La Peugeot 206 è un'autovettura di segmento B, prodotta dal 1998 al 2014 dalla casa automobilistica francese Peugeot per il mercato europeo; al momento dell'uscita di scena dalla gran parte dei mercati era la Peugeot più venduta di sempre, con esemplari costruiti nel solo stabilimento di Mulhouse e circa 10 milioni globali. La produzione non si è però arrestata completamente ed è proseguita per qualche tempo in Cina, Sudamerica e Iran; in quest'ultima nazione è ancora in produzione (come restyling a nome 207i), venendo fabbricata per il mercato interno da parte della Iran Khodro.
Storia Si era cominciato a pensare ad un erede della Peugeot 205, già piuttosto anziana all'inizio degli anni novanta, diversi anni prima dell'esordio della 206. Ma ad un certo punto tutto quanto a questo riguardo si fermò e le idee vennero congelate, perché la Peugeot preferì osservare l'evolversi del mercato con la fascia bassa della gamma, presidiata dai modelli 106 e 306.
Ben presto ci si rese però conto del vuoto esistente tra i due modelli: la 306 era in concorrenza con modelli come la Volkswagen Golf e la Opel Astra ma non con modelli di fascia più bassa, mentre dal canto suo la 106 non poteva coprire da sola un segmento B che nel frattempo si stava popolando di novità come la Fiat Punto. A nulla poteva la 205, ancora in listino, ma più ristretta come gamma e meno moderna sotto tutti i punti di vista.
Il progetto che avrebbe portato alla 206 venne quindi avviato nel 1994, per culminare nel 1998 con la nuova vettura svelata alla stampa ed al pubblico.
Linee ed interni
Esteticamente la nuova nata dà un taglio netto e deciso con la precedente produzione Peugeot: le sue linee, dovute al designer di origini turche Murat Günak, sono morbide e levigate, non più tese e squadrate come quelle delle varie 306 e 406. Il frontale era caratterizzato da grossi gruppi ottici appuntiti a sviluppo diagonale e da una presa d'aria a forma di grande bocca, un elemento che avrebbe caratterizzato gran parte della produzione Peugeot dei successivi dieci anni, e che sulla 206 era proposta in due differenti disegni a seconda del modello. La calandra, che reca lo stemma della casa, ricorda quelle delle versioni aggiornate dei modelli 106 e 306, poiché costituita praticamente dalla sola battuta del cofano motore. Quest'ultimo è a sua volta caratterizzato dalle piccole prese d'aria sul lato destro e dalle due nervature laterali che lo percorrono longitudinalmente.
La zona anteriore si raccorda con il resto del corpo vettura, in particolare con il parabrezza molto più inclinato che nella 205 e con il padiglione. La coda è invece caratterizzata dai gruppi ottici posteriori, piccoli ma avvolgenti, tanto da penetrare considerevolmente nella fiancata. La vista laterale offre invece due diverse visuali a seconda che si tratti della versione a tre o a cinque porte.
L'abitacolo ha una delle migliori spaziosità nella sua categoria con alcune particolarità nascoste, come per esempio il vano portaoggetti ricavato sotto il piano del sedile del passeggero anteriore. La plancia è tondeggiante in ogni suo punto: il cruscotto, in alcune versioni, dispone anche dell'indicatore della temperatura dell'olio. La capienza del bagagliaio può essere all'occorrenza ampliata grazie alla possibilità di abbattere lo schienale del divano, frazionabile. Il ricorso al ruotino di scorta (a parte che per le versioni con i cerchi da 13") in luogo della normale ruota amplia la capacità di carico.
Meccanica e motorizzazioni La 206 nasceva su un pianale completamente nuovo, ma le soluzioni meccaniche ad esso applicate non erano inedite: l'avantreno di tipo MacPherson era derivato da quello della 306, sia pur riadattato alla nuova vettura. Il retrotreno era il classico ponte con barre di torsione. Entrambi gli assi montavano anche una barra antirollio. L'impianto frenante nelle prime versioni era di tipo misto: solo in seguito sarebbero arrivati i modelli più prestanti con freni a disco sulle quattro ruote. Lo sterzo a cremagliera prevedeva la servoassistenza idraulica di serie su tutta la gamma.
