Marino è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.
Il centro storico è situato circa venti chilometri a sud di Roma, sui rilievi di origine vulcanica dei Colli Albani, ed è uno dei quattordici centri noti come Castelli Romani. Cava dei Selci, Castelluccia-Fontana Sala, Due Santi, Frattocchie, Santa Maria delle Mole sono altri centri abitati del territorio comunale.
Sul territorio comunale si trova un sito patrimonio dell'umanità, un tratto di circa quattro chilometri e mezzo della Via Appia. Regina Viarum. Il sito archeologico del mitreo di Marino ospita una delle sole tre tauroctonie ad affresco esistenti in Italia.
Parte del territorio è tutelato dal Parco regionale dell'Appia antica e dal Parco regionale dei Castelli Romani.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Marino è esteso , ed è prevalentemente collinare, occupando il settore nord-occidentale dei Colli Albani.
In massima parte il suolo ha natura vulcanica, dovuta all'attività del Vulcano Laziale. In particolare, la parte orientale del territorio comunale, prossima al lago Albano, presenta suoli originati da colate "fredde" di materiale piroclastico, sovrapposte a materiali risalenti all'attività finale del vulcano, nella III e IV fase idromagmatica (20.000 - 4000 anni fa). La roccia magmatica che è derivata da questo periodo di attività vulcanica è il peperino. Il settore più occidentale del territorio invece presenta suoli di origine vulcanica più antica (50.000 - 35.000 anni fa), con presenza di pozzolana, tufo e basalto.
Il territorio è classificato dal punto di vista sismico in zona 2B (sismicità medio-alta). La sismicità è riconducibile alla presenza di fluidi di pressione riconducibili alla presenza del Vulcano Laziale, che producono a carattere casuale episodi di sciame sismico: si ricorda in particolare lo sciame sismico dei Colli Albani del 1989, con scosse che raggiunsero magnitudo 4,32.
Il reticolo idrografico del territorio comunale è composto da corsi d'acqua chiamati localmente marane", in genere di capacità ridotta, soprattutto a seguito della captazione delle acque sorgive da parte degli acquedotti comunali che hanno ridotto il flusso di acqua rispetto al passato: il Fosso della Patatona, noto anche come di Pantanella o di Valle Pantanicci, del Barco o delle Pietrare, affluente del fosso dell'Acqua Mariana e quindi, dal 1957, del fiume Almone; il Fosso di Fioranello, poi di Fiorano, affluente del fosso dell'Acqua Acetosa; il Fosso delle Scopette, affluente del fosso di Fioranello; il Fosso della Giostra, affluente del fosso del Divino Amore, e con esso del fosso dell'Acqua Acetosa; il Fosso della Torre, affluente del fosso di Vallerano; questo corso d'acqua era un tempo alimentato dall'emissario artificiale del lago Albano, il quale termina dopo un percorso ipogeo di circa un chilometro e mezzo in corrispondenza dell'origine di questo fosso in località Le Mole di Albano Laziale; i fossi di Montelungo e dei Preti, affluenti del fosso della Torre;
Poiché l'altitudine massima non raggiunge mai i 600 m s.l.m., non esistono vere e proprie montagne, sebbene alcuni rilievi abbiano assunto la denominazione di nome di "monte" (Monte Crescenzio, s.l.m.).Istituto Geografico Militare, Carta d'Italia, foglio 150 (Velletri II SO), rilievo 1873 (III edizione). Le quote più elevate si registrano nelle località di Costa Caselle ( s.l.m.) e Prato della Corte ( s.l.m.).
Il punto più alto del centro storico è piazza Giacomo Matteotti ( s.l.m.), mentre la residenza municipale si trova a s.l.m..
Il resto del territorio è disegnato dal declivio dei Colli Albani verso l'Agro romano: la località di Santa Maria delle Mole si trova a ( m s.l.m., Cava dei Selci a s.l.m., Frattocchie a s.l.m., Fontana Sala a s.l.m., Due Santi a s.l.m. e Castelluccia a s.l.m.
