La diocesi di Cadice e Ceuta () è una sede della Chiesa cattolica in Spagna suffraganea dell'arcidiocesi di Siviglia. Nel 2023 contava 717.900 battezzati su 787.996 abitanti. La sede è vacante.
Territorio La diocesi comprende la parte meridionale della provincia di Cadice e l'exclave spagnola di Ceuta. Fanno parte della diocesi i seguenti comuni: Alcalá de los Gazules, Algeciras, Barbate, Los Barrios, Benalup-Casas Viejas, Cadice, Castellar de la Frontera, Ceuta, Chiclana de la Frontera, Conil de la Frontera, Jimena de la Frontera, La Línea de la Concepción, Medina-Sidonia, Paterna de Rivera, Puerto Real, San Fernando, San Roque, Tarifa e Vejer de la Frontera.
Sede vescovile è la città di Cadice, dove si trovano la cattedrale della Santa Croce e l'ex cattedrale, anch'essa dedicata alla Santa Croce. All'Assunzione di Maria Vergine è dedicata la cattedrale di Ceuta.
Il territorio si estende su 3.764 km² ed è suddiviso in 114 parrocchie; otto di queste si trovano nell'exclave di Ceuta.
Storia Diocesi di Ceuta Dopo la conquista di Ceuta da parte dei portoghesi nel 1415, la prima preoccupazione del re Giovanni I fu di istituirvi una diocesi.
Sede in partibus dal 1267, Ceuta fu eretta come diocesi effettiva da Martino V il 4 aprile 1418 (la data del 4 aprile 1417, universalmente riprodotta, è un errore di conteggio del Bullario e un'impossibilità, poiché Martino V fu eletto l'11 novembre 1417): con la bolla Romanus Pontifex, papa Martino V incaricò gli arcivescovi di Braga e di Lisbona di esaminare la situazione e li autorizzò a procedere eventualmente all'erezione della diocesi, cosa che essi fecero. Tre anni dopo Martino V confermò la nomina del primo vescovo, Aymaro di Aurillac, già vescovo del Marocco. Nel 1443 (o 14 luglio 1444), papa Eugenio IV autorizzò il vescovo di Ceuta, fino ad allora suffraganeo di Braga, a chiamarsi primate d'Africa; gli Annali dei Frati Minori parlano di primate di tutta la Barberia.
La sua giurisdizione territoriale variò diverse volte nel tempo. All'inizio sembra avesse competenza su tutto il regno di Fez, ma probabilmente fu solo una giurisdizione teorica. Al tempo dello Scisma d'Occidente alcuni territori della penisola iberica si resero indipendenti dalle loro diocesi e nel 1444 furono aggregati alla diocesi di Ceuta: Valença, che apparteneva alla diocesi di Tuy, e Olivenza, che apparteneva alla diocesi di Badajoz. Il 18 dicembre 1475 papa Sisto IV unì Olivenza all'arcidiocesi di Braga, ma in virtù di un contratto tra il vescovo di Ceuta e l'arcivescovo di Braga del 20 settembre 1512, confermato da papa Leone X il 25 giugno 1513, Olivenza fu riunita alla diocesi di Ceuta in cambio della cessione a Braga di Valença.. Dal 1513 i vescovi posero la loro residenza a Olivenza, nel sud-est del Portogallo, fino a quando, il 9 giugno 1570, la regione di Olivenza fu annessa alla nuova diocesi di Elvas. Da questo momento, la diocesi di Ceuta fu ridotta al suo solo territorio africano. Nel 1540 la diocesi divenne suffraganea di Évora.
Per questo motivo il 9 giugno 1570 papa Pio V decise di unire la diocesi di Ceuta con quella di Tangeri e di rennderle suffraganee di Lisbona. Con il trattato del 16 febbraio 1668 il territorio di Ceuta fu incorporato in via definitiva al regno spagnolo, ponendo così fine alla dominazione portoghese. Questo determinò la fine dell'unione con Tangeri, decisa il 16 dicembre 1675, quando Roma ristabilì la diocesi di Ceuta, cui furono uniti i territori della diocesi di Tangeri, che venne soppressa. Contestualmente la sede di Ceuta entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Siviglia.
Il 4 settembre 1420 fu consacrata la cattedrale diocesana, ricavata dalla precedente moschea. Questa chiesa, che secondo testimonianze del Quattrocento era ricca di 180 colonne di marmo di diversi colori, cadde in rovina e fu sostituita da una nuova cattedrale, costruita tra il 1685 ed il 1731.
