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Biografia Ambiente familiare Gabriele Fergola era figlio di Giuseppe, proprietario, e Margherita Lombardi,Cfr.Cfr. . Secondo , il nome della madre sarebbe Margherita Lombardo, indicata come Margarita Lombardo in. ed era nipote di Luigi Fergola e Nicola Fergola. Il primo, fratello di suo padre,Cfr. era ufficiale di prima classe dell'Uffizio Topografico del Ministero della Guerra, pittore hackertiano, incisore e disegnatore vedutista.Cfr. .Luigi Fergola fu il capostipite di una famiglia di artisti. I figli (cugini di primo grado di Gabriele) Salvatore, Francesco, Filippo, ed Alessandro furono tutti pittori paesisti. Il più famoso fu Salvatore che divenne un autorevole esponente della Scuola di Posillipo (cfr. Romualdo Gianoli, Il Poliorama Pittoresco: un caso di divulgazione scientifica ante litteram nella stampa periodica del Regno delle Due Sicilie, in Maria Rosaria Ghiara (a cura di), La meraviglia e la passione. Un secolo di scienze della natura nel Mezzogiorno, Filosofia e Saperi, vol. 7, Roma, Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Arti Grafiche Bruno, Torre del Greco, 2015, pp. 63-84) e un grande protagonista della pittura napoletana durante la Restaurazione. Nel 1819 fu nominato Pittore di paesaggio di S.A. il Duca di Calabria e nel 1829 Pittore paesista della Real Casa prima alla corte di Francesco I e, dal 1830, alla corte di Ferdinando II delle Due Sicilie (cfr. . Il secondo (cugino di suo padre)Cfr. . era il noto matematico fondatore della Scuola geometrica napoletanaScuola geometrica, secondo ad esempio , o anche sintetica secondo, ad esempio, . che certo ebbe un ruolo nella formazione morale e intellettuale del nipote che fu, infatti, un «grande ammiratore della scienza vasta e profonda dello zio».E che «si perfezionò nelle conferenze col suo zio, il quale amava grandemente questo nipote, non solo pe' suoi talenti, e per l'applicazione, ma specialmente perché il ritrovava meglio corrispondere alla sua scrupolosa maniera di pensare» (cfr. ).Per completare il contesto familiare di Gabriele Fergola, sono da ricordare il fratello Gennaro (cfr. ), il nipote Emanuele ed un cugino di secondo grado, Francesco Fergola. Gennaro Fergola fu generale dell'Esercito delle Due Sicilie e comandante della Cittadella di Messina durante l'assedio dell'esercito piemontese nel 1860-61 (cfr.). Emanuele Fergola, primogenito di Gennaro, fu matematico e astronomo, e ricoprì le cariche di direttore del R. Osservatorio astronomico di Capodimonte, Rettore della R. Università di Napoli e Senatore del Regno d'Italia (cfr.). Francesco Fergola fu capitano del R. Corpo del genio degli ingegneri geografi del Regno delle Due Sicilie e, come geodeta addetto al Reale officio topografico di Napoli, portò a termine la prima misurazione trigonometrica dell'Italia meridionale (cfr. ). Sposò Maria Luisa Cirillo ed ebbe sette figli.I gemelli Carlo e Pasquale (16 febbraio 1832), Cristina (27 maggio 1834), Alfonzo (12 ottobre 1836), Angela (24 febbraio 1839), Maria (25 ottobre 1841) e Maria Anna (10 agosto 1844).

