Il Partito Comunista Rivoluzionario (PCR) è un partito politico comunista trotskista, sezione italiana dell'Internazionale Comunista Rivoluzionaria, fondato nel 2024.

Nome e identità L'organizzazione e le posizioni politiche del PCR hanno una continuità che risale agli anni Ottanta. Fino al 2014 questo gruppo era noto come FalceMartello (FM), lo stesso nome del suo mensile e oggi della sua rivista teorica.

Il primo numero di FalceMartello è uscito nel settembre 1986 come giornalino della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) di Ferrara poco prima che i suoi militanti fossero espulsi dal Partito Comunista Italiano (PCI). È esistita in Italia negli anni sessanta un'altra rivista con la testata Falcemartello e pure con posizioni politiche vicine al trotskismo, i cui sostenitori furono espulsi dal PCI nel 1966, che non ha tuttavia alcun legame con quella fondata negli anni ottanta e con il PCR.

Dopo lo scioglimento del PCI questo gruppo ha costituito per diversi anni una componente dell'area trotskista del Partito della Rifondazione Comunista (PRC) su posizioni più radicali rispetto alla linea nazionale del partito e della sua organizzazione giovanile (si autodefiniva «la tendenza marxista nel PRC»). All'inizio del 2016 è uscito ufficialmente dal PRC.

Nel 2014 il gruppo aveva cambiato la sua caratterizzazione, presentandosi come un movimento politico autonomo col nome Sinistra Classe Rivoluzione (SCR), il cui organo ufficiale era il mensile Rivoluzione. Nel 2024, in linea con la fondazione di altri partiti comunisti rivoluzionari da parte di diverse sezioni dell'Internazionale Comunista Rivoluzionaria, SCR ha assunto l'identità di Partito Comunista Rivoluzionario.

Storia Anni ottanta Se il primo numero del periodico FalceMartello esce nel 1986, le origini di questa rivista risalgono al 1983 quando alcuni giovani del circolo Lombardi della FGCI di Ferrara entrano in contatto con due militanti della tendenza internazionale guidata da Ted Grant. FalceMartello sarà il nome del giornalino di questo circolo. Tra le sue prime campagne quella del 1984-1985 in solidarietà con la lotta sindacale dei minatori della Gran Bretagna contro il governo di Margaret Thatcher. I suoi diffusori e sostenitori vengono presto espulsi dal PCI per i palesi rapporti intrattenuti col gruppo trotskista britannico del Militant e per le critiche rivolte alla linea eurocomunista del partito. Anche i militanti che vengono espulsi continuano tuttavia a considerarsi membri del PCI verso cui il giornale mantiene un forte orientamento, dichiarandosi organo de «i marxisti del PCI».

Nel movimento studentesco del 1989 (preludio alle lotte universitarie della Pantera del 1990) si dedica alla promozione e allo sviluppo del Sindacato degli Studenti a partire dai licei e dagli istituti tecnici milanesi.Ripartire con le lotte imparando dalle esperienze passate .

Anni novanta Nonostante non avesse posizioni che si possano definire filosovietiche la caduta del muro di Berlino e in seguito il crollo dell'Unione Sovietica, di concerto con una grave crisi interna che colpisce i suoi sodali britannici del Militant, rallentano lo sviluppo del gruppo.Interview with Ted Grant on the Militant.

Sciolto il PCI, il gruppo rimane in parte all'interno del partito nato dalle ceneri della Bolognina, il Partito Democratico della Sinistra, ma subito dopo si orienta al PRC. Nel dibattito interno della nuova forza politica il gruppo si colloca nell'ala sinistra insieme ai gruppi raccolti attorno alle riviste Proposta per la Rifondazione Comunista e Bandiera Rossa, le cui figure di spicco sono rispettivamente Marco Ferrando e Livio Maitan. Insieme a questo raggruppamento conduce battaglie congressuali contro la maggioranza congressuale del PRC (Garavini-Cossutta prima e Bertinotti-Cossutta poi).

