Accumoli è un comune italiano di abitanti della provincia di Rieti nel Lazio.

Geografia fisica

Territorio Situato all'altitudine di s.l.m. nell'Appennino umbro-marchigiano in una conca all'estremo Nord-est del Lazio, Accumoli è inserito nella Comunità montana del Velino. Fino al 1927 era parte della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Il comune di Accumoli (insieme a quello confinante di Arquata del Tronto) è uno dei due comuni italiani che confinano con tre regioni (Abruzzo, Marche e Umbria) diverse da quella di appartenenza (Lazio).

Orografia A nord sono posti i Monti Sibillini con il Monte Vettore, a sud-est è posto invece il versante laziale dei Monti della Laga, a sud-ovest si staglia la sagoma del Monte Pozzoni. Nel territorio comunale sono presenti diverse cime che superano i  m, tra le quali, Monte Utero di  m, Monte l'Inversaturo di  m, La Civita di  m, il Monte Morale di  m, Scoglio Pecorino di  m, la cima di Costa Cavallo di  m, Costa Castelluccia di  m, il Monte Cerasola di  m, il Monte Civitella di  m e il Monte Ciambella di  m.

Idrografia Il territorio comunale è tagliato in due dal corso del fiume Tronto, che ha le sue fonti nel confinante comune di Amatrice.

Clima Il clima è quello tipico dell'Appennino interno con inverni freddi e nevosi e con estati quasi mai troppo calde.

Origini del nome Ci sono tre ipotesi sull'origine del nome Accumoli, il toponimo potrebbe derivare dal latino cumulus, "cumulo", a causa della grande costruzione di case (cumulo) da parte degli abitanti. La seconda è che potrebbe derivare dal latino ad-culum, ovvero "in cima". L'ultima ipotesi vuole che il nome derivi dall'aggregazione di tanti piccoli villaggi da parte dei Normanni.

Storia Il nome di Acumulo appare forse per la prima volta nel 1037 quando Corrado II confermava la donazione della Terra Summatina fatta da Maginardo di Siolfo nel X secolo al vescovo di Ascoli.Ferdinando Ughelli, Italia Sacra, vol. I, col. 496. Il comune ha origine nel XII secolo, quando il territorio nella Valle del Tronto era sotto il dominio dei Normanni e in seguito del Regno di Napoli. Cascia minacciava l'estremo confine del Regno, così per rafforzarlo, i governatori locali decisero di riunire sotto un'unica città i tanti villaggi sparsi per la Valle del Tronto sostituendo probabilmente il decaduto centro di Summata.

Nel XIII secolo fu conteso lungamente da Norcia sotto il cui dominio cadde per qualche tempo per essere restituito poi nel 1255 circa al vescovo di Ascoli.v. F. Ughelli, Italia Sacra, vol. I, col. 525; Agostino Cappello, Osservazioni geologiche e memorie storiche di Accumoli in Abruzzo…, vol. 2. Annesso al Regno di Sicilia, con gli Angioini entrò a far parte del vasto comprensorio territoriale noto come Capitania della Montagna d'Abruzzo,v. Andrea di Nicola, Un'opera sconosciuta di Antonio da Settignano: la rocca di Cittareale, pp. 16 e ss. istituito a custodia del tratto più settentrionale del confine tra Regno di Sicilia e Stato della Chiesa. Nel XV secolo fu oggetto di permute tra i re di Napoli e il Papa, tornando poi nel Regno come Universitas demaniale fino all'acquisto effettuato dai Medici nel 1643, entrando successivamente a far parte degli Stati mediceo farnesiani.Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, vol. 1, pp. 24-25. Subì numerosi danni da ripetuti terremoti quali quelli del 1639 e del 1703.

Terremoto del 2016

Il 24 agosto 2016 è stato colpito da un terremoto di magnitudo 6,0, con epicentro nella stessa Accumoli, che ha causato undici vittime (quattro nel capoluogo e sette nelle frazioni) e gravi danni al centro storico.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR dell'8 giugno 1992.

Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di verde.

Monumenti e luoghi d'interesse Il centro che aveva ottenuto il titolo di città durante il regno degli Aragonesi, era cinto da mura civiche munite di torri e quattro porte note con il nome di: Porta San Pietro, Porta Vecchia, Porta del Campo e Porta Pescara.

Architetture civili Torre civica Salendo per via Salvatore Tommasi si trova la Torre civica del XII secolo. Larga in pianta, quadrata e slanciata, resta come simbolo delle antiche libertà comunali. È unica nel suo genere in tutta la Valle del Tronto. Innestato alla sinistra della Torre Civica si erge il Palazzo del Podestà. È un organismo orizzontale, a conci di arenaria squadrati e lisci, scandito al piano terra da due arcate, tipiche dei palazzi pubblici medioevali. Oggi è sede di uffici comunali.

Palazzo del Guasto Un altro monumento è il Palazzo del Guasto del XV secolo. Qui tra il 1427 e il 1433 predicò S. Bernardino come si evince dal monogramma su una delle sue finestre.

Palazzo Marini Grande struttura tardomanierista adattata al pendio della strada. Si caratterizza per un portale incorniciato da bugnato a punta di diamante e da colonne tortili con capitello ionico a zampe di elefante. D'ispirazione tardomanierista partenopea sono anche gli affreschi presenti nelle sale interne. Notevoli i soffitti a cassettoni e il monumentale camino.

Palazzo Cappello Palazzo Cappello, un edificio a cinque piani del XVII secolo si erge al culmine dell'abitato nei pressi dell'antica rocca. La struttura cinquecentesca ingloba una parte costruita o ricostruita in un periodo successivo riconoscibile dalla tecnica costruttiva. Infatti la parte originale è tutta in pietra a vista squadrata e con finestre monumentali. L'edificio è stato usato come caserma dei Carabinieri a partire dal 1864 a tre anni dalla costituzione dello Stato italiano e quindi probabilmente una delle prime caserme della nuova Italia.

Ci sono tre accessi all'edificio di cui due monumentali uno dal lato est a livello delle cantine e che raggiunge il primo piano con uno scalone in arenaria da cui si può entrare nel palazzo a mezzo di un'ampia scala elicoidale, che permette di scendere alle cantine di secondo livello o salire al piano nobile. Questa scala interamente costruita in loco con gradini in arenaria incastrati nel muro e appoggiati al centro seguendo un'elicoidale, è una rarità architettonica, probabilmente unica. Dall'entrata monumentale a nord-ovest, riservata alle carrozze, si accede attraverso un ampio passaggio con volta piena a tutto sesto al cortile interno, caratterizzato da un loggiato su tre ordini con colonne in arenaria e capitelli corinzi nei primi due ordini, mentre il terzo, costruito in seguito, con più semplici capitelli dorici.

Dal cortile si accede al loggiato a mezzo di una scala monumentale costruita anch'essa in un secondo periodo. Si racconta che l'ultimo piano, i cui interni sono rimasti grezzi fino al 1996, sia stato costruito con l'intento di togliere un'ora di sole al tramonto al sottostante Palazzo Marini.

Palazzo Organtini

Edificio a tre piani che si caratterizza per le sue sale affrescate. Notevoli i soffitti a cassettoni e l'ampio "Salone dei ricevimenti", anch'esso affrescato con dipinti di quell'epoca.

Altro Monumento a Salvatore Tommasi Opera dell'architetto pitiglianese Enrico Lattes che realizzò l'opera nel 1927. Si trova all'ingresso del borgo.

Aree naturali Pantani di Accumoli - sito di interesse comunitario Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Oasi del Lago Secco, oasi WWF comprendente l'omonimo lago e la zona circostante

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2018 gli stranieri residenti erano 65, di cui 46 provenienti dalla Romania.

Lingue e dialetti Il comune rappresenta il confine orientale dei dialetti italiani mediani.

Tradizioni e folclore La patrona di Accumoli, la Beata Vergine Maria Addolorata viene festeggiata la prima o la seconda domenica di settembre.

Istituzioni, enti e associazioni

Università agrarie Il comune è sede di 6 università agrarie, enti di gestione e mantenimento del patrimonio della collettività, erede di istituzioni medievali di autogoverno agrario. Queste sono quelle di Cesaventre, Colle Posta, Illica, San Giovanni, Terracino e Villanova.

Cultura Istruzione

Musei Museo Naturalistico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Geografia antropica Frazioni Cassino

Allineato su un crinale. Il suo nome compare la prima volta nel XIII secolo in una lista di chiese tributarie di Farfa.

Casaventre

Nel seno (ventre) della valle che scende da Colleposta, tra fittissimi boschi cedui, con magnifica vista sui monti della Laga e fino al Gran Sasso.

Colleposta

Il suo nome significa villa in colle posita. È allungata sul crinale che scende verso Casaventre.

Collespada Collespada, reso noto dai racconti del poeta romanesco Federico Tosti, dov'era la casa dei nonni e dove visse gran parte della sua gioventù, è oggi in provincia di Rieti; all'epoca era in territorio aquilano e venne trasferito al Lazio nel ventennio fascista.

Fonte del Campo

È situata su un piccolo pianoro marnoso alla destra del Tronto, nei pressi del Vicus Badies, poche le case del XVI secolo, segno di uno sviluppo tardivo.

Grisciano La frazione di Grisciano è l'ultimo comune dell'alta Sabina, sul confine con le Marche.

Illica La frazione di Illica, a s.l.m., sorge nell'area dei Monti della Laga a pochi chilometri da Amatrice.

Libertino

Villaggio addossato al rilievo d'arenaria su cui sorge Accumoli. Le case quasi tutte di origine ottocentesca, tranne il gruppo più antico verso le Mole, formatosi dal XVII secolo.

Nei documenti è detto Libertino, Ipertino e Vipertino, forse da ubertinus (uber), con riferimento alla fertilità dei campi tra il Tronto e il torrente Pescara.

Macchia

Adagiata su un pianoro contornato da boschi (macla = bosco, macchia). Il caseggiato attuale risale al XVII-XVIII secolo.

Mole

Sotto la strada che da Libertino sale ad Accumoli, nei pressi del Pescara, dove vi erano dei mulini (mole). Le case sono seicentesche (1654, 1681, ecc.). Secondo la tradizione, durante l'assedio francese del 1527 a questi mulini scendevano, per camminamenti sotterranei, gli accumolesi per rifornirsi di grano.

Poggio Casoli

Da casulae = casupole. Era detto anche Poggio Filettone e Poggio Bruciato per essere stato incendiato e gli abitanti trucidati una prima volta dagli ascolani nelle lotte con gli accumolesi nel XV secolo e di nuovo nel 1527 dai francesi. Per la cura delle anime dipendeva da S. Lucia in Accumoli.

Poggio d'Api La frazione di Poggio d'Api (1080 ) presenta sorgenti di acqua ed è sede dell'oasi WWF del lago Secco (1548 ). Tale oasi è la più a sud d'Europa a contenere un particolare tipo di tritone alpino.

Il nome significa semplicemente colle delle api. Il nome Api compare la prima volta nel 1052 tra le "corti" confermate da Leone IX al vescovo di Ascoli ed è ripetuto nelle carte successive dello stesso tenore.

Roccasalli

Aggruppato sul ripiano di un crinale a ridosso dei rilievi appenninici, in uno scenario di grande suggestione e vastità.

San Giovanni

Situato sopra un rilievo ricco di falde idriche, da cui nel corso dei secoli, sono discese frane rovinose. Secondo la tradizione, una di queste, in epoca imprecisata, provocata dal demonio in persona distrusse S. Giovanni vecchio, arrestandosi miracolosamente davanti alla chiesa per intervento del santo patrono; un'altra nel 1860 seppellì un ponte, trasportando sassi per circa un chilometro.

Terracino