Ugento (AFI: , Ušèntu in dialetto salentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Il territorio comunale è situato nel basso Salento e include un tratto della costa del mar Ionio. Il centro abitato, sorge in parte sul sito dell'antica Ozan (Uxentum in latino), importante città messapica. È sede della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.

Il comune di Ugento è stato riconosciuto come città d'arte e località ad economia turistica dalla regione Puglia nel 2008 per le sue bellezze architettoniche, archeologiche ed ambientaliDetermina dell'assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Puglia n. 245 del 3 giugno 2008..

Dal 14 novembre 2018 Ugento è gemellato con Arcugnano in Provincia di Vicenza in Veneto.

Geografia fisica È situato su un modesto colle a un'altezza di 108 metri s.l.m.. L'area comunale si estende su un'area di 98,68 km² e comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Gemini e Torre San Giovanni, le marine di Torre Mozza e Lido Marini e la località Fontanelle. La costa di circa 12 km è prevalentemente bassa e sabbiosa, con rocce solo in alcuni brevi tratti. A ridosso di questa sono presenti numerosi bacini artificiali contornati da sterpeti e boschi di macchia mediterranea che si estendono fino all'entroterra, dove lasciano spazio a un paesaggio tipicamente agreste, caratterizzato da uliveti e vigne su bassi colli di rocce e terra rossa.

Territorio Il territorio di Ugento è vasto e piuttosto variegato. L'ampiezza della costa va di pari passo con una considerevole estensione nell'entroterra, caratterizzata da un sistema di coltivazione intensivo soprattutto di ulivo e vite e da massiccia presenza di aree di pascolo. Nonostante la grande estensione, le aree urbane sono relativamente piccole, il che spiega la non alta densità demografica.Stratigraficamente il territorio è costituito da terreno vegetale e alternanze di calcari compatti (calcilutiti organogene), arenarie e calcareniti, terreni altamente permeabili e inclini a fenomeni carsici d'erosione (doline). Vista la totale mancanza di corsi d'acqua dolce superficiali, l'approvvigionamento idrico è dato dall'acquedotto pugliese e da pozzi artesiani.

Una particolarità importante del territorio di Ugento è costituita dalla presenza dei bacini di bonifica. La zona in prossimità della costa è stata da sempre caratterizzata dalla presenza di vaste aree paludose e malsane. Nel 1927, l'istituzione del Consorzio di bonifica Ugento-Li Foggi permise di dare il via ai lavori di risanamento che consistettero principalmente nella costruzione di grandi bacini, collegati fra loro tramite canali e sfocianti in mare, che permisero il deflusso delle acque altrimenti stagnanti. Con il terreno di risulta furono colmate le zone di maggiore depressione, consentendo il recupero di vastissime aree in parte rimboschite a conifere e in parte destinate all'agricoltura (in quanto il bacino costituiva un'importante risorsa idrica per l'irrigazione) e soprattutto permettendo di debellare definitivamente la malaria.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Clima

Dal punto di vista meteorologico Ugento rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.

Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisolahttp://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.

Classificazione climatica: zona C, 1163 GG

Origini del nome Secondo l'ipotesi di Francesco Ribezzo, ripresa successivamente da Antonio Nicolazzo, il nome di Ugento deriverebbe da Ausentum, collegandolo alla radice "Auso" che significa "lucente". Egli ricorda poi come nel periodo paleoitalico il mare Ionio si chiamasse Ausonium da Ausentum come l'Adriatico da Adria. Su emissioni monetali del III secolo a.C. è riportato il nome Aozen(tum)/Ozan(tum), da cui il significato di terra di Zeus.

Storia

La moderna cittadina di Ugento si sovrappone in gran parte ad uno dei principali centri messapici della penisola salentina, situato all'estremità meridionale di una serra. L'altura fu già occupata in età protostorica, ma testimonianze sicure di un insediamento si hanno solo a partire dal VI secolo a.C., epoca a cui risalgono due dei più importanti rinvenimenti: lo Zeus di Ugento bronzeo e la tomba dipinta di via Salentina(AA.VV.), Salento. Architetture antiche e siti archeologici, 2008, pag. 199. Intorno al IX secolo a.C.Maggiulli, Sull'origine dei Messapi, 1934; D'Andria, Messapi e Peuceti, 1988; I Messapi, Taranto 1991, flussi migratori di probabile origine illirica si stanziarono nella penisola salentina e, fondendosi con le popolazioni locali, diedero origine alla civiltà Messapica, di cui Ugento fu uno dei centri urbani più grandi e potenti. Divenne una città-stato con una zecca e un proprio esercito, difesa da poderose mura. In questa stessa epoca, e poi anche in età romana, Ugento arrivò a disporre di un proprio scalo portuale sullo Ionio, presso Torre San Giovanni(AA.VV.), Salento. Architetture antiche e siti archeologici, 2008, pag. 201.

