Il Super Rugby 2017 fu la 22ª edizione del Super Rugby SANZAAR, torneo professionistico annuale di rugby a 15 tra squadre di club delle federazioni australiana, neozelandese, sudafricana, argentina e giapponese.

Formato Nella stagione regolare le 18 squadre erano suddivise in due gruppi: Australasia, con le 5 formazioni neozelandesi e le 5 australiane e Africa del Sud con le 6 formazioni sudafricane, quella argentina e quella giapponese.

Ogni gruppo fu a sua volta suddiviso in due gironi (conference), l'Australasia con le squadre di ogni Paese in ogni conference mentre invece quella dell'Africa del Sud con tre sudafricane ciascuna per conference più l'argentina nella conference Africa 1 e quella giapponese nell'Africa 2.

La stagione regolare si disputò su 15 incontri in 17 giornate, con due turni di riposo, con il meccanismo di 6 incontri all'interno di ogni conference o di altri gironi, secondo il seguente schema:

Africa del Sud ogni franchigia disputa 3 incontri in casa e 3 in trasferta all'interno della propria conference; ogni franchigia disputa 2 incontri in casa e 2 in trasferta contro squadre dell'altra conference africana ogni franchigia di Africa 1 affronta una volta tutte le squadre della conference neozelandese ogni franchigia di Africa 2 affronta una volta tutte le squadre della conference australiana Australasia ogni franchigia disputa 2 incontri in casa e 2 in trasferta contro due franchigie all'interno della propria conference; a seguire, disputa un incontro con ognuna delle altre 2 franchigie della propria conference ogni franchigia disputa 5 incontri contro squadre dell'altra conference australasiatica ogni franchigia della conference australiana affronta una volta tutte le squadre della conference Africa 2 ogni franchigia della conference neozelandese affronta una volta tutte le squadre della conference Africa 1

Accedono ai play-off la prima classificata di ogni conference, le altre tre migliori del gruppo australasiatico e la miglior seconda del gruppo africano; le due migliori vincitrici di conference hanno il seeding 1 e 2 nei play-off, e si va a seguire fino all'ottava squadra del seeding. I quarti di finale vedono accoppiati la migliore contro l'ottava, e via scalando; gli incontri di play-off sono in gara unica in casa della franchigia con il miglior seeding.

Squadre partecipanti e ambiti territoriali Gruppo Sudafrica Paese Squadra Sede AreaConference Africa 1 (AF1) Sudafrica Pretoria East Rand e la provincia del Limpopo Bloemfontein Free State e la provincia del Capo Settentrionale Città del Capo L'area metropolitana di Città del Capo più i distretti di Cape Winelands, West Coast e Overberg Giappone Tokyo, Singapore Giappone, Asia orientaleConference Africa 2 (AF1) Sudafrica Johannesburg L'area metropolitana di Johannesburg, il Gauteng meridionale, Mpumalanga e la provincia del Nordovest Durban KwaZulu-Natal Port Elizabeth Provincia del Capo Orientale ed estremità orientale di quella del Capo Occidentale Argentina Buenos Aires Argentina Gruppo Australasia Paese Squadra Sede AreaConference Australia Australia Canberra Territorio della Capitale Australiana più il New South Wales meridionale Melbourne Stato di Victoria Brisbane Stato del Queensland Sydney Stato del Nuovo Galles del Sud centrale e occidentale Perth Stato dell'Australia OccidentaleConference Nuova Zelanda Nuova Zelanda Auckland Penisola di Northland e la regione di Auckland centrale e settentrionale Hamilton I distretti di Waikato, Tauranga, Rotorua e New Plymouth, oltre la parte meridionale di Auckland Christchurch Le regioni di Canterbury, Tasman, Nelson, West Coast e Marlborough Dunedin I distretti di Otago e Southland WellingtonI distretti di Wellington, Palmerston North e Napier

Avvenimenti

Regular season

Australia In Australia gli occhi sono puntati sui Brumbies, unica rappresentante alle finali del 2016, mentre tutte le altre franchigie sono viste solo come comprimarie. Nelle prime giornate, dopo una partenza a rilento di Canberra, ciò si fa sempre più evidente, mentre colpisce il fatto che nelle prime 9 giornate si siano registrate solo 3 vittorie e un pareggio delle compagini australiane contro squadre straniere, segno di una crisi delle franchigie australiane nella prima metà della stagione, tanto che una squadra verrà tagliata a partire dal 2018.

