Il dialetto lucerino, parlato nella città di Lucera e in alcune località limitrofe, rientra nei dialetti pugliesi settentrionali (dauno-appenninici) facenti parte del gruppo dei dialetti italiani meridionali i quali, a loro volta, sono affini alla lingua napoletana. Nell'impianto generale di derivazione greco-latina, il lucerino ha assorbito vocaboli dall'arabo, dal francese, dallo spagnolo e dal tedesco. Presenta le maggiori affinità con gli altri dialetti dauno-appenninici e con i dialetti garganici..
Storia Dapprima la cultura ellenica di provenienza magno-greca e poi la colonizzazione romana di Lucera hanno influenzato in modo notevole l'idioma cittadino. Sarà comunque il periodo medievale, in particolare le dominazioni saracene ed angioine, a far acquisire al lucerino un carattere molto singolare, con un importante arricchimento lessicale., che lo differenziano dagli altri parlati del Tavoliere, dei Monti della Daunia e del Gargano.. In opposizione ai Saraceni, attorno al 1275, re Carlo I d'Angiò raccolse, all'interno della fortezza svevo-angioina di Lucera, circa 140 famiglie francoprovenzali, che successivamente si stabilirono nei centri montani di Faeto e Celle di San Vito (nell'alta Valmaggiore), ove è tuttora parlata la lingua francoprovenzale. Tutti questi cambiamenti furono decisivi per lo sviluppo del dialetto lucerino, in particolare il periodo arabo che ha lasciato una notevole impronta nel parlato cittadino, basti pensare alla forma ijà! tuttora usata.. Nella linguistica degli idiomi romanzi, la Linea Salerno-Lucera (talvolta denominata Eboli-Lucera) è una fascia di isoglosse non molto compatte che taglia in due parti l'area di diffusione dei dialetti italiani meridionali.
Caratteristiche generali Fonetica Per quanto riguarda il vocalismo, si evidenziano alcuni aspetti particolari: la vocale ì, sia in sillaba libera che in posizione rimane intatto, dà sempre i (nide per “nide"; accide per “accide”; ecc.).. La vocale È in sillaba aperta di voce piana abbiamo ę (ad esempio gastęmę che significa bestemmia).
Rispetto al consonantismo, il lucerino è caratterizzato dalla presenza di consonanti costrittive o continue. e consonanti nasali..
Morfologia
Articoli Nel lucerino, gli articoli determinativi sono: u per il maschile singolare, a per il femminile singolare; i per il maschile e femminile plurale, mentre gli articoli indeterminativi sono: nu e na..
Pronomi personali Per quanto riguarda i pronomi personali, si segue questo schema: Pron. Pers. Soggetto Pron. Pers. Oggetto Forma tonicaForma atonaIt.Luc.It.Luc.It.Luc.1ª p. sg.ioio [iə]memmémime [mə]2ª p. sg.tutu [tə]tettétite3ª p. sg.lui, egli, esso lei, ella, essaisso ['issə] essa ['essə]lui, sé lei, séisso ['issə] essa ['essə]lo, gli, si la, le, sice ce1ª p. pl.noinujenoinnujecice2ª p. pl.voivujevoivvujevive3ª p. pl.loro, essi loro, esselore loreloro, sé loro, séllore lloreli, si le, sice ce
Gruppo verbale Il verbo essere (ESSE), esse {|class="wikitable" width=60% |- bgcolor=#f0ffff align=center. | || indicativo presente || indicativo imperfetto || indicativo perfetto || indicativo futuro || congiuntivo imperfetto || condizionale presente |- align=center | io || songo || ero || fuje || sarraggio || fosse || sarrìa |- bgcolor=#f0f0f0 align=center | tu || si || jere || fusse || sarraje || fusse || sarrisse |- align=center | isso / essa || è / eje || fuje || fuje || sarrà || fosse || sarrìa |- bgcolor=#f0f0f0 align=center | nuje || simo || èramo || fujemo || sarrimo || fossemo || sarrimmo |- align=center | vuje || site || èrete || fusseve || sarrite || fusseve || sarrisseve |- bgcolor=#f0f0f0 align=center | llore || sònno || èrano || fujeno || sarranno || fossero || sarrìeno |} Il participio passato è state. Il gerundio è stanno.
