San Giovanni Valdarno è un comune italiano di abitanti della provincia di Arezzo, in Toscana.
Sorge nel Valdarno superiore, sulla sinistra dell'Arno, a 134 metri sul livello del mare.
Il centro ebbe origine alla fine del XIII secolo come Castel San Giovanni, una delle terre nuove fondate dalla Repubblica di Firenze nel Valdarno superiore per consolidare il controllo politico e militare della vallata e contrastare la presenza delle grandi famiglie feudali, in particolare dei Pazzi e degli Ubertini. La fondazione fu deliberata nel 1296, contemporaneamente a quella di Castelfranco di Sopra; alla nuova terra Firenze attribuì il nome del proprio patrono, Giovanni Battista.
L'impianto urbano, racchiuso originariamente entro una cinta muraria di forma pressoché rettangolare, fu organizzato secondo un disegno regolare imperniato sulla piazza centrale, dominata dal Palazzo d'Arnolfo, e su una rete ortogonale di assi viari e isolati. La tradizione storiografica, risalente a Giorgio Vasari, attribuisce il progetto di Castel San Giovanni e della contemporanea Castelfranco ad Arnolfo di Cambio; tale attribuzione, pur non essendo fondata su una documentazione diretta dell'incarico, è stata considerata attendibile da parte della storiografia sulla base delle caratteristiche urbanistiche delle terre nuove e dell'attività arnolfiana nella Firenze della fine del Duecento.
La posizione lungo una delle principali direttrici del Valdarno favorì successivamente lo sviluppo dell'abitato, che assunse un ruolo amministrativo di rilievo nel territorio circostante divenendo sede di vicariato.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di San Giovanni Valdarno si estende nel Valdarno superiore, nella parte occidentale della provincia di Arezzo, lungo il corso dell'Arno. Il capoluogo sorge a 134 m s.l.m., nel piano adiacente alla riva sinistra del fiume.
Il comune occupa una superficie di circa 21,4 km² e presenta un territorio prevalentemente legato al fondovalle dell'Arno e alle prime propaggini collinari circostanti. Il Valdarno superiore costituisce infatti un bacino intermontano, delimitato a est dal massiccio del Pratomagno e a ovest dai Monti del Chianti.
La morfologia del territorio è strettamente connessa alla storia geologica del bacino valdarnese. La formazione del Valdarno superiore ebbe inizio nel Pliocene, circa cinque milioni di anni fa, e fu caratterizzata da successive fasi di sedimentazione continentale intervallate da fasi erosive. Nel territorio di San Giovanni Valdarno i depositi del bacino poggiano sulle formazioni del Macigno dei Monti del Chianti, appartenenti alla successione toscana non metamorfica.
L'elemento idrografico principale è l'Arno, che attraversa il fondovalle e ha storicamente condizionato tanto la conformazione del territorio quanto lo sviluppo dell'insediamento urbano e delle attività agricole. La sistemazione del corso del fiume e la progressiva utilizzazione agricola della fertile pianura circostante contribuirono già in età moderna allo sviluppo di San Giovanni. Il reticolo idrografico minore è costituito da corsi d'acqua e fossi che dalle aree collinari confluiscono verso il fondovalle e l'Arno; la loro conformazione e le relative condizioni di pericolosità idraulica sono oggetto della pianificazione territoriale comunale.
Il territorio comunale confina con Castelfranco Piandiscò, Cavriglia, Figline e Incisa Valdarno nella città metropolitana di Firenze, Montevarchi e Terranuova Bracciolini.
Classificazione sismica Il territorio comunale è classificato in zona sismica 3, corrispondente a una zona nella quale possono verificarsi forti terremoti, sebbene con probabilità inferiore rispetto alle zone 1 e 2.
Clima Secondo la classificazione climatica dei comuni italiani, San Giovanni Valdarno appartiene alla zona D, con gradi giorno; l'accensione degli impianti di riscaldamento è pertanto consentita, nei limiti stabiliti dalla normativa nazionale per tale zona climatica.
Origini del nome Il centro nacque alla fine del XIII secolo con il nome di Castel San Giovanni o Castello San Giovanni. La denominazione fu attribuita dalla Repubblica fiorentina alla nuova terra fortificata in onore di san Giovanni Battista, patrono di Firenze. La denominazione originaria è attestata anche da Giovanni Villani nella Nuova Cronica, che, narrando la fondazione delle nuove terre fiorentine nel Valdarno superiore, riferisce che al nuovo insediamento fu posto il nome di «Castello Santo Giovanni».
La componente Valdarno del toponimo deriva dalla collocazione dell'abitato nel Valdarno superiore, lungo la riva sinistra dell'Arno, e distingue il centro dagli altri luoghi italiani intitolati a san Giovanni.
Storia
Fondazione e dominio fiorentino San Giovanni Valdarno nacque tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo nell'ambito della politica di espansione e consolidamento territoriale della Repubblica di Firenze nel Valdarno superiore. La fondazione delle nuove «terre murate» rispondeva alla necessità di rafforzare il controllo fiorentino su un'area strategica lungo la direttrice tra Firenze e Arezzo e, contemporaneamente, di ridurre l'influenza delle famiglie feudali che possedevano castelli e territori nella vallata.
Giovanni Villani, nella Nuova Cronica, fa risalire al 1296 la decisione del Comune e del Popolo di Firenze di fondare nel Valdarno superiore due nuove terre, Castel San Giovanni e Castelfranco, con l'obiettivo dichiarato di fortificare il contado e diminuire il potere dei nobili locali. Una provvisione della Repubblica fiorentina del 26 gennaio 1299 documenta più precisamente il progetto di costruzione di tre nuovi insediamenti nel Valdarno: San Giovanni, Castelfranco e quella che sarebbe divenuta Terranuova. La fondazione di San Giovanni viene pertanto collocata dalle fonti tra il progetto ricordato da Villani per il 1296 e la sua definizione documentaria alla fine del secolo.
