Fano è un comune italiano di abitanti della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche. La città è famosa per il suo carnevale, uno dei più antichi d'ItaliaDocumenti conservati nell'Archivio Storico Comunale esistente presso l'Archivio di Stato - sezione di Fano e nella Biblioteca Federiciana di Fano - Sezione Emeroteca.. È la terza città più popolosa delle Marche, dopo Ancona e Pesaro.

Geografia fisica Territorio

Fano è circondata a nord-ovest dalle colline che degradano dolcemente in prossimità del torrente Arzilla. La città si trova, seppur lievemente, sopraelevata rispetto al livello del mare (Arco di Augusto altitudine 17 m). Il litorale si suddivide in Lido e Sassonia, entrambi con coste basse, la prima sabbiosa, la seconda ghiaiosa. A sud è presente la cosiddetta "Piana del Metauro", una delle poche aree pianeggianti delle Marche, che si espande anche all'interno per alcuni chilometri. La costa meridionale si suddivide in Torrette, Ponte Sasso e Metaurilia.

Confina a nord-ovest con il comune di Pesaro; a ovest, confina tramite la valle del torrente Arzilla e le colline che la dividono con quella del Foglia con i comuni di Mombaroccio e Cartoceto (salendo sopra i 300 m s.l.m. nel territorio di Cartoceto); a sud, salendo ripidamente a circa 200 m s.l.m. confina con il municipio di Piagge (co-capoluogo del nuovo comune di Terre Roveresche), ad est con il comune di San Costanzo salendo alcune dolci colline e con il comune di Mondolfo. Il territorio di Fano è attraversato dal Vallato del Porto o Canale Albani, un canale artificiale alimentato dal fiume Metauro. Il Vallato passa per la centrale idroelettrica della Liscia e si immette nel porto-canale di Fano.

Clima

I dati climatici locali vengono registrati dalla stazione meteorologica di Fano.

Fano, secondo la Classificazione di Köppen, è compresa nella zona climatica Csa (clima temperato umido a estate asciutta e molto calda), mentre secondo la classificazione climatica dei comuni italiani appartiene alla zona E. Per quanto concerne la classificazione sismica appartiene alla zona 2: sismicità media.

Storia

Fano fu un centro piceno, come testimoniano ritrovamenti sporadici avvenuti in città e gli scavi di Montegiove e RoncosambaccioAntonio Mario Radmilli, Popoli e civiltà dell'Italia antica, edizioni Biblioteca di storia patria, 1974.

Fu poi un importante centro romano, conosciuto come Fanum Fortunae, nome che rimanda al "Tempio della Fortuna", probabilmente eretto a testimonianza della battaglia del Metauro: era l'anno 207 a.C. e le legioni romane sbaragliarono l'esercito del generale cartaginese Asdrubale, uccidendone il condottiero che, dopo aver varcato le Alpi con gli elefanti da guerra, intendeva ricongiungersi al fratello Annibale.

La città ebbe un notevole sviluppo durante il dominio romano grazie alla sua posizione strategica sulla via che congiungeva la valle del Tevere alla Gallia Cisalpina. Nel 49 a.C. Gaio Giulio Cesare la conquistò assieme a Pesaro, dando così inizio alla Guerra Civile contro l'antagonista Pompeo.

Solo successivamente Cesare Ottaviano Augusto dota l'insediamento di mura di cinta (ancora parzialmente visibili), elevando l'insediamento allo stato di colonia romana col nome di Colonia Julia FanestrisVoce Fano in Enciclopedia dell'Arte Antica (1960).

Alcuni secoli dopo, nel 271 d.C., si svolse nei suoi pressi la battaglia di Fano che segnò la fine del tentativo degli Alemanni di raggiungere Roma, sconfitti dall'imperatore Aureliano.

Durante l'invasione d'Italia (452-453) da parte di Attila, Fano mandò, insieme alle altre città vicine di Rimini ed Ancona, aiuti militari alla città di Aquileia che nel 452 era sotto assedio. Il comandante fanese Bartolagi da Fano morì durante l'assedio e le sue spoglie furono poi traslate nella chiesa di S. Pietro in Episcopio in Fano. La città di Fano fu saccheggiata da Attila nel 453 d.C. prima di dirigersi verso Roma dove, secondo la tradizione, la sua avanzata fu fermata dal Pontefice Papa Leone I.