Esempi linguistici Di seguito alcuni esempi del dialetto lucerino: Alijà, usato per indicare l'atto di sbadigliare per fame o per sonno. Originariamente dal latino halitus, poi dallo spagnolo alear; Ijà!, termine arabo, usato come intercalare; Mafissce!, esclamazione usata per dire "non ce n'è più, niente", dall'arabo māfīš; Mammalucco, usato per indicare una persona goffa, sciocca, sottomessa. Deriva dall'arabo mamluk (posseduto, schiavo); Scarceofolo (carciofo), dal greco "kyndra" (cinara); poi dall'arabo "kharshuf" (sciocco, minchione, fuoco d'artificio che gira vorticosamente prima di dirigersi verso l'alto).
Poesia
Il lucerino è stato utilizzato da diversi poeti locali. Si elencano alcune pubblicazioni. Enrico Venditti, Poesie in dialetto lucerino, Lucera, Catapano, 1965 Enrico Venditti, Giuvanne e Frangische, Tip. Catapano, Lucera, 1971 Enrico Venditti, U cacc’e mitte, Tip. Catapano, Lucera, 1972 Enrico Venditti, A tramúte, Tip. Catapano, Lucera, 1974 Enrico Venditti, Tantannarrète, Tip. Catapano, Lucera, 1977 Costantino Catapano, Na zènn d lucerin, Lucera, Catapano, 1980, rist. 2004 Lella Chiarella, A ruchele d’u Castille, Lucera, Orion, 1980 Zefferino Di Gioia-Fiorenzo Fattibene, Citte citte ammizz'a Chiazze, Edistampa, Lucera, 1982 Zefferino Di Gioia-Fiorenzo Fattibene, Ndò sckoppa 'ndrone, Edistampa, Lucera, 1984 Lella Chiarella, I trascurze mammanonne, Lucera, Catapano, 1984 Enrico Venditti, Vecchio Ferragosto Lucerino, Ed. C. Catapano, Lucera, 1985 Enrico Venditti, U mègghie poste, Tip. Catapano, Lucera, 1987 Lella Chiarella, Jurne pe jjurne. Poesie in dialetto lucerino (a cura di Domenico D'Agruma), Lucera, Orion, 2000 Pasquale Zolla, Keléure è mmore d’u pajèse mìje, Lucera, 2001
Teatro e musica Dagli ultimi decenni degli anni Novanta, un ruolo importante nella trasmissione del dialetto lucerino è svolto del Gruppo teatrale "Amici dell'Arte", guidato da Germano Benincaso dal 1969. Il gruppo ha portato in scena numerose commedie con adattamenti in vernacolo lucerino, e opere inedite realizzata dal Benincaso. La prima opera data alle stampe è Ze Necole (Tip. Catapano, Lucera, 1975); a seguire altre quattordici commedie tra le quali Mast don Tubbije (Tip. Catapano, Lucera, 1976) e Nu marijule onèste (Tip. Re-me-Graf, Foggia, 1982).
Nel 1993 il gruppo ha pubblicato anche il cd E so’ Lucera ancòre: arie, stornelli e canti lucerini..
