Brescello (Barsèl nel dialetto locale, Bersèl in dialetto reggiano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna, nel pieno della bassa reggiana. È famoso per i film di don Camillo e Peppone ispirati ai racconti di Giovannino Guareschi.
Geografia fisica Si trova nella pianura padana (bassa padana), sulla riva destra del Po, a 24 km a nord-ovest di Reggio Emilia. Confina a nord con il comune mantovano di Viadana, a est con Boretto e con Poviglio, a sud con Gattatico e a ovest con il comune parmense di Sorbolo Mezzani. Brescello dista infatti circa 18 km da Parma. Il nucleo urbano è situato alla destra del torrente Enza che qui sfocia nel Po. Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di Coenzo a Mane, Ghiarole, Lentigione, Sorbolo a Mane per un totale di 24 chilometri quadrati.
Origini del nome La cittadella esisteva come aggregato insediativo occupato dai Galli Cenomani, stanziati nella Lombardia con capitale a Brescia, dalla quale questo piccolo centro abitato al di qua del fiume Po deriva il nome.
Il toponimo Brixia viene ricondotto alla radice celtica *bric/*brig/*briga “altura, colle, sommità, rocca” o al nome della dea Brida.
Dopo la conquista Romana il nome divenne "Brixellum".
Storia
Fondata dai Cenomani attorno al VII secolo a.C., Brescello fu, cinque secoli dopo, raggiunta dai Romani che la ribattezzarono Brixellum. Divenuta uno dei più importanti centri della pianura Padana, data la sua importante posizione strategica lungo il corso del Po, fu teatro, nel 69, del suicidio dell'imperatore Otone. Decaduta sul finire del IV secolo, tanto da essere definita da Sant'Ambrogio cadavere di città, nonostante tale decadenza Brescello venne proclamata sede vescovile nel 389; il primo vescovo fu San Genesio, il patrono del paese.
Medioevo Attorno al 584 Brescello, tenuta dai Bizantini guidati dal generale longobardo Droctulfo, venne assediata dalle truppe del re Autari. Gli assediati riuscirono a sfuggire al massacro con un'improvvisa sortita, ma la città venne rasa al suolo. In seguito venne di nuovo riconquistata dai Bizantini che distrussero quel che rimaneva. Furono poi anni di oblio, soggetta alle devastanti piene del Po, circondata da paludi malsane, Brescello venne conquistata dal Comune di Parma nel XII secolo. Nel 1247 venne saccheggiata dalle truppe di Re Enzo. Dal 1409 al 1422 soggiacque alla Repubblica di Venezia, e poi tornò sotto il controllo dei Visconti. Nel 1426 fu assediata sia via terra sia tramite il Po dai veneziani. Nel 1479, Ludovico il Moro signore di Milano, la cedette al duca di Ferrara Ercole I d'Este in cambio di Castelnuovo di Tortona. Incominciò così la lunga dominazione estense, durata fino al 1859.
Età moderna Su volontà del duca Alfonso II d'Este, nel 1555 Brescello venne fortificata con una munitissima cinta pentagona. L'importanza della piazzaforte era dovuta al fatto che essa era posta esattamente al confine tra alcuni dei più importanti stati del nord Italia, ossia il Ducato di Ferrara, il Ducato di Parma e Piacenza e il Ducato di Mantova. Nel 1702 venne saccheggiata dalle truppe franco-spagnole nel corso della guerra di successione spagnola. L'anno successivo le possenti fortificazioni vennero smantellate. Nel 1847, con la firma del trattato di Firenze alcune frazioni del Ducato di Parma e Piacenza, poste sulla sponda destra dell'Enza, come Coenzo a Mane, San Giorgio e Sorbolo a Mane, passarono al Ducato di Modena e Reggio, di cui Brescello faceva parte.
Età contemporanea Nel 1951 Brescello subì la pesante alluvione del Po che, in seguito, distrusse il Polesine.
