Clusone (; Clüsù in dialetto bergamasco.) è un comune italiano di abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia.

Situato nella val Seriana superiore, sulla sinistra orografica del fiume Serio, dista circa 35 chilometri a nord-est dal capoluogo orobico. Clusone è il capoluogo della Comunità montana della Valle Seriana. Fa parte del comune anche la frazione Fiorine.

Geografia fisica Territorio

Il territorio comunale di Clusone si estende sul lato sinistro della val Seriana, presso l'altopiano che prende il nome dal paese stesso, ad un'altezza che va dai circa 480 m s.l.m. del fondovalle, fino ai 1.636 del pizzo Formico. Nonostante sia universalmente considerato parte integrante della val Seriana, dal punto di vista orografico parte dell'altopiano, di origine glaciale, appartiene alla val Borlezza, che sfocia nel lago di Iseo e ricade quindi nel bacino dell'Oglio.

I limiti amministrativi sono in gran parte facilmente identificabili, in quanto coincidenti con confini naturali. Difatti ad ovest la delimitazione è data dal corso del fiume Serio, in quella che è la parte più bassa dal punto altimetrico del territorio comunale, che suddivide le competenze con il finitimo Parre. I confini quindi si addentrano nella pineta fino a risalire le pendici dei monti Cucco (771 m s.l.m.) e Sapèl Né (844 m), piccole propaggini che delimitano il paese da Piario, per ridiscendere fino a giungere nei pressi della Madonna della Senda, posta presso la Senda, la storica via di collegamento che collega longitudinalmente i paesi del lato sinistro della valle Seriana da Ardesio a Clusone.

A questo punto la delimitazione della municipalità con Villa d'Ogna è data dallo spartiacque con la parte più bassa della Valzurio, fino quasi alla località La Rasga, per raggiungere poi le ultime propaggini del monte Blum, parte più settentrionale del territorio clusonese. Il confine discende quindi nella parte più alta della val Bielone, per giungere sull'esteso altopiano. Questa zona, che è la porzione più orientale del territorio comunale e ricade nel bacino orografico della val Borlezza, è suddivisa con il vicino borgo di Rovetta.

La linea di confine prosegue toccando le località Birzem, Dosso Savoldelli e Dosso Cisi, fino a lambire la frazione San Lorenzo di Rovetta, per risalire infine lungo la val Gavazzo che conduce al crinale che delimita la conca del Farno. I confini rimangono in quota, proseguendo lungo lo spartiacque con la val Gandino, dalla Montagnina al Pizzo Formico, punto più alto del territorio comunale, dopo il quale si dirige verso il Corno Guazza (1.297 m s.l.m.) e ridiscendono verso il fondovalle lungo la piccola val Cabrosna, che conduce fino all'immissione con il Serio nei pressi di Ponte Selva.

Idrografia Per ciò che concerne l'idrografia, oltre al fiume Serio, numerosi sono i corsi d'acqua che attraversano il territorio comunale. Quello con la lunghezza maggiore è il torrente Bielone, che nasce tra i monti Crapet e Blum, scorre nella valle che ne porta il nome ed entra nel comune di Rovetta. Rientra nel territorio clusonese nei pressi della località San Francesco d'Assisi e attraversa l'altopiano da est ad ovest per poi gettarsi, nei pressi della località della Fiorine dopo un corso di più di sei chilometri, nel torrente della val Flash (detto anche Flex). Quest'ultimo si compone di due rami che raccolgono le acque provenienti dalle pendici settentrionali della Montagnina e del pizzo Formico, scorre fino alla località Ponte Selva dove riceve le acque del torrente della val Cabrosna (chiamato anche torrente della valle d'Inferno, che scende dal Corno Guazza e con lunghezza meno di quattro chilometri), per gettarsi infine nel Serio da sinistra un corso di quasi sette chilometri.

Appartenente invece al bacino orografico della val Borlezza, e quindi del lago d'Iseo, è invece il torrente Gavazzo, che solca l'omonima valle posta nell'estremità orientale del comune e chiusa tra le pendici settentrionali della Montagnina e del monte Fogarolo. Dopo un corso di poco più di quattro chilometri, confluisce da destra nel Borlezza.

