Casoria è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Geografia fisica Casoria è situata nella Zona Nord della città metropolitana di Napoli, in Campania, e fa parte della Pianura Campana, posizionata a circa 6 chilometri a nord del centro di Napoli, forma un unico agglomerato urbano con i comuni limitrofi.

Clima

Gode di un clima mediterraneo, con inverni miti e piovosi e estati calde e secche, ma comunque rinfrescate dalla brezza marina che raramente manca sul suo golfo. Il sole splende mediamente per 250 giorni l'anno. Secondo la classificazione climatica italiana, è ubicata nella zona C. Storia Il nome di Casoria viene citato per la prima volta in alcuni documenti degli anni 993-998, ma va certamente ricollegato alla "casa aurea raviosa" che compare in alcuni documenti degli anni 952-988. Il toponimo, infatti, deriva dal latino casa aurea (dizione utilizzata insieme a "Casoria" fino al XIV secolo), che vuol dire letteralmente "casa d'oro": casa, abitazione rurale; e oro, riferito forse alla fertilità del territorio.

Una casa d'oro compare anche nei più antichi stemmi del comune, della prima metà del XVIII secolo, che campeggiano nella chiesa di San Mauro. Proprio al santo protettore è legata un'altra ipotesi sull'origine del toponimo, che potrebbe derivare dalla "Casa Mauri" che compare in un paio di documenti stilati intorno all'XI secolo tra Napoli e Aversa. Un'ipotesi suggestiva quanto problematica, come quella meramente linguistica, che guarda al greco κασάυρον (kasáuron, letteralmente postribolo, bordello).

Numerosi ritrovamenti archeologici attestano che il territorio era abitato già nel III secolo prima di Cristo. Era un territorio agricolo di confine, tra l'area Atellana e l'Ager Neapolitanus, sul quale nei secoli sono sorti e sviluppati diversi villaggi. E spesso anche scomparsi: un'epigrafe greco-latina del 198 d.C., ritrovata in località Carbonella, testimonia proprio la grave crisi in cui versava l'agricoltura in quel periodo.

La ripresa arrivò solo dopo il VI secolo, con l'azione dei monaci Cassinensi, ovvero dei Benedettini. Secondo la tradizione popolare, Casoria sarebbe addirittura il "territorium gentianum" donato nel 529 dal padre di San Mauro al maestro Benedetto da Norcia. Ma questa, benché confortata da tanto di falsi atti di donazione, è solo una leggenda. Il territorio di Casoria, infatti, fa parte di una vastissima zona compresa tra l'area aversana e le pendici del Vesuvio sviluppatasi certamente sotto la spinta dei Benedettini a partire dal IX secolo. Il villaggio di Casoria, tuttavia, si è sviluppato in modo determinante intorno all'XI secolo, a opera del monastero benedettino napoletano di San Gregorio Armeno, che ha rinverdito o addirittura introdotto il culto di San Mauro.

Del XIII secolo Casoria era feudo dell'arcivescovo di Napoli e nel XV secolo costituiva un feudo insieme ai villaggi oggi non più esistenti di Casignano e Olivola. Nel 1580 il feudo fu aggregato al demanio regio e nel 1631 venne messo all'asta e fu riscattato dagli stessi abitanti (all'epoca circa 300 famiglie), a opera del sindaco Giovanni Pisa. Fece quindi parte dei casali demaniali, più tardi divenuti comuni.

Nel 1806 furono emanate le Leggi eversive della feudalità che decretarono la fine di tutti i privilegi feudali nel Regno di Napoli e l'inizio dell'Amministrazione comunale.

Nel 1815 divenne capoluogo di un circondario del Regno delle Due Sicilie nel quale erano ricompresi 19 comuni. Nell'organizzazione ecclesiastica apparteneva all'arcidiocesi di Napoli e dipendeva dall'arciprete di Afragola.