Presenza della 'Ndrangheta calabrese e scioglimento per mafia
Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bologna e per ordine del presidente del Tribunale del capoluogo reggiano, l'8 novembre 2013, nell'ambito dell'indagine "Edilpiovra", i Carabinieri hanno eseguito una vasta operazione che ha portato al sequestro di svariati beni per un valore di tre milioni di euro, beni appartenenti o riconducibili proprio a Francesco Grande Aracri, fratello del boss Nicolino Grande Aracri soprannominato “Mano di gomma”. In particolare sono stati sottoposti a sequestro: 16 conti correnti, depositi bancari, due società del settore edile, sei appartamenti, nove immobili commerciali, due veicoli e un terreno. Francesco Grande Aracri arriva in provincia di Reggio Emilia dopo i primi insediamenti malavitosi, incominciati con Dragone nel 1982 in soggiorno obbligato, ufficialmente bidello. Negli anni novanta vengono uccisi Antonio Simbari (imprenditore edilizia cutrese, residente nel mantovano) sia Raffaele Dragone (il figlio del boss). I giornali locali negli ultimi anni riportano il bollettino quotidiano delle faide, dei sequestri di beni, degli arresti e degli omicidi della 'Ndrangheta in Emilia. Il 20 aprile 2016 il consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, divenendo così il primo comune dell'Emilia-Romagna a essere sciolto per motivi di mafia.]
Simboli
È rappresentata la possente rocca di frontiera sul Po, eretta dagli Estensi, che fu una delle principali fortificazioni militari dello stato, distrutta poi all'inizio del Settecento.
Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa di Santa Maria Nascente, ricostruita tra il 1829 e il 1837 al posto dell'antica chiesa medioevale, già cattedrale della diocesi di Brescello. L'ex monastero di San Benedetto fu costruito nel XV secolo per le monache di clausura dell'ordine di San Benedetto che rimasero lì sino all'avvento della Repubblica Cisalpina. Oggi, completamente ristrutturato, è adibito a Centro Culturale, ospita il Museo Peppone e Don Camillo, il Museo archeologico, la Biblioteca, la Ludoteca, le Sale civiche "Prampolini" e "Zatti", la Sala del Consiglio comunale, il Centro Auser e la Polizia Municipale. Chiesa della Concezione o di Santa Maria degli Angeli, in via Roma. Oratorio di Sant'Anna.
Altro Monumento a Ercole Benefattore, copia di quello costruito da Jacopo Sansovino per volere del duca Ercole II d'Este. L'originale è conservato all'interno del Museo archeologico.
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2023 i residenti stranieri sono 739, pari al 13,32% della popolazione.
Cultura Cucina Specialità di Brescello è la spongata, un dolce natalizio che si presenta come una torta non lievitata ripiena di marmellata, pinoli, mandorle, noci, spezie, frutta candita e miele.
Bretzel A Colmar, ancora oggi, infatti, si racconta che esso sia stato realizzato per la prima volta da un fornaio italiano nativo di Brescello, nella Bassa Reggiana, il quale trasferitosi in Alsazia dopo la Guerra dei trent'anni, volle onorare il proprio paese di origine attraverso questo pane. In dialetto, Brescello si tradurrebbe come Bresél e di qui il nome bretzel.
Eventi Brescello Film festival. Nato nel 2003, il Festival, originariamente dedicato a documentari e opere che raccontano la provincia italiana (i luoghi, gli ambienti, le tradizioni, i valori e la cultura), nel 2019 è stato teatro di celebrazioni in memoria di Bernardo Bertolucci. L'evento è promosso dal Comune di Brescello, dalla Fondazione "Paese di Don Camillo e Peppone" per la cultura e il turismo, insieme all'Associazione Pro Loco, con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. "Brixellum Romanorum". Vede il paese rivestirsi degli abiti e delle usanze degli antichi romani, fondatori dell'accampamento originario di Brixellum. Per l'occasione sono organizzati, in collaborazione con l'Associazione Pro Loco e il Gruppo archeologico, conferenze e approfondimenti, momenti ludici per ragazzi, spettacoli in piazza e ricostruzioni dell'accampamento romano. Nei giorni della manifestazione alcuni brescellesi si vestono da antichi romani e partecipano alle sfilate dei centurioni e dell'imperatore curate da gruppi di rievocazione storica. I negozi del paese diventano tabernae romane e propongono prodotti agroalimentari dell'epoca.
