Premolo (Prémol in dialetto bergamascoIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato sulla destra orografica della val Seriana, dista circa 29 chilometri a nord-est dal capoluogo orobico ed è compreso nella Comunità montana della Valle Seriana.
Geografia fisica Territorio
Il territorio comunale è completamente montuoso e si sviluppa sul versante orografico destro della val Seriana, ad un'altezza di compresa tra i circa 510 m s.l.m. della parte inferiore ed i 2.512 del Pizzo Arera.
Il nucleo abitativo del capoluogo, distribuito in modo uniforme sulle pendici meridionali delle Cime di Belloro, si sviluppa nella parte meridionale del territorio comunale, ad un'altezza media di circa , è costituito da numerose contrade: più in basso si trovano Ceradello, nucleo separato dal resto dell'abitato e posto nella porzione più occidentale, ed Oselandina in quella orientale. Salendo si trovano quindi Costa, Ranica, Case Lulini, Botta e Piane, fino ad arrivare a Bratte, ovvero il nucleo abitativo posto più a monte. Queste, un tempo divise, in seguito all'espansione edilizia avvenuta negli ultimi decenni del XX secolo in molti casi risultano ormai essere fuse tra loro. Infine vi è la località Sonfaet, situata a monte dell'abitato e percorsa da una strada silvo-pastorale che, disseminata di numerose cascine e baite montane poste tra pascoli e boschi (che vanno tra i 750 ed i ) ancora oggi sfruttati, conduce quasi fino alle cime di Belloro, due alture di 1307 e che svettano come promontori dai dolci declivi del monte Grem (2.049 m s.l.m.)
I confini amministrativi del comune sono quasi interamente definiti da limiti naturali, quali linee di impluvio, creste di montagne o corsi d'acqua.
A sud, parte più bassa del territorio comunale, il confine è dato dal piccolo pianoro posto a poco più di che, sovrastante il fondovalle in cui scorre il fiume Serio, funge da limite amministrativo con il borgo di Nossa (più precisamente con la contrada Mascherpì, detta Capra alta). Ad Est è il torrente Nossana, che scorre nella valle Dossana, a dividere le competenze comunali con quelle di Ponte Nossa e Parre. Il limite orientale segue l'andamento di quest'ultimo torrente, risalendo fino alla località Piazza Manzone, da cui si sposta sul crinale che divide la valle stessa dalla sua tributaria val Gorgolina (totalmente ricadente negli ambiti di Premolo), e raggiunge la cima di Leten (2.095 metri). A questo punto la demarcazione settentrionale è data dalla linea che funge da spartiacque con la Valcanale di Ardesio, e giunge fino al pizzo Arera.
I confini ridiscendono quindi verso Sud lungo la costa che dall'Arera arriva fino al Grem, limite amministrativo con Oltre il Colle, per ridiscendere infine lungo lo spartiacque con la val del Riso, che permette di toccare i territori di Oneta e Gorno, fino alle Cime di Belloro. Da queste ultime le competenze comunali sono divise da quelle di Gorno mediante il corso del torrente che solca la piccola val Rogno.
Il paese, posto in posizione panoramica sulla valle Seriana, è raggiungibile mediante la S.P. 47, che si dirama dalla Strada statale 671 della Val Seriana (principale arteria della zona che collega Bergamo con Clusone) poco prima dell'abitato del paese di Ponte Nossa e con andamento sinuoso ne raggiunge il centro.
Ricchissima è l'idrografia. Sul territorio sono presenti numerosi torrenti che raccolgono le acque provenienti da sorgenti e dai monti circostanti. Il principale è la Nossana, che scorre nella valle Dossana dove nella sua parte più a monte è interessata da fenomeno di carsismo, mentre in quella terminale dà luogo ad un acquedotto (ricadente però nelle competenze territoriali di Ponte Nossa) che, con una portata stimata tra i 900 ed i 1.500 litri al secondo, soddisfa il fabbisogno idrico di persone nella provincia di Bergamo. La Nossana riceve numerosi affluenti minori, molti dei quali si gonfiano solo in seguito ad abbondanti piogge, i principali dei quali sono quelli che solcano la val Gorgolina, la vall'Acqua e la val Rogno.