Durante la Guerra gotica del VI secolo, a causa alla sua posizione nei collegamenti tra nord e sud Italia, venne assediata e devastata dagli Ostrogoti di Vitige (538) e poco tempo dopo ricostruita dall'esercito bizantino di Belisario e Narsete.

Successivamente entrò a far parte della Pentapoli marittima (Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona). Subì successivamente l'occupazione dei Longobardi e dei Franchi, fino a quando Ottone III non la donò a papa Silvestro II.

Nel 1141 la città divenne protettorato della Repubblica di Venezia in seguito alla firma di un trattato.

Nel XIII secolo Fano si costituì comune; nel secolo successivo fu per un breve periodo sotto il dominio estense, dopo di che fu dilaniata dalla lotta intestina tra due famiglie: i del Cassero e i da Carignano.

Alla fine del XIII secolo la città passò sotto il dominio Malatesta di Rimini, grazie ad un complotto ordito da questi ultimi contro le due famiglie rivali. La famiglia Malatesta rimase al potere nella città fino al 1463, quando Sigismondo Malatesta dovette lasciare Fano al duca di Urbino Federico da Montefeltro dopo un lungo assedio, nel corso del quale fu danneggiato l'Arco d'Augusto, simbolo della città. La popolazione si rifiutò di entrare a far parte del Ducato di Urbino e perciò divenne vicariato ecclesiastico. Nel corso dell’età moderna, la chiusura dei consigli e il restringimento della partecipazione politica favorirono l’affermazione di un ceto dirigente urbano di tipo oligarchico, riconducibile alla nobiltà civica.

Durante l'occupazione napoleonica dello Stato Pontificio fu saccheggiata e gravemente bombardata dall'esercito del Bonaparte. Diverse opere d'arte presero la via della Francia a causa delle spoliazioni napoleoniche. Secondo il catalogo pubblicato nel Bulletin de la Société de l'art français del 1936, delle tre opere d'arte catalogate a Fano e inviate in Francia nessuna fece ritorno. Tra di esse l'opera di Guido Reni inviata al Musee Napoleon Cristo consegna le chiavi a San Pietro, anticamente presso la Chiesa di San Pietro in Valle, ma non restituita dal Museo dopo il congresso di Vienna.

Fano partecipò attivamente ai moti risorgimentali con la creazione di governi provvisori.

Durante la prima guerra mondiale (1915-1918) subì numerosi bombardamenti navali austriaci e anche nella seconda guerra mondiale (1940-1945), trovandosi sulla Linea Gotica, subì numerose incursioni aeree alleate miranti alla distruzione dei suoi ponti ferroviari e stradali e, da parte dell'esercito tedesco in ritirata, la distruzione di quasi tutti i suoi campanili (tranne quelli di S. Francesco di Paola e di San Marco), della torre civica, del maschio della rocca malatestiana e del suo porto peschereccio, ritenuti dal nemico infrastrutture sensibili da non lasciare nelle mani degli alleati.

Già da fine XIX secolo a Fano era presente la coltivazione del cavolfiore, nella varietà tardiva (invernale) destinata perlopiù all'esportazione verso paesi del nord. Nel 1934 venne fondata la frazione di Metaurilia, unico caso di borgata rurale fascista nelle Marche, con l'intento di dedicarla interamente a tale coltivazione, che infatti ebbe un notevole sviluppo. Negli anni sessanta la produzione di cavolfiore era ancora una delle più importanti attività fanesi, con rilevanti esportazioni verso il centro e nord Europa. La varietà di cavolfiore era nota come Tardivo Fanese, rendeva fino a - piante per ettaro, ed era un successo grazie alle sue qualità. Nel 1966 il 20% dell'esportazione italiana di cavolfiore era fanese; quintali ne vennero spediti all'estero, 3200 vagoni ferroviari di cui 2000 in Germania, e quintali sui mercati nazionali. Questo successo, che terminò negli anni settanta, all'epoca rese Fano famosa come città del cavolfiore.