Cinema Brescello è il paese dove vennero girati i film di Don Camillo. Oltre al museo dedicato ai protagonisti, si possono ammirare anche vari luoghi e oggetti che erano presenti nei film: ad esempio la chiesa o la piazza adiacente ad essa, in cui sono state collocate due statue in bronzo, ognuna nella metà della piazza che gli si addice, ritraenti Don Camillo e Peppone nell'atto di salutarsi vicendevolmente. A Brescello si girarono cinque film della serie: Don Camillo (1952) Il ritorno di don Camillo (1953) Don Camillo e l'onorevole Peppone (1955) Don Camillo monsignore... ma non troppo (1961) Il compagno don Camillo (1965) Il sesto film, che si sarebbe dovuto intitolare Don Camillo e i giovani d'oggi del 1970, non venne terminato a causa della malattia di Fernandel, che poi morì il 26 febbraio 1971 di tumore. Il film è stato poi realizzato nel 1972, con Gastone Moschin nella parte di Don Camillo e Lionel Stander in quella di Peppone, con riprese a San Secondo Parmense.
Nel film di Bernardo Bertolucci la Strategia del ragno del 1970, le scene ambientate nella stazione ferroviaria di Tara (luogo immaginario del parmense) furono girate presso la fermata di Brescello.
Museo Peppone e Don Camillo
I cimeli dei cinque film girati a Brescello sono custoditi nel Museo Peppone e Don Camillo. Oltre che le locandine e gli abiti scenici originali dei film, nel museo si trovano anche gli oggetti usati per le riprese: la moto, le biciclette, l'ufficio di Peppone. Per ricordare l'episodio nel film del 1955, nella piazza adiacente al museo è posizionato un carrarmato, ma quello originale utilizzato nel film è un M24 Chaffee.
Infrastrutture e trasporti Strade Brescello è attraversata dalla strada statale 62 della Cisa che gli permette il collegamento stradale con Boretto, a est, e con Sorbolo, a ovest.
Dall'abitato diparte la strada provinciale 1 che collega Brescello a Poviglio, dove si unisce alla Strada statale 358 di Castelnovo.
Ferrovie
Brescello è dotata di una stazione ferroviaria lungo la linea locale Parma – Suzzara.
La stazione di Parma è la fermata ferroviaria più vicina lungo la linea Milano-Bologna.
Amministrazione
Primo cittadinoPartitoMandatoElezioneInizioFineInnocente ArontaldiPartito Comunista Italiano25 aprile 194518 marzo 1946CLN18 marzo 19461947Elezioni 1946Leda Palazzi BacchiPartito Comunista Italiano19471951Afro BettatiPartito Socialista Italiano19511956Elezioni 195119561960Elezioni 195619601965Elezioni 196019651º luglio 1970Elezioni 1965Volmer BoniniPartito Comunista Italiano1º luglio 19701975Elezioni 197019751980Elezioni 1975198012 maggio 1985Elezioni 1980Ermes CoffriniPartito Comunista Italiano12 maggio 19851990Elezioni 1985Partito Democratico della Sinistra199024 aprile 1995Elezioni 199024 aprile 199514 giugno 1999Elezioni 1995Democratici di Sinistra14 giugno 199914 giugno 2004Elezioni 1999Giuseppe VezzaniDemocratici di Sinistra14 giugno 20048 giugno 2009Elezioni 2004Partito Democratico8 giugno 200926 maggio 2014Elezioni 2009Marcello CoffriniPartito Democratico26 maggio 201420 febbraio 2016Elezioni 2014Michele FormiglioCommissario straordinario23 febbraio 201620 aprile 2016-Michele Formiglio Antonio Oriolo
Luciana LucianòCommissione straordinaria20 aprile 201611 giugno 2018Elena Benassilista civica di centro-sinistra11 giugno 201815 maggio 2023Elezioni 2018Carlo Fiumicinolista civica d'area PD15 maggio 2023in caricaElezioni 2023
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