Canberra vince tutte le sfide iniziali contro le altre squadre aussie, ma alla vigilia dell'ottava giornata ha gli stessi punti dei Blues, undicesimi in graduatoria, mentre le altre squadre albergano tutte nella parte bassa della classifica e i Rebels sono, a quel punto della stagione, l'unica squadra ancora a secco di vittorie.

La prima vittoria della squadra del Victoria arriverà proprio una settimana dopo contro i primi della classifica aussie, con il pareggio 9-9 della nona giornata a mettere in discussione l'intera classifica della conference, che vede ora le 5 squadre racchiuse in sole dieci lunghezze, con un solo posto a disposizione per la qualificazione alla post-season, complice anche la brusca frenata dei Brumbies, che di fatto rimette in gioco tutte le altre franchigie aussie. A tal proposito si può considerare che i Melbourne Rebels, penultimi in classifica generale, sono in corsa fino alla fine per vincere la conference australiana e giocare in casa il quarto di finale contro la migliore delle wild-cards, la seconda delle neozelandesi, con molti più punti in classifica in regular season. I pessimi risultati di tutte le franchigie rende il girone una vera e propria gara per non vincerlo, in cui la classifica si muove pochissimo e ogni vittoria diventa fondamentale. A spuntarla saranno i Brumbies, complice anche i pochissimi punti ottenuti dalle altre franchigie, che ottengono così il seeding 4, ospitando così un quarto di finale. La Western Force arriva seconda, nella sua ultima stagione di Super Rugby.

Nuova Zelanda Al contrario di quello australiano il rugby neozelandese vive una fase di completo dominio del torneo, e la lotta per le posizioni di vertice è molto più serrata. La caccia agli Hurricanes campioni in carica parte con la vittoria nella prima giornata di 4 squadre kiwi su 5. A un avvio a rilento degli Highlanders e a importanti sconfitte negli scontri diretti dei Blues si affianca per tutta la prima metà del campionato una lotta serrata tra Crusaders (autori di 3 rimonte incredibili di fila tra la seconda e la quarta giornata), Chiefs e Hurricanes, in cui gli scontri diretti fra le tre squadre diventano fondamentali. Le vittorie delle franchigie delle due isole in tutti gli scontri diretti tra squadre australiane e neozelandesi rende il girone ancora più combattuto.

La partita tra Chiefs e 'Canes di Hamilton alla terza giornata, terminata 26-18, non basta a lasciare fuori i campioni in carica dalle posizioni di vertice, e alla settima giornata, col riposo dei Crusaders, la sconfitta di Città del Capo dei Chiefs e la vittoria 38-28 degli Hurricanes contro i Waratahs, le tre squadre sono racchiuse in solo 2 punti. Nel frattempo la pessima stagione delle squadre australiane consegna alla Nuova Zelanda 3 wild cards per le finali. I Crusaders superano quindi indenni le sfide casalinghe contro Sunwolves e Stormers e le trasferte di Bloemfontein e Pretoria, incalzati sempre dalle due rivali, con i campioni in carica capaci prima di espugnare in extremis l'Eden Park e poi di infliggere un'umiliante sconfitta ai Brumbies ed i Chiefs capaci di recuperare uno svantaggio di 24 punti a Bloemfontein e poi di superare la Western Force e i Sunwolves dopo due partite sofferte. Gli Hurricanes si riposano quindi alla decima giornata ed essere momentaneamente distanziati di otto punti dalla vetta. L'undicesima giornata vede l'importantissimo scontro tra i Crusaders primi in classifica e gli Hurricanes campioni in carica, dove la netta superiorità in mischia e il fattore campo favoriscono la squadra di Christchurch, mentre i Chiefs riposano. Proprio contro i Chiefs a Suva, nelle Figi, i Crusaders, vincendo ancora, impongono un margine ancora più pesante in classifica alle loro inseguitrici. Nel frattempo si segnala la rimonta degli Highlanders, imbattuti da fine marzo, tornati prepotentemente in corsa per una wild-card, che alla vigilia della tredicesima giornata hanno solo due punti di ritardo dagli Hurricanes e sei dai Chiefs.

