Dak'Art 2000 è la quarta edizione della Biennale di Dakar consacrata all'arte contemporanea africana. A differenza delle precedenti edizioni, nel 2000 la Biennale di Dakar dura un mese, trasformandosi quindi in un evento destinato non soltanto agli specialisti del mondo dell'arte, ma anche ad un pubblico più ampio. Le esposizioni ufficiali e gli eventi paralleli aumentano in modo significativo e la Biennale riceve una maggiore copertura da parte dalla stampa internazionale. L'Esposizione Internazionale mostra meno opere ed una maggiore attenzione verso la selezione, proiettando video, incoraggiando le installazioni e presentando molta fotografia.

Storia La quarta edizione della Biennale ha luogo dal 5 maggio al 5 giugno 2000, mentre dal 5 al 12 maggio sono organizzate le inaugurazioni e gli eventi creati specificatamente per i professionisti del mondo dell'arte. Le riunioni del Comitato Scientifico si svolgono a maggio del 1999; la delibera e il rapporto collettivo sono notificati 12 agosto dello stesso anno. Il Comitato Internazionale di Selezione e Giuria si riunisce poi in dicembre per selezionare i dossier. Il logo della Biennale è leggermente modificato.

Organizzazione Comitato internazionale di selezione e di giuria L'edizione del 2000 aggiunge un sesto curatore tra gli incaricati di selezionare gli artisti per le Esposizioni Individuali ed elimina il responsabile della rivista d'arte. I membri sono quindi ancora composti da un gallerista africano (la camerunese Marième Samb Malong), un gallerista europeo (la tedesca Dany Keller), un conservatore di museo (la sudafricana Marylin Martin), un designer (il franco statunitense Hilton Mc Connico), un collezionista africano (il senegalese Amadou Yassine Thiam) e un artista africano (il nigeriano El Anatsui). I curatori incaricati dell'organizzazione delle Esposizioni Individuali non sono più selezionati in base al loro paese d'origine, ma sono scelti sei curatori internazionali specializzati in altrettante aree geografiche: per l'Africa Orientale e l'Oceano Indiano è incaricato Peter Pierre-Louis (Seychelles), per l'Africa Centrale Simon Njami (Camerun Francia), per l'Africa Occidentale Ablade Glover (Ghana), per l'Africa Australe Hans Bogatzke (Germania), per l'Africa Settentrionale Malika Dorbani (Marocco) e per gli artisti africani della diaspora Orlando Britto Jinorio (Spagna).

Budget La Biennale del 2000 ha un budget tra 400.000.000 e 450.000.000 franchi CFA [tra 603.506 e 678.942 euro], con un finanziamento di circa 250.000.000 franchi CFA [377.190 euro, circa il 63% o il 56% del budget totale] proveniente dalla Commissione Europea.

Programma Programma ufficiale Inaugurazione La Biennale del 2000 è inaugurata per la prima volta da Abdoulaye Wade, il nuovo Presidente del Senegal insieme a Mamadou Diop Decroix, Ministro della Cultura e della Comunicazione. L'organizzazione di Dak'Art 2000 era stata comunque gestita, negli anni precedenti, dal Segretariato Generale e dai Comitati d'Organizzazione nominati dal Presidente Abdou Diouf. Durante l'apertura ufficiale sono assegnati i premi agli artisti dell'Esposizione Internazionale ed un diploma d'onore alla rivista "Revue Noire"; il presidente Wade nel suo discorso promise la nuova Maison des Arts (molto desiderata dagli artisti dopo la chiusura del Museo Dynamique) e presenta il progetto di riforme giuridiche e fiscali per lo sviluppo dell'industria culturale. Dopo l'inaugurazione segue la visita dell'Esposizione Internazionale, ospitata nel Museo dell’IFAN.