Durante l'Impero romano, Ugento entrò a far parte del grande disegno espansionistico di Roma, divenendo municipio alleato. In occasione delle guerre puniche contro Cartagine, cercò di opporsi alleandosi con Annibale, nella vana speranza di riconquistare l'antica autonomia. L'epilogo della guerra in favore di Roma fu pagata a caro prezzo per opera del Console Romano Numerio Fabio Pittore eletto nel 266 a.C., che con le sue legioni attaccò e conquistò la Città. Fu l'ultima città messapica a resistere alle truppe romane. Nell'82 a.C. divenne municipio romano e seguì le sorti dell'impero. A questo periodo risalgono le fondazioni di diversi villaggi nel territorio circostante, quali Paternò, Geminiano (l'attuale Gemini), Varano, Pompignano, ecc.Tra V e VI secolo, la città fu teatro di diverse invasioni barbariche (Visigoti, Vandali, Eruli, Ostrogoti) che si conclusero nel 545 con la distruzione da parte dei Goti. Subì una seconda distruzione ad opera dei Saraceni nell'842Marciano, Maggiulli e Cataldi. Ugento risorse grazie all'apporto dato dai monaci basiliani, che contribuirono alla sua ricostruzione in cima all'acropoli. La città assunse la caratteristica fisionomia greca e fu dotata di nuove muraPizzurro Antonio, Ozan. Ugento dalla preistoria all'età moderna, 2002..

Con l'avvento dei Normanni intorno al 1071, il vescovato greco fu nuovamente sostituito da quello latino, anche se le due chiese greca e latina coesistettero per circa due secoli; fu riedificato il castello sulle rovine della fortezza romana e si ebbe un notevole incremento demografico. Verso la fine dell'XI secolo, la città fu infeudata per la prima volta a Pecicco de Trebigne e nel 1195 fu incorporata al principato di Taranto, che Federico Barbarossa concesse al figlio Enrico IV. Diverse furono le casate che si alternarono al governo di Ugento: i D'Aquino, gli Orsini, i Della Ratta, i Del Balzo. Nel 1537 fu nuovamente distrutta dalle truppe di Khayr al-Din Barbarossa. Successivamente passò sotto il controllo dei Pandone, dei Vaaz de Andrada, ed infine dei D'Amore, ultimi feudatari fino all'eversione della feudalità nel 1806L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, 1994.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 6 marzo 2006. Stemma

In precedenza lo stemma in uso dagli inizi del Novecento era leggermente diverso e rappresentava Ercole come era raffigurato sulle monete della zecca ugentina: con la mano destra impugnava una clava, mentre con il braccio sinistro sorreggeva una cornucopia ed un manto di leone; in alto a sinistra era raffigurata Nike, la Vittoria alata, nell'atto di incoronarlo e lungo il fianco destro dello scudo la scritta OZAN. OZAN è l'abbreviazione di Ozantini (Ugentini), che compare su alcuni tipi di monete arcaiche (sec. III-I a.C.). Gonfalone

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Cattedrale di Santa Maria Assunta fu realizzata agli inizi del XVIII secolo sullo stesso sito in cui sorgeva l'antica chiesa gotica, distrutta dall'incursione saracena del 1537. Fu consacrata ed aperta al culto nel 1745. La facciata è in stile neoclassico e fu edificata nel 1855. L'interno, a navata unica con pianta a croce latina, accoglie numerosi altari con tele di epoche diverse, alcune delle quali provenienti dalla precedente costruzione. Il presbiterio è adorno di un coro in legno d'ulivo, mentre l'altare maggiore e la balaustra, risalenti al 1740, sono in marmo policromoCosimo Damiano Fonseca, Cattedrali di Puglia. Una storia lunga duemila anni, 2001.. Chiesa di Sant'Antonio di Padova, risale al XVII secolo ed è annessa all'ex monastero dei Frati Minori Osservanti edificato nel XV secolo. Santuario dei Santi Cosma e Damiano, di epoca bizantina, fu ampliato e ristrutturato nel 1886. Santuario della Madonna della Luce, ricostruito nel 1576 sul sito di un'antica chiesa distrutta durante le incursioni del 1537. Chiesa della Madonna Assunta e di San Biagio, riedificata più volte nel corso dei secoli, fu ricostruita intorno agli inizi del XIX secolo e aperta al culto nel 1881. Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, risalente agli inizi del XVII secolo, è inglobata in una struttura masserizia del XVIII secolo. All'interno, sia le pareti che la volta sono interamente affrescate. Cripta del Crocifisso, è un ipogeo a pianta trapezoidale adibito nei secoli a luogo di culto nel contesto del piccolo villaggio rupestre che lo circonda. Di origine basiliana, conserva un ciclo di affreschi eseguiti nel XIII-XIV secolo (prima fase) e nel XVII secolo (seconda fase). Chiesa di Santa Maria del Casale, di epoca bizantina, conserva alcuni affreschi duecenteschi e un quadro raffigurante la Madonna di Montserrat. Chiesa della Madonna del Curato, risale al XVI secolo. Chiesa di Santa Filomena. Chiesa di San Lorenzo, centro di una grancia basiliana, andò totalmente in rovina nel XVII secolo e ricostruita nelle forme attuali con un solo altare sovrastato da una tela di San Lorenzo del 1770. Chiesa Madonna delle Grazie o del Priore, risale al XVIII secolo.