Larcidiocesi di Scutari-Pult () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Albania. Nel 2023 contava 185.473 battezzati su 311.027 abitanti. È retta dall'arcivescovo Giovanni Peragine, B.
Territorio L'arcidiocesi comprende parte della prefettura di Scutari, nel nord-ovest dell'Albania.
Sede arcivescovile è la città di Scutari, dove si trova la cattedrale di Santo Stefano protomartire.
Il territorio è suddiviso in 40 parrocchie.
Storia Il primo vescovo noto di Scutari fu Basso (387). Scutari fu originariamente suffraganea di Tessalonica, che era la sede del primate di tutto l'Illirico, ma quando Giustiniano I trasferì la primazia a Ocrida, Scutari ne divenne suffraganea. Nell'Alto Medioevo (circa 877) Scutari era suffraganea di Dioclea, e dall'XI secolo fu suffraganea dell'arcidiocesi di Antivari. Non si conosce nessun vescovo dal VII secolo fino alla metà del XII secolo.
La diocesi di Pult fu eretta nel IX secolo ed era originariamente suffraganea dell'arcidiocesi di Dioclea. Successivamente divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Tessalonica. Dal 1340 al 1520 esistettero due diocesi di Pult o Pulati, chiamate rispettivamente Pulati maggiore e Pulati minore.
Verso la fine del XV secolo la diocesi di Scutari cadde in un periodo di decadenza e fu considerata come diocesi in partibus infidelium e il suo titolo venne dato a Nicolò Lupi, vescovo ausiliare di Treviso e poi a Giacomo de Humano, vescovo ausiliare di Siracusa. Tuttavia il successore Pedro Cardona ebbe l'obbligo di residenza in diocesi. Dal 1524 al 1534 la successione episcopale presenta un'interruzione, seguita da un lungo periodo di sede vacante dal 1543 al 1575. Anche negli anni successivi, fino al 1622, la successione episcopale è a tratti discontinua o incerta. Poco dopo il 1530 la diocesi di Suacia fu soppressa e il suo territorio unito a quello della diocesi di Scutari. Il 20 aprile 1641 per l'assenza del vescovo il governo della diocesi di Drivasto fu commesso al vescovo di Scutari; la diocesi di Drivasto fu soppressa poco dopo e il suo territorio unito a quello della diocesi di Scutari.
Anche la successione dei vescovi di Pult sul finire del XV secolo diviene incerta e si interrompe prima della metà del XVI secolo per riprendere solo nel 1656. Durante questo lungo periodo di interruzione è noto solo il nome di un vescovo domenicano polacco che era attivo nel 1574. Dal 1654 divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Antivari. Nel 1703 la diocesi di Pult cedette alcune parrocchie alla diocesi di Sapë. La residenza vescovile era nel villaggio di Giovagni o Gioagni (Gjoani).
Il 14 marzo 1867, in forza del breve Ex debito di papa Pio IX, la diocesi di Scutari fu unita aeque principaliter con l'arcidiocesi di Antivari ed elevata conseguentemente al rango di arcidiocesi metropolitana, con suffraganee Alessio, Pult e Sapë.
Il 23 ottobre 1886 l'arcidiocesi di Scutari fu nuovamente divisa da quella di Antivari per effetto del breve In sublimi di papa Leone XIIILeonis XIII pontificis maximi acta, Indice, vol. XXIII, p. 25., rimanendo però arcidiocesi metropolitana e conservando tutte le suffraganee, che le furono confermate con il breve Quae catholico nomini dello stesso papa Leone XIII del 22 aprile 1887Leonis XIII pontificis maximi acta, Indice, vol. XXIII, p. 27..
Il 5 marzo 1927 fu impiccato don Gjon Gazulli, che si opponeva a re Zog I in seguito alla discriminazione contro le zone cattoliche dell'Albania ed era stato condannato a morte. Le sue ultime parole furono: "Sto morendo innocente. Viva Cristo, nostro Re! Viva la Chiesa Cattolica, nostra Madre! Viva il Papa, nostro Padre! Viva l'Albania e i veri albanesi!".
Il 25 gennaio 1930 con il breve Incumbentis Nobis di papa Pio XI furono ridefiniti i confini tra l'arcidiocesi di Scutari e la diocesi di Sapë.
