Brenzone sul Garda (Brenzone fino al 2014, Brensón o Brenzón in veneto) è un comune italiano sparso di abitanti della provincia di Verona in Veneto. La sede municipale si trova nella frazione di Magugnano.
Geografia fisica Territorio Brenzone sul Garda dista circa 56 chilometri a nord-ovest da Verona, capoluogo provinciale. È situato sulla sponda veronese del Lago di Garda. Il territorio comunale comprende parte del massiccio del Monte Baldo, ovvero la zona della Val Vaccara.
Il comune non ha un centro principale e una periferia ma è formato da 16 piccole frazioni distribuite lungo l'ampio territorio; la loro distribuzione non è omogenea: si trovano suddivise in fasce formate da paesi molto vicini gli uni agli altri mentre vaste aree rimangono praticamente naturali e inalterate. Per esempio le frazioni litoranee di Assenza, Porto, Magugnano, Marniga e Castelletto, pur rimanendo distinte, costituiscono di fatto un unico centro abitato che si sviluppa da nord a sud. Oltre alle 16 frazioni troviamo numerosissime località spesso formate da 4 o 5 case, molte delle quali hanno un nome composto dal prefisso Ca, in dialetto "casa", e da un cognome, indicando come le famiglie erano sparse in piccoli centri del comune.
I centri abitati maggiori sono:
Magugnano (Magugnâa) (300 abitanti ca.), sede municipale Castelletto (Castelét) (432 abitanti ca.) Marniga (Marnìga) (351 abitanti ca.) Sommavilla (Somaìla) (340 abitanti ca.) Porto (Pôort) (301 abitanti ca.) Castello (Castèl) (170 abitanti ca.)
Queste frazioni da sole hanno abitanti, il resto è sparso nelle altre frazioni e località. Idrografia
Clima
Origini del nome L'etimologia sull'origine della parola Brenzone è ancora oggi molto discussa. Secondo alcuni potrebbe derivare da il nome dei Brenni, una tribù germanica insediatasi sul monte Baldo che compiva scorrerie e saccheggi nel territorio o più semplicemente da Brenno, mitico condottiero dei Galli Senoni. Secondo altri avrebbe origine dalla locuzione berg zone ("territorio di montagna") con cui il territorio venne definito da uno scrivano al seguito di Federico Barbarossa qui transitato durante la sua seconda discesa in Italia o più fantasiosamente da un certo Bruncione, paladino di Francia, giunto sul Garda al seguito del re franco Pipino, figlio di Carlo Magno.
Domenico Marocchi, un medico e storico locale, in un documento del 22 dicembre 1790 descrive con precisione la storia che portò all'origine del toponimo: «Il nome di Brenzone per quanto io abbia potuto rintracciare dai più vecchi ed illuminati di questa Comunità, mentre iscritti del Pubblico sono stati abbrucciati per incautezza, e dai Francesci due volte, è provenuto da una famiglia Brenzoni, che abitava in mezzo a queste ville, cioè a Castello. Narrano che i villici di questi contorni nel portarsi alla residenza Brenzoni, affine di contribuire la porzione del raccolto, dicessero "andiamo dai Brenzoni" e da questo sia insorto il nome Brenzone. Si sa per certo che codesta famiglia [ebbe] estensione grande di Campagna, di Montagne gl'intorno a queste ville».
In realtà, come nella gran parte dei casi in Italia, oggi sappiamo che fu la famiglia feudale a prendere il nome da quello del feudo ottenuto e non il contrario. Un ramo dei Rangoni modenesi (vedi il comune di Castelnuovo Rangone) prese così il nome di Brenzone. Il mausoleo sepolcrale dei Rangone Brenzoni è visibile in San Fermo a Verona. Un componente della famiglia in periodo rinascimentale, mentre operava in realtà a Venezia, fece poi costruire la bellissima villa di San Vigilio nel vicino comune di Garda.