Clima Il territorio di Marino ha un clima meso-mediterraneo: le estati sono calde e asciutte, e gli inverni miti e piovosi (media pluviometrica 1000–1200 mm). Si verifica in media un evento nevoso l'anno, senza accumuli. Durante l'inverno, la temperatura scende in media due volte l'anno sotto lo zero.
In generale, la precipitosità più alta si registra nell'area prossima al litorale laziale in direzione S-SO e procede man mano calando verso l'interno, a causa dell'ostacolo rappresentato dal rilievo orografico dei Colli Albani (fenomeno stau).
Il territorio è battuto dai venti di scirocco (S) e libeccio (SO), provenienti dal mar Tirreno, ma talvolta compare anche il "ponentino", vento dell'Ovest caratteristico di Roma e delle zone costiere dell'Italia centrale.
Durante l'inverno invece si ha la presenza di tramontana e grecale, provenienti da N e NE attraverso la vasta pianura dell'Agro Romano.
Classificazione climatica: zona D, 1966 GR/G (12 ore di accensione giornaliera dal 1º novembre al 15 aprile).
Origini del nome L'origine del toponimo "Marino" non è chiara. Gli eruditi del passato lo ritenevano legato alla memoria dell'uomo politico romano Gaio Mario;. altre ipotesi farebbero riferimento ad una possibile derivazione del toponimo dall'aggettivo "Marianum", luogo consacrato a Maria,. ad un aggettivo Maranum da mettere in relazione con l'esistenza della "marana" (fosso della Patatona o delle Pietrare), o infine al nome di un antichissimo ed ipotetico signore del luogo chiamato Marino, o Marina.
La prima ricorrenza del toponimo, sotto forma di "possessio Marinas", sarebbe presente nel "Liber pontificalis", e risalirebbe all'epoca di papa Silvestro I (314-335).. La prima fonte che menziona Marino come luogo fortificato risalirebbe invece all'anno 1090, in un passo del Chronicon Sublacense, ma il passo è ritenuto interpolato; in ogni caso, la circostanza che Marino fosse un luogo fortificato è attestata da un atto notarile del 1114, rogato in Roma da un "Tedemarius abitatoris in castri qui vocatur Mareni" ("Tedemario abitante nel castello che [è] chiamato Marino").
Storia
Età antica
I primi insediamenti umani attestati nel territorio di Marino risalgono al I millennio a.C. (età del Bronzo finale - prima età del Ferro), nelle località di Costa Caselle, Campofattore e Riserva del Truglio.
Sono localizzabili nel territorio comunale di Marino diversi insediamenti pre-romani: Bovillae, città latina ubicata nei pressi del XII miglio della via Appia, in corrispondenza delle moderne località di Frattocchie e Due Santi; Lucus Ferentinae o Caput Aquae Ferentinum, luogo sacro alla dea Ferentina deputato alle riunioni della Lega Latina. Per molti secoli una delle localizzazioni più accreditate di questo sito è stata nel territorio di Marino,Antonio Nibby, Viaggio antiquario ne' contorni di Roma, Roma 1819, tomo II, p. 76. ma gli studi più recenti tendono a localizzare il sito altrove,Cesare Ampolo, Ricerche sulla Lega Latina. I. Caput aquae Ferentinae e lacus Turni, in PdP, XXXVI, 1981, pp. 219-233.. Mugillae, città scomparsa del Lazio arcaico citata dalle fonti anticheDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 36; Tito Livio, Ab Urbe condita libri CXLII, II, 39. in relazione alle operazioni militari condotte da Gneo Marcio Coriolano nel 488 a.C. alla guida dei Volsci contro Roma. Il sito dell'antico abitato è oggi localizzato nei pressi della località di Santa Maria delle Mole, nel perimetro del Parco agricolo del Divino Amore;
In età romana, oltre alla sopravvivenza dell'abitato di Bovillae, sia pure sotto forma di città sparsa intorno al suo nucleo monumentale,. è stato localizzato nel territorio comunale di Marino loppidum repubblicano di Castrimoenium. Sebbene tradizionalmente si ritenga ubicato in corrispondenza del centro storico di Marino, e precisamente nel rione Castelletto (dove sono state individuate murature di epoca romana compatibili con un complesso di edifici), gli studi più recenti tendono a collocare il sito di Castrimoenium in vocabolo Castellano nei pressi della località Sassone, in prossimità dell'incrocio tra le vie Castrimeniense e di Mola Cavona.Andrea Pancotti, Castrimoenium ritrovata, in Alle pendici dei Colli Albani, Groningen 2019, pp. 77 ss. Non sono mancate, in passato, altre proposte di ubicazione (ad esempio presso la località Civitella o Castel de' Paolis).
