Riano è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Riano sorge a 125 m s.l.m., su un sistema collinare di origine vulcanica posto nella media valle del Tevere, a nord di Roma. Il territorio comunale si estende per circa 25,4 km² e presenta una morfologia prevalentemente collinare, che degrada verso la pianura alluvionale del Tevere.
La conformazione del territorio è legata sia ai processi sedimentari della valle tiberina sia all'attività vulcanica che interessò l'area a nord di Roma. Secondo la ricostruzione geologica pubblicata dal Comune, la pianura prossima al Tevere è costituita da depositi accumulatisi nel tempo attraverso le esondazioni e l'azione del fiume, mentre le zone collinari sono formate in larga misura da materiali di origine vulcanica. Nel territorio sono particolarmente diffusi i depositi di tufo e sono documentate anche presenze di pomice e caolino.
Il Tevere interessa il margine orientale del territorio comunale e costituisce uno degli elementi geografici principali dell'area. La pianura fluviale si contrappone ai rilievi tufacei sui quali si trovano il centro storico e gran parte degli insediamenti del comune.
Una parte rilevante del territorio occidentale e meridionale ricade nel Parco naturale regionale di Veio, area protetta istituita con la legge regionale del Lazio n. 29 del 1997 e sviluppata tra la via Flaminia e la via Cassia. Riano è uno dei nove comuni compresi nel parco, insieme a Campagnano di Roma, Castelnuovo di Porto, Formello, Magliano Romano, Mazzano Romano, Morlupo, Sacrofano e Roma.
Il comune confina a nord con Castelnuovo di Porto, a est con Monterotondo, a sud con Roma e a ovest con Sacrofano.
Clima Ai fini della regolamentazione degli impianti termici Riano appartiene alla zona climatica D e presenta gradi giorno.
Le medie climatiche riportate da ilMeteo.it per Riano sono elaborate sui dati degli ultimi trent'anni della stazione meteorologica di Roma-Ciampino e non corrispondono pertanto a rilevazioni effettuate da una stazione situata nel territorio comunale. Secondo tale elaborazione, i mesi più freddi sono gennaio e febbraio, mentre luglio e agosto presentano le temperature massime medie più elevate; le precipitazioni risultano più abbondanti in autunno e all'inizio dell'inverno e raggiungono il minimo durante l'estate.
Storia
Medioevo Le prime attestazioni documentarie relative al castello di Riano risalgono al XII secolo. Nel 1151 esso risulta appartenere a Guido Bobones, figlio di Leone; pochi anni più tardi, il 30 aprile 1159, il castrum di Riano compare in un atto con il quale i fratelli Giovanni Rontionis e Berardo donarono la loro parte della fortificazione a papa Adriano IV.
Nel 1203 Riano compare tra le località attribuite da papa Innocenzo III ai monaci benedettini dell'abbazia di San Paolo fuori le mura. Il monastero non sembra tuttavia essere entrato immediatamente in possesso dell'intero territorio, poiché una parte risultava detenuta dalla famiglia Vezzosi. Il 9 novembre 1259 i monaci acquistarono da Iacopo de' Vezzosi anche la restante porzione del borgo.Capena municipio de Romani discorso di d. Pierluigi Galletti casinense…, Roma, 1756. Per finanziare l'operazione furono alienati beni monastici, tra i quali il casale di Fiorano, ceduto nel 1268 nell'ambito delle operazioni patrimoniali che interessarono anche il monastero di Santa Balbina.
Il possesso di Riano da parte dell'abbazia fu a lungo contrastato dai Colonna, signori della vicina Castelnuovo di Porto. A partire dal 1316 Stefano Colonna intraprese un conflitto per la delimitazione dei rispettivi territori, culminato nel 1338 con la conquista, il saccheggio e la distruzione del castello. I monaci ne ottennero la restituzione nel 1369, ma le controversie territoriali proseguirono fino alla definizione dei confini nel 1491.