Di seguito la prima strofa di Stornelli lucerini e la relativa traduzione in italiano:
Note
Bibliografia
G.M. Rufo, U sdragh, in "Luceria", A. I, marzo, fasc. 2, Tip. Frattarolo, Lucera, 1910 Maria Luisa de Peppo, La fonetica, la morfologia e la sintassi del dialetto di Lucera, Tesi di laurea in Lettere, Univ. degli Studi di Bologna, A. A. 1942-43; La cadenza melodiosa nel dialetto di Lucera, in Saggi linguistici dell'Istituto di Glottologia Enrico Venditti, Ciacianella. Vicende e personaggi della vecchia Lucera, Lucera, Catapano, 1969 Maria Giuseppa Del Gaudio, Fonetica, fonematica e lessico nel dialetto di Lucera, Tesi di laurea, Univ. degli Studi di Chieti, A. A. 1977-78 Michele Melillo, Lucera e i Saraceni: problemi di lingua e storia, Lucera (lezione tenuta in occasione della V Settimana di Studi Pugliesi, 9.5.1980) Enrico Venditti, Luceríne ’mbocaciùcce, Tip. Catapano, Lucera, 1980 Lella Chiarella-Mimmo D'Agruma, Proverbi lucerini, motti e modi di dire, Lucera, Edistampa, 1981 Enrico Venditti, Ciacianella 2, Lucera, Catapano, 1983 Michele Dell'Anno (a cura di), U matremoneje de Seppine e Mariuccia, III Scuola Media Statale di Lucera, 1983 Pasquale Zolla, Maste Frangiscke u scarpare, Lucera, Edistampa, 1984 Pasquale Zolla, 47: murte che parle, Lucera, Edistampa, 1985 Dionisio Morlacco, Chi campa véde. Profili di popolani, Lucera, Catapano, 1987 Pasquale Zolla, U munn’è fatt’a pesature, Lucera, Catapano, 1988 Michele Urrasio, Enrico Venditti, Lucera, Catapano, 1989 Pasquale Zolla, Nucére, pajése de Sanda Marije, Lucera, Edistampa, 1991 Lella Chiarella-Mimmo D'Agruma, U farnale. Arguzia ironia estro nel dialetto di Lucera, Lucera, Edistampa, 1991 Le parole della memoria. Antologia della poesia dialettale della Daunia, Lucera, 1992 Dionisio Morlacco, Bazar Tripoli. Noterelle di costume, Lucera, Catapano, 1994 Raffaele Montanaro, I mestire de ‘na vote (I mestieri di una volta), Lucera, 1998 Lella Chiarella-Mimmo D'Agruma, Racconti, favole e leggende popolari di Lucera, Lucera, Orion, 2002 Romano Petroianni, U murare. Interiezioni, locuzioni ed espressioni in dialetto lucerino, Lucera, Scepi, 2004 Pasquale Zolla, Parle kume t'ha fatte mammete: Dizionario enciclopedico/etimologico del dialetto di Lucera, Tip. Catapano, Lucera, 1ª Ed. 2005, rist. 2014 Romano Petroianni, Na defreschate de cape, Lucera, 2007 Raffaele Montanaro, Ati timbe (Altri tempi), Lucera, 2007 Pasquale Zolla, Ce stéve ‘na vóte... a’kkussì s’akkundav’ a Llucére, Lucera, Catapano, 2007 Pasquale Zolla, Pe ‘na bbèlla fèmmene... dicianne de uèrre(traduzione dell’Iliade di Omero), Lucera, 2009 Enrico Venditti, Cifre di memoria. Poesie e saggi per la cultura e la storia (a cura di Giuseppe Trincucci), Foggia, Litostampa, 2009 Giuseppina Bellucci, Le tradizioni popolari di Lucera, Appunti di etnografia e civiltà nel 1950, Grafiche Quadrifoglio, Foggia, 2011 Poveri ma felici. Lucera di una volta nei racconti di Vincenzo Palumbo (a cura di Massimiliano Monaco), Lucera, Catapano, 2013 Donna Cuncettella e Donna Rusaria. Dialoghi in dialetto lucerino (a cura di Giuseppe Trincucci), Lucera, Catapano, 2014
Lino Zicca-Lino Montanaro, Bar De Chiara. Storie da bar: un album di ricordi, di fatti, di fantasie, di aneddoti e di personaggi, Lucera, Catapano, 2016
Aldo Pedicino, Vocabolario lucerino, dattiloscritto presso la Biblioteca Comunale di Lucera
Voci correlate Dialetti della Puglia Dialetti italiani meridionali Storia di Lucera Lucera Linea Salerno-Lucera
Collegamenti esterni Per una storia linguistica di Lucera, di M. Monaco, in A. Pedicino, Terra mia. Grammatica, poesia e modi di dire in dialetto lucerino, Lucera, 2016. I dialetti meridionali, di Francesco Avolio, Enciclopedia dell'Italiano, 2011
Lucerino Lucerino