L'esperienza del Sindacato degli Studenti, che si ispirava esplicitamente all'esperienza del Sindicato de Estudiantes spagnolo (promosso da un gruppo trotskista iberico avente la stessa posizione politica e gli stessi riferimenti internazionali di FalceMartello), sfocia nel 1995 nei Comitati in difesa della Scuola Pubblica che contribuiscono a delineare un profilo fortemente giovanile del gruppo nel corso degli anni novanta.Comitato in difesa della Scuola Pubblica .

Nel 1996 FalceMartello si oppone all'appoggio del PRC al primo governo Prodi. Dopo l'uscita dal centro-sinistra e la scissione del Partito dei Comunisti Italiani nel 1998 si ha un rimescolamento di posizioni all'interno del PRC col passaggio della componente di Maitan nella maggioranza bertinottiana del partito. FalceMartello e Proposta restano a questo punto le riviste dell'ala sinistra del partito, che nel 1999 si costituisce in Area programmatica Progetto Comunista.

Anni duemila Nel 2001 FalceMartello si separa dall'Area Programmatica Progetto Comunista costituendosi come componente autonoma del PRC.Il dibattito nella sinistra del Prc e Une presa d'atto. Nel 2002 si svolge il V Congresso del PRC nel quale si confrontano due mozioni contrapposte. FalceMartello appoggia la mozione della sinistra del partito, che raccoglie l'11% dei voti ed è la mozione del rifiuto della ricomposizione dell'alleanza col centro-sinistra, contraria alla linea della non-violenza, che ribadisce la validità del concetto di imperialismo e che si oppone a quello che è considerato come lo scioglimento dell'organizzazione nel movimento no-global. FM presenta tuttavia un insieme di emendamenti a livello nazionale al testo redatto da Marco Ferrando e altri. Gli emendamenti definiscono per la prima volta a livello nazionale i punti di specificità della posizione di FalceMartello: proposta di intervento sindacale nella sola CGIL, posizione del fronte unico delle sinistre, affermazione della debolezza organica del capitalismo italiano, analisi del berlusconismo come opzione reazionaria avanzata da una parte della stessa grande borghesia.5º Congresso del Prc - Tesi alternative al documento di minoranza.

Sempre nel 2002 in seguito alle modifiche statutarie, il PRC inizia ad ammettere la formazione esplicita di componenti (correnti organizzate) e FalceMartello viene registrata come una componente nazionale, avendo ottenuto due posti nel Comitato Politico Nazionale (Alessandro Giardiello e Claudio Bellotti). Lo stesso anno i giovani appartenenti alla componente presentano un documento autonomo (il numero 5) alla II Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti, Giovani Comunisti: disobbedienti o rivoluzionari?, che raccoglie il 7% dei voti e sulle cui posizioni si comincia ad attestare la maggioranza dei Giovani Comunisti in alcune federazioni provinciali.Disobbedienti" o rivoluzionari?.

Il VI Congresso del PRC (2005) è l'occasione per FalceMartello per la presentazione finalmente di una propria mozione congressuale (ancora la numero 5), che porta il titolo Rompere con Prodi, preparare l'alternativa operaia e che ottiene l'1,7% dei voti.Rompere con Prodi, preparare l'alternativa operaia . Nella III Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti del 2006 invece FalceMartello promuove il quarto documento intitolato Giovani Comunisti: rivoluzionari del XXI secolo (7%).Giovani Comunisti, rivoluzionari del XXI secolo.