Il nuovo abitato, originariamente denominato Castel San Giovanni, sorse in pianura sulla riva sinistra dell'Arno, nei pressi del preesistente castello di Pian Alberti e lungo l'importante strada che collegava Firenze ad Arezzo. La popolazione del nuovo centro proveniva in larga misura dai piccoli abitati e dai castelli circostanti, precedentemente soggetti alle famiglie signorili locali. Per favorire il popolamento, Firenze accordò agli abitanti delle nuove terre agevolazioni ed esenzioni fiscali; ai nuovi residenti spettavano tuttavia la costruzione delle proprie abitazioni e obblighi connessi alla realizzazione delle fortificazioni, mentre il governo fiorentino contribuiva finanziariamente alle opere difensive.
La fondazione di Castel San Giovanni si inseriva nel più vasto fenomeno delle Terre nuove fiorentine, insediamenti pianificati ex novo dalla Repubblica tra la fine del Duecento e il Trecento. Nel Valdarno superiore San Giovanni, Castelfranco e Terranuova costituivano un sistema destinato a consolidare la presenza politica, militare ed economica fiorentina in un territorio di recente acquisizione e lungo una delle principali direttrici verso Arezzo e Roma.
L'impianto urbano fu concepito secondo uno schema regolare. La città venne organizzata attorno a un asse longitudinale principale, corrispondente alla strada di attraversamento compresa tra le porte maggiori, e a uno spazio centrale sul quale si affacciavano gli edifici pubblici e religiosi. Alla strada principale furono affiancate vie longitudinali secondarie, collegate da strade trasversali, determinando una maglia urbana ordinata che caratterizza ancora il centro storico.
Al centro dell'abitato sorse il Palazzo d'Arnolfo, destinato a rappresentare l'autorità fiorentina nella nuova terra. L'edificio ospitava il rappresentante del Comune di Firenze e il Consiglio della comunità ed era utilizzato per l'amministrazione della giustizia e per la conservazione delle riserve di cereali destinate alle situazioni di guerra o carestia. L'attribuzione del palazzo e della pianificazione della città ad Arnolfo di Cambio appartiene alla tradizione storiografica locale; l'attuale configurazione dell'edificio è tuttavia il risultato di numerosi interventi, ampliamenti e trasformazioni succedutisi nel corso dei secoli.
Nel corso del Trecento Castel San Giovanni riuscì progressivamente a consolidarsi, diventando uno dei principali centri del contado fiorentino e un'importante tappa dell'asse viario che percorreva la valle dell'Arno. All'inizio del Quattrocento il Palazzo pubblico venne rinnovato come residenza del vicario, manifestando la crescente funzione di San Giovanni quale centro dell'amministrazione fiorentina nel Valdarno.
Età moderna Con il consolidamento del dominio di Firenze sul Valdarno, San Giovanni seguì le vicende politiche dello Stato fiorentino, passando dalla Repubblica al Ducato di Firenze e quindi, dal 1569, al Granducato di Toscana. La posizione lungo la principale direttrice del Valdarno continuò a favorirne le funzioni amministrative e commerciali.
Tra il Quattrocento e il Cinquecento la città fu inoltre legata ad alcune personalità centrali della cultura rinascimentale toscana. A San Giovanni nacque il 21 dicembre 1401 Masaccio, tra i maggiori protagonisti della pittura del primo Rinascimento.
Durante l'età granducale il centro rimase inserito nell'organizzazione amministrativa dello Stato toscano e seguì le vicende delle dinastie dei Medici e degli Asburgo-Lorena. La sua struttura urbana medievale subì nel corso del tempo modificazioni e adattamenti, pur conservando chiaramente riconoscibile l'originaria maglia regolare della terra nuova fiorentina.
Età contemporanea Dopo l'occupazione francese e la parentesi napoleonica, San Giovanni tornò nel 1814 sotto il restaurato Granducato di Toscana. Nel corso del XIX secolo il centro fu interessato dalle trasformazioni economiche e infrastrutturali del Valdarno superiore e, con gli avvenimenti del Risorgimento, seguì le sorti del Granducato fino alla sua annessione al Regno di Sardegna nel 1860 e alla successiva costituzione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861.
Nel corso dell'Ottocento e soprattutto del Novecento l'espansione dell'abitato oltre il nucleo murato modificò progressivamente il rapporto tra la città storica e il territorio circostante. Il nucleo medievale conservò tuttavia l'impianto urbanistico regolare derivato dalla fondazione fiorentina, divenuto uno degli elementi maggiormente caratterizzanti dell'identità urbana.
Il Palazzo d'Arnolfo, che per secoli aveva mantenuto funzioni pubbliche, fu dichiarato monumento nazionale nel 1909. La denominazione moderna di «Palazzo d'Arnolfo» si diffuse soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, in relazione al restauro eseguito nel 1934. L'edificio ospita oggi il Museo delle Terre Nuove, dedicato alla storia delle fondazioni urbane medievali e, in particolare, all'esperienza delle terre nuove realizzate dalla Repubblica di Firenze.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Giovanni Leone del 9 ottobre 1975.
Stemma
Gonfalone
Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare di bianco, caricato al centro dello stemma cittadino.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Il principale edificio religioso della città è la basilica di Santa Maria delle Grazie, situata nel centro storico. L'edificio conserva diverse testimonianze artistiche legate alla storia della città; durante i restauri del 1903 tornarono alla luce, nella navata destra, alcuni affreschi attribuiti a Giovanni di Ser Giovanni, detto lo Scheggia e fratello di Masaccio, tra i quali il Martirio di san Sebastiano.