Villabassa (Niederdorf in tedesco) è un comune italiano di abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige. Si trova in Alta Pusteria.

Geografia fisica Tra il paese di Villabassa e quello di Monguelfo si trova lo svincolo per la valle di Braies, dove si può raggiungere anche il lago di Braies.

Presso il paese ha inizio il sentiero dell'Alta via n. 3, che arriva fino a Longarone.

Origini del nome Il toponimo è attestato come Nidrindorf, Niederdorf, Nyderdorf dal 993/94-1005 e deriva dal tedesco nieder ("basso") e Dorf ("villaggio"). Il toponimo italiano, adottato nel periodo fascista, altro non è se non una traduzione letterale di quello tedescoEgon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 272. ISBN 88-7014-634-0.AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004..

Storia Dalla preistoria alla rivoluzione francese

Non esistono testimonianze storiche della cittadina prima del X secolo. Tuttavia esistono reperti storici soprattutto romani (pietre miliari delle vie di comunicazione) trovati anche a Villabassa. L'Alta Val Pusteria era abitata dai Norici, dai Reti e dai Taurisci prima della sua conquista ad opera dei Romani. Queste popolazioni erano d'origine illirica e ad esse erano frammiste i Celti, a partire dal 500 a.C. Roma, con diversi trattati d'amicizia e d'alleanza, a partire dal 150 a.C. aveva reso la regione romanizzata, tanto che l'annessione nel 15 a.C. fu del tutto incruenta. Venne così creata la provincia della Rezia, che includeva anche il territorio su cui sarebbe sorta, secoli dopo, Villabassa.

La testimonianza storica di maggior rilievo è la cittadina di Sebatum, di cui si rinvengono alcune rovine poco prima di Brunico (a San Lorenzo di Sebato, per la precisione), lungo la strada statale 49 della Pusteria.

Non sono attestati accampamenti romani nel territorio comunale, ma nel 1955 fu rinvenuta una pietra miliare romana posta lungo la via Aguntum-Vipitenum, che collegava la val Pusteria alla regione del Norico. Il miliare riporta una dedica all'imperatore Decio, che governò per soli due anni, dal 249 alla sua morte, nel 251. La pietra miliare, una colonna di roccia quarzosa di circa 2,15 metri di altezza e circa 550 kg di peso, indicava la distanza da Aguntum, città romana posta nei pressi dell'odierna Lienz.

La zona subì, nei secoli dell'impero romano, diverse invasioni di popoli barbarici, soprattutto germanici: Cimbri nel 113 a.C.; Quadi e Marcomanni nel 161; Iutungi nel 271 e nel 356; Alamanni nel 358; Visigoti nel 402; Unni nel 452; Rugi, Sciri, Eruli nel 455, nel 462 e nel 468. Nel 476 la regione viene annessa da Odoacre e nel 489 da Teodorico re degli Ostrogoti. I Bizantini non raggiungeranno mai la val Pusteria dopo aver sconfitto gli Ostrogoti nella Guerra gotica (535-553), cosicché l'intera valle viene occupata dai Longobardi nel 553 e dai Bavari nel 560. I Franchi subentrarono nel 774. Nessuno di questi popoli ha lasciato testimonianze a Villabassa, ma, proprio a partire dall'Alto Medioevo, la germanizzazione della lingua sostituì progressivamente quella latina e celtica antecedenti. Anche il Cristianesimo s'impose intorno al IV secolo, tanto che i Benedettini, nel 769 eressero un convento a San Candido. Allo smembramento dell'impero carolingio, nell'814 la regione venne a dipendere dalla Sassonia ed è in questo periodo che per la prima volta è attestato il nucleo abitativo di Villabassa.

Il paese ha origini antiche; è infatti citato per la prima volta in un documento medioevale databile tra il 993 e il 1005 dal titolo NidrindorfMartin Bitschnau e Hannes Obermair (a cura di), Tiroler Urkundenbuch, vol. II, Die Urkunden zur Geschichte des Inn-, Eisack- und Pustertales, parte 1: Bis zum Jahr 1140, Innsbruck, Universitätsverlag Wagner, 2009, p. 134s n. 169. ISBN 978-3-7030-0469-8.. Villabassa si è sviluppata intorno alla sua prima chiesa parrocchiale costruita nel 1225. Da allora ha sempre seguito le sorti del Sacro Romano Impero, per essere inglobata nei domini austriaci nel 1363. Villabassa è stata una delle poche stazioni di posta della val Pusteria e sicuramente la più importante, dato che i molti artigiani specializzati nella riparazione di carri e carrozze avevano contribuito a farne un importante centro commerciale. Il primo "Maestro di Posta" di Villabassa, Johannes von Kurz, abitava al n° 42, nella casa Wassermann che oggi ospita il museo del turismo dell'Alta Pusteria. Al tempo dei conti di Gorizia e del Tirolo, Villabassa fu sede della magistratura.

Dal 1800 al 1914 Il paese ha seguitato a rimanere sotto la sovranità austriaca fino al 1806, quando, in seguito alla disastrosa sconfitta di Austerlitz (oggi Slavkov u Brna, nella Repubblica Ceca) il 2 dicembre 1805, ed alla successiva Pace di Presburgo (oggi Bratislava, capitale della Slovacchia), Napoleone Buonaparte (1769-1821) tolse l'intera Contea del Tirolo all'Austria per unirla alla Baviera, sua alleata. Pressappoco a quest'epoca risale la chiesa di Santo Stefano, la chiesa parrocchiale di Villabassa (1803).