In seguito al concordato fra Santa Sede e governo spagnolo del 1851, confermato dalla bolla Ad vicariam di papa Pio IX del 5 settembre 1851Testo della bolla in: , la diocesi di Ceuta fu unita alla diocesi di Cadice, mantenendo le proprie strutture amministrative ed il capitolo della cattedrale. In realtà nessuna bolla ha mai sancito canonicamente l'unione.
Inizialmente i vescovi di Cadice si rifiutarono di prendersi carico anche della diocesi africana, che fu affidata perciò a dei vicari capitolari. Nel 1876 un primo accordo permise la nomina di amministratori apostolici residenti con carattere episcopale e con un titolo in partibus infidelium.Furono due i vescovi in partibus: Ildefonso Infante y Macías, vescovo titolare di Claudiopoli di Isauria, e José Proceso Pozuelo y Herrero, vescovo titolare di Antipatride. Nel 1879 i vescovi di Cadice accettarono l'incarico di amministratori apostolici di Ceuta.Secondo gli studi di F. Pérez e di M. J. Vilar, citati nelle fonti bibliografiche, ancora oggi i vescovi di Cadice sarebbero solo amministratori apostolici di Ceuta.
Il 14 aprile 1908 la prefettura apostolica del Marocco, eretta nel 1630 sui resti dell'antica sede di Tangeri, fu elevata a vicariato apostolico e di fatto cessò la giurisdizione dei vescovi di Ceuta sul suo territorio.
Diocesi di Cadice Le origini del cristianesimo nel territorio dell'odierna diocesi si fa risalire, con tutte le dovute cautele, a sant'Isicio (o Hiscio), uno dei sette viri apostolici che secondo la tradizione portarono il vangelo nella Hispania romana. Isicio sarebbe stato il fondatore della sede episcopale di Carteya, nei pressi di Algeciras, sede che, a causa delle persecuzioni, sarebbe stata trasferita nell'entroterra ad Asidonia o Assidona, l'odierna Medina-Sidonia. Di questa diocesi si conoscono nomi di alcuni vescovi non solo in epoca visigotica, ma anche durante la dominazione araba, fino al 1145.Manuel Barea Patrón, op. cit., pp. 19-20.
Dopo la riconquista della città ad opera di Alfonso X, il 21 agosto 1263 fu eretta la diocesi di Cadice con la bolla Excelsum fecit di papa Urbano IV, che vi trasferì l'antico titolo vescovile di Asidonia.Mansilla, La creación del obispado de Cádiz..., p. 77. Il fiume Guadalete divenne lo storico confine settentrionale che separò la nuova diocesi dal territorio dell'arcidiocesi di Siviglia, di cui divenne suffraganea.
La prematura morte di Urbano IV impedì la realizzazione di questa fondazione, che tuttavia fu confermata dal successore papa Clemente IV con due bolle: la prima, scritta il 2 febbraio 1266, con la quale il pontefice incaricava il vescovo di Avila Domingo Suárez di procedere all'esecuzione della bolla del suo predecessore e di erigere la diocesi di Cadice;Bulas fundacionales de la Diócesis de Cádiz (II), pp. 24 e 36-38.; la seconda, scritta il 25 maggio 1267, con la quale Clemente IV incarica alcuni vescovi spagnoli di procedere alla consacrazione del vescovo eletto, il francescano Juan Martínez.Bulas fundacionales de la Diócesis de Cádiz (II), pp. 24 e 39-45. José Sánchez Herrero, El episcopologio medieval gaditano..., p. 446. Prima cattedrale della diocesi divenne la chiesa di Santa Croce.
Nel 1344 Alfonso XI strappò agli Arabi anche la città di Algeciras, che divenne la sede di una nuova diocesi, eretta il 30 aprile di quell'anno in forza della bolla Gaudemus et exultamus di papa Clemente VI, e unita in persona episcopi a quella di Cadice.Bulas fundacionales de la Diócesis de Cádiz (III), pp. 57 e 66-72. La moschea di Algeciras fu trasformata in cattedrale, con il nome di Santa Maria della Palma; fu distrutta dagli arabi, assieme a tutta la città, nel 1379. I vescovi di Cadice portarono il doppio titolo fino al 1851, quando la diocesi di Algeciras venne soppressa dal concordato.
Il 2 novembre 1589 il vescovo Antonio Zapata Cisneros istituì a Cadice il seminario diocesano, dedicato a san Bartolomeo.
