Brusciano (Brusciàn in napoletano) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.
Geografia fisica Territorio Situato nell'entroterra nord-orientale di Napoli, a circa 15 chilometri dal centro della città, il comune si è sviluppato lungo la via Nazionale delle Puglie nel tratto di conurbazione che collega la zona orientale del capoluogo a Pomigliano d'Arco e il nolano. Parte integrante dell'area metropolitana del capoluogo, il suo territorio pianeggiante sorge nella vasta pianura a nord del Vesuvio ed è attraversato dai Regi Lagni. Vanta una particolare origine geologica: ceneri, lapilli e banchi tufacei risultanti dall'attività vulcanica del Vesuvio hanno costituito il substrato su cui si è formato il suolo locale. Lo strato superficiale si presenta con una profondità variabile nell'ordine di alcuni metri, con una particolare composizione di elementi sabbio-argillosi e vulcanici frammisti a ceneri, lapilli e pomici.
Origini del nome Il toponimo Brusciano è dibattuto: potrebbe dipendere da un nome personale latino Brussius, con il comune suffisso -ānus che indica proprietà fondiaria; c'è chi ha proposto un personale latino Prosius, ma è un'ipotesi meno plausibile; una derivazione da Brutianus in cui si legge che il posto «nelle carte angioine è chiamato casale Bissani e gli scrittori dell'800 Bisciano lo appellano», già proposta a cavallo del XVIII e del XIX secolo è ancora meno probabile ed è possibile una confusione con Visciano.
Storia Epoca antica e medievale Il territorio di Brusciano vanta delle origini antichissime: autori greci e latini narrando avvenimenti che vedevano come protagonista l'antica città di Nola, hanno evidenziato come i territori nord orientali dell'entroterra compresi tra l'antica Neapolis e la stessa Nola, avessero una notevole importanza strategica.
Quando infatti cominciarono a fiorire gli insediamenti lungo la fascia costiera, in special modo nelle zone adiacenti di Cuma, si venne a creare una situazione per cui le genti che popolavano quei lembi di territorio tendevano a spingersi verso le zone interne. Proprio in questo periodo sorse il primo abitato bruscianese, all'epoca un piccolo villaggio rurale, scomparso durante le invasioni barbariche e poi ricostruito.
Fu proprio tale espansione a determinare una situazione di tensione con gli Etruschi, i cui insediamenti si estendevano dalla piana del Sele sino ad arrivare ai centri maggiori di Nuceria, Capua, Nola. Nell'agro nolano, non lontano da Brusciano, si ritrovano infatti evidenti tracce della civiltà etrusca e di quella sannitica, che ebbe il suo periodo di massimo splendore tra il 439 ed il 421 a.C.
In ogni caso non si hanno notizie certe su Brusciano più antiche del XIV secolo quando in Rationes decimarum Italiae si trova scritto "de Buissano" (lezione da correggere).
Il periodo di massima floridezza economica pare si ebbe durante il Medioevo quando Brusciano fu feudo della famiglia normanna dei Costanza. In questo periodo si sviluppò l'intero insediamento prossimo alla Chiesa della Pietà.
Il borgo risentì notevolmente dei duri scontri tra Angioini e Aragonesi per il possesso dei territori e Brusciano seguì le sorti della vicina Marigliano.
Epoca moderna e contemporanea Tra Settecento ed Ottocento, Brusciano fece parte del circondario di Marigliano a cui faceva capo il Distretto di Nola, secondo la legge 132 del 1806 del Regno di Napoli durante il dominio francese, in Terra di Lavoro.
Nel 1860 si susseguirono diverse manifestazioni spontanee di sostegno a Francesco II di Borbone e, durante il plebiscito per l'annessione al Regno d'Italia, dei 494 aventi diritto al voto per il Plebiscito Unitario, solamente un terzo si presentò alle urne.
Oggi Brusciano, come molti comuni della città metropolitana, pur mantenendo le sue tradizioni e caratteristiche rurali, ha registrato negli anni dello sviluppo industriale di Pomigliano d'Arco e nell'era post sismica del 1980 una forte crescita edilizia popolare e privata, che ne hanno cambiato pian piano la fisionomia originaria di piccolo centro agricolo: ciò ha contribuito alla nascita di molte attività commerciali, assi viari e nuove zone residenziali.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 17 maggio 1986.
Il gonfalone è un drappo di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse
Ci sono due zone di interesse archeologico: una nei pressi di via Bellini, l'altra a via Quattromani. È principalmente in quest'ultima area che troviamo più reperti archeologici che, ad oggi, sono in possesso della Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli.
Il toponimo Quattromani è di origine latina, quattuor Manes, e deriva dalla presenza di quattro famiglie. I Mani, anime degli antenati che venivano venerate, indicavano per analogia anche i capostipiti di famiglie dello stesso ceppo. Le loro tombe, in cassa di tufo, risalgono al IV secolo a.C. e si sono ben conservate grazie al materiale vulcanico su cui sono poste.
Tuttavia queste zone di interesse artistico non sono state opportunamente valorizzate, anzi la maggior parte dei reperti sono stati rinvenuti casualmente durante lavori stradali o di edificazione di abitazioni.