Tutt'altro che inedita anche la quasi totalità delle motorizzazioni previste per la 206 al suo esordio. Le unità a benzina, tutte monoalbero, erano quelle già utilizzate su 106 e 306: le uniche differenze con i precedenti motori TU erano alcune modifiche di dettaglio, per esempio nel circuito di raffreddamento e in alcune altre soluzioni volte alla riduzione degli attriti. Invece, l'unica novità era l'unità a gasolio, un nuovo 1.9 aspirato facente parte della famiglia di motori DW.
La gamma della 206 prevedeva al suo debutto le seguenti motorizzazioni:
1.1: motore TU1 da 1124 cm³ e 60 CV di potenza massima; 1.4: motore TU3 da 1360 cm³ e 75 CV di potenza massima; 1.6: motore TU5 da 1587 cm³ e 90 CV di potenza massima; 1.9 D: motore DW8 diesel con precamera, da 1868 cm³ e 68 CV di potenza massima.
A tali motorizzazioni era abbinato un cambio manuale a 5 marce.
Allestimenti e dotazioni La 206 cominciò ad essere commercializzata a partire dal 10 ottobre del 1998, sia a 3 che a 5 porte. I livelli di allestimento erano tre: XR, XT ed XS. Per le versioni diesel, erano previsti solo i primi due, le cui sigle cambiavano in XRD ed XTD.
La dotazione prevedeva tra l'altro il servosterzo e l'airbag lato guida su tutta la gamma. Le versioni XT ed XS montavano di serie anche il climatizzatore.
La lista optional prevedeva invece l'ABS, l'airbag passeggero ed il tetto apribile. I cerchi in lega erano previsti come optional solo per le XT ed XS. L'allestimento XS, inoltre, poteva essere arricchito con la selleria in pelle e i retrovisori esterni a regolazione elettrica e riscaldabili. La 206 è stata sottoposta nel 2000 alle prove d'impatto dell'Euro NCAP ottenendo il risultato di quattro stelle.
Evoluzione
Nel 1999 debuttarono due versioni sportive che costituivano le eredi della 205 GTI degli anni ottanta e novanta. Vennero introdotte le 206 GTi e GT, entrambe spinte dallo stesso motore, un 2 litri da 136 CV in grado di spingerle a 210 km/h di velocità massima. Esternamente le due vetture differivano per i cerchi in lega (da 15 pollici sulla GTi e da 16 pollici sulla GT) e per i diversi paraurti, che sulla GT erano molto più sporgenti e prominenti, rendendo la vettura più aggressiva. Non è stata però una scelta estetica: per partecipare al Mondiale Rally i regolamenti imponevano un limite minimo di lunghezza del corpo vettura di almeno 4 metri. La normale 206, lunga 3.82 m, non rientrava in tale limite, per cui si scelse di basare la versione da competizione sulla 206 GT, i cui paraurti vennero allungati e resi più sporgenti proprio per tale motivazione. La commercializzazione della GT fu più che altro un espediente per ottenere l'omologazione della vettura da rally, infatti fu prodotta in un numero limitato di esemplari. Nello stesso anno vi fu l'arrivo di una nuova versione a gasolio, la 206 HDi equipaggiata da un turbodiesel 2 litri con tecnologia ad iniezione diretta common rail. Tale motore, il DW10 realizzato in collaborazione con la Ford, era in grado di erogare fino a 90 CV di potenza massima. Inoltre, furono introdotte anche la 206 1.4 automatica, dotata di un classico cambio automatico con convertitore di coppia e che resterà in produzione sino al 2001, e la serie speciale 206 1.4 Roland Garros, con cerchi in lega, doppio airbag frontale, airbag laterali, climatizzatore ed interni in pelle.
Nel 2000, il motore 1.6 monoalbero da 90 CV e 8 valvole venne sostituito dal più moderno 1.6 bialbero da 110 CV e 16 valvole, montato sulla 206 1.6 16v XS, disponibile solo con carrozzeria a 3 porte e con l'ABS previsto nella dotazione di serie, così come per la GTi. Alla fine dello stesso anno vi fu il lancio della 206 CC. Questa vettura era chiamata a sostituire la 205 Cabriolet, proponendo però la soluzione del tetto ripiegabile in metallo.