In seguito ad interventi di escavazione avvenuti in piazza Andrea Costa, localizzata nel centro storico cittadino, nel gennaio 2026 è stato annunciato il rinvenimento di antichi resti della Basilica di Vitruvio, corrispondenti come da descrizione fornita dal celebre architetto nel De Architectura.

Simboli La blasonatura ufficiale dello stemma di Fano è la seguente:

La descrizione del gonfalone è la seguente:

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi ufficialmente con decreto del presidente della Repubblica del 25 giugno 1992.

Il Comune fa anche uso di una bandiera partita: nel primo fasciato di rosso e di bianco; nel secondo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Cattedrale di Santa Maria Assunta. Fondata nel XII secolo e poi ampliata e modificata. Conserva un pulpito e la barocca Cappella Nolfi del XVII secolo. Basilica di San Paterniano; ha la dignità di basilica minore Catholic.org Basilicas in Italy Chiesa di Santa Maria del Gonfalone Chiesa di Santa Maria Nuova Chiesa di San Cesareo diacono e martire, in località San Cesareo Chiesa di San Tommaso Chiesa di San Marco Chiesa di San Pietro in Valle Chiesa di San Pio X Chiesa di San Silvestro Chiesa di San Domenico Chiesa di Sant'Antonio Abate Chiesa di Sant'Agostino Chiesa di San Francesco Chiesa di Sant'Arcangelo Chiesa di San Pietro in Episcopio Chiesa di San Leonardo Chiesa di San Giuseppe al Porto Chiesa di Santa Maria del Suffragio Chiesa di San Michele Chiesa di Santa Cristina o dei Cappuccini Chiesa e convento di San Francesco di Paola Santuario della Beata Vergine del Ponte Metauro Eremo di Monte Giove

Architetture civili

Fanum Fortunae era sicuramente, in epoca romana, un importante centro sacro: infatti la città mostra nel suo nome un chiaro riferimento a un'area sacra o tempio (Fanum) dedicato al culto della dea Fortuna. Sin dall'80-70 a.C. è da considerarsi certa la presenza romana nell'area di Fano. Il culmine della presenza romana si ha nel periodo imperiale augusteo: difatti, molti monumenti risalgono a quell'età. Arco d'Augusto: da sempre simbolo della città di Fano, fu in epoca romana la principale porta d'accesso alla Colonia Julia Fanestris, dedotta dall'imperatore Cesare Augusto. Costruito sul punto in cui la via Flaminia s'innesta nel decumano massimo della città, il monumento si data, tramite l'iscrizione del fregio, al 9 d.C. Cardo e Decumano: nella pianta attuale della città di Fano è ancora evidente il decumanus maximus (attuale via Arco d'Augusto), prosecuzione urbana della strada consolare Flaminia, ed il cardus maximus, ad esso perpendicolare, rintracciabile in parte tra l'attuale corso Matteotti e la parallela via Nolfi. All'incontro di questi assi stradali si troverebbe il foro. Ai due assi stradali principali si affiancano, a distanze regolari, decumani e cardini minori. Via Flaminia: è la strada voluta dal console Flaminio, da cui prende il nome, e costruita a partire dal 220 a.C. Congiunge Roma a Rimini e probabilmente segue per lunghi tratti antiche strade protostoriche umbre. Solo i punti del tragitto più "difficili" venivano lastricati, mentre gli altri erano brecciati. A Fano la Flaminia entrava in città dall'Arco di Augusto e, giunta in centro, ripartiva per Rimini uscendo dalla Porta della Mandria. Palazzo della Ragione: conosciuto anche come Palazzo del Podestà, risale al 1299, periodo del Basso Medioevo. Nella prima metà del XIX secolo, data la condizione di inagibilità dichiarata a seguito di un'ispezione, il palazzo venne ristrutturato e ingrandito eliminando le costruzioni attingenti. Ospita il Teatro della Fortuna, il cui archetipo venne ideato dall'architetto Giacomo Torelli. Corte Malatestiana: il Palazzo dei Malatesta venne eretto a partire dal XV secolo e presenta due ali, una in stile gotico e l'altra dominata dalla cosiddetta Loggia del Sansovino, rinascimentale. Dal 1463, quando cadde la signoria malatestiana e la città passò allo Stato Pontificio, divenne sede del Comune. Palazzo Bracci Pagani Palazzo Montevecchio

Monumenti