Clima

Il clima di Clusone non è molto caldo: in inverno si possono toccare temperature fino ai -10 °C e in estate, che è fresca e ventilata, si arriva a massime di 30 °C.

Origini del nome L'origine del nome ha spesso visto gli storici confrontarsi in accesi dibattiti, senza però arrivare ad una teoria comune. La tesi più accreditata è quella che prenderebbe come riferimento la dicitura Clausonium, indicata in documenti medievali, che deriverebbe dal latino Clausus, ovvero un luogo chiuso, una zona circoscritta da monti.

Una seconda ipotesi, perorata dallo storico bergamasco Bortolo Belotti, prenderebbe spunto da manoscritti degli anni 830 e 837, in cui il borgo viene citato rispettivamente con Clisione e Clusione, attribuendo l'origine alla parola latina Ecclesia, a cui poi sarebbe stato aggiunto un suffisso accrescitivo.

Pochi riscontri parrebbe avere invece la teoria che vorrebbe accostare l'origine del nome di Clusone a quello di Clusane (località poco distante posta sulle rive del lago d'Iseo) e del fiume bresciano Chiese, giocando sull'assonanza tra i toponimi. Questi deriverebbero dal lemma mediterraneo Klava, indicante un deposito di detriti..

Baradèllo Gli abitanti di Clusone sono maggiormente conosciuti con il termine di baradèlli più che clusonesi, in particolare quelli abitanti il centro storico cittadino. L’origine di questo sostantivo non è facilmente individuabile, diverse potrebbero essere le motivazioni. L’origine potrebbe derivare dall'antico nome della località detta Pradello dove è posizionata la Torre dell’Orologio. Più facilmente il nome deriva dal Castel Baradello di Como dove Napoleone della Torre, che era stato signore di Bergamo e quindi anche di Clusone come di tutta la Val Seriana, morì. Il Torriani fu catturato da Visconti, rinchiuso e appeso in una gabbia di legno dove morì di inedia. Questo episodio dovrebbe esser giunto nella cittadina bergamasca che aveva la sua piazza principale abbellita con una torre, da qui l’assonanza alla torre del Baradello. La torre cittadina fu distrutta ma il toponimo rimase, e con orgoglio gli abitanti di Clusone continuano ad essere chiamati baradèlli..

Storia

Dalla preistoria al Medioevo

I primi insediamenti umani risalgono all'età del ferro (circa XII secolo a.C.), periodo in cui nella parte alta del centro abitato si svilupparono piccoli agglomerati, a margine dei quali cominciarono a trovare spazio le prime coltivazioni stanziali. Si trattava di popolazioni di origine ligure, dedite alla pastorizia, tra cui gli Orobi. Ad essi, a partire dal V secolo a.C., si aggiunsero e integrarono le popolazioni di ceppo celtico, tra cui i Galli Cenomani.

A partire dal I secolo a.C. il territorio fu interessato dalla conquista dei romani che a livello amministrativo vi istituirono un vicus. Questo probabilmente era il centro del Pagus Saturnius, che raggruppava i centri della val di Scalve e della media ed alta val Seriana. L'importanza del borgo crebbe grazie allo sviluppo di attività quali agricoltura, allevamento, commercio del legname, ma soprattutto per via della scoperta, nelle zone limitrofe, di numerosi giacimenti minerari di ferro, piombo, zinco e argento. Questo portò alla costruzione di importanti vie di comunicazione con la val di Scalve, sede delle principali miniere, e con la zona del lago d'Iseo attraverso la valle Larna (val Borlezza) per il commercio dei materiali. A testimonianza resta la lapide riportante il nome di Publio Marcio Probo, forse sovrintendente ai vari opifici del territorio.

A dimostrazione dell'importanza raggiunta nel circondario, il centro abitato si dotò di un fortilizio, che permise di garantire protezione agli abitanti. La piccola comunità, che in quel tempo poteva essere considerata amministrativamente autonoma, era composta da persone legate tra loro da vincoli di sangue e interessi comuni, con le popolazioni di ceppo romano che lentamente si integrarono alle popolazioni celtiche.