Profilo biografico

Gabriele Fergola non seguì un percorso formativo convenzionale di studi universitari ma, come era usuale a Napoli a quei tempi,Accadeva frequentemente che i docenti in possesso dei gradi accademici e autorizzati dal Governo avessero un proprio studio privato con effetti legali (cfr. ), dove «accorreva la gioventù che disertava le sale universitarie divenute ipocrite e bigotte» (cfr. ). si avviò all'apprendimento delle discipline matematiche sotto la guida di insegnanti privati. Fu allievo di Vincenzo Flauti, il più noto matematico della Scuola geometrica napoletana e nel 1812, quando Flauti dismise il suo studio privato,Vincenzo Flauti, allievo di Nicola Fergola, aveva aperto il suo studio nel 1798, solo dopo che il suo maestro aveva avuto un conveniente insegnamento pubblico. Lo studio rimase in attività fino al 1812 (cfr. ). venne ammesso come alunno all'Osservatorio astronomico di San GaudiosoQuesto osservatorio era stato istituito da Giuseppe Napoleone Re di Napoli, con il decreto n. 23 del 29 gennaio 1807, sull'altura di Sant'Aniello a Caponapoli (l'antica Acropoli della greca Neapolis). Era ubicato presso il belvedere dell'allora soppresso Monastero delle Monache di San Gaudioso, occupato all'epoca dai frati di San Girolamo (secondo ) o San Geronimo (secondo La direzione era stata affidata all'astronomo Giuseppe Cassella (o anche Casella, secondo ) che dal 1786 insegnava astronomia nautica presso la R. Accademia di Marina (cfr. ) e poi meccanica presso il R. Collegio di Artiglieria e, dal 1803, fisica alla R. Accademia militare ed alla R. Università degli Studi di Napoli (cfr. ). Poco prima della sua morte, l'8 febbraio 1808, Cassella venne destituito e gli subentrò il monaco olivetano Ferdinando Messia de Prado, nominato poi con decreto del 12 giugno 1809 (cfr. ). diretto allora da Federigo Zuccari.Zuccari era stato allievo e assistente di Cassella nonché professore di geografia matematica al R. Collegio Militare di Napoli dal 1806 (cfr. ). Nel 1809, su disposizione di Gioacchino Murat, aveva lasciato i due incarichi per recarsi a Milano, presso l'Osservatorio astronomico di Brera diretto allora da Barnaba Oriani (cfr. ) affinché «si istruisse nella pratica e si perfezionasse nella teoria» (cfr. ). Dopo la morte improvvisa di Ferdinando Messia de Prado, Zuccari, su parere favorevole di Oriani, fu proposto dall'Accademia Reale delle Scienze il 5 settembre 1810, per ricoprire gli incarichi di professore di astronomia alla R. Università di Napoli e di direttore dell'Osservatorio di San Gaudioso (cfr. ). Il 17 agosto 1811, Gioacchino Napoleone Re di Napoli, accogliendo la proposta dell'Accademia, gli conferì entrambe le cariche (cfr. ). Vi rimase fino agli inizi del 1816, completando i suoi studi di matematica, di astronomia e di meccanica celeste.«Sebbene avesse apprese tutte le branche delle Matematiche (...) prese di mira specialmente l'Astronomia Fisica, or detta Meccanica celeste» (cfr. ).

Nel dicembre del 1816 ci fu la riorganizzazione della Real accademia di Marina di NapoliCon il Decreto portante l'organizzazione della reale accademia di marina, R. decreto n. 586 del 1 dicembre 1816 Cfr. e Fergola, su proposta del suo primo maestro Flauti, fu chiamato ad assumere l'incarico di professore aggiunto di astronomia per le scuole di applicazione dell'Accademia e, nel 1817, quello di astronomo aggiunto«Né mai pur pretese ad ottenerne la direzione, come avrebbe meritato, e come sarebbe riescito vantaggioso ad un tale stabilimento» (cfr. ). presso l'Osservatorio di San Gaudioso, divenuto Specola dell'AccademiaNel 1819, terminata la costruzione della Specola Reale di Miradois, l'Osservatorio astronomico di San Gaudioso fu destinato a «Specola astronomica a esercizio della Scuola Reale di Marina» (cfr. Il decreto, firmato da Ferdinando I, è il n. 1656 del 13 luglio 1819 (cfr. Cfr. . La Specola avrebbe avuto «per il suo speziale intendimento» quello di «ammaestrare i giovani della marineria al maneggio degli strumenti ed alle osservazioni, e di provvedere le navi da guerra delle macchine appunto, onde far sicura e sapiente la navigazione» (cfr. ). e diretta allora dall'abate Giuseppe Pilati.L'abate Giuseppe Pilati, allievo di Giuseppe Piazzi, era professore d'astronomia per le scuole di applicazione della R. Accademia di marina, nominato con decreto del 13 giugno 1817 (cfr.