Il 5 e il 25 marzo 1945 furono giustiziati rispettivamente i sacerdoti don Lazër Shantoja e Ndre Zadeja. Il 4 marzo 1946 furono giustiziati dietro il cimitero di Scutari i gesuiti Giovanni Fausti e Daniel Dajani, il francescano Gjon Shllaku e il seminarista Mark Çuni, condannati a morte per reati inesistenti il precedente 22 febbraio. Sempre nel 1946 fu giustiziato Alfons Tracki, condannato a morte,Antonio Sciarra, Ti ho sognato Albania, Terlizzi, Ed insieme, 1993, pp. 24, 139 ISBN 88-85379-01-X e morì in carcere per torture il francescano Bernardin Palaj. Nel 1947 fu condannato a morte e fucilato don Dedë Maçaj; nello stesso anno morirono per torture il parroco francescano Serafin Koda e il gesuita Gjon Pantalija. Nel 1948 furono fucilati don Anton Zogaj e i francescani Mati Prendushi e Çiprijan Nikaj; nello stesso anno Anton Muzaj morì per le conseguenze delle torture e della prigionia; per torture morì anche don Dedë Plani; nello stesso anno morì in carcere per torture don Jak Bushati e trovò la morte in carcere anche don Ejëll Deda; don Lekë Sirdani e don Pjetër Çuni furono torturati e affogati nella fogna. Nel 1950 morì in carcere il francescano Gaspër Suma Nel 1954 morì per infarto in carcere il sacerdote francescano Karl Serreqi, già condannato a morte con la pena commutata nell'ergastolo e lavori forzati, considerato martire del segreto confessionale. Atë Karl Serreqi O.F.M.. Nel 1959 fu condannato a morte e fucilato don Dedë Malaj. Nel 1969 fu fucilato don Marin Shkurti. Nel 1974 fu fucilato l'ultimo martire albanese del comunismo, don Mikel Beltoja Sono stati tutti beatificati il 5 novembre 2016.Martiri Albanesi sul sito del Dicastero per le Cause dei Santi.
Nel 1967 la cattedrale, la più grande chiesa cattolica dei Balcani, fu chiusa al culto e trasformata in un palazzetto dello sport dal regime ateo, per poi ritornare al culto negli anni novanta. Il seminario diocesano fu adibito ad albergo per gli atleti.Antonio Sciarra, Ti ho sognato Albania, Terlizzi, Ed insieme, 1993, p. 23 ISBN 88-85379-01-X
Il 25 gennaio 2005 la diocesi di Pult è stata unita all'arcidiocesi di Scutari, che ha assunto il nome attuale.
Nel luglio 2016 è stato aperto il museo diocesano di Scutari, il primo di tutta l'Albania. Vi sono conservate immagini ed oggetti sacri risalenti soprattutto al XX secolo.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Sede di Scutari Basso † (all'epoca di papa Siricio)Hoxha, Osservazioni sul processo di cristianizzazione nella provincia Praevalitana, p. 171. La lettera è datata in modo diverso a seconda degli autori: per esempio Ferlati (Illyricum sacrum, vol. VII, p. 305) e tutti gli autori che ne dipendono al 387; Hoxha al 392 circa. La lettera contiene una informazione, che alcuni autori ritengono dubbia (Hoxha, p. 186, note 2 e 13), seconda la quale la sede di Scutari era all'epoca di Siricio occupata da due vescovi, Basso (fratri nostro), titolare della sede, e Senecio, che Basso si era dato come ausiliare (coepiscopo in consortium regendae ecclesiae datus est). Senecio † (prima del 419 circa - dopo il 446)Hoxha, Osservazioni sul processo di cristianizzazione nella provincia Praevalitana, p. 171. Andrea I † (menzionato nel 519) Focas ? † (menzionato nel 553)Il vescovo Phocas Staliensis prese parte al concilio di Costantinopoli del 553. L'edizione critica degli atti conciliari (Concilium universale Constantinopolitanum sub Iustiniano habitum, edidit Johannes Straub, volumen primum, «Acta Conciliorum Oecumenicorum» vol. IV/1, Berolini 1891) assegna questo vescovo alla diocesi di Stobi nella provincia romana della Macedonia. Tuttavia in più occasioni gli atti riportano l'espressione Phocas Staliensis provinciae Praevaliensis, ossia la provincia della Praevalitana a cui apparteneva anche la diocesi di Scutari (Scodra). Per questo motivo Hoxha (Osservazioni sul processo di cristianizzazione nella provincia Praevalitana, p. 171) assegna Focas alla diocesi di Scutari. Stefano I † (menzionato nel 591) Giovanni I † (prima del 597 - dopo il 