Esposizione internazionale L'Esposizione Internazionale della Biennale del 2000 presenta meno artisti rispetto alle edizioni precedenti, ma più donne e giovani. Le opere pittoriche e le sculture sono presenti in numero ridotto rispetto alle precedenti edizioni e aumentarono le fotografie, le installazioni e i video. Le opere premiate nell'Esposizione Internazionale sono le installazioni della tunisina Fatma Charfi (Gran Premio Léopold Sédar Senghor) e della sudafricana Berni Searle (Premio Rivelazione). Il senegalese Le sculture di Manady Seydi vincono il Premio dell'Agenzia Intergovernamentale della Francofonia, mentre quelle di Jems Robert Koko Bi (Costa d'Avorio) il Premio Giovane Talento dell'UEMOA; Samuel Fosso (Repubblica Centrafricana) vince il Premio della Fotografia con i suoi autoritratti.

L'allestimento delle mostre – per quanto ancora una volta migliorato rispetto alle edizioni precedenti – è comunque estremamente tradizionale. In particolare l'Esposizione Internazionale mostra ancora una volta opere appese alle pareti e sculture ed installazioni nel centro delle stanze; il miglioramento consiste nella creazione di piccoli muri divisori per permettere un miglior allestimento dell'opera di Andries Botha, di Goddy Leye e di Barthélémy Toguo. Durante la Conferenza Stampa con la GiuriaConferenza stampa con la giuria, Camera di Commercio, Dakar, 07/05/2000, David Elliott – presidente del Comitato Internazionale di Selezione e di Giuria – sottolinea l'esigenza di creare dei tecnici specializzati nell'allestimento e nell'imballaggio delle opere, visto che i membri del Comitato stesso hanno dovuto aiutare gli artisti, proprio per la mancanza di personale competente.

Dopo la prima settimana di inaugurazioni, le fotografie di Essien Mfon (che ritraggono il corpo nudo di una donna con un seno mutilato dal cancro) sono censurate e i video funzionano in modo saltuario.

I Saloni del Design e della Creatività Tessile Il Salone Internazionale del Design Africano e della Creatività Tessile (ancora una volta all'interno dello Spazio Vema, diretto dalla Signora Cissé) è inaugurato il 9 maggio 2000, in contemporanea con la Giornata dell'Europa; durante la celebrazione sono consegnati i premi per il design. All'interno del Salone del Design Africano e della Creatività Tessile, Valérie Oka (Costa d'Avorio) vince il premio dell'Unione Europea e Ola dele Kuku (Nigeria) riceve una menzione speciale della giuria grazie ai suoi mobili elaborati, tanto più maestosi tra le piccole sedie degli altri design. Ola dele Kuku non viene premiato perché – secondo il progetto del Comitato Scientifico – l'opera esposta deve restare alla Biennale, ma il valore delle opere presentate dal designer nigeriano è superiore al valore del premio. Bounama Sall Ndiaye (Senegal) e Zoarinivo Razakaratrivo (Madagascar) vincono alla pari il Premio dell'Unione Economica e Monetaria dell'Africa Occidentale.

Durante la conferenza stampa dei designerConferenza stampa dei designer, Camera di Commercio, Dakar, 11/05/2000 emerge il problema di creare per Dak'Art una giuria di esperti capaci di selezionare e valutare il design con competenze specifiche e sono esposte le difficoltà legate al numero delle opere presentate per ogni artista, all'allestimento del Salone, alla protezione dei diritti d'autore e alla necessità di coinvolgere le industrie (soltanto l'industria francese VAI – Valorisation de l'Aménagement Intérieur – partecipa alla Biennale del 2000). Durante la stessa conferenza stampa è anche messa in discussione l'Associazione di Designer Africani (ADA), presieduta dall'architetto senegalese Nicolas Sawalo Cissé e con designer come Anna Jouga (segretaria dell'associazione) e Aziz Diop. L'associazione è creata nel 1996, durante e appena dopo la prima edizione del Salone Internazionale del Design Africano della Biennale, ma – secondo i presenti – non entra mai in funzione: non è mai stata indetta un'assemblea generale, i soci non sono mai stati contattati né aggiornati sulle attività ed il consiglio direttivo non è mai stato modificato.

