Sant'Anastasia (pronunciato Sant'Anastasìa; Sant'Anastasìë in napoletano) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli, in Campania.
Geografia fisica
Territorio Sant'Anastasia sorge alle pendici settentrionali del complesso vulcanico Somma-Vesuvio, nel settore orientale della città metropolitana di Napoli. Parte del territorio comunale è compresa nel parco nazionale del Vesuvio.
Il territorio si sviluppa dalla pianura posta a nord dell'abitato verso i rilievi del Monte Somma a sud, determinando una marcata escursione altimetrica. L'area urbanizzata occupa prevalentemente la fascia pedemontana, mentre procedendo verso il complesso vulcanico prevalgono le aree agricole e naturali. Il settore montano è caratterizzato dalle forme del Monte Somma, residuo dell'antico edificio vulcanico precedente alla formazione del cono del Vesuvio.
Per la sua posizione alle pendici del Somma-Vesuvio, l'intero territorio comunale è compreso nella zona rossa individuata dal Piano nazionale di protezione civile per il rischio vulcanico del Vesuvio. Tale zona comprende sia i territori esposti alla possibile invasione di flussi piroclastici, sia quelli nei quali l'accumulo di depositi piroclastici potrebbe determinare un elevato rischio di crollo delle coperture degli edifici. In caso di passaggio alla fase di allarme, il piano prevede l'allontanamento preventivo della popolazione dalla zona rossa; nell'ambito dello schema nazionale di gemellaggio, Sant'Anastasia è abbinata alla regione Veneto per l'accoglienza della popolazione che scelga la sistemazione assistita.
Idrografia Il reticolo idrografico superficiale risente della natura vulcanica e permeabile dei terreni del complesso Somma-Vesuvio, che favorisce l'infiltrazione delle precipitazioni nel sottosuolo.
Nel territorio di Sant'Anastasia si trovano le sorgenti dell'Olivella, situate a circa 382 m s.l.m. e costituite da una sorgente inferiore e una superiore. La presenza di acque sorgive costituisce un fenomeno particolarmente raro nel territorio del parco nazionale del Vesuvio proprio a causa dell'elevata permeabilità delle rocce vulcaniche. Le sorgenti sono raggiunte dallo stradello dell'Olivella, che dalle campagne di Sant'Anastasia risale le pendici del Monte Somma e costituisce uno degli itinerari del parco nazionale.
La sorgente inferiore è protetta da strutture ad arco in pietra vulcanica e calcarea realizzate nel XIX secolo per iniziativa di Ferdinando II di Borbone, che fece convogliare le acque dell'Olivella in condutture dirette verso la Reggia di Portici e Napoli. Proseguendo lungo il percorso si raggiunge la sorgente superiore.
Clima Sant'Anastasia presenta un clima mediterraneo, influenzato dalla posizione nel settore costiero della Campania e dall'escursione altimetrica del territorio comunale. Ai sensi della classificazione climatica dei comuni italiani, il territorio appartiene alla zona climatica C, con 1.216 gradi giorno.
Origini del nome La denominazione del comune deriva dall'evoluzione di un toponimo medievale. Secondo la ricostruzione riportata dal Comune, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente l'abitato era conosciuto con il nome di Santo Anastiago; intorno all'anno Mille la denominazione sarebbe progressivamente mutata nell'attuale Sant'Anastasia in seguito a errori di trascrizione compiuti da notai e giuristi dell'epoca.
Secondo tale interpretazione, il toponimo non sarebbe pertanto direttamente riconducibile a sant'Anastasia, nonostante la coincidenza della forma moderna con il nome della santa. La particolare evoluzione del nome spiega inoltre la tradizionale pronuncia Sant'Anastasìa, con l'accento sulla i, conservata anche nella forma napoletana Sant'Anastasìë.Antonio Altamura, Dizionario dialettale napoletano, 2ª ed., Napoli, Fausto Fiorentino, 1968.