Al termine della dominazione romana vi fu un periodo di decadenza e abbandono del centro abitato, con la popolazione che sovente era costretta a cercare riparo sulle alture circostanti al fine di difendersi dalle scorrerie perpetrate dalle orde barbariche. La situazione ritornò a stabilizzarsi con l'arrivo dei Longobardi, popolazione che a partire dal VI secolo si radicò notevolmente sul territorio, influenzando a lungo gli usi degli abitanti: si consideri infatti che il diritto longobardo rimase de facto attivo nelle consuetudini della popolazione fino alla sua abolizione, avvenuta soltanto al termine del XV secolo.

Il Medioevo

Con l'arrivo dei Franchi, avvenuto verso la fine dell'VIII secolo il territorio venne sottoposto al sistema feudale, con il paese che inizialmente venne assegnato, al pari di gran parte della valle, ai monaci del monastero di San Martino de Tours. Ed è a questo evento a cui si riferisce il primo documento scritto che attesta l'esistenza del paese: è il 17 agosto 774 quando, in un atto rogato redatto a Pavia, l'imperatore Carlo Magno dona ai suddetti religiosi il nucleo della rocca e le abitazioni da esso dipendenti. Il 30 luglio 1026 il paese venne infeudato al vescovo di Bergamo Ambrogio II della famiglia Martinengo,Il documento indica “Figlio d'un Lanfranco de loco Martinengo”. grazie a permute di terreni, donazioni e investiture.

Con il passare degli anni al potere vescovile si affiancò quello di alcune famiglie della zona, che cominciarono ad entrare in contrapposizione tra loro. Fu così che, verso il termine dell'XI secolo, il vescovo Arnolfo obbligò alcuni componenti della nobile famiglia dei Martinengo a rinunciare ai propri possedimenti. Tuttavia tra la popolazione cresceva sempre più il desiderio di emanciparsi dal potere vescovile e feudale, al fine di poter decidere in autonomia la gestione del territorio, finché al termine del XII secolo furono concesse numerose autonomie che permisero la creazione del comune di Clusone, attestato ufficialmente per la prima volta in un documento del 1182.

L'istituzione comunale era retta dagli appartenenti alla classe dei proprietari terrieri e alla classe mercantile, che poterono gestire più o meno direttamente i beni comunali, affittando pascoli e facendo pagare dazi. Dopo aver redatto il primo statuto comunale verso la metà del XIII secolo, Clusone venne inserito nella circoscrizione denominata "Facta di san Lorenzo" con un territorio che includeva anche i piccoli centri di Rovetta, Villa, Ogna, Piario, Nasolino e Valzurio, come indicato negli statuti della città di Bergamo del XIV e XV secolo.

Tuttavia in quegli anni cominciarono a verificarsi attriti tra gli abitanti, divisi tra guelfi e ghibellini, che raggiunsero livelli di recrudescenza inauditi. Le cronache del tempo raccontano di numerosi episodi tragici in tutta la provincia di Bergamo, che venne dilaniata da questa sanguinosa faida. Clusone si schierò apertamente con la fazione guelfa, tanto che alcuni suoi abitanti, unitamente a guelfi di altri paesi della val Seriana, sono citati dalle cronache in scorribande perpetrate nei confronti di altri borghi della zona appartenenti alla parte avversa. L'evento più cruento si svolse l'11 maggio 1379, quando esponenti della fazione ghibellina furono a lungo assediati nel castello di San Lorenzo presso Rovetta. Conseguentemente la rocca di origine romana si sviluppò notevolmente, tanto da assumere la fisionomia di un vero e proprio castello, con mura e torri a scopo difensivo. Tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV, contestualmente al passaggio della provincia di Bergamo ai Visconti, Clusone, fu scelta come sede della vicaria della valle Seriana superiore, organo che di fatto poteva essere considerato svincolato dall'influenza della città di Bergamo.