Nel 1393 il castello risultava nuovamente dipendente interamente dall'abbazia di San Paolo. Le guerre e le contese che interessarono la campagna romana nel corso del XV secolo provocarono gravi danni all'abitato; un accordo stipulato nel 1500 tra Pietro Colonna e il monastero descrive infatti Riano come castello «nuovamente edificato ovvero reformato». A questa fase viene ricondotta gran parte della ricostruzione rinascimentale della fortificazione, caratterizzata dalle tre torri circolari affiancate alla più antica torre quadrangolare medievale.Antonio Nibby, Analisi Storico-Topografico-Antiquaria della Carta de’ Dintorni di Roma, ed. II, Roma, 1849, vol. 3.
Età moderna Nel 1527, durante la crisi provocata dalle imposizioni finanziarie connesse alla presenza delle truppe imperiali e alle necessità di papa Clemente VII, l'abbazia di San Paolo alienò Riano alla famiglia Gaddi. Due anni più tardi il monastero riacquistò il territorio per scudi. Nel 1531, a causa di nuove necessità finanziarie, Riano fu ceduta a Francesco Spinola per ducati; nel 1538 i suoi discendenti la rivendettero ai Gaddi per ducati.
Nel 1570 il cardinale Pier Donato Cesi acquistò Riano da Silvia e Antonia Gaddi. Durante il suo possesso furono intrapresi importanti lavori nel borgo: al suo architetto Giovan Domenico Bianchi viene attribuito il progetto del palazzo baronale, mentre lo stesso Bianchi e Martino Longhi il Vecchio furono impegnati nella costruzione del convento dei Cappuccini; il cardinale promosse inoltre interventi di restauro del castello. Dopo la sua morte il possedimento passò al nipote Paolo Emilio Cesi, appartenente al ramo dei duchi di Acquasparta.
Il castello e il borgo rimasero ai Cesi fino al 1710, quando il marchesato di Riano venne acquistato da Francesco Maria Marescotti Ruspoli, principe di Cerveteri. Sotto i Ruspoli furono intrapresi ulteriori interventi di restauro delle mura, della porta del borgo, delle chiese e del castello. Nel 1818 il feudo fu venduto a Luigi I Boncompagni Ludovisi, principe di Piombino.
Età contemporanea Il 16 agosto 1924, nella macchia della Quartarella, nel territorio di Riano, venne rinvenuto il corpo del deputato socialista Giacomo Matteotti, rapito e assassinato il precedente 10 giugno. A effettuare il ritrovamento fu Ovidio Caratelli, brigadiere dei Carabinieri libero dal servizio, mentre si trovava nella zona con il proprio cane. Il luogo del ritrovamento si trovava all'interno della tenuta dei Boncompagni, presso la via Flaminia.
Nel 1935 la famiglia Boncompagni Ludovisi donò al Comune di Riano il castello e il palazzo baronale. La famiglia conservò tuttavia altre proprietà terriere nel territorio fino agli interventi di riforma agraria del secondo dopoguerra: con il decreto del presidente della Repubblica Luigi Einaudi n. 4340 del 28 dicembre 1952, una parte dei terreni appartenenti a Francesco Antonio Boncompagni Ludovisi fu trasferita all'Ente per la colonizzazione della Maremma tosco-laziale e del territorio del Fucino.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del capo del Governo, Primo Ministro, Segretario di Stato Benito Mussolini del 3 maggio 1940. Stemma
Gonfalone Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare di azzurro, caricato al centro dello stemma comunale.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Giorgio, situata fuori dall'antica cinta muraria. La presenza dell'edificio è attestata con certezza almeno dall'inizio del XV secolo, come indicano le testimonianze pittoriche conservate all'interno e la campana bronzea datata 1442. Nel 1703 Carlo Bartolomeo Piazza la ricordava come l'antica chiesa parrocchiale di Riano. Fu restaurata nel 1988 e nuovamente nel 1997.