Il territorio fu costellato di ville suburbane durante l'età repubblicana ed imperiale, data la sua vicinanza con Tusculum, ambita meta di villeggiatura. Questi edifici hanno restituito importanti reperti, i quali in passato andarono ad arricchire le collezioni d'arte antica in altri luoghi d'Italia ed all'estero (come ad esempio l'"Apoteosi di Omero" attribuita ad Archelao da Priene, rinvenuta nel 1645 in località Torre Messer Paolo e venduta nel 1819 al British Museum di Londra).Enrico Di Lernia, I reperti archeologici di Marino e del suo territorio dagli Inventari di Casa Colonna, Roma 2017, p. 37. Uno dei ritrovamenti archeologici più significativi ancora esistenti sul posto è senza dubbio il mitreo di Marino, rinvenuto nel 1962 presso la stazione ferroviaria di Marino. Si tratta di un mitreo (luogo di culto del dio Mitra) affrescato databile al II secolo d.C.,Ugo Onorati, Il mitreo di Marino, Marino 2014, p. 12. in eccezionale stato di conservazione.
Medioevo
A partire dagli ultimi decenni del III secolo, la compagine urbana di Bovillae (indicata come Bobellas nella Tabula Peutingeriana) entrò in forte decadenza, sostituita come centro di aggregazione del territorio lungo la via Appia dal nuovo insediamento di Albano, sviluppatosi intorno ad un accampamento militare, che divenne sede vescovile attestata almeno dall'inizio del V secolo.
Nell'VIII secolo il Lazio fu interessato dall'insediamento di patrimonia e domuscultae, articolate in massae, strutture produttive sorte in ambito ecclesiastico per lo sfruttamento agricolo ed il controllo del territorio. Nel territorio marinese si trovavano alcuni fondi distaccati appartenenti al patrimonium Appiae. e alle massae Marulis, il cui centro era situato probabilmente a Grottaferrata presso il XII miglio della via Latina, e Sulpiciana, che si estendeva lungo la via Nettunense da Frattocchie a Castel Savello presso Albano Laziale.. In questo periodo si sviluppò anche una possessio Marinas, citata dal Liber pontificalis al tempo di papa Silvestro I, a partire dalla quale si sviluppò il centro storico di Marino.
Marino, come tutta l'area dei Colli Albani, fu soggetta all'influenza dei Conti di Tuscolo, potente famiglia baronale romana che esercitò il proprio potere tra il X e l'XI secolo. Ai Conti di Tuscolo sarebbe da attribuire la prima fortificazione del centro storico, a partire dal luogo dell'attuale Palazzo Colonna,Mara Montagnani, Il Palazzo Colonna di Marino, in Castelli Romani, anno XL n° 2, pp. 43-44. nell'ambito di un processo di incastellamento del territorio.
Nel 1237 Giacoma de Settesoli, vedova di Graziano Frangipane, e suo figlio Giovanni Frangipane, signori del castello di Marino, stipularono con gli abitanti una convenzione, nella quale riconobbero e promisero di conservare gli usi e le consuetudini locali già vigenti.. Giacoma o Jacopa de Settesoli protesse Francesco d'Assisi fin dal suo primo soggiorno a Roma nel 1210, e fu ispiratrice del Terzo ordine regolare di San Francesco; è sepolta ad Assisi nella cripta della Basilica inferiore di San Francesco. In memoria di questo legame tra la castellana di Marino ed il Santo di Assisi, i due comuni di Marino ed Assisi hanno stretto un gemellaggio.