599) Costantino † (menzionato nel 602) Anonimo (Giorgio ?) † (menzionato nel 1142)Acta et diplomata res Albaniae, vol. I, pp. 28-29, nº 84. Per il nome del vescovo, che la bolla di papa Innocenzo II non riporta, vedere Acta, p. 29. Pietro I † (menzionato nel 1199)Acta et diplomata res Albaniae, vol. I, p. 39, nº 120. Anonimi † (menzionati nel 1234, 1250, 1251 e 1252)Acta et diplomata res Albaniae, vol. I, p. 52, nº 168; pp. 59-60, nº 197; p. 61, nº 205; pp. 62-63, nnº 210, 212; p. 66, nº 218-220. Stefano II † (prima di novembre 1303 - dopo novembre 1318 dimesso)Acta et diplomata res Albaniae, vol. I, p. 163, nº 553; p. 171, nº 580; p. 193, nº 642. Il 18 novembre 1303 papa Benedetto XI concesse all'arcivescovo Marino di Antivari la facoltà di ricevere le dimissioni di Stefano di Scutari, qualora questi desiderasse, per giustificati motivi, congedarsi dalla sua Chiesa. Evidentemente Stefano non sfruttò questa possibilità, poiché è ancora documentato come vescovo di Scutari nel 1306 e il 4 novembre 1318; dovette dare le dimissioni poco dopo, perché l'anno seguente è documentato il vescovo Pasquale; morì probabilmente nel 1328 (Acta, p. 642, nota).La presenza di Stefano dal 1303 al 1318, porta ad escludere Miroslav episcopus Zentae, documentato da Farlati, che lo assegna alla diocesi di Scutari (Illyricum sacrum, VII, p. 309). Pasquale † (menzionato a ottobre 1319)Acta et diplomata res Albaniae, vol. I, pp. 198-199, nº 658. Pietro II † (prima di ottobre 1320 - dopo giugno 1331 deceduto)Acta et diplomata res Albaniae, vol. I, p. 202, nnº 667-668; p. 203, nº 672; pp. 223-224, nº 751. La presenza documentata di Pietro II dal 1320 al 1331, porta ad escludere il vescovo Teodorico, menzionato da Eubel, e che è attestato come vescovo ausiliare di Hildesheim (Hierarchia catholica, vol. I, p. 440). Marco † (20 agosto 1346 - dopo il 1351Documentato per l'ultima volta in: Acta et diplomata res Albaniae, vol. II, p. 26, nº 90.) Marino † (? - circa 1367 deceduto)Acta et diplomata res Albaniae, vol. II, p. 52, nº 230. Antonio da Saluzzo, O.P. † (23 aprile 1367 - dopo il 1370Documentato per l'ultima volta in: Acta et diplomata res Albaniae, vol. II, p. 61, nº 265.) Emerico † (menzionato nel 1373) (vescovo titolare ?)Documentato come vicarius in pontificalibus dell'arcivescovo di Kalocsa; probabile vescovo titolare. Acta et diplomata res Albaniae, vol. II, p. 72, nº 313. Francesco † (4 maggio 1388 - ?) Enrico, O.F.M. † (menzionato nel 1390) Anduino † (menzionato nel 1398) Cristoforo, O.E.S.A. † (10 giugno 1401 - 14 dicembre 1401 nominato vescovo di Polignano) Migliorino Manfredi, O.F.M. † (14 dicembre 1401 - circa 1403) Bartolomeo Vanni, O.E.S.A. † (5 marzo 1403Acta et diplomata res Albaniae, vol. II, p. 259, nº 85. - 24 agosto 1403 nominato vescovo di Bovino) Progano Printzenago † (24 agosto 1403 - dopo il 1405)Acta et diplomata res Albaniae, vol. II, pp. 259-260, nnº 86 e 93. Giovanni II † (19 marzo 1407 - dopo il 1440 deceduto) Emanuele, O.P. † (9 gennaio 1451 - dopo il 1459 deceduto) Taddeo Pascaligo † (6 marzo 1465 - ? deceduto) Bartolomeo Barbarigo † (9 febbraio 1467 - 11 ottobre 1471 nominato vescovo di Parenzo) Francesco II de Sanctis, O.F.M. † (14 ottobre 1471 - circa 1491 deceduto) Nicolò Lupi † (14 marzo 1492 - ? deceduto) Giacomo de Humano, O.E.S.A. † (10 marzo 1511 - 10 agosto 1517 deceduto) Pedro Cardona, C.R.S.A. † (26 febbraio 1518 - 1522 deceduto) Girolamo Vascheri, O.F.M. † (3 ottobre 1522 - 19 settembre 1524 nominato vescovo di Guardialfiera) Antonio Beccari, O.P. † (23 settembre 1534 - 1543 deceduto) Sede vacante (1543-1575) Teodoro Calompsi † (26 ottobre 1575 - circa 1578 deceduto) Paolo da Zara, O.P. † (5 marzo 1582 - 1585 deceduto) Duka Armani † (13 giugno 1590 - ?) Andrea II † (? - circa 1622 deceduto) Domenico Andreassi, O.F.M. † (23 marzo 1622 - 1637 deceduto) Francesco Cruta † (10 settembre 1640 - circa 1645 deceduto) Gregorio Frasini, O.F.M. † (10 settembre 1646 - circa 1656 deceduto) Pjetër Bogdani † (6 marzo 1656 - 8 novembre 1677 nominato arcivescovo di Skopje)