Il suo culto è molto diffuso nel sud della Sardegna, l'isola dove subì il martirio.

Passio La più antica versione della passio di Sant'Efisio risale a un periodo compreso fra il XII e il XIII secolo. Secondo questo racconto, contenente diversi anacronismi e di carattere essenzialmente leggendario, Efisio sarebbe nato a Elia Capitolina (nome dato alla colonia romana di Gerusalemme dal 130 d.C., in onore dell'imperatore Adriano), figlio del cristiano Cristoforo e della nobile pagana Alessandria.

La tradizione narra che, durante un soggiorno dell'imperatore Diocleziano ad Antiochia di Siria, il giovane fu introdotto alla sua corte, ne divenne protetto e fu posto a capo di un esercito inviato in Italia per reprimere cristiani e Saraceni (?). Nel corso della spedizione, una visione miracolosa della croce lo avrebbe portato alla conversione. Proseguendo la sua missione, sarebbe sbarcato in Sardegna, nella zona dell'Arborea, dove avrebbe combattuto contro i Barbaricini, sottomettendo l'intera isola.

Tornato a Cagliari (Caralis), Efisio avrebbe professato pubblicamente la propria fede cristiana, informandone sia la madre sia Diocleziano. L'imperatore inviò allora il governatore Iulcio (o Giulico) per convincerlo ad abiurare, senza successo: Efisio fu segregato nel tempio di Apollo, che però crollò insieme a tutti gli idoli. Lo stesso governatore, colpito da una malattia, lasciò l'isola, affidandone l'amministrazione al suo successore Flaviano. Quest'ultimo, dopo vari tentativi di farlo apostatare, lo condannò a morte: Efisio fu decapitato il 15 gennaio, secondo la tradizione nel 286, sebbene gli studiosi propendano per il 303, "in un luogo chiamato Nura" ("in loco qui dicitur Nuras"), identificato comunemente con Nora.Francesco Cesare Casula, Dizionario storico sardo p. 565, anno 2003

Il culto A Cagliari e a Pula Efisio viene venerato a Cagliari, nella chiesa stampacina a lui intitolata, e in particolare a Pula, nella chiesetta romanica costruita sulla spiaggia di Nora dove, secondo la tradizione, il santo subì il martirio per decapitazione.

Festeggiamenti in onore di sant'Efisio si tengono principalmente due volte all'anno: il 15 gennaio, giorno in cui la Chiesa cattolica ne ha fissato sul calendario la Memoria Liturgica per la sola Arcidiocesi di Cagliari, dove viene festeggiato principalmente a Cagliari, Pula e Capoterra, ed il 1º maggio, la festa grande, quando la statua del santo viene portata in processione fino a Nora per sciogliere un voto fattogli dalla municipalità nel 1656 affinché liberasse Cagliari dalla peste.

In altre due occasioni il simulacro del santo viene portato in processione per le vie cittadine, in entrambi i casi per adempiere ad altrettanti voti: la sera del Giovedì santo, nella tradizionale visita a sette chiese storiche, e il giorno di Pasquetta, quando la statua viene portata sino alla cattedrale per sciogliere un altro voto, quello risalente al 1793, quando la città venne risparmiata dai bombardamenti delle navi da guerra della Francia rivoluzionaria. Al termine di quest’ultima processione viene solennemente benedetto il giogo dei buoi che trainerà il cocchio del santo durante la processione del 1º maggio.

Tutti gli eventi legati al culto di sant'Efisio a Cagliari e a Pula vedono protagonista lArciconfraternita del Gonfalone e di sant'Efisio Martire, con sede nella chiesa di Stampace, preposta principalmente alla promozione della devozione al santo.

Il 12 maggio 2011 le reliquie di sant'Efisio vengono finalmente consegnate alla città di Cagliari nel corso di una solenne celebrazione eucaristica. Sino a questo momento erano custodite a Pisa.

Festa di Sant'Efisio

La festa di sant'Efisio martire (sant'Efis su martiri gloriosu) che si svolge a Cagliari e a Pula è una delle feste più importanti della Sardegna, e una tra le processioni a piedi più lunghe d'Europa. La festa cade il 1º maggio. Da Cagliari la statua del santo viene trasportata dai fedeli in processione verso Pula passando attraverso Capoterra, Sarroch e Villa San Pietro. Da Pula viene poi condotta a Nora dove si trova l'antica chiesa che prende nome del Santo. Dopo due giorni di preghiere la statua riparte in processione alla volta di Cagliari.

Nel 1656, dopo la terribile ondata di peste che sconvolse la città di Cagliari, la cerimonia in onore del santo assunse i fasti che a tutt'oggi si possono osservare. Durante l'epidemia di peste, sempre nel 1656 i consiglieri cagliaritani legarono la città al voto perpetuo di celebrare annualmente Sant'Efisio per ringraziarlo della salute ritrovata e fu scelto il mese di maggio proprio perché simbolo di rigenerazione della natura.

A Pisa

Il santo è venerato anche a Pisa, dove lo si ricorda il 13 novembre. Fino a non molto tempo fa, le reliquie venivano esposte in occasione della Domenica in Albis.

L'altare detto "di San Ranieri", nel duomo, era originariamente dedicato ai santi Efisio e Potito: venne consacrato nel 1119 da papa Callisto II. In esso sono presenti due sculture marmoree, opera di Battista Lorenzi e Paolo Guidotti, che rappresentano appunto i due santi.

Anche nel Campo Santo monumentale, il quarto monumento della Piazza del Duomo di Pisa, si ricorda il martire sardo: alcuni affreschi di Spinello Aretino, realizzati tra il 1390 e il 1391, raffigurano varie scene della vita di Efisio.

Note

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