativamente, facendogli perdere gran parte della loro capacità di carico. L'acciaio si deforma infatti già a 350 °C e si ammorbidisce già a 500 °C. Secondo le perizie tecniche, la consistente dilatazione termica causata dall'elevata temperatura ha danneggiato fortemente l'equilibrio originario delle Torri (probabilmente causando una fuoriuscita dei pilastri dalle fondamenta). Dai rapporti FEMA sugli attacchi alle Torri Gemelle si evince inoltre che lo schianto aereo causò la rottura di molte delle colonne portanti degli edifici, cosicché il carico statico fu redistribuito su un numero molto inferiore di colonne. I progettisti delle Torri avevano previsto durante il progetto la possibilità di un impatto di un aereo con esse. L'aereo su cui si basarono era il Boeing 707, all'epoca del progetto l'aereo più grande del mondo, che è poco più piccolo del Boeing 767, il tipo di aereo che impattò con le Torri. Gli architetti avevano calcolato che la struttura doveva resistere all'impatto di un aereo che volasse alla velocità di 600 miglia orarie (965 km/h)NIST NCSTAR 1-2, Appendix "A". In ogni caso, gli edifici in effetti resistettero allo schianto (la forza dell'impatto dell'aereo e quella delle esplosioni venne completamente assorbita dalla struttura, che tornò in perfetto equilibrio dopo pochi secondi). Anche se i complottisti ipotizzano che sarebbe difficile pensare che l'architetto non avesse previsto l'incendio che si sarebbe scatenato appena dopo l'impatto, lo stesso Eager sottolinea come nella progettazione di nessun edificio del mondo vengano inserite misure in grado di garantire la stabilità strutturale per più di due-tre ore, in caso di un incendio di straordinarie proporzioni (esattamente come avvenuto). Seppure l'impatto e l'energia liberata dalle esplosioni degli aerei fossero stati sufficienti a produrre il crollo delle due Torri, secondo i sostenitori della teoria del complotto rimarrebbe difficile spiegare le ragioni del crollo di un terzo edificio (il World Trade Center 7) di 47 piani, che non fu colpito da alcun aereo ma solamente da detriti provenienti dalle Torri. Il World Trade Center 7 fu colpito dalle macerie della Torre Nord ma a causare il crollo furono gli incendi che si erano innescati e che bruciarono per quasi sette ore causando la dilatazione termica dell'acciaio strutturale e il conseguente cedimento della colonna primaria e del successivo collasso dell'edificioRapporto NIST di Paolo Attivissimo. Secondo altre ipotesi, gli incendi furono di durata troppo breve per indebolire una massa d'acciaio come quella delle Torri, peraltro a non più di 700 °C. In merito a questo problema, l'immagine della Torre sud mostra come l'incendio fosse particolarmente circoscritto e in via di esaurimento. E tuttavia, essa crollò prima della Torre nord, che bruciava più intensamente. Tecnicamente, è però corretto sottolineare che - come indicato in precedenza - un normale incendio di appartamento supera i 1000° centigradi, temperatura alla quale l'acciaio, soprattutto se privato delle protezioni antincendio (devastate dall'impatto con l'aereo) (), perde l'80/90% della sua capacità di tenuta anche senza arrivare al punto di fusione.

In una relazione della FEMA del 1991 si legge che un incendio in un grattacielo di Philadelphia (il One Meridian Plaza) aveva generato fiamme così estese che «le travi maestre e quelle secondarie si erano piegate e contorte (...) ma (...) nonostante le straordinarie proporzioni del fenomeno, i pilastri avevano continuato a sostenere il carico senza riportare danni evidenti».. Rispetto a questo evento una differenza importante è data dalla dinamica: l'impatto dell'aereo ha infatti distrutto alcune colonne, questo unitamente all'incendio ha fatto crollare le Torri. Altro confronto è quello con la Torre Windsor a Madrid che è in ogni caso poco utile poiché, oltre ad essere più piccola, essa poteva contare su un nucleo centrale e alcuni piani interamente in cemento mentre la struttura del WTC era in solo acciaio. Inoltre le dinamiche dell'incidente furono completamente diverse. Nel caso specifico dell'incendio della Torre Windsor, poi, l'indagine approfondita degli effetti dell'incendio sulla struttura in cemento armato ha evidenziato i serissimi danni da essa riportati, che imposero l'abbattimento della costruzione, mentre la struttura portante in acciaio dei piani superiori crollò completamente e quindi l'esempio dell'incendio della Torre Windsor è esattamente l'opposto di ciò che sostengono i complottisti: la struttura in acciaio della Torre di Madrid è crollata per effetto del solo incendio, come verificabile dalle immagini fatte durante il sopralluogo tecnico delle autorità spagnole (). Analoghe riflessioni in merito alla diversità delle strutture e delle dinamiche possono essere svolte in relazione ad altri incendi in altri edifici: la Caracas Tower (2004) - che bruciò 17 ore su 26 piani. La struttura però era prevalentemente in cemento armato First Interstate Bank (1988) - che bruciò 3 ore e 1/2 su 4 dei 64 piani. 1 New York Plaza (1970) - che bruciò per più di 6 ore. Al di là dei singoli casi citati tutte le affermazioni dei complottisti sono state ripetutamente smentite, con fonti precise.

Gli argomenti dei teorici del complotto