Dal cambio di secolo sulle pagine di FalceMartello trovano ampio spazio i nuovi movimenti di lotta che si affacciano sulla scena politica mondiale e italiana con le manifestazioni anti-WTO di Seattle e anti-G8 di Genova, con le convulsioni politiche in Venezuela e in tutta l'America Latina, con le lotte sindacali (in particolare quella in difesa dell'articolo 18 dello statuto dei Lavoratori) e contro la guerra in Iraq in Italia, in Europa e nel mondo. Nello sviluppo di queste mobilitazioni FalceMartello vede uno spazio per il rilancio delle idee rivoluzionarie marxiste e per l'applicazione dei suoi metodi organizzativi. Il gruppo gioca in particolare un ruolo nel 2004-2005 nelle lotte sociali nella provincia di Modena, dirigendo di fatto il conflitto sindacale (molto aspro in quella zona del Paese) attorno al rinnovo del contratto dei metalmeccanici e costituendo un comitato di immigrati (soprattutto nordafricani) contro l'espulsione dalle proprie abitazioni dei residenti in un palazzo di un quartiere periferico nella città di Sassuolo, vicenda attorno alla quale si sviluppa un forte contrasto razziale, sociale e politico (la giunta responsabile dell'espulsione è di centrosinistra) che raccoglie una risonanza nazionale.Uno strano sgombero a Sassuolo. Furono anche alla testa delle lotte sindacali in GKN a Firenze fino alla primavera del 2016, momento in cui i vertici del gruppo fiorentino ruppero con FM, che nel mentre cambiò nome in Sinistra Classe Rivoluzione, per entrate in Sinistra Anticapitalista.

Con le tre scissioni dal PRC del 2006-2007 (Partito d'Alternativa Comunista, Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra Critica), FalceMartello resta l'unica componente di rilevanza nazionale della sinistra del partito, dove con questa espressione si indicava generalmente quell'ala del PRC che esprimeva una contrarietà di principio agli accordi con i partiti di centro.

L'entrata nella maggioranza del PRC e la successiva rottura Nel 2008 si presenta al congresso con un proprio documento (la mozione numero 4), soprannominato «la mozione operaia»Appello di delegati sindacali e lavoratori a sostegno del documento di FalceMartello al VII Congresso del PRC. e intitolato Una svolta operaia per una nuova Rifondazione comunista che propone tra le altre cose: Il rilancio del PRC in opposizione a diverse proposte organizzative definite «di dissoluzione del partito». Nessun accordo col PD né a livello nazionale né a livello locale. Una focalizzazione sul radicamento operaio del partito. Una moralizzazione comunista del partito con proposte come quella che funzionari ed eletti del PRC vivano con uno stipendio da operaio.

La quarta mozione di FalceMartello raccoglie 1.400 voti rappresentando dunque il 3,2% e prevalendo in 47 circoli e in una federazione provinciale. L'esito del congresso non consegna a nessuna mozione la maggioranza assoluta, creando uno scontro molto aspro tra la seconda mozione guidata da Nichi Vendola e la prima che candida Paolo Ferrero segretario nazionale del partito. Nella combattuta assise nazionale del congresso a Chianciano Terme ha un ruolo decisivo schierandosi con la sinistra larga del partito (costituita dunque dalle mozioni 1, 3 e 4) e determinando così la sconfitta dell'area Vendola. Questa inedita combinazione di forze è suggellata dalla presentazione di un documento politico comune intitolato Ricominciamo: una svolta a sinistra.Ricominciamo: una svolta a sinistra.

Per la prima volta nella sua storia questa componente entra così a fare parte della maggioranza del PRC, un ruolo che viene ratificato dalla sua entrata nella Segreteria Nazionale a settembre. La partecipazione di FalceMartello alla segreteria nazionale del PRC è subito basata sull'idea di approfondire la «svolta di Chianciano» del VII Congresso e dandone così un'interpretazione molto radicale. Immediatamente inizia la battaglia contro le alleanze col PD nelle giunte comunali, provinciali e regionali, definite «seconda linea del governismo». Al tempo stesso il ruolo importante di FalceMartello alla testa nei dipartimenti del PRC che si occupano del radicamento sociale e della presenza del partito sui luoghi di lavoro impegna questa tendenza politica in un lavoro di rafforzamento della presenza comunista in alcune fabbriche del Paese. Nelle elezioni europee di giugno il segretario del circolo PRC presso lo stabilimento FIAT di Pomigliano d'Arco, il giovane operaio Mimmo (Domenico) Loffredo, militante di FalceMartello, ottiene quasi ottomila preferenze.Lettera di ringraziamento di Mimmo Loffredo dopo le elezioni europee.