Nel corso dell'Ottocento diede un grande impulso alla vita amministrativa e politica di Casoria la famiglia Rocco: i quattro fratelli Giovanni, Gennaro, Nicola e Giuseppe Rocco, che percorsero importanti carriere accademiche e giudiziarie, fino ai vertici del Regno delle Due Sicilie. Al Parlamento Napoletano del 1848 e poi al primo Parlamento del Regno d'Italia del 1861 fu deputato del collegio il nobile napoletano Francesco Proto. Mentre dal 1882 furono a più riprese deputati del collegio gli esponenti della successiva generazione dei Rocco: i cugini Pietro e Marco Rocco (di Nicola), e poi Marco Rocco (di Giovanni) fino al 1913.

Il territorio paludoso venne bonificato agli inizi del XIX secolo, rendendo la terra fertilissima e in grado di fornire fino a cinque raccolti l'anno, grazie alla fertilità della terra vulcanica, della superficialità e abbondanza della falda freatica e alla laboriosità dei contadini. Fino agli anni 1950 fu un centro prevalentemente agricolo, con un'economia fondata principalmente sulla produzione e commercializzazione del vino e della pasta e della lavorazione della canapa e della mela annurca. L'abitato presentava un nucleo storico, riconducibile alle attuali via San Benedetto, via Padre Ludovico, via Santa Croce e via San Mauro, da cui dipendevano masserie e casali, in particolare sulle strade di collegamento verso la vicina Napoli.

Il centro abitato, oggi è uno dei maggiori della Campania (la popolazione è quasi quadruplicata tra il censimento del 1951 e quello del 1991), ha conosciuto la maggiore espansione demografica negli anni 1960, quando divenne il principale polo industriale del Mezzogiorno, oggi interamente dismesso. Il centro di Casoria è situato tra Afragola e Casavatore, già frazione del comune, nonché i quartieri napoletani di San Pietro a Patierno, Scampia e Secondigliano. Alcune lingue di territorio si insinuano tra Afragola, Cardito e Frattamaggiore.

Simboli

Lo stemma civico di Casoria è attestato almeno dal 1818 e raffigura una casa d'oro in campo azzurro; il Comune conserva inoltre un bozzetto ufficiale risalente al 1932. Secondo la tradizione, il nome di Casoria deriverebbe dal latino casa aurea («casa d'oro»), circostanza alla quale si ricollega il carattere di arma parlante dello stemma.

Nel corso del tempo lo stemma è stato rappresentato in fogge differenti. Lo statuto comunale lo descriveva come una «casa di colore giallo ocra con tetto di tegole rosse e su sfondo azzurro», mentre altre raffigurazioni utilizzate dall'ente presentavano elementi ulteriori, tra cui un bordo aureo e una corona turrita d'oro. Parallelamente si diffuse anche una versione priva di corona, caratterizzata da una diversa foggia dello scudo, da un maggior numero di finestre nella casa e dalla presenza di un terrazzamento di verde. Anche il gonfalone era rappresentato in una foggia costituita da un drappo azzurro ornato di ricami d'argento e recante l'iscrizione «Città di Casoria».

Nel giugno 2025 l'amministrazione comunale avviò una revisione dei simboli civici allo scopo di uniformarne la rappresentazione. Il nuovo stemma riprese la figura della sola «casa aurea», senza terrazzamento e senza colori ulteriori, fissando in due il numero delle finestre sulla parete laterale; venne inoltre modificato l'orientamento dell'edificio e adottata la corona turrita propria delle città. Contestualmente fu adottata una nuova foggia del gonfalone, con iscrizioni e ricami aurei. Lo stemma e il gonfalone sono stati successivamente concessi con decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 21 novembre 2025.