Storia Età antica Il territorio dell'odierna Sant'Anastasia appartiene all'area posta alle pendici settentrionali del complesso Somma-Vesuvio, interessata in età romana dalla presenza di insediamenti e attività agricole. Una tradizione antica relativa a questo settore della Campania è tramandata da Cicerone nel De officiis, dove è ricordata una controversia territoriale tra Nola e Neapolis. Secondo il racconto, il Senato romano nominò un arbitro — identificato dubitativamente dallo stesso Cicerone con Quinto Fabio Labeone — affinché definisse i confini tra le due città. Dopo avere persuaso entrambe le parti ad arretrare le rispettive pretese territoriali, l'arbitro assegnò al popolo romano il terreno rimasto libero tra i due confini.
L'episodio è stato tradizionalmente messo in relazione con il territorio vesuviano successivamente indicato dalle fonti locali come Campus Romanus. Una relazione storico-archeologica relativa al vicino territorio di San Giuseppe Vesuviano comprende nell'estensione attribuita a tale area anche gli odierni territori di Sant'Anastasia, Somma Vesuviana, Ottaviano, Pomigliano d'Arco, Pollena Trocchia, Massa di Somma, Cercola e San Sebastiano al Vesuvio. Non è tuttavia possibile ricavare dal passo ciceroniano una diretta identificazione dell'abitato di Sant'Anastasia, formatosi in epoca successiva.
Medioevo Nel corso del Medioevo il territorio dell'attuale comune gravitò intorno a Somma, centro di notevole importanza strategica nell'area vesuviana. La documentazione successiva conserva per Sant'Anastasia anche la denominazione di Santo Nastaso, con la quale la comunità è attestata ancora in età moderna.
Durante il dominio angioino il territorio di Santo Nastaso rimase legato a Somma e ai suoi casali. La strada che collegava Napoli a Somma costituiva uno dei principali assi di comunicazione dell'area e attraversava un paesaggio prevalentemente agricolo, punteggiato da casali e insediamenti rurali.
Età moderna Tra il XV e il XVI secolo è documentata l'esistenza dell'«Universitas di Santo Nastaso», corrispondente all'odierna Sant'Anastasia. L'abitato si trovava lungo la via sommese, l'antica strada che collegava Napoli a Somma, percorsa da contadini, mercanti e viaggiatori. Lungo questo percorso si sviluppò anche il nucleo di Arco, posto all'ingresso del territorio dell'Universitas di Santo Nastaso e destinato ad assumere una crescente importanza religiosa in seguito allo sviluppo del culto della Madonna dell'Arco.
Nel corso dell'età moderna i rapporti amministrativi ed economici con Somma continuarono a caratterizzare la storia della comunità. Una delle ragioni di contrasto fu legata alle prerogative esercitate dalla città di Somma e, in particolare, al cosiddetto Mastro Mercato, magistratura connessa allo svolgimento delle attività fieristiche e mercantili.
Durante la Repubblica Napoletana del 1799 anche l'area vesuviana fu coinvolta negli scontri che accompagnarono l'occupazione francese del Regno di Napoli e la successiva reazione sanfedista.
Età contemporanea La trasformazione amministrativa dell'area avvenne durante il decennio francese, nell'ambito della riorganizzazione degli enti territoriali introdotta a partire dal 1806. Sant'Anastasia acquisì un'autonoma organizzazione comunale e divenne inoltre capoluogo di una circoscrizione amministrativa comprendente diversi centri del versante settentrionale del Vesuvio.
Con decreto dell'11 gennaio 1808 fu infatti istituito il circondario di Sant'Anastasia; la successiva organizzazione amministrativa della provincia di Napoli inserì il circondario nel distretto di Napoli. Ne facevano parte Sant'Anastasia, Pollena, Massa di Somma, San Sebastiano e Trocchia. Nel 1811 Pollena e Trocchia furono riunite in un unico comune.
Nel corso del XIX secolo il territorio fu progressivamente interessato dal miglioramento delle comunicazioni con Napoli e con gli altri centri vesuviani. Tra la fine dell'Ottocento e il Novecento l'integrazione con l'area napoletana fu ulteriormente favorita dallo sviluppo delle infrastrutture di trasporto.