La dominazione dispotica dei bavaresi provocò una cruenta sollevazione dei tirolesi. La Rivolta Tirolese (1809-1810) generò una serie di sconfitte dei bavaresi, grazie all'esperienza militare dei capi riconosciuti, Andreas Hofer (1767-1810) e Peter Mayr (1767-1810). Napoleone, fu costretto ad inviare un esercito francese di occupazione, esercito che si macchiò di diversi atti truci nei confronti della popolazione civile (peraltro tutta schierata cogl'insorti). Nel 1810 riuscì a schiacciare la rivolta a costo di gravi perdite, ma, col Trattato di Parigi (28 febbraio 1810), tolse alla Baviera tutto il Trentino, e le città di Bolzano, Merano e Dobbiaco per unirla al Regno Italico governato in nome suo dal viceré Eugenio di Beauharnais (1781-1824). Il confine tra Regno Italico e Regno di Baviera venne posto nella Bassa Pusteria, precisamente a Chiusa di Rio di Pusteria, il cui forte venne espugnato e quasi raso al suolo proprio dai francesi nel 1809 e solo nel 1978 fu parzialmente recuperato.

Tra il 1810 ed il 1813 Villabassa divenne una cittadina di confine in una situazione paradossale: apparteneva ancora alla Baviera, mentre i paesi successivi Dobbiaco e San Candido appartenevano rispettivamente al Regno d'Italia ed al Dipartimento delle Province Illiriche, quest'ultimo direttamente amministrato dalla Francia. In pratica, esistevano ben tre confini di stato nell'arco di 10 km.

Nel dicembre 1813, approfittando delle sconfitte ripetutamente patite dai francesi ad opera della Russia, della Svezia e della Prussia, l'Austria invase il Tirolo ed il Regno Italico, che crollò nell'aprile successivo (1814) ed al Congresso di Vienna del 1814-1815 ne riassunse la sovranità, internazionalmente riconosciuta il 24 marzo 1816.

A partire da quegli anni, Villabassa iniziò ad esser frequentata come meta turistica. Raggiunse il suo maggior sviluppo e la sua fama alla metà dell'Ottocento, quando divenne un importante luogo di villeggiatura. Nel 1871, come tutti gli altri centri della val Pusteria fu munita di una ferrovia tuttora in funzione: la ferrovia della Val Pusteria. La pioniera del turismo in Alta Pusteria fu l'ostessa Frau Emma Hellenstainer (23 aprile 1817 - 9 marzo 1904). Tuttora a Villabassa è in attività il suo albergo (Schwarzer Adler-Aquila Nera, ora Hotel Emma) ed a lei è dedicata la strada principale del paese (Frau-Emma-Straße), la vecchia porzione della Strada statale 49 della Pusteria che passava nel centro abitato prima che nel 2004 fosse inaugurata la circumplanare che ha allontanato dal paese il traffico pesante. Anche l'hotel del lago di Braies fu voluto dalla summenzionata ostessa.

Villabassa, al pari di altri centri della Val Pusteria, Brunico, Perca, Valdaora, Monguelfo, Dobbiaco, Chienes, Rio di Pusteria, Vandoies, Naz-Sciaves, San Candido e Sesto, subì una catastrofica esondazione del fiume Rienza nel 1882. Questo disastro ambientale fu causato da una concomitanza di fattori, quali eccezionali rovesci temporaleschi, disboscamento con frane in seguito alla costruzione della ferrovia, repentino scioglimento delle prime nevi autunnali, tra il 16 ed il 20 settembre, con la distruzione di diversi edifici e la sommersione del centro del paese sotto un livello di quasi 3 metri d'acqua. A testimonianza di questo evento calamitoso, è tuttora leggibile un'iscrizione su pietra incastonata nel muro del rudere dell'Hotel Ebner, presso l'attuale ponte sul fiume. La piena del fiume Rienza si ripercosse sul fiume Isarco ed, infine, sul fiume Adige, tanto che esso esondò a Verona, al tempo, priva di argini murati alla fine di settembre (testimoniato da una lapide murata presso un negozio ubicato nell'attuale Via XX Settembre, nel rione di "Veronetta".

Dal 1914 a oggi

Nel corso della Grande Guerra (1914-1918), la direttrice Cortina d'Ampezzo - Dobbiaco - Villabassa rappresentava l'obiettivo strategico da raggiungere da parte dell'esercito italiano entrato in guerra contro l'impero austro-ungarico nel 1915. Cortina fu presa nel 1915, ma la resistenza austriaca non consentì il raggiungimento degli altri obiettivi. Villabassa venne risparmiata dalle distruzioni, che portarono, ad esempio, alla cancellazione totale del paese di Landro, notevole località turistica d'anteguerra e mai più ricostruito. Anche il limitrofo comune di Dobbiaco subì qualche insulto da parte dell'artiglieria italiana. Nel 1919 il Trattato di Saint-Germain-en-Laye assegnò all'Italia Villabassa ed il confine al passo del Brennero. Per quant'attiene alla situazione in alta Pusteria, il Patto di Londra siglato dall'Italia il 26 aprile 1915, che impegnava l'Italia a denunciare il trattato con la Triplice Alleanza a favore della Triplice intesa, con la conseguente entrata in guerra contro l'Austria, esplicitamente conferiva all'Italia un confine sullo spartiacque, rappresentato dalla sella di Dobbiaco. L'Italia approfittò del caos conseguente alla sconfitta austriaca del novembre 1918, annettendosi tutto il territorio posto oltre detto spartiacque, in pratica i territori comunali di San Candido (Innichen) e delle frazioni limitrofe. Nel 1922 l'affermazione del fascismo comportò per il paese, come per tutto l'Alto Adige notevoli sofferenze (italianizzazione forzata), culminate nel 1939 con il Patto d'Acciaio, comportante l'evacuazione in Austria (occupata dai nazisti nel 1938) dei tirolesi indesiderati dall'Italia e dei tