Biografia Le prime collaborazioni
Quarto di sei fratelli, è nato a Luson, in Alto Adige, ma ha vissuto sin dalla giovinezza a Verona (tuttora risiede a Sant'Ambrogio di Valpolicella). Studia presso il liceo artistico di Verona, successivamente si iscrive alla facoltà di Architettura di Venezia senza conseguire però la laurea. Più tardi si accosta alla pittura per poi abbandonarla in maniera polemica.
Sul finire degli anni sessanta, Manara si ritrova a cercare lavoro come fumettista fra gli editori di Milano, con scarso successo data la poca propensione degli editori ad affidare un lavoro ad artisti senza passate esperienze lavorative. Questa fase di stallo viene risolta grazie all'intervento dell'amico Mario Gomboli che lo indirizza verso l'editore Furio Viano, per cui realizzerà il suo primo lavoro nel 1969. Manara debutta quindi con il fumetto come autore di storie erotico-poliziesche della collana Genius, uno dei tanti fumetti neri nati come emuli di Diabolik. Genius ha però la curiosa caratteristica di essere nato come fotoromanzo, quindi con veri attori, diventando poi un fumetto per risparmiare sui costi di realizzazione.
Anni settanta I suoi lavori per Genius sono notati dall'editore Renzo Barbieri (proprietario insieme a Giorgio Cavedon della casa editrice ErreGi, nota per i suoi fumetti erotici), che lo chiama a collaborare per la sua casa editrice; per essa Manara realizza alcune storie libere prima di giungere a Jolanda de Almaviva, con cui l'autore prosegue il filone erotico-sexy. Tutto questo avviene in un periodo in cui i fumetti sono realizzati in grandi quantità con ritmi serrati e pertanto è necessario bilanciare la qualità del disegno con la rapidità di realizzazione, spesso facendo pressione sugli artisti. Le avventure di Jolanda de Almaviva, graficamente ispirata a Senta Berger, sono pubblicate su albi distribuiti in edicola dall'ottobre del 1970 all'agosto del 1974 e narrano esotiche storie avventuroso-erotiche di pirati e filibustieri. I testi sono di Roberto Renzi e Gaburro & Gramegna, che prendono spunto dal personaggio di Jolanda, la figlia del Corsaro Nero ideata da Emilio Salgari. L'arrivo di Manara alla realizzazione del personaggio salva la testata, che navigava in cattive acque, dalla chiusura.
Dopo alcuni lavori realizzati per il mondo dei giovanissimi (Corriere dei ragazzi, 1974) Manara inizia prestigiose collaborazioni, come quella particolare con il giornalista Mino Milani. La prima storia disegnata da Manara per il Corriere dei ragazzi è La rivincita della Morte scritta da Andrea Mantelli, episodio che fa parte del cosiddetto filone dei "fumetti di cronaca", ovvero fumetti giornalistici che si muovevano fra storia e attualità con diverse serie (Fumetto verità, Il gioco del destino, Il fumetto della realtà e altri). Manara realizza varie storie brevi per queste serie e, su sceneggiatura di Milani, disegna alcuni degli episodi della serie a fumetti Dal nostro inviato nel tempo Mino Milani e la storia autoconclusiva Quella notte del 1580, quest'ultima incentrata sulle vicende del soldato veneziano Gerolamo Polidori. Gli ottimi risultati ottenuti da Manara nella creazione di queste opere lo faranno selezionare come illustratore di una nuova serie ideata sempre da Milani, La parola alla giuria, della quale Manara curerà i disegni di tutti gli episodi pubblicati fra il 1975 ed il 1976. Si tratta di un fumetto in cui vengono presentati importanti fatti storici (talvolta anche fatti letterari) sotto forma di processo ad alcuni grandi personaggi responsabili di controverse vicende, portati davanti a giudice e giuria per esporre i fatti con chiarezza. Fra le grandi personalità che costituiscono gli imputati di tali processi troviamo il generale Custer, Nerone, Robespierre, Elena di Troia, Alfred Nobel, Robert Oppenheimer, Attila o Isoroku Yamamoto; in queste storie Milani lascia una discreta libertà a Manara sulle inquadrature e la caratterizzazione dei personaggi. Manara collabora per un breve periodo anche con il successivo Corrier Boy, per cui disegna il personaggio di Chris Lean, protagonista di un fumetto poliziesco con le fattezze di James Dean, su testi di D'Argenzio.
Sul versante satirico, risale a metà anni 1970 la realizzazione, con Silverio Pisu, della rivista Telerompo. La collaborazione fra i due autori dà vita in questo caso a Lo scimmiotto: si tratta del recupero e della rivisitazione di un importante personaggio della letteratura fantastica cinese, lo scimmiotto Sun Wu-Kung, completamente riletto e adattato per costruire una chiara metafora di Mao Zedong e del popolo cinese, rielaborando e filtrando il clima di quegli anni e i sentimenti del 1968. In quest'opera Manara trova modo di ricominciare a disegnare le sue affascinanti figure femminili, questa volta nel contesto di un'avventura impegnata politicamente e socialmente, nonché impregnata di un profondo e dissacrante umorismo. L'importanza di questa opera è evidente anche nella collocazione che la stessa trova in rivista, infatti Lo scimmiotto è ospitato, a partire dal gennaio 1976, su alterlinus, rivista supplemento del mensile linus. La stessa coppia Manara-Pisu darà poi vita a una nuova affascinante avventura: Alessio il borghese rivoluzionario, via di mezzo fra disegno e racconto illustrato che sembra voler proseguire il filone iniziato con Lo scimmiotto. Questo racconto viene pubblicato su alteralter (nuovo nome assunto dalla rivista alterlinus) a partire dal novembre 1977. In questo caso i ruoli di scrittore e disegnatore risultano decisamente staccati in quanto il testo è separato e incolonnato distintamente rispetto ai disegni, consentendo ai due autori di esprimersi liberamente senza che l'interpretazione di uno sia costretta o falsata da quella dell'altro autore.
In questi anni la sua fama travalica i confini italiani. Fra il 1976 ed il 1978 pubblica per l'editore francese Larousse una Storia di Francia a fumetti, La scoperta del mondo e La Cina. A partire dal 1978 si trova a collaborare anche con la storica rivista francese A suivre (all'epoca appena fondata) edita da Casterman, per cui fa nascere il suo alter ego fumettistico Giuseppe Bergman, chiara rappresentazione dell'autore: per A suivre realizza infatti l'opera H.P. e Giuseppe Bergman, dove H.P. sta per Hugo Pratt, maestro da sempre rispettato da Manara nonché fonte di preziosi consigli per la sua attività di fumettista. Proprio in quanto alter ego fumettistico di Manara, il personaggio di Giuseppe Bergman tornerà spesso nelle sue avventure visitando alcuni dei luoghi più affascinanti del mondo.
In Italia, dal 1975 al 1978 realizza per l'editrice Publistrip le copertine dei primi 70 numeri del fumetto erotico Il montatore le fattezze del cui protagonista erano ispirate all'attore Lando Buzzanca. Nel 1978 disegna un volume della collana Un uomo un'avventura (edita dalla Cepim, ora Sergio Bonelli Editore) intitolato L'uomo delle nevi, racconto fantastico scritto da Alfredo Castelli (creatore di Martin Mystère) che narra gli imprevedibili esiti di una spedizione sull'Himalaya alla ricerca dello yeti. Ne L'uomo delle nevi sembra che Manara, anche grazie ad alcuni consigli di Pratt, trovi un suo equilibrio nella costruzione della tavola, assente nelle opere precedenti che cercavano di sperimentare costruzioni personali, ma non sempre perfettamente riuscite. Dalla fine degli anni '70 collabora inoltre con la Storia d'Italia a fumetti di Enzo Biagi edita da Mondadori.
Anni ottanta Il personaggio di Giuseppe Bergman riappare in Un autore in cerca di sei personaggi del 1980, e poi in Dies irae del 1982: queste storie che sono identificate come Le avventure africane di Giuseppe Bergman, spesso sono pubblicate come un'unica lunga storia e sono considerate fra i migliori lavori dell'autore.Nel 1981 vede la luce L'uomo di carta (anche noto col titolo alternativo di Quattro dita) un'avventura scritta e disegnata da Manara in stile western realizzato su richiesta dell'editore francese Dargaud. In Italia il fumetto è ospitato dalla neonata rivista Pilot. Manara si allontana dallo sperimentalismo per narrare una storia ricca di umorismo, per di più parteggiando per gli indiani, cosa molto inusuale al tempo. L'erotismo è appena accennato nel complesso personaggio della nativa americana Coniglia Bianca. Nel 1982 Manara si trova a collaborare anche con la rivista per adulti Playmen, della Tattilo editrice, che gli commissiona un fumetto erotico (il nome di Manara viene fatto ai curatori della rivista dal giornalista televisivo Vincenzo Mollica). Manara è così libero di dare pieno sfoggio a un erotismo trasgressivo e non vincolato. Nasce la sua opera più nota e venduta, Il gioco, in cui Manara si diverte a smascherare ipocrisie borghesi narrando la storia di Claudia Cristiani, una stupenda donna dell'alta società che si ritrova completamente disinibita e succube di inarrestabili impulsi sessuali a causa di una misteriosa scatola che ne libera gli istinti inconsci. Il grande successo di quest'opera ha spinto Manara a realizzare ben tre seguiti, pure venati da temi di critica sociale o attualità nel contesto delle vicende, dallo sfruttamento dell'Amazzonia e dei popoli diseredati alla corruzione politica ed al marcio che alberga nei luoghi di potere. Il gioco 2 appare nel 1991 sulle pagine della rivista Totem e utilizza il personaggio di Miele, ideato per il fumetto Il profumo dell'invisibile (1986) e poi utilizzato nelle storie brevi Candid Camera (1988); nel 1993 è la volta de Il gioco 3 mentre il quarto episodio, Il gioco 4 del 2001, per ammissione dello stesso Manara, non ha la stessa ironia e leggerezza degli altri, è più sporco nel segno e più cupo nel tema trattato, fra intrighi politici, corruzione e multinazionali. Il successo di Manara come fumettista erotico sarà sancito in Italia a partire dal 1984, quando la casa editrice Edizioni Nuova Frontiera raccoglierà gli episodi pubblicati su Playmen e stamperà Il gioco in un volume che sarà fruibile dalla gran massa dei lettori. Questa avventura avrà un successo anche internazionale che segnerà la carriera di Manara e lo consegnerà alla storia del fumetto, non solo italiano appunto, con l'etichetta di "maestro dell'eros". Il gioco avrà numerose ristampe e da esso verrà tratto anche un film intitolato Le déclic diretto dal regista Jean-Louis Richard e interpretato dall'attrice Florence Guérin.
A partire dall'ottobre del 1983, su testi di Hugo Pratt ispirati dal romanzo La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne, Manara disegna Tutto ricominciò con un'estate indiana sulla rivista Corto Maltese: il fumetto è considerato uno dei massimi capolavori dei due artisti e una delle più belle opere del fumetto italiano.
Nel 1986, sulla rivista Totem, Manara inizia la pubblicazione de Il profumo dell'invisibile, che sancirà il successo della seducente protagonista Miele. Con Pedro Almodóvar ha collaborato per Le feu aux entrailles (Parigi, 1993).