Simboli
Stemma Lo stemma comunale raffigura il Monte Somma e il Vesuvio fumante. Lo statuto comunale descrive i due rilievi racchiusi in uno scudo, sormontato da una corona e circondato da due rami, rispettivamente di alloro e di quercia.
La blasonatura dello stemma è:
Gonfalone Il gonfalone è costituito da un drappo quadrangolare di colore verde recante lo stemma comunale e la scritta «Comune di Sant'Anastasia».
Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare di verde, caricato al centro dello stemma comunale, sormontato dalla denominazione istituzionale in caratteri latini gialli.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Santuario della Madonna dell'Arco
Nella località di Madonna dell'Arco sorge il santuario della Madonna dell'Arco, uno dei principali luoghi di devozione mariana della Campania. Il complesso si sviluppò intorno a un'edicola recante un affresco della Madonna col Bambino, databile alla prima metà del XV secolo e originariamente dipinto su un pilastro di un antico acquedotto.
Secondo la tradizione devozionale, nel 1450 un giovane, adirato per avere perso una partita al gioco della palla a maglio, colpì l'immagine con una palla o una pietra; dall'effigie sarebbe fuoriuscito del sangue. L'episodio determinò la crescita della devozione verso l'immagine e la costruzione di una prima cappella. Il culto era già diffuso al di fuori dell'area vesuviana nei primi decenni del XVI secolo.
La costruzione dell'attuale complesso del santuario e del convento ebbe inizio alla fine del XVI secolo: il progetto originario è attribuito a Giovan Cola di Franco e i lavori, avviati nel 1593, furono completati nei primi decenni del Seicento. Nel 1618 Bartolomeo Picchiatti progettò il tempietto a forma di tabernacolo destinato a proteggere l'immagine venerata, completato nel 1621 e collocato sotto la cupola; il cupolino ligneo sovrastante fu realizzato nel 1709.
Il complesso comprende la chiesa a croce latina, il convento con chiostro porticato e ambienti destinati all'accoglienza e alle attività museali. Una parte rilevante del patrimonio del santuario è costituita dagli ex voto, documentati almeno dalla fine del XV secolo e raccolti in migliaia di esemplari di epoche differenti.
Il santuario costituisce il punto di arrivo del tradizionale pellegrinaggio del lunedì in Albis, al quale partecipano i fujenti, chiamati anche vattienti o battenti, riuniti in associazioni devozionali provenienti prevalentemente dall'area campana. I pellegrini, tradizionalmente vestiti di bianco e contraddistinti da fasce colorate, raggiungono a piedi il santuario portando bandiere, labari e stendardi delle rispettive associazioni.
Chiesa di Santa Maria la Nova
La chiesa di Santa Maria la Nova è la principale chiesa del centro di Sant'Anastasia. L'edificio attuale risale al 1546 e sorse sul luogo di una precedente costruzione religiosa di origine medievale. Il complesso della chiesa e il suo campanile sono compresi dal PUC tra i beni di valore architettonico del territorio comunale.
Danneggiata dal terremoto dell'Irpinia del 1980, la chiesa fu sottoposta a lavori di consolidamento e venne riaperta al culto nel 1993. Durante gli interventi il cedimento di una porzione del pavimento portò alla scoperta di un ipogeo funerario utilizzato fino agli inizi del XIX secolo. Il campanile termina con una cuspide ottagonale attribuita a fra' Giuseppe Nuvolo; all'interno sono conservati argenti del XVI secolo e dipinti del XVII secolo. Nella chiesa è venerato san Francesco Saverio, patrono di Sant'Anastasia.
Chiesa e convento di Sant'Antonio
Il complesso francescano di Sant'Antonio sorge nel centro storico, affacciato su piazza San Francesco, ed è compreso dal PUC tra i beni architettonici di interesse del comune. La costruzione è ricondotta ai secoli XVI e XVII e il complesso fu in precedenza intitolato a san Bernardino.