Stemma

Gonfalone

Onorificenze

Monumenti luoghi di interesse Architetture religiose Basilica di San Mauro Abate: è il principale luogo di culto della città e ospita le reliquie del santo patrono. Ricostruita sul sito di un'antica cappella a partire dal 1606, di stile barocco, conserva un pregevole soffitto a cassettoni in foglia d'oro della seconda metà del XVII secolo e diverse tele di Domenico Antonio Vaccaro, tra le quali la Visitazione (1741), lImmacolata Concezione (1741), la Madonna col Bambino e i santi Mauro e Gennaro. Interessante è anche il fonte battesimale in marmo del 1794. Nel gennaio 1999, papa Giovanni Paolo II l'ha elevata alla dignità di basilica minore. Annesso al complesso basilicale è l'Oratorio dell'Arciconfraternita di Santa Maria della Pietà e del Buon Consiglio, contenente varie opere d'arte di pregevole fattura. Cappella della congrega del Carmine: era la cappella ufficiale della municipalità e sorgeva proprio accanto all'antico Comu, ora demolito. Risale al 1651, successivamente ingrandita, costituita da un'unica navata. Santuario di San Benedetto: iniziato nel 1605 e terminato nel 1694, fu probabilmente preceduto da una cappella, come sembra attestare la lapide funeraria di Giacomo Torello da Fano, che partecipò alla spedizione di papa Innocenzo IV contro Corrado IV nel 1254 e morì a Casoria nel 1281. L'attuale struttura è diversa da quella originariamente disegnata a causa di un incendio divampato durante i lavori, e per la mancanza di ulteriori fondi, fu drasticamente accorciata assumendo l'attuale forma (il limite della struttura originaria è segnalata sulla via adiacente da una lapide marmorea). La chiesa, a croce greca, ha un'unica navata e una cupola rivestita di maioliche. Il campanile seicentesco — la cui prima sezione sembra risalire ai secoli XI-XII — fu ricostruito nel 1930 e, a causa dei gravi danni riportati durante il sisma del 1980, è stato completamente ristrutturato nel 2004 (direzione dei lavori affidata all'arch. Vincenzo Fioravante e all'ing. Domenico Salierno). Il complesso, inoltre, è composto dall'antica Congrega del Santissimo Sacramento (dismessa negli anni sessanta del XX secolo) e, nella parte retrostante, dalle strutture nelle quali abitavano i monaci. Chiesa di Santa Maria delle Grazie o dell'Assunta: già esistente alla metà del XV secolo (le prime notizie storiche fanno riferimento all'anno 1459) come ospedale avente la funzione di rifugio dei poveri, infermi e pellegrini, fu ricostruita nel 1737. L'abbassamento di livello della strada rese necessaria la costruzione di una scala di accesso, realizzata nel 1857. Al suo interno, a navata unica, è apprezzabile una splendida pala del Solimene posta alle spalle dell'altare maggiore e raffigurante lAssunta e un organo a canne, restaurato a metà degli anni novanta. Dopo anni di lavori di consolidamento e restauro la chiesa è stata riaperta al culto il 31 maggio 2008. Chiesa del Santissimo Sacramento: costruita tra il 1893 e il 1899 presso il municipio dall'ordine delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato a opera di Francesco Orefice. Ospita le spoglie mortali di santa Maria Cristina Brando. Di stile neogotico, presenta pianta a croce latina a tre navate. Chiesa del Sacro Cuore di Gesù: casa madre della congregazione delle Suore catechiste del Sacro Cuore. Ospita le spoglie mortali di Santa Giulia Salzano. Chiesa della Madonna della Mercede: era anticamente conosciuta come la cappella di "Porziano" ed è nella zona del Campanariello. Da alcuni documenti si può ricavare che essa era dedicata a "Santa Maria la nova" e sorgeva nei pressi della "masseria di un tal sig. Comite", una sorta di locanda a uso osteria. Oggi è quasi completamente priva dei fregi e dei marmi che la ornavano a causa dei vari furti dei quali è stata oggetto. Casa natale di San Ludovico da Casoria Chiesa di Maria Santissima delle Grazie al Purgatorio, nella frazione Arpino.

Società La sua popolazione è distribuita tra il centro abitato che dà il nome al comune, che costituisce un'unica conurbazione con Afragola e la frazione Arpino con un rapporto di 3 a 1. Il territorio comunale confina con quelli dei comuni di Napoli, Casavatore, Arzano, Cardito, Frattamaggiore, Volla e Casalnuovo di Napoli. Il comune comprende inoltre anche alcune aree geograficamente ricomprese nella città di Afragola, le maggiori delle quali sono contrada Casamerola e contrada Arcopinto.

Con più di 73 000 abitanti, Casoria è il 5° comune più popoloso della città metropolitana di Napoli e il 6° in Campania.

Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2022, la popolazione straniera era di abitanti, pari all'1,62% degli abitanti.

Religione