Montebuono è un comune italiano di abitanti della provincia di Rieti nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Il centro storico di Montebuono si trova a 325 metri di altezza sul livello del mare, alle pendici di Monte San Benedetto cima subappenninca della catena Monte Cosce - Monte San PancrazioMonte Rosaro, tra Lazio e Umbria. Parte del territorio comunale in particolare la frazione di Fianello si trova sui terrazzi fluviali della Valle del Tevere di origine geologica pleistocenica, delimitati dal torrente Campana.
Clima Classificazione climatica: zona D, 1956 GR/G
Storia
Epoca romana Il paese di Montebuono è stato abitato sin dall'epoca romana, ciò è stato provato dalla presenza di siti archeologici sparsi in tutto il territorio:
Villa rustica di età romana nei pressi della chiesa di San Pietro ad Centomuros chiamata localmente Villa romana delle Terme di Agrippa, che come testimoniano le iscrizioni rinvenute in loco, apparteneva all'abile generale di Augusto: Marco Vipsanio Agrippa. Essa era alimentata dai Grottoni di San Donato, delle conserve d'acqua oggi in stato di totale degrado; Altra villa rustica nei pressi del cimitero di Fianello, conosciuta non per l'architettura ma per gli eccezionali ritrovamenti (durante alcuni lavori effettuati sulla strada che conduce al cimitero, furono rinvenute moltissime statue, tra cui un sileno, una menade danzante, un attis-heros, il ritratto della testa di Eschilo e varie lucerne di grande diametro, tutte conservate nei magazzini del Museo nazionale romano). La Villa di Fianello, come per la maggior parte dei resti romani è stata utilizzata come “cava" di materiale edilizio.
Medioevo Intorno all'anno 1105 si ha la notizia dell'edificazione della chiesa di San Pietro ad Centomuros che restò il punto di riferimento della popolazione rurale fino alla fondazione del castello di Montebuono, avvenuta probabilmente tra la fine del '200 e i primi anni del '300. Sul finire del secolo fu occupato da Luca Savelli che fu poi costretto a restituirlo ai possedimenti del patrimonio di San Pietro.
Resistenza al nazifascismo Nel 1944 durante la resistenza al nazifascismo nel territorio comunale di Montebuono avvenne una strage perpetrata dal I.SS-Polizei-Regiment-20 nel corso del rastrellamento nazifascista operazione Osterei ordinato da Albert Kesserilg comando supremo del sud al Bunker Soratte, Il 13 aprile 1944 vennero fucilati otto prigionieri di guerra americani all'eremo di San Benedetto, posto in cima alla montagna che sovrasta Montebuono. Gli americani, vennero accompagnati nei pressi dell'eremo dai partigiani della Banda di Vacone per raggiungere i partigiani del Btg G. Manni della Brigata Garibaldi "A.Gramsci" di Terni, erano fuggiti nei pressi di Allerona nella valle del Tevere, da un vagone bestiame di un treno che portava i prigionieri in Germania, bombardato erroneamente dall'aviazione americana che quel giorno era in missione per distruggere il ponte.Le vittime: Robert C. Carnathan, Compagnia C del 157º Reggimento di fanteria, 21 anni, di Union County Mississippi; Charles Dyda, Compagnia C del 157º, 24 anni, di Cambria County Pennsylvania; Ben Espinosa, 753º Battaglione tank, 24 anni, di Saguache County Colorado; George W. Kerr, 753º tank, 24 anni, Canyon County Idaho; Clarence E. Moody, Compagnia C del 157º, 20 anni, di Raleigh County West Virginia; Robert J. Rankl, 135º Reggimento di fanteria, 20 anni, di Pittsburgh Pennsylvania; Woodrow W. Thomas, Compagnia C del 157º, 32 anni, di McDowell County West Virginia; Paul H.Valdez, Compagnia C del 157°, 26 anni, di Las Animas County Colorado.
Durante la ritirata della Wehrmacht dal comune di Collevecchio il 5 giugno 1944, Antonio Peloni agricoltore residente a Fianello, costretto dai tedeschi a trasportate gli armenti con la Traja, una slitta in legno trainata dagli animali, fu ucciso dai nazisti insieme ai suoi animali nel comune di Tarano presso il guado del torrente Campana sulla strada Costa dei Zoppi che scende da Cicignano frazione del comune di Collevecchio.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 19 febbraio 1979. Lo stemma si presenta di azzurro, al monte all'italiana isolato di tre colli d'oro; alla filiera di rosso. Il gonfalone è un drappo di rosso.
Società Evoluzione demografica
Amministrazione Nel 1923 passa dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Montebuono passa a quella di Rieti. +PeriodoPrimo CittadinoPartitoCarica20052010Dario Santorilista civicaSindaco20102015Dario SantoriInsieme per MontebuonoSindaco20152020Fausto MorgantiLo spiazzoSindaco20202026Claudio AntonelliInsieme nel futuroSindaco2026in caricaClaudio AntonelliInsieme nel futuroSindaco
Altre informazioni amministrative Fa parte dell'Unione dei Comuni "Nova Sabina"
Note
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