Biografia Gigino Gattuso nacque a Caltanissetta nel 1903. Al momento della sua morte, a diciotto anni, era uno studente liceale iscritto alla Lega antibolscevica. Fu ferito a morte da un colpo di rivoltella durante un tafferuglio tra fascisti e socialisti a Caltanissetta.
Morte e processo
Il 25 aprile 1921 Gattuso, insieme con altri fascisti, diede fuoco al Circolo ferrovieri. Gattuso poi, con alcuni camerati, si scontrò con un muratore socialista, Michele Ferrara che, armato di pistola, rispose al fuoco degli aggressori. Al termine, Gattuso perse la vita; Ferrara finì in carcere accusato del suo omicidio. Tre anni e mezzo più tardi fu celebrato il processo in Corte d'Assise, davanti ad un folto pubblico. I compagni siciliani di Ferrara raccolsero una somma per pagare un gruppo di valenti avvocati difensori, che in aula riuscirono a dimostrare senza ragionevole dubbio che Gattuso era stato ucciso per errore da un suo camerata. La Corte però, pressata dai fascisti, assolse Ferrara ma solo per avere agito per legittima difesa, anziché sentenziare la sua piena innocenza, dal momento che ad uccidere Gattuso era stato il "fuoco amico" degli altri fascisti.
La celebrazione da parte del fascismo La morte di Gattuso venne comunque elevata dal fascismo a "martirio". Gravissimi incidenti si verificarono già durante i funerali del giovane squadrista: l'atmosfera di tensione che gravitava sulle esequie esplose in scontri con sparatorie e si contarono ben tre vittime. Seguì l'assalto ad alcune sedi antifasciste. In tutta l'isola l'eco della morte di Gattuso provocò disordini e ferimenti nei giorni successivi. Altre violenze per il "martire" Gattuso accaddero nell'isola per alcuni giorni a venire.
A Gigino Gattuso è stata intitolata una via del centro storico di Caltanissetta e un villaggio di nuova costruzione, Borgo Gattuso, poi rinominato Borgo Petilia dopo la caduta del regime fascista.
Nella cultura di massa L'episodio che portò alla morte del Gattuso è raccontato nel libro del giornalista e scrittore nisseno Walter Guttadauria Fattacci di gente di provincia (Edizioni Lussografica, Caltanissetta 1993); a questo testo si è successivamente e liberamente ispirato Andrea Camilleri nel romanzo: Privo di titolo, pubblicato dall'editore Sellerio nel 2005.
Note
Bibliografia Walter Guttadauria, Fattacci di gente di provincia, Edizioni Lussografica, Caltanissetta 1993.
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