Il Settecento fu un secolo di grande sviluppo religioso ed ecclesiastico per la città episcopale e della diocesi. Nel 1722 il vescovo Lorenzo Armengual de la Mota diede inizio ai lavori di costruzione per la nuova cattedrale, che sarà completata nel 1832 e aperta al culto nel 1838. Nel 1749 e nel 1768 per impulso del vescovo Tomás del Valle furono istituiti rispettivamente l'ospedale delle Donne e l'ospedale di San Giovanni. Numerosi furono gli istituti religiosi che aprirono le loro residenza a Cadice con la costruzione di numerose chiese.
Nell'Ottocento, anche la diocesi di Cadice subì un periodo di crisi e di decadenza, legato in maggior parte alla caduta dell'antico regime e all'instaurarsi di un regime liberale e per lo più anticlericale. Nel 1873 il sindaco anarchico Fermín Salvochea fece chiudere alcune chiese di Cadice.
All'inizio del XX secolo il vescovo José María Rancés y Villanueva seppe dare alla diocesi un forte e moderno orientamento pastorale, puntando sulla predicazione, sulla diffusione della stampa cattolica e sull'azione sociale.
Durante la Seconda repubblica (1931) e la guerra civile (1936) molte chiese furono saccheggiate e incendiate.
A partire dal 1933 nelle fonti vaticane la diocesi appare con il nome attuale.
Nel 1980 cedette una piccola porzione di territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Jerez de la Frontera.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Vescovi di Cadice Dal 1344 al 1851 i vescovi portarono il titolo di "vescovi di Cadice e Algeciras". Juan Martínez, O.F.M. † (1266 - 24 dicembre 1278 nominato vescovo di Guarda)Dopo Juan Martínez, alcuni storici inseriscono un vescovo di nome Fernando, che sarebbe menzionato in un documento del 7 marzo 1281; questo vescovo, di esistenza incerta, è escluso da tutte le altre fonti bibliografiche. Suero † (prima del 24 aprile 1281 - dopo il 9 maggioLa sede era certamente vacante il 15 settembre successivo. Sánchez Herrero, op. cit., p. 449. 1291 deceduto) Rodrigo, O.F.M. † (prima del 21 novembre 1292 - dopo il 4 ottobre 1293) Martín † (prima del 12 novembre 1294 - prima del 24 aprile 1295A questa data la sede di Cadice era vacante.) Sede vacante (1295-1297) Pedro † (prima del 20 giugno 1297 - dopo il 20 agosto 1327) Bartolomé † (prima del 1331 - circa 1349L'ultimo documento che menziona questo vescovo è del 23 giugno 1345. deceduto) Sancho † (25 marzo 1349 - 1364 deceduto) Gonzalo González, O.F.M. † (10 giugno 1364 - 1384 deceduto)La cronotassi proposta dal sito ufficiale della diocesi inserisce tra Gonzalo González e Rodrigo de Alcalá un vescovo di nome Juan (1380-1383). Rodrigo de Alcalá, O.F.M. † (9 marzo 1384 - 1395 deceduto) Juan de Ezcaray, O.F.M. † (28 luglio 1395 - circa 1408 deceduto) Santiago Puche, O.F.M. † (1403 - 1408) (antivescovo) Alonso de Solís, O.P. † (15 dicembre 1408 - dopo il 15 marzo 1420) Sede vacante Juan González † (8 luglio 1426 - 1440 deceduto) Juan de Torquemada, O.P. † (27 luglio 1440 - 11 luglio 1442 nominato vescovo di Orense) Gonzalo Venegas † (13 luglio 1442 - dopo il 14 aprile 1472 deceduto) Pedro Fernández de Solís † (15 giugno 1472 - dopo l'11 dicembre 1493 deceduto) Oliviero Carafa † (6 gennaio 1495 - 20 gennaio 1511 deceduto) (amministratore apostolico) Luis de Aragón † (10 febbraio 1511 - 6 giugno 1511 dimesso) (amministratore apostolico) Pietro Accolti † (6 giugno 1511 - 24 luglio 1521 dimesso) (amministratore apostolico) Benedetto Accolti † (24 luglio 1521 - 16 marzo 1523 nominato vescovo di Cremona) (amministratore apostolico) Giovanni Ruffo de Theodoli † (8 settembre 1523 - 6 settembre 1525 dimesso) (amministratore apostolico) Girolamo Theodoli † (6 settembre 1525 - 16 ottobre 1564 dimesso) Luis García Haro de Sotomayor † (25 ottobre 1564 - 7 agosto 1587 nominato vescovo di Malaga) Antonio Zapata y Cisneros † (17 agosto 1587 - 13 maggio 1596 nominato vescovo di Pamplona) Massimiliano d'Austria † (23 settembre 1596 - 27 agosto 1601 nominato vescovo di Segovia) Gómez Suárez Figueroa † (26 giugno 1602 - 1612 deceduto)