Chiesa dell'Immacolata Concezione, nel centro storico, di fronte al Castello Baronale. L'attuale edificio fu realizzato nel XVIII secolo per volontà del principe Francesco Maria Marescotti Ruspoli, sul luogo della precedente chiesa dell'Assunzione. Il progetto venne avviato dall'architetto Giovan Battista Cortini e completato da Giovan Battista Gazzale; la chiesa fu inaugurata nel 1738 e dedicata all'Immacolata Concezione. L'interno conserva tre altari dedicati alla Vergine e opere attribuite a Marco Caprinozzi e Michelangelo Cerruti.
Chiesa di Santa Pace, in località Vigna del Piano. La sua esistenza è documentata almeno dal 1625 e l'edificio è ricordato anche nella descrizione della diocesi di Porto redatta nel 1703 da Carlo Bartolomeo Piazza. Presenta una navata unica, abside quadrata e tre altari; presso l'abside sono conservate porzioni di decorazioni ad affresco risalenti alla fine del XVII secolo. Dopo un lungo periodo di abbandono nel XX secolo, fu interessata da interventi di recupero a partire dagli anni 1970 e 1990.
Chiesa di San Gabriele dell'Addolorata, nella località Belvedere. I lavori per la costruzione iniziarono nel 1953, su un terreno donato da Nicola Di Donato, e i primi battesimi vi furono celebrati nel novembre 1954. Originariamente costituita da una sola navata, la chiesa fu ampliata negli anni 1960 assumendo una struttura a tre navate; in seguito venne dedicata a san Gabriele dell'Addolorata. Il campanile e il portico furono realizzati nel 1992.
Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa, nella frazione di La Rosta. La necessità di istituire un autonomo luogo di culto per l'abitato in espansione è documentata dalla seconda metà degli anni 1960. In attesa della nuova chiesa le celebrazioni si svolsero nella chiesa di San Giuda Taddeo della vicina Cittadella ecumenica Taddeide. Nel 1977 venne acquistato un ex stabilimento industriale, successivamente trasformato in edificio religioso; la nuova parrocchia fu inaugurata il 14 gennaio 1979.
Chiesa di San Giuda Taddeo, parte della Cittadella ecumenica Taddeide, nella località La Rosta. L'edificio fu utilizzato anche come sede provvisoria delle celebrazioni della comunità che avrebbe successivamente costituito la parrocchia della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa. La chiesa è inoltre indicata dalla diocesi di Porto-Santa Rufina come luogo di culto della comunità cattolica romena di rito latino.
Architetture civili Monumento a Giacomo Matteotti, situato lungo la via Flaminia, in località Quartarella, nei pressi del luogo in cui il 16 agosto 1924 venne rinvenuto il corpo di Giacomo Matteotti. Negli anni successivi all'assassinio la vedova Velia Titta si recava nella zona «a pregare e a deporre fiori».Non Mollare, 23 maggio 1925, n. 13, p. 1. Il monumento fu realizzato nel 1976 dallo scultore Attilio Pierelli su iniziativa del Comune di Riano. È costituito da una struttura verticale in cemento armato, caratterizzata da aperture geometriche di forma triangolare.
Architetture militari Castello Baronale, situato nel nucleo più antico dell'abitato, su uno sperone tufaceo. L'edificio si sviluppa su tre livelli attorno a una piccola corte interna e comprende una torre quadrangolare di origine medievale, impostata su un basamento a scarpa, e tre torri cilindriche; su tre lati è circondato da un giardino pensile adibito a belvedere. Il complesso, documentato nel Medioevo come Castrum Rajani, fu trasformato più volte nel corso dei secoli e appartenne, tra gli altri, all'abbazia di San Paolo fuori le mura, ai Colonna, ai Gaddi, agli Spinola, ai Cesi, ai Ruspoli e ai Boncompagni Ludovisi.
Aree naturali Parco naturale regionale di Veio. Una parte del territorio comunale di Riano ricade nell'area protetta, istituita dalla Regione Lazio nel 1997 e sviluppata a nord di Roma tra le vie Cassia e Flaminia. Il territorio del parco è caratterizzato da altopiani tufacei, forre, boschi e aree a prevalente utilizzazione agro-pastorale.
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere