Le menzioni dei rapporti omosessuali maschili che vengono fatte nella Bibbia hanno influenzato le considerazioni avute nei confronti, non solamente degli uomini omosessuali, ma delle persone LGBT in generale, in tutte quelle società ove la tradizione giudaico-cristiana ha messo più forti radici nel corso dei secoli. I riferimenti alle pratiche omosessuali maschili nei passaggi biblici sono stati interpretati, sia da alcuni ebrei sia da alcuni cristiani, soprattutto dall'età tardo medievale fino alla fine del XX secolo, come divieto religioso imposto da Dio, sebbene non ci sia condanna esplicita all'interno dei principali comandamenti.
Le molteplici posizioni delle attuali Chiese cristiane verso l'argomento dell'omosessualità pongono il problema sull'effettiva possibilità di una dottrina unitaria sul tema all'interno del cristianesimo. I testi che si riferiscono alla questione presenti nelle fonti cristiane della tradizione della Chiesa latina (la Bibbia cristiana, i Padri della Chiesa e i Dottori della Chiesa latina, le leggi e la disciplina ecclesiastica, il Magistero del Papa cattolico romano), nonostante le controversie che possono sempre sorgere nei riguardi dell'interpretazione maggiormente corretta ed esatta da dare, consentono però lo svilupparsi di un ampio dibattito.
Tuttavia, soprattutto con l'espansione dell'esegetica e della ricerca ermeneutica, non vi è un consenso unanime su come esattamente debbano essere interpretati questi passi. Tra i cristiani il protestantesimo ha ad esempio come uno dei suoi principi fondamentali anche quello dell'interpretazione e del giudizio privati dei testi biblici; ciò è essenzialmente il risultato della Riforma protestante la quale vide Martin Lutero, nel mese di ottobre del 1516, inviare il suo scritto intitolato "La libertà del cristiano" direttamente a papa Leone X, aggiungendovi la frase significativa: "non mi sottoporre alle leggi quando interpreto la parola di Dio".
Questo si è rivelato in seguito un modo di pensare che ha condotto direttamente alla concezione delle libertà e diritti fondamentali, oltre che della libertà di religione, così come dell'idea stessa di democrazia modernaSWEET, William Warren. American Culture and Religion. Six Essays. Dallas: Southern Methodist University Press, 1951, p. 36.. Si sancisce in tal modo l'idea di orizzontalità dei fedeli protestanti, a differenza del verticismo cattolico in cui l'ultimo parere in materia di interpretazione biblica appartiene pur sempre e comunque al papa. Tra i protestanti invece l'opinione di ciascuno dei fedeli in materia di interpretazione biblica ha lo stesso peso ed importanza.
Oltre alla diversità delle posizioni tra gli studiosi vi sono attualmente molte confessioni cristiane, per lo più protestanti rifacentesi all'anglicanesimo e al luteranesimo, oltre a settori di minoranza del battismo e del metodismo (tra gli altri), che hanno avviato un processo di rinnovamento in forte disaccordo con le più comuni interpretazioni letterali - e maggiormente restrittive - presenti tra le dottrine cristiane più influenti, di modo che essi oggi accettano pienamente tra i loro membri anche persone che sono apertamente gay e lesbiche, ed alcune di queste Chiese li ordinano perfino al sacerdozio e finanche all'episcopato.
Vari passaggi della Bibbia Ebraica e del Nuovo Testamento sono stati interpretati come coinvolgenti atti e desideri sessuali tra persone dello stesso sesso. La Torah proibisce il rapporto di sesso anale tra uomini e minaccia coloro che vi sono coinvolti con la pena di morte (Libro del Levitico 18,22; 20,13). Tre punti delle Lettere di Paolo si riferiscono a questo fatto come ad una delle molte caratteristiche dei malvagi (Prima lettera ai Corinzi 6,9; Lettera ai Romani 1:26; Prima lettera a Timoteo 1,10).
La Bibbia, una collezione di libri catalogati e considerati come divinamente ispirati per tre religioni (ebraismo, cristianesimo e islam) contengono alcuni passaggi in cui si suppone che gli atti omosessuali maschili vengano affrontati ad esempio entro a dei contesti di idolatria e paganesimo. Gli atti omosessuali maschili sono stati condannati nel testo sacro in quanto parte integrante di culti stranieri, alla stessa maniera dello stupro, della prostituzione, dell'adulterio e della promiscuità in generaleRainer Stuhlmann: Trauung und Segnung. Biblisch-theologische Gesichtspunkte für die Diskussion aktueller Fragen. Praktische Theologie 84 (1995), S. 487–503; pertanto rimane fonte di discussione se e in quale misura questi testi possono essere utilizzati anche per l'etica sessuale (vedi teologia morale) dei giorni nostriUdo Rauchfleisch: Schwule, Lesben, Bisexuelle: Lebensweisen, Vorurteile, Einsichten. Vandenhoeck & Ruprecht, Göttingen 2011, ISBN 3-525-40415-8, .
I testi che si occupano di relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso si verificano inoltre in molti contesti differenti; tali passaggi riguardano esclusivamente gli atti omosessuali maschili e non toccano il sentimento scaturito dal provare attrazione nei confronti di persone dello stesso sesso o ciò che nell'età contemporanea vengono definiti orientamento sessuale e identità di genereSvenska kyrkans Centralstyrelse, Uppsala, 1994 Kyrkan och homosexualiteten. Sida 19. Stockholm: Svenska kyrkans Information.
L'antica Grecia considerava l'amore tra gli uomini - seppur in casi rigorosamente riconducibili alla pederastia greca - come qualcosa di onorevole e l'hanno idealizzato e mitizzato. La successiva etica cristiana ha invece maggiormente sottolineato gli ideali della fedeltà coniugale e dell'astinenza sessuale (vedi Vangelo di Matteo1 9 e Prima lettera ai Corinzi 7).
La maggior parte dei testi biblici che si riferiscono all'omosessualità ne dà un giudizio negativo, con la notevole eccezione dei Libri di Samuele.
Antico Testamento
Dopo l'imposizione a "crescere e moltiplicarsi" presentata proprio all'inizio del Libro della Genesi 1:27-28 ed aver istituito l'"unione matrimoniale" ("per questo l'uomo abbandona suo padre e sua madre e si attacca alla sua donna e i due diventano una sola carne" - Genesi 2;24) troviamo, nei capitoli 18 e 19, l'episodio riguardante i "sodomiti". Genesi Il peccato di Sodoma
Dio avvertì il grido di denuncia contro Sodoma e Gomorra "che è troppo grande, e c'è il loro peccato che è molto grave" (Genesi 18:20); già in precedenza si afferma che "la gente di Sodoma fosse molto cattiva e peccatrice" (Genesi 13:13), pertanto Dio fu determinato nell'intenzione di distruggere l'intera città per punire il suo popolo: "voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto il male di cui mi è giunto il grido oppure no; lo voglio sapere!" (Genesi 18:22).
Dopo il mercanteggiamento tentato da Abramo per risparmiare la città Dio gli promise che non sarebbe intervenuto se vi avesse trovato almeno 10 giusti (Genesi 18:32). Manda tre angeli in città dove Lot, il nipote di Abramo, vi si trovava rifugiato con il suo clan; egli li invitò ad accettare la sua ospitalità e a rimanere a dormire all'interno della sua abitazione (Genesi 19:2-3): ma ecco che "gli uomini della città s'affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi... e dissero: dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Portaceli fuori perché vogliamo abusare di loro (conoscerli)!" (Genesi 19:4-5).
La Nuovissima versione dai testi originali (cattolica) scrive nelle note che il delitto degli abitanti di Sodoma è di ordine teologico e sociale oltre che sessuale; infatti esso è una violazione della legge sacra e fondamentale dell'ospitalità ed è anche un'esplicita condanna dei culti cananei della fertilità (vedi rito di fertilità) che comprendevano anche l'omosessualità sacra (Libro del Levitico 20:23 e Libro dei Giudici 19:22-23). Attraverso il prostituto e la prostituta sacra ci si illudeva di entrare in comunione con la divinità per ottenere fertilità e feconditàBibbia. Nuovissima versione dai testi originali, 1987, pag. 30, nota..