Dopo il referendum tenutosi il 9 febbraio 2014, dai due seggi elettorali di Magugnano e Castelletto, è emerso che circa il 70% (69,9%) dei votanti ha espresso voto favorevole al cambio di denominazione da Brenzone a Brenzone sul Garda.
Origine dei nomi delle frazioni:
Assenza: il termine di solito deriva da "ascesa", "montata", data la relazione alla mulattiera che collega alla frazione di Sommavilla. Oppure, potrebbe esserci una connessione con la festività dell'Ascensione, in dialetto La Sensa. Inoltre, l'abitato, almeno fino al XVII secolo era denominato Menarolo (porticciolo, probabilmente a servizio di Sommavilla). Biaza: il nome descrive il luogo in cui la frazione sorge, più basso al centro e rilevato a nord e a sud, che ricorda la forma della bàsia 'terrina'. Borago: Borago può derivare da Borgo: l'abitato presenta ancora oggi la caratteristica forma a borgo nonostante alcune costruzioni nuove attorno al paese. Ma più probabilmente, come tutti i toponimi con suffisso "ago" deriva da un suffisso antico celtico che indica una proprietà terriera. Di solito la prima parte del nome è un nome famigliare. In questo caso forse, in analogia con val Borago ad Avesa di Verona, indica la vicinanza di una ripida valletta (stessa radice di "burrone"). Campo: antico borgo abbandonato all'inizio del Novecento e oggi abitato da una sola famiglia, Campo sembra essersi fermato al medioevo: le case e l'antico castello dominano ancora un paesaggio antico con campi di olivi e grotte naturali. Il paese, ancora oggi raggiungibile solo con una mulattiera, reca ancora una pianta medievale: con la chiesetta di San Pietro in Vincoli, il castello, il torrente che attraversa la borgata. L'origine del nome è campum 'superficie agraria coltivabile'. Castelletto: il toponipo può giustificarsi in loco: originariamente Castelletto era un abitato costruito intorno al proprio imbarcadero, probabilmente l'unico importante prima della costruzione di Porto di Brenzone . Castello: il nome castello deriva dal fatto che tanti anni fa nel paese che sorge su un'erta collina addossata sul Monte Baldo esistesse proprio un castello. Nella parte del paese detta Castello di Sotto è ancora visibile un pezzo di muro con due merletti in rovina. Inoltre, nella documentazione archivistica il nome è spesso legato al ricordo della famiglia Brenzone che vi ha risieduto fino al 1420. Quanto al significato vuol dire 'fortezza, campo munito'. Fasor: il nome deriva dalla voce dialettale fasol, cioè fagiolo, probabilmente chiamato così per l'uso locale di coltivare i fagioli. Magugnano (sede comunale): il nome deriva dalla famiglia "Magugnan", la quale governava Brenzone. Non risulterebbero però fonti attestate della presenza di questa famiglia. Altra ipotesi è data dal suffisso ano tipico nei toponimi italiani di provenienza da nome personale latino (come non notare la assonanza col nome di Gargnano sull'altra sponda del lago alla stessa latitudine) quindi successivo ai suffissi celtici di formazione dei vicini toponimi di Borago e Zignago. Marniga: la forma linguistica lo riconosce come prediale e lo attribuisce al sostrato celtico. In origine il suffisso appariva solo in nesso con nomi di persona celtici ma fu usato anche con nomi latini. In Marniga, infatti, si può riconoscere il gentilizio lat. Marinus e dunque il nome locale deve essere insorto in epoca tardo-antica, mantenendo dello strato celtico solo l'eco derivante dal suffisso. Porto: si trattava di un paese sorto attorno al principale porto di pescatori della zona settentrionale di Brenzone; era probabilmente il porto che serviva il Castello. Pozzo: in questo caso la parola 'pozzo' viene usata in senso metaforico per indicare un avvallamento del terreno. La frazione di Pozzo è praticamente unita a Sommavilla e questo attribuisce un valore particolare ad entrambi i toponimi, che evidentemente di contrappongono: l'uno è designazione di un paesello in posizione dominante, l'altro indica metaforicamente una località più bassa. Prada Alta: Prada Alta porta il caratteristico nome dei paesi di montagna: sorge nella Val Vaccara, sopra Brenzone, a metri di quota. Vicino al paese di Prada Alta si trovano anche le località di Fiès () e Ca' Chemasi (). Il paese di Prada Alta assieme alle vicine località fino agli anni '50 era formato da un piccolo agglomerato di case e da alcune baite: con la costruzione degli impianti di risalita e l'apertura della stazione sciistica della Costabella si è notevolmente ingrandito grazie alla costruzione di numerosi residence, alberghi e seconde case. Oggi all'interno di Prada Alta è inglobata anche la vecchia località di San Francesco, dove sorge la chiesa parrocchiale dedicata all'omonimo santo. Sommavilla: l'etimologia del nome Sommavilla deriva probabilmente dal confronto del paese con la frazione vicina, Pozzo. Le due frazioni sono poste molto vicine: "Somaila" più in alto, su un dosso, Pozzo in un valletto. Oppure rispetto ad Assenza che in antico ne costituiva il porticciolo e quindi, in mancanza di strade adeguate, il collegamento verso il resto del mondo. Venzo: il nome Venzo deriva dal latino vincitor che sta a significare vincitore. La leggenda narra infatti che fu l'unico paese in cui non si diffuse l'epidemia di peste che colpì Brenzone nel 1631. Si narra addirittura di persone guarite dal colera (che colpì la zona oltre due secoli dopo nel 1836) dopo essere entrate nel paese. Zignago: probabile origine romano celtica di proprietà terriera come la sottostante vicina Borago. Anche qui omonimia nel triveneto a Portogruaro. Val Zignago che dette il nome al noto gruppo Zignago (non a caso da un originario podere di oltre mille ettari) fondato da Marzotto.
Storia Preistoria e protostoria Facendo riferimento ai vari ritrovamenti litici nel territorio è possibile documentare una presenza antropica presso Val Trovai nel Paleolitico Medio e Superiore su piccoli pianori posti a Si segnala inoltre In località Prada, insieme ad altri elementi litici, una punta musteriana.
Il ritrovamento più importante in queste zone risulta essere la cosiddetta "Pietra di Castelletto", oggi conservata all'interno della sede comunale di Brenzone in località Magugnano. Si tratterebbe di una roccia istoriata trovata nel 1965 da Mario Pasotti presso località Castelletto non distante dalla riva e si trovava all'interno di un ben più grande pezzo di calcare rosso ammonitico. La “pietra”, mancante della parte centrale persa durante il rinvenimento, ha una grandezza di . Sulla superficie, realizzate con tecnica incisoria a martellina sono rappresentate:
73 asce immanicate con taglio a paletta (o a flabello) 8 spade 3 piccoli strumenti “non meglio definiti” un meandro un antropomorfo 10 “simboli indeterminati”
È stata interpretata, data la cospicua presenza di armi e di altri temi figurativi, come un deposito votivo tipico dell'età del Bronzo Medio (1600-1300 a.C.). Sono state fatte diverse comparazioni antecedenti con le statue-stele e massi incisi dell'arco alpino dell'età del Rame (prima metà del III millennio a.C.).
Epoca romana Di questo periodo storico ci rimangono sporadiche testimonianze di iscrizioni epigrafiche e la villa situata in località Castelletto come esempio abitativo sulla riva lacustre. Il territorio di Brenzone data la sua conformità territoriale, posto ai piedi delle impervie pendici montane del Monte Baldo e protetto dall'altro lato dal lago di Garda, mantiene nel tempo, una costante marginalità rispetto alla zona meridionale del lago. Sappiamo che con la formazione della Regio X (un ampio territorio che comprendeva al suo interno le aree dell'odierno Veneto, Friuli Venezia Giulia e zona istriana) sotto l'imperatore Augusto, l'area di Brenzone si trova sotto la gestione della gens Polibia.
Medioevo