Salaparuta è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Trapani in Sicilia.

Geografia fisica Territorio Situato nella valle del fiume Belice, è posizionato su una collina a 385 metri sopra il livello del mare.

Dista 66 km da Trapani, 113 km da Agrigento, 305 km da Catania, 183 km da Caltanissetta, 249 km da Ragusa, 224 km da Enna, 325 km da Messina, 60 km da Palermo, 330 km da Siracusa.

Origini del nome Il toponimo Salaparuta è formato da Sala e Paruta: il primo deriva da Salah, nome di un antico casale presente nel territorio, mentre Paruta è riferito all'omonima famiglia, che detenne la signoria del territorio.

Storia

Età antica

Età medievale

Nel territorio dell'attuale Salaparuta erano presenti diversi casali, tra cui Salah, Belich, Taruch e Rahal el Merath. Quest'ultimo, tra il 1150 e il 1200, divenne progressivamente il principale centro abitato della zona. . La posizione venne preferita alle zone più basse, considerate meno salubri.

Età moderna

Nel XV secolo il territorio passò alla famiglia Paruta che ampliò il centro abitato. Nel corso del XVII secolo il territorio passò alla famiglia Alliata. Nel 1537 la baronia e terra di Sala furono donate da Gerbino Paruta, privo di figli, alla sorella Fiammetta Paruta, che sposò Giuseppe Alliata, barone di Villafranca. Il feudo e il castello passarono quindi al figlio Francesco Alliata, primo principe di Villafranca, che nel 1625 ottenne dal re Filippo IV di Spagna il titolo di duca di Salaparuta .

Età contemporanea

Nel corso del Novecento Salaparuta fu un centro prevalentemente agricolo, caratterizzato soprattutto dalla coltivazione della vite e dell'olivo. Nel XIX secolo il territorio fu legato alla produzione vitivinicola della famiglia Alliata, dalla quale ebbe origine la storica casa vinicola Duca di Salaparuta. Il centro abitato storico fu colpito, nel 1968, da un violento terremoto che colpì l'intera valle del Belice, distruggendo la città. Restano i ruderi che testimoniano la vita prima di quell'evento.

Il nuovo centro abitato fu ricostruito a pochi chilometri di distanza dal centro originario a partire dagli anni 1970.

Simboli Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 25 ottobre 1928.

Il gonfalone, concesso con R.D. del 23 febbraio 1931, è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Antica chiesa madre di Santa Caterina vergine e martire (1610-1762), distrutta dal terremoto del 1968: oggi rimangono la parte bassa dei muri perimetrali con le basi dei pilastri delle navate e le strutture degli altari laterali. Nuova chiesa madre di Santa Caterina vergine e martire, eretta negli anni settanta del XX secolo, in stile moderno. Custodisce opere salvate dalle macerie dell'antica chiesa madre, tra cui una statua attribuita a Santa Caterina, in realtà raffigurante la regina Bianca di Navarra. Ex convento dei Cappuccini (XVIII secolo), quasi interamente distrutto dal sisma, i cui resti sono stati in parte restaurati.

Società Evoluzione demografica

Economia L'attività principale è rappresentata dall'agricoltura. Infatti il territorio di Salaparuta è cosparso di vigneti che rappresentano una delle principali fonti di reddito del comune; il vino prodotto nel comune ha ricevuto il riconoscimento Salaparuta DOC l'8 febbraio 2006. Diverse sono le cantine sociali e private presenti nel suo territorio, dove si produce un vino di alta qualità. Oltre alla filiera vitivinicola, l'olivicultura e i campi di seminato sono ben rappresentati.

Amministrazione Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Note

Voci correlate Belicino (PAT)

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