Il Christilogos peregrinorum è un'opera in terzine dantesche (3913 versi), articolata in 15 capitoli, composta tra il 1513, sicuro termine post-quem, e il 1519 dal patrizio veneziano Pietro Contarini (1452 - 1528). La trama vuole delineare il percorso spirituale di quattro pastori, Emolcho, Virideo, Lucerio, Perillo, che vengono avvisati dall'arcangelo Gabriele della prossima nascita del Salvatore. La vita semplice e dimessa di questi pastori è descritta nei modi canonici della bucolica, se non che la bucolica stessa, genere longevo quanti altri mai e in gran voga nel Cinquecento, venga aspramente criticata, anzi parodiata, nelle sue forme più attente alla sola esteriorità formale. La bucolica del Contarini vuole essere solo e unicamente cristiana. Nel corso del poema però il profano avrà un grande spazio, soprattutto quando i quattro pastori si imbarcheranno per raggiungere Venezia, da cui mancavano da anni per via delle guerre, raccontate in dettaglio al navarco Bembritio e ai suoi marinai, assieme a episodi tratti dalla mitologia classica, avvenuti nei luoghi toccati durante la navigazione.
Al termine del viaggio i pastori si scoprono per quello che sono, ovvero maschere di aristocratici veneziani.
Bisogna rilevare la costante presenza di citazioni e imitazioni dantesche durante tutto il poema, e la ripresa ideologica del pericolo del congiungersi del pastorale e della spada: il potere temporale e quello spirituale, incarnati in quel momento dall'odiato Giulio II, un papa guerriero che animò la coalizione antiveneziana di Cambrai.
Note
Bibliografia Martina Bonciani, Il 'Christilogos peregrinorum' di Pietro Contarini, tesi di dottorato, Università Ca' Foscari Venezia, 2019, http://dspace.unive.it/handle/10579/14958 (URL consultato il 27 settembre 2024)
Categoria:Letteratura italiana Categoria:Poemi