I Crusaders si laureano campioni della conference prima della pausa per il tour dei British and Irish Lions, con una giornata di anticipo, grazie alla sconfitta casalinga degli Hurricanes contro i Chiefs, ma all'ultima giornata perdono a Wellington, scivolando al secondo posto della classifica complessiva. Gli Hurricanes con questa vittoria ottengono il secondo posto e il seeding 5, rendendo inutile la vittoria dei Chiefs sui Brumbies. Gli Highlanders concludono la stagione con una vittoria contro dei Reds già in vacanza, mentre è particolare la situazione dei Blues, che hanno perso tutti gli incontri contro squadre kiwi vincendo al contempo tutte quelle contro le altre squadre (serie finita con la sconfitta della tredicesima giornata contro gli Stormers e continuata con un'umiliante sconfitta in terra nipponica), e che furono esclusi dalla post-season in quanto ultima squadra della conference, sebbene abbia più punti di Brumbies e Stormers, entrambi qualificati in quanto vincitori di conference, dovendo lottare per guadagnare almeno una posizione nella classifica della conference kiwi. Da notare le 25 vittorie neozelandesi contro squadre australiane su 25 incontri in regular season.

Africa

Africa 1 Nella prima delle due conference africane i pronostici vedono già alla vigilia gli Stormers come vincitori di conference e, insieme ai Lions, come principale speranza springbok per riportare a casa un trofeo che manca ormai da 7 anni. Altra possibile contendente al primo posto sono i Bulls, mentre Sunwolves e Cheetahs sono viste come le squadre materasso del girone.

Mentre la franchigia di Città del Capo vince 6 partite di fila, arrivando a condividere con i Crusaders il primo posto in classifica generale alla settima giornata, gli altri team vengono subito distaccati, perdendo molti scontri con squadre dell'altro girone sudafricano. I Bulls, in particolare, perdono rovinosamente contro i giapponesi, mentre per effetto della stagione positiva di Sharks, Jaguares e Lions le possibilità di ottenere una wild-card sono ridotte al lumicino già a metà stagione.

Gli Stormers nelle quattro giornate successive, con le importantissima partita contro i Lions e poi nel disastroso tour neozelandese contro Crusaders, Highlanders e Hurricanes, non ottengono però nemmeno un punto, e i Bulls tornano in corsa vincendo contro i Jaguares e poi nell'importantissimo scontro diretto contro i Cheetahs, con la meta decisiva a pochi minuti dalla fine. In seguito però la franchigia di Pretoria crolla rovinosamente al Loftus Versfeld contro dei lanciatissimi Crusaders e perde anche contro gli Highlanders, riducendo le speranze di post-season al lumicino. Non ne approfittano nemmeno i Cheetahs, ormai in una crisi irreversibile, mentre i Sunwolves alternano sconfitte disastrose (Crusaders, Highlanders, Stormers e soprattutto Lions) ad altre in cui riescono a ottenere degli insperati punti bonus difensivi (Chiefs, Jaguares), chiudendo con la clamorosa vittoria contro i Blues.

Africa 2 I Lions vice-campioni in carica devono difendere il titolo di campioni di conference dell'anno precedente da Sharks molto migliorati rispetto al 2016 e dell'incognita Jaguares, che dopo un anno di rodaggio sono finalmente pronti a sfidare seriamente le più blasonate squadre sudafricane. I Kings sono visti come la squadra materasso e si parla già prima dell'inizio della stagione di un possibile taglio della franchigia di Port Elizabeth a partire dall'anno seguente.