Nel 2002 fu introdotta una inedita variate di carrozzeria per la 206: la versione station wagon, denominata SW. Per la prima volta, una Peugeot di segmento B era proposta anche in versione giardinetta. Sempre nel 2002, viene lanciata la terza versione a gasolio, ossia la 206 1.4 HDi, mossa da un 1.4 turbodiesel common rail da 68 CV, anch'esso frutto della collaborazione tra Gruppo PSA e Ford.
Il restyling del 2003
Nel maggio del 2003 arriva il restyling, limitato ad alcuni dettagli: le principali modifiche si ebbero nei fari anteriori, dove furono adottati quelli trasparenti ed in plexiglas già visti sugli allestimenti sportivi, in quelli posteriori, dove fu cambiata la disposizione delle varie lampadine e il colore della plastica, nello stemma posteriore più grande e riposizionato più in alto sul portellone e nel paraurti posteriore ridisegnato e simile a quello delle versioni GTi, CC e XS. L'aggiornamento è stato l'occasione per rivedere la gamma: mentre il vecchio 1.9 a gasolio è stato tolto di produzione poiché piuttosto antiquato (derivava dall'ancora più vetusto 1.9 della serie XUD) e perché era già in listino il 1.4 HDi di pari potenza, la 206 GTI non fu più il modello top di gamma perché venne introdotta la 206 RC, anch'essa equipaggiata con un 2 litri, ma in grado di erogare 177 CV di potenza massima, e di raggiungere i 234 km/h di allungo. Riconoscibile per i grossi cerchi in lega da 17 pollici, la 206 RC riuscì a confrontarsi meglio con avversarie del calibro della Clio 2.0 16v RS, di potenza simile.
Nel 2004, la gamma si arricchì con l'arrivo della versione 1.4 16v da 88 CV, che andava a posizionarsi tra la 1.6 XSi e la 1.4 monoalbero. Contemporaneamente, vi fu l'arrivo di una nuova motorizzazione a gasolio, il 1.6 HDi common rail da 109 CV.
Nel 2005 la 206 2.0 HDi venne proposta in un solo allestimento per prepararsi al definitivo pensionamento. Nello stesso anno un altro 2 litri sparì dalla gamma: la 206 GTi lasciò alla RC e alla XS il compito di rappresentare le 206 sportive. Alla fine dello stesso anno, con l'imminente lancio della 207, vi fu una massiccia campagna promozionale per la 206. In questo modo si ebbe un incremento delle vendite durante gli ultimi mesi del 2005 e durante il 2006, anno che vide appunto l'arrivo della 207 e la riduzione della gamma 206 a due motori 1.4, uno a benzina da 75 CV ed uno turbodiesel da 68 CV, e la carrozzeria solo a 5 porte.
Nel 2007 vennero pensionati i modelli SW e CC della 206, in concomitanza con il lancio dei corrispondenti modelli basati sulla 207.
Tale gamma continuò ad essere prodotta senza ulteriori modifiche fino al mese di marzo del 2009, quando arrivò un nuovo restyling, stavolta più massiccio. Contemporaneamente, la 206 cambiò denominazione in 206 Plus, che si distingueva dalla versione precedente per il frontale, molto simile a quello della 207. La gamma era composta da un 1.1 a benzina da 60 CV e un 1.4 HDi da 68 CV.
I modelli in vendita in Europa della 206 sono assemblati nei due stabilimenti francesi di Poissy (che fabbrica anche la 207 e la 1007) e Mulhouse (che è l'unico ad assemblare le CC), e fino al 2006 nello stabilimento inglese di Ryton.
La 206 CC
Introdotta alla fine del 2000, la 206 CC è stata la versione "scoperta", quella chiamata a raccogliere l'eredità della 205 Cabrio. La sigla CC stava per coupé-cabriolet e indicava la doppia natura della vettura, dotata di una carrozzeria sportiva e di un tetto in metallo ripiegabile elettricamente all'interno di un apposito vano ricavato nel portabagagli, che la rendevano in grado trasformarsi da coupé a cabriolet e viceversa nel giro di pochi secondi.