Genzano di Roma (comunemente solo Genzano, IPA: ; in dialetto genzanese Jenzàno) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.

Geografia fisica Territorio Genzano di Roma è situato sul versante esterno del cratere vulcanico del lago di Nemi. La Casa Comunale si trova a , l'altitudine minima del paese scende a 106 metri e la massima si spinge a 480 metri.

Dal punto di vista geologico questo territorio dei Colli Albani è uno degli apparati "eccentrici" del Vulcano Laziale, nato da esplosioni idromagmatiche che si sono verificate nell'ultima fase di attività del complesso vulcanico albano.L. D'Alessandro, D. De Rita, R. Funiciello, Caratteristiche Geologiche ed Elementi di Idrogeologia in Vincenzo Carunchio (ed.), Valutazione della Situazione Ambientale del Lago di Nemi, Roma: Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Provincia di Roma, 1987, pp. 11-15.

Clima Il clima è di tipo clima temperato mediterraneo con estate calda e asciutta e inverno fresco, umido e piovoso. Le estati sono brevi, calde, umide, asciutte e in prevalenza serene, mentre gli inverni sono lunghi, freddi, bagnati e parzialmente nuvolosi; durante l’anno la temperatura varia in genere da 2 °C a 29 °C, con valori raramente inferiori a -2 °C o superiori a 32 °C.

Dal punto di vista termico, la stagione calda dura circa 2,8 mesi, dal 17 giugno all’11 settembre, con massime medie giornaliere superiori a 25 °C; agosto è il mese più caldo, con massima media di 28 °C e minima media di 18 °C. La stagione fresca dura circa 4 mesi, dal 22 novembre al 22 marzo, con massime medie inferiori a 14 °C; gennaio è il mese più freddo, con valori medi mensili di circa 10 °C di massima e 2 °C di minima.

Le precipitazioni sono presenti durante tutto l’anno, ma con una netta concentrazione nei mesi autunnali e invernali. La stagione più piovosa va dal 9 settembre al 3 maggio, mentre quella più asciutta va dal 3 maggio al 9 settembre; novembre è il mese più piovoso sia per quantità media di pioggia, pari a 96,4 mm, sia per numero medio di giorni piovosi, pari a 10,2, mentre luglio è il mese più secco, con 15,6 mm di pioggia e 2,5 giorni piovosi.Classificazione climatica: zona D, 1982 GR/G. Il limite massimo per l'accensione degli impianti di riscaldamento è fissato a dodici ore giornaliere dal 1º novembre al 15 aprile, a meno che situazioni climatiche particolari non ne giustifichino l'uso in altri periodi dell'anno. Origini del nome Il più antico documento in cui si rinviene il toponimo Genzano è una bolla di Lucio III datata 2 aprile 1183.«Costae montis qui dicitur Genzano», . L'origine del nome è tuttora fonte di discussione. Per alcuni è dovuto al fatto che il poggio su cui sorge il paese, posto sul bordo esterno del Lago di Nemi, proseguimento del Nemus Aricinum, era dedicato al culto della dea Cinzia (Cynthia Fanum), epiteto di Diana nemorense."Giace a questo lago [Speculum Dianae, NdR] vicino Cinchiano castello così corrottamente detto invece di Cinthiano, nominato da Cinthia, qual è Trivia, overo Diana". Leandro Alberti, Descrittione di tutta l'Italia, et isole pertinenti ad essa. Di fra Leandro Alberti bolognese. Nella quale si contiene il sito di essa, l'origine, & le signorie delle città, & de' castelli; co' nomi antichi, & moderni; i costumi de popoli, & le conditioni de paesi, Venezia, Paolo Ugolino, 1596, p. 153. Per Nicola Ratti, invece, l'etimologia deriverebbe da fundus Gentiani, cioè dal terreno di proprietà della famiglia romana Gentia..

Storia

Età anticà Nelle età precedenti il territorio dell'odierna Genzano ricadeva sotto la giurisdizione di Lanuvium e Aricia, ma verosimilmente non è stato mai sede di alcun centro abitato, sia pur piccolo. Ciononostante, nel territorio genzanese sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici latini e romani.«Al Museo Vaticano sono custoditi un "Putto che stringe l'oca" e una "Giovenca", provenienti dall'altura genzanese che si riversa sul lago; mentre sulla via Appia furono ritrovati reperti vari, pezzi di colonne e parti di zoccoli in marmo; un cippo miliare, alto quasi un metro […]. E mosaici, bolli figulini, fistole; da scavi per la ristrutturazione del cimitero, e così reperti, andati persi, dell'acquedotto che da Nemi doveva giungere a Genzano passando dai giardini dell'attuale Convento Cappuccini. Così come i reperti di Monte Due Torri, attestano fino al 389 a.C. allorché Camillo rase al suolo la comunità Maecia, l'antico Maecium.» .

Nei pressi dell’asse stradale della Via Appia antica, in corrispondenza della sella tra i rilievi di Montecagnoletto e la zona di Monte Canino, è stato rinvenuto, agli inizi del ‘900, il XIX cippo miliario della via Appia, il cui ritrovamento è stato di grande utilità per una corretta ricostruzione topografica della zona. L’iscrizione, ancora visibile, è difficilmente decifrabile e si riferisce al restauro della Via Appia ad opera dell’imperatore Nerva.

Età medievale

È stata ipotizzata la presenza, attorno al X secolo, di un piccolo insediamento saraceno.

Nel 1153 il territorio, dove già nel XII secolo era stata eretta una torre da parte dei Gandolfi (torre abbattuta nel 1188),. venne dato in possesso, dal Papa Anastasio IV, ai cistercensi dell'Abbazia di Sant'Anastasio alle Acque Salvie.. Nel 1255, i cistercensi vi edificarono un grande Castello fortificato attorno al quale crebbe poi lentamente il paese (Genzano Vecchio). Riferisce l'erudito Gaetano Moroni.:

Genzano fu retto dai Cistercensi senza soluzioni di continuo fino al 1378, allorché venne donato dall'Antipapa Clemente VII a Giordano Orsini quale compenso per servigi ricevuti. Nei successivi due secoli, Genzano conobbe l'alterno dominio dei monaci cistercensi, degli Orsini, dei Savelli e dei Colonna.. Nel 1402 il borgo venne completamente distrutto da un incendio e la sua ricostruzione costrinse i Cistercensi ad alienare numerose proprietà..

Infine, i Cistercensi nel 1428 vendettero Genzano e Nemi ai Colonna per la cifra di fiorini. Nel 1479 per cessione di Giovanni Colonna figlio di Odoardo, fu acquistato con Nemi dal Cardinale Guillaume d'Estouteville, Camerlengo di S.R.C. durante il pontificato di Sisto IV per ducati, con patto di retrovendita, e alla morte di costui, dai due figli illegittimi Girolamo e Agostino. Nel 1485 passerà nuovamente ai Colonnesi, ma sotto la giurisdizione della Santa Sede.. I Colonna reggeranno Genzano per circa 80 anni. Sotto i Colonna Genzano ebbe l'esenzione delle tasse, il che portò a un primo lieve incremento demografico..

Età moderna Nel 1563 il castello fu ceduto, per scudi, da Marcantonio Colonna, il futuro vincitore di Lepanto (1571), a Fabrizio Massimi e da questi, il 2 ottobre del 1564 a Giuliano Cesarini, marchese di Civitanova Marche. Iniziò in questa data il periodo Cesariniano, un periodo di sviluppo economico, demografico e urbanistico per Genzano.

Il 10 agosto 1565 Giuliano Cesarini emanò lo "Statuto".Gruppo Archeologico Speculum Dianae, Statuto Storico di Genzano (anno 1565), Edizioni Speculum Dianae, 2007. Nel 1643 Giuliano III Cesarini tracciò le olmate, degli stradoni ombreggiati da quattro filari di olmi, e ristrutturò il palazzo baronale. Scrive Gaetano Moroni: "Gli stradoni olmati partono da un punto centrico,La "Catena", l'attuale piazzale Brennero, NdR e divergendo, quello a destra è la strada corriera che guida alla città, quello di mezzo il più lungo e piano conduce al palazzo Cesarini, e l'altro a manca porta al convento de' cappuccini".. Lo stesso duca, nel 1636, aveva iniziato la ricostruzione della chiesa di Santa Maria della Cima, con dipinti di Francesco Cozza. Nel 1696 la figliuola di Giuliano III, Livia, ultima erede dei Cesarini, vi farà porre i corpi delle martiri Sante Tigri e Vincenza, protettrici di Genzano con S. Tommaso di Villanova..

Giuliano III, nel testamento del 1667 lasciava al figlio Giovanni Giorgio, oltre a Genzano, anche i possedimenti di Ardea, Rocca Sinibalda e Civita Lavinia. Tuttavia quattro anni dopo, alla morte del duca (1671), non vi erano più eredi diretti: erano già deceduti anche i due figli maschi, le due figlie maggiori erano in convento e l'unica figlia libera era ancora bambina. Genzano venne retto dal fratello di Giuliano III, l'ecclesiastico Filippo Cesarini, il quale intendeva far sposare la figlia terzogenita di Giuliano III, Clelia, con Filippo Colonna principe di Sonnino. La secondogenita di Giuliano III, Livia, suora oblata, lasciò il convento e sposò Federico II Sforza dando origine alla famiglia Sforza Cesarini..

Donna Livia contribuì in maniera decisiva al piano urbanistico della cittadina, portando a termine nel 1708 la costruzione di Genzano Nuova, impiantata su un sistema di triangolazioni, secondo il piano del 1643 ideato dal padre Giuliano III. Tra la prima metà del XVII e l'inizio del XVIII secolo venne innestato un secondo tridente, più interno del primo (quello delle Olmate), costituito dalla via Livia (1680 circa), la strada dove si svolge nella ricorrenza del Corpus Domini la tradizionale Infiorata, dalla via Sforza (1708), e dalla via che conduce al convento dei Cappuccini. Questo particolare impianto urbanistico, coordinato da alcuni noti architetti romani del periodo Tommaso Mattei e Ludovico Gregorini,. estremamente innovativo per l'epoca, caratterizzato da un duplice trivio (tridente olmato e tridente edificato), suscitò l'ammirazione di molti artisti del tempo, tra i quali Carlo Maratta, che qui si stabilì e risiedette per diversi anni.. Nel 1677 l'ultimo dei Cesarini, Filippo Cesarini, aveva fatto costruire, lungo la strada corriera di Genzano Nuova, la chiesa di San Sebastiano affiancata dal Conservatorio delle Maestre Pie; queste due opere saranno sciaguratamente distrutte nel 1916 dall'amministrazione comunale dell'epoca.Mario dell'Arco, Storia di Genzano di Nicola Ratti trascritta e ampliata da Mario dell'Arco, Marino: Stamperia S. Lucia, 1976. L'incremento demografico nei secoli XVI e XVII determinerà l'espansione di Genzano verso la pianura sottostante (Genzano Nuova)..

La rottura dell'isolamento geografico di Genzano comportò, oltre a notevoli vantaggi economici, il coinvolgimento in eventi bellici. Genzano fu infatti coinvolta nella Guerra di successione austriaca: dal maggio al novembre 1744 Genzano fu infatti occupata dalle truppe austriache, guidate dal principe Johann Lobkowitz, il quale fronteggiava le truppe ispano-napoletane, guidate dal re di Napoli Carlo di Borbone, accampate a Velletri e sul monte Artemisio. L'attacco del Lobkowitz, nella notte fra il 10 e l'11 agosto 1744 (Battaglia di Velletri) venne respinto dalle truppe ispano-napoletane permettendo così la sopravvivenza del giovane Regno delle Due Sicilie.

Dal 1781 al 1808 si procede alla costruzione della chiesa neoclassica della Santissima Trinità, su disegno di Giulio e Giuseppe Camporese, figli di Pietro.

Anche Genzano ebbe una sua parte nei fatti del 1798.vedi Rivoluzione francese nei Castelli Romani e a Velletri Con la Restaurazione, e la fine della feudalità, Genzano entrò sotto le dipendenze dirette della Santa Sede che lo elesse a capoluogo; nella sua giurisdizione erano comprese anche Nemi, Civita Lavinia (ora Lanuvio) e Ardea.. Proprio Ardea fu una frazione di Genzano di Roma fino al 1817.

Il 26 agosto 1806 un grave terremoto causò vittime e numerosi feriti in ambito cittadino così come nella vicina Rocca di Papa. Il 23 settembre 1828 Genzano ebbe il titolo di città da parte del papa Gregorio XVI..

Età contemporanea