Storia Dalla preistoria alla dominazione romana
Non si hanno notizie certe e specifiche riguardo ai primissimi insediamenti nel territorio di Premolo, ma si possono ricostruire grazie ad alcuni ritrovamenti ed alla storia generale dei comuni limitrofi. Secondo studi storico-archeologici, i primi insediamenti nelle nostre valli si ebbero in età neo-eneolitica, quindi circa 3000 anni fa, da gruppi transalpini tra cui gli Umbro-Sabelli, Reto-Ladini, i Tauri, gli Illiri, che comprendevano anche il ceppo degli Orobi.. A testimonianza di queste ipotesi vi sono diverse scoperte archeologiche, tra cui i resti di un villaggio pastorizio in località Belloro e il celebre ritrovamento nel 1963 di una tomba con reperti ossei di tre uomini, due donne e tre bambini, selci lavorate e cocci nel Canal de l'Andruna, un antro utilizzato nell'età del bronzo a scopi funerari, che ha permesso di retrodatare la presenza umana nella provincia di Bergamo. A questi vanno inoltre aggiunti i ritrovamenti avvenuti nel vicino comune di Parre, dove importante fu la scoperta di più di una tonnellata di manufatti bronzei all'interno di un ripostiglio di un fabbro risalente al V secolo a.C..
La zona ha da sempre favorito insediamenti stabili volti allo sfruttamento delle numerose materie prime presenti. Tra queste si segnalano il bronzo, il piombo, il ferro e la cadmea, ma anche la limonite, la siderite, la galena argentifera, la blenda e la calcopirite, materiali molto frequenti anche nell'attigua Val del Riso. In seguito agli Orobi si aggiunsero ed integrarono, a partire dal V secolo a.C. le popolazioni di ceppo celtico, tra cui i Galli Cenomani.
Successivamente, in un periodo compreso tra il III ed il I secolo a.C., la zona fu assoggettata al dominio dei Romani. Questi diedero impulso all'economia della zona grazie allo sviluppo delle estrazioni minerarie, che erano comunque sicuramente già avviate, dando un ulteriore sviluppo collegando i vari giacimenti d'estrazione. In particolare i terreni di Belloro erano considerati come quelli con le migliori miniere di calamina, fondamentale in antichità per la produzione di bronzo.. Probabilmente non vi era un preciso e delimitato centro abitato, ma soltanto piccoli agglomerati di capanne, con gli abitanti che trovavano sostentamento dall'agricoltura e dalla pastorizia. Non è da escludere inoltre che tra i “residenti” vi fossero anche alcuni schiavi (i cosiddetti damnatio ad metalla), impiegati nelle vicine miniere di ferro dell'attigua val del Riso..
Il medioevo
Dopo il V secolo, al termine della dominazione romana, vi fu un periodo di decadenza ed abbandono del centro abitato, con la popolazione che sovente era costretta a cercare riparo sulle alture circostanti al fine di difendersi dalle scorrerie perpetrate dalle orde barbariche, fenomeno tuttavia molto meno frequente rispetto ai paesi del fondovalle seriano. La situazione ritornò a stabilizzarsi con l'arrivo dei Longobardi, popolazione che a partire dal VI secolo si radicò notevolmente sul territorio, influenzando a lungo gli usi degli abitanti: si consideri infatti che il diritto longobardo rimase de facto attivo nelle consuetudini della popolazione fino al XV secolo.
Con l'arrivo dei Franchi, avvenuto verso la fine dell'VIII secolo, il territorio venne sottoposto al sistema feudale, con il paese che inizialmente venne assegnato, al pari di gran parte della valle, ai monaci di Tours per poi essere infeudato nel 1041 al vescovo di Bergamo.