Borgo Casaromano Il centro storico di Brusciano (noto in dialetto locale col nome di "Casarummano") conserva il suo antico impianto risalente al Basso Medioevo, caratterizzato da tre arterie principali e da numerosi vicoletti. Vi si può accedere in due punti differenti: da Piazza Guido De Ruggiero, da cui si snoda Via Roma, oppure dall'incrocio tra Via San Francesco e Via Camillo Cucca. Via Roma rappresenta l'arteria più importante, infatti essa mette in comunicazione il centro storico con il resto del centro abitato. Da Via Roma si staccano le restanti arterie: Via San Francesco d'Assisi e Via Giovanni Esposito. Sulla prima è ubicata la Chiesa Primiceriale di Santa Maria delle Grazie, affiancata dalla Chiesa di Santa Maria della Pietà. La seconda è il punto più antico di Brusciano, dalla quale partono decine di stretti vicoletti apparentemente ciechi, ma tra loro comunicanti attraverso numerose strettoie o caratteristici sottopassaggi ad archi. Il borgo si caratterizza, oltre che per questi ultimi, anche per i numerosi balconcini murati sporgenti, spesso sorretti da travi sottostanti in ferro o, nelle costruzioni che meglio hanno conservato il loro aspetto originario, in legno. Tra i tanti archi che sovrastano i vicoli del borgo, è bene citare l'Arco in Vico Tre Santi (altrimenti noto come "Arco del Miracolo" oppure "Arco di Cortaucci"): esso fu edificato nel 1875 in occasione del miracolo di Sant'Antonio, in seguito al quale si introdusse la celebrazione della Festa dei Gigli a Brusciano, e consta di due mosaici posti in un'unica edicola retta dai conci dell'arco, entrambi ritraenti i soggetti dell'atto prodigioso. Lungo il confine meridionale ed occidentale del borgo si sviluppa, poi, la zona settecentesca del comune, in larga parte rappresentata da Via Semmola e Via Camillo Cucca, coi caratteristici palazzi d'epoca e la Cappella San Sebastiano Martire, contenente un affresco di datazione settecentesca di attribuzione incerta, sormontato da una piccola cupola in tufo.
Epigrafe Ebraica (IV secolo d.C.) Il reperto di maggior importanza storica rinvenuto nel territorio bruscianese è senz'ombra di dubbio un'epigrafe ebraica risalente al IV secolo d.C. Affascinante è la storia del suo ritrovamento: esso fu portato alla luce ad inizio Novecento, nel corso di alcuni lavori volti allo scavamento di un pozzo, nei pressi della Cappella Semmola. A tutta prima, gli abitanti del posto, non riconoscendone il valore, la scambiarono per una semplice pietra e per quasi mezzo secolo fu utilizzata come poggia-vaso. Fu solo nel 1954 che si ebbe una svolta: durante alcuni lavori di ammodernamento della zona, l'epigrafe, che stava per essere abbandonata, piombò tra le mani di un uomo cieco il quale, avendo avuto la fortuna di frequentare il liceo, al solo tatto ne comprese la storicità; allora, si contattò la sovraintendenza del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la quale ne attestò la veridicità e la trasferì nel capoluogo campano, ove è esposta tutt'oggi. Le origini di questo reperto sono oscure, ma si ipotizza che Brusciano potesse costituire o una discarica di materiali religiosi (a testimonianza di tale ipotesi vi è il fatto che in un ipogeo insito nell'ex Chiesetta di San Ciro siano state riportate testimonianze del Dio Mitra, mai del tutto accertate) oppure semplicemente il luogo di riposo di un certo "Abba Maris", cui è dedicata la lastra, che avrebbe indicato queste campagne come proprio punto di sepoltura a causa della natura pacifica della zona (come sarebbe attestato dalla prima parola del manufatto, che è "Shalom", cioè "pace"). Ad ogni modo, il reperto costituisce una testimonianza unica, in quanto riporta per la primissima volta in Occidente l'utilizzo del lemma "Rebbi", cioè "maestro", qui usata o a titolo onorifico o ad indicare il suo mestiere di rabbino). L'epigrafe è stata scritta in greco-giudaico, è lunga 40 cm, larga 30 cm e spessa 4 cm e reca in basso diverse simbologie tipicamente ebraiche, come: una menorah angolare, i simboli dello shofar (il corno di montone) e del lulav (fascetto composto di mirto, salice e palma), molto stilizzati.
Architetture religiose Chiesa Primiceriale di Santa Maria delle Grazie (sec.secolo XII-XIV)
La Chiesa Primiceriale di Santa Maria delle Grazie è il sito architettonico di maggiore interesse ed una prima datazione certa risale al 1308. Tuttavia, nel documento Rationem decimarum Italiae (XIII secolo) si registra il contributo della Chiesa "Santa Maria de Bussiano", attraverso il versamento delle decime, al sostegno delle campagne contro gli infedeli. Dal 1808 la chiesa Santa Maria delle Grazie ospita Sant'Antonio da Padova, il protettore della comunità. Nel 1880 la chiesa fu ristrutturata, per 6.000 lire di spesa, sostenuta dal Comune e dai fedeli. Nel 1920 un incendio, di causa forse dolosa, procurò ingenti danni alla chiesa, che fu recuperata in pochi anni grazie al generoso intervento dei fedeli. La chiesa presenta una facciata divisa in due ordini da cornici. Ha un'unica navata con due grandi grandi arcate che delimitano il transetto, nel quale sono presenti i due altari laterali del XIX secolo. In fondo alla navata si trova l'altare maggiore contenuto in un'abside. Ai lati dell'abside si aprono due cappelle: la cappella del Paradiso a sinistra e la cappella di Sant'Antonio a destra. Il campanile è formato da cinque corpi rastremati. Particolare è il quinto corpo che con la sua forma affusolata sorregge una piccola cupola a bulbo.
Chiesa di Santa Maria della Pietà (sec. XVII)