Sempre nel 1816, Fergola aveva cominciato anche ad insegnare nella R. Università di Napoli dove era stato nominatoR. decreto del 6 aprile 1816 (cfr. ). professore aggiunto alla cattedra di astronomia di Zuccari,Zuccari, dopo la riforma universitaria del 1811, e l'istituzione della Facoltà di Scienze, Fisica e Matematica, era titolare della cattedra di astronomia (cfr. ). La cattedra ebbe inizialmente come aggiunto, il matematico della scuola geometrica Felice Giannattasio che era incaricato dell'insegnamento della meccanica celeste. Successivamente, a Giannattasio fu affidata la cattedra di matematica sintetica, precedentemente tenuta da Nicola Fergola che aveva chiesto e ottenuto il collocamento a riposo. Come aggiunto alla cattedra di astronomia di Zuccari, fu nominato l'abate Francesco Capaccini (cfr. ). al posto dell'aggiunto Capaccini, nominato minutante della Segreteria di Stato dal cardinale Ercole Consalvi.Cfr.

Il 15 dicembre 1817 Zuccari, malato di tubercolosi, morivaCfr. . lasciando vacante sia la cattedra di astronomia all'Università sia il nuovo incarico, a cui era già stato designato, di direttore del R. Osservatorio astronomico di Capodimonte, che era però ancora in costruzione. Per l'incarico di direttore venne nominato, il 18 novembre del 1818, il milanese Carlo Brioschi,Cfr. mentre Fergola ottenne ad interim la cattedra di astronomia,Fu nominato con il R. decreto del 24 dicembre 1817 (cfr. in attesa dell'espletamento del concorso, che venne effettivamente bandito ma solo quattro anni dopo, nel dicembre del 1821.Cfr. .

La cattedra però non venne assegnata e rimase all'interino Fergola nonostante fosse stato il solo, tra i cinque candidati,Cfr. . a svolgere il tema del concorso, anche se parzialmente. Fergola fu anche ammesso come allievo alla nuova Specola di Capodimonte, su parere favorevole di Giuseppe Piazzi che ne scrisse al Ministro degli interni, da cui dipendeva l'Osservatorio,Con il R. Rescritto del 21 dicembre 1819 (cfr. ), l'Osservatorio, che dipendeva inizialmente dalla R. Università di Napoli, fu annesso al Ministero di Stato degli affari interni (cfr. e ). descrivendolo come «già istrutto nelle dottrine teoriche, né affatto ignaro della Pratica»Cfr. Minuta della lettera di Piazzi al Ministro dell'Interno del giugno 1821 in

Due anni dopo nel novembre del 1823, fu bandito un secondo concorso che, analogamente al precedente, venne annullato «con manifesta ingiustizia»Cfr. . dalla Commissione, presieduta ancora dal vescovo di Pozzuoli, Carlo Maria Rosini.

Fu così che il 15 luglio 1824, contro il proposito della Commissione, che voleva assegnare la cattedra per chiamata diretta al matematico Filippo Maria Guidi,Cfr. e contro il parere di Piazzi,Nel marzo del 1817, Piazzi, direttore dell'Osservatorio di Palermo, era stato nominato da Ferdinando I direttore generale degli Osservatori del Regno, ed era stato chiamato a Napoli per sovrintendere ai lavori per il completamento dell'Osservatorio di Capodimonte (cfr. ) e «a vegliare su i quali e sollecitarli» (cfr. ). che riteneva opportuno che il titolare dell'insegnamento universitario di astronomia non dirigesse anche l'Osservatorio, il Re Ferdinando I delle Due Sicilie decise di assegnare la cattedra ancora vacante proprio al primo direttore della nuova Specola di Capodimonte, Carlo Brioschi, «prendendo il solito equivoco di confondere l'Astronomia empirica con quella razionale». Fergola fu riconfermato nell'incarico di professore aggiunto alla cattedra di astronomiaAll'Università di Napoli Fergola ricoprì anche la carica di cancelliere della facoltà di Matematica e Fisica dal 1838 al 1841 (cfr. e ne divenne di fatto il titolare quando Brioschi, dopo che ben presto le sue lezioni cominciarono ad andare deserte, «ricusò sotto varj pretesti di più andarvi». Dopo la morte di Brioschi,Brioschi morì a Napoli il 29 gennaio 1833 (cfr. ). il 19 giugno del 1833 venne bandito un nuovo concorso per riassegnare la cattedra nuovamente vacante. Il concorso fu vinto da Fergola, «a voti unanimi», da quella stessa Commissione che lo aveva «ingiustamente riprovato nel secondo concorso e che, a tutto rigore, nol meritava essere né meno nel primo». Fergola tenne quest'incarico «con decoro dell'Università e profitto della gioventù» fino alla sua morte prematura il 4 agosto 1845.

Opere