Le prime notizie scritte del borgo si hanno in documenti del 1118 (in loco Primolus) e dell'11 giugno 1171, dove si può leggere la cessione di alcuni terreni da parte del vescovo di Bergamo Guala ad alcuni uomini di Premolo, Gorno e Parre, in cambio di altri terreni riferiti ai paesi di Urgnano e Cologno., documento che secondo gli studiosi segna anche la nascita ufficiale del comune. Un altro atto, datato 10 maggio 1249 fa riferimento alla transazione di alcuni terreni tra il comune di Premolo e quello di Gorno.
In seguito il paese si sviluppò in modo importante tanto che, sull'onda di quando andava accadendo nel vicino centri, tra il XIII ed il XIV secolo riuscì ad emanciparsi dal potere feudale, venendo citato come comune autonomo negli statuti della città di Bergamo ed inserito nella circoscrizione denominata Facta di san Lorenzo. A tal riguardo interessante è l'atto rogato dai notai Giovanni di Pagano Dordoni da Gorno e Zambono della Costa che, datato 9 novembre 1392, definì i confini di Premolo. Si sa quindi che i limiti amministrativi erano molto simili a quelli attuali, con l'aggiunta del censuario della contrada di Nossa, posta nel fondovalle lungo la riva del Serio..
In tutti questi documenti medievali il paese veniva indicato con i nomi di Primolus o Primulus, indicazioni che hanno spinto alcuni studiosi a ritenere che il toponimo derivasse da una contrazione della parola latina Primus locus, ovvero prima località abitata. Un'altra teoria, con meno riscontri, vorrebbe invece farlo derivare da "Pre Molum", ovvero paese posto prima del monte Molo, toponimo del quale attualmente non si hanno riscontri ma identificabile con la mole del pizzo Formico, posto sull'opposto versante della vallata..
In ambito sociale, al contrario di quanto andava accadendo nelle zone limitrofe ed in quasi tutta la provincia di Bergamo, non ebbero a verificarsi attriti tra le fazioni di guelfi e ghibellini. Le cronache raccontano solo del passaggio nel borgo di Nossa (in quel tempo facente parte degli ambiti comunali di Premolo) di colonne guelfe nel 1376, e di quelle ghibelline due anni più tardi, entrambe dirette al castello di San Lorenzo di Rovetta, centro di battaglie ed assedi, senza tuttavia che nel centro abitato venissero commessi danneggiamenti di alcun tipo.
Alla definitiva pacificazione si arrivò nella prima metà del XV secolo, grazie al passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel 1427 dopo un'espressa richiesta di Bergamo e delle sue valli, e ratificato dalla Pace di Ferrara del 1428. La Serenissima garantì una diminuzione della pressione fiscale ed offrì maggiore autonomia, dando inizio ad un periodo contrassegnato da tranquillità in cui l'intera zona riprese a prosperare. Nel 1596 il comandante veneto Giovanni Da Lezze, redisse una relazione nella quale annotava la separazione amministrativa del borgo di Nossa, nonché il numero degli abitanti, censiti in 570 unità, per lo più dediti alla pastorizia. Questa mansione, se da un lato li costringeva a percorrere grandi distanze per permettere la transumanza delle greggi nelle pianure pavesi in inverno e nelle vallate valtellinesi in estate, dall'altra garantiva loro la sussistenza grazie alla produzione di latte, formaggi e derivati, ma anche di buoni quantitativi di lana, venduti sui mercati lanieri di Gandino e della valle Seriana.
Da Napoleone fino ai giorni nostri
Il potere della Repubblica di Venezia durò fino al 1797 quando, in seguito al trattato di Campoformio, venne sostituita dalla napoleonica Repubblica Cispadana. Il cambio di dominazione comportò una serie di stravolgimenti in ambito amministrativo: nel 1798 avvenne l'unificazione di Premolo con Ponte Nossa, con i due centri nuovamente suddivisi nel 1805. Nel 1809 una revisione dei confini mediante un'imponente opera di accorpamento dei piccoli centri ai più grandi portò Premolo ad essere inglobato, al pari di Ponte Nossa, al vicino centro di Parre. L'unione tra i tre borghi durò poco, dal momento che nel 1816, in occasione del nuovo cambio di governo che vide subentrare l'austriaco Regno Lombardo-Veneto alle istituzioni francesi, questi vennero nuovamente scissi.