Esposizioni individuali Le Esposizioni Individuali presentano un numero maggiore di artisti, accogliendo anche artisti della diaspora. Le Esposizioni Individuali mostrano artisti di diverse aree del mondo: Mohammed Ounouh (Africa Settentrionale) espone dipinti e sculture; Kay Hassan (Africa Australe) installa un banchetto di occhiali trovati per le strade di Dakar, visto che la sua opera non arriva in tempo; Bili Bidjocka (Africa Centrale) crea un progetto speciale; Christine Chetty’s (Africa Occidentale e Oceano Indiano) presenta le sue creazioni tessili; Kofi Setordji (Africa Occidentale) concentra la sua attenzione sulla guerra lavorando con il legno e – per aree del mondo senza limitazioni geografiche – Ana Maria Pacheco invia delle sculture e Marc Latamie trasforma l'ambiente della Casa degli Schiavi sull'Isola di Gorée.

Le opere sono collocate in sedi diverse: alcune presso la Galleria nazionale d'arte di Dakar, le opere di Marc Latamie alla Casa degli Schiavi dell'Isola di Gorée sull'Isola di Gorée, le sculture di Anna Maria Pacheco alla Casa della Cultura Douta Seck e infine l'opera concettuale di Bili Bidjocka è un percorso attraverso la città di Dakar, corredato di una piccola mappa.

MAPA - Marché des Arts Plastiques en Afrique Il MAPA (Marché des Arts Plastiques en Afrique) è collocato negli spazi esterni della Casa della Cultura Douta Seck e accoglie circa 800 partecipanti tra artisti e professionisti del mondo dell'arte. Il MAPA è un'esposizione vendita di opere d'arte contemporanee africane, organizzato dalla Biennale, ma senza guadagno per la Biennale stessa. Per la creazione di uno spazio adeguato, la Biennale lancia un bando di circa 18.000.000 franchi CFA [27.157,68 euro], cercando dei finanziamenti ed incaricando della realizzazione l'Ordine degli Architetti del Senegal: non sono però trovati i fondi. Il MAPA è quindi allestito con notevoli problemi organizzativi: ad ogni artista è destinato un piccolo spazio esterno (12 m², invece dei 20 m² previsti), con un tendone che non ripara a sufficienza dal sole e con strutture vecchie e sporche (gli stand sono stati affittati alla fiera di Dakar – il CICES – solo all'ultimo minuto). Partecipano al MAPA artisti di 8 nazionalità (tra gli altri parteciparono Sylvie Gérard, Séa Diallo e Jean Marie Diouf) ed ogni stand costa agli espositori 100.000 franchi CFA [150,80 euro].

Altre esposizioni e iniziative Il Salone della Giovane Creazione Senegalese (Salon de la Jeune Création Plastique Sénégalaise) è ospitato nel Centro Culturale Blaise Senghor. Tra i giovani pittori che espongono nel salone vi sono Racky Dianka (Evolution), Birame Ndiaye (Attitudes), Aïcha Aïdara (Symoliques I et II) e Samba Fall. Il Salone della Pittura su Vetro è allestito al Villaggio della Biennale, insieme alle opere d'artigianato e agli stand di alcuni pittori (tra questi il congolese Nsimba Mpango, Christian Tiem del Togo). L'organizzazione è mediocre e il salone non riceve molta affluenza di pubblico. Al Centro Culturale Blaise Senghor è presentato il Salone dell'Educazione Artistica, intitolato L'Enfance dans l'Art. Alla Casa della Cultura Douta Seck sono allestite l'Esposizione di Pubblicazioni d'Arte ed un laboratorio di iniziazione alle nuove tecnologie, con il supporto tecnico dell'organizzazione senza fine di lucro Toile Métisse.