In un primo momento Lot cerca di dissuaderli offrendogli in cambio le due figlie ancora vergini: "lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi pare, purché a questi uomini voi non facciate niente" (Genesi 19:8). Ma gli angeli riuscirono a chiudere il battente e colpirono con la cecità gli aggressori (Genesi 19:10-11). L'intera vicenda ha svolto un ruolo importante nell'interpretazione prima ebraica e successivamente cristiana inerente al "voler conoscere" (sessualmente) dei sodomitiThomas Römer, Loyse Bonjour, L'homosexualité dans le Proche-Orient] ancien et la Bible, Labor et Fides, Genève, 2005, p. 50-59..
Il verbo ebraico דע, trascritto yadā´ (conoscere) può esprimere eufemisticamente il rapporto sessuale. Alcuni commentatori ritengono che il verbo si applichi solo ai rapporti eterosessuali e che l'Antico Testamento dovrebbe utilizzare un'altra parola per descrivere i rapporti omosessuali, shakam (coricarsi-sdraiarsi, vedi Levitico 18:22 e 20:13); pertanto il verbo yadā significa "fare conoscenza" con gli estranei-angeli. Tuttavia il resto della storia dimostra chiaramente il desiderio di aggressione sessuale.
Questo conduce Thomas Römer e Loyse Bonjour a privilegiare l'interpretazione che vuole questo desiderio di aggressione come un atto di stupro, ovvero di dominazione e sottomissione il che lo rende una grave violazione dell'ospitalità e conseguentemente una manifestazione d'orgoglio dei sodomiti tutti. Inoltre nei Neviìm (i libri profetici) ci si riferisce all'episodio non come esempio di violenza sessuale in quanto tale, bensì come indice di orgoglio, pigrizia e ostilità nei confronti degli stranieri.
La storia della distruzione di Sodoma e Gomorra raccontata nella Genesi non identifica esplicitamente essere l'omosessualità il peccato per cui sono stati puniti i suoi abitanti. La maggior parte degli interpreti trova la narrazione concernente Sodoma, assieme ad un evento analogo presentato in Giudici 19 (ove viene fatta distruggere un'intera città appartenente alla Tribù di Beniamino) come una condanna del tentativo di violenza sessuale contro gli ospiti, ma il passaggio è stato interpretato storicamente sia nell'ebraismo sia nel cristianesimo come una punizione per l'omosessualità; questo a causa dell'interpretazione che vuole gli uomini di Sodoma (i sodomiti) commettere uno stupro sui due angeli messaggeri (maschi) che si trovavano ospiti presso l'abitazione di Lot.
Mentre i profeti ebrei parlavano del peccato di Sodoma essenzialmente solo come una mancanza di carità, l'interpretazione esclusivamente sessuale divenne alle origini del cristianesimo talmente prevalente nelle prime comunità che il nome "Sodoma" si trasformò nella radice della parola "sodomia", a sua volta sinonimo giuridico degli atti sessuali omosessuali e non-procreativi, in particolare il sesso anale o il sesso orale.
Mentre il Libro di Isaia, il Libro di Geremia, il Libro di Amos e il Libro di Sofonia si riferiscono vagamente al peccato di Sodoma; in Geremia 23:14 si tratta di adulterio, inganno e incoraggiamento dei malfattori. Già il Libro del Deuteronomio 29:22 evoca l'inganno rappresentato dall'idolatria e dall'adorazione dei "falsi dèi"; mentre troviamo un'accesa critica dell'inospitalità dei sodomiti nel Libro della Sapienza 19:13-17 (attribuito a Salomone) e finanche nello storico Flavio Giuseppe (37-100)Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, Libro I, 194-195. Citato da Thomas Römer, Loyse Bonjour, L'homosexualité dans le Proche-Orient ancien et la Bible, Labor et Fides, Genève, 2005, p. 50-59..
il Libro di Ezechiele specifica che la città è stata distrutta per aver commesso la colpa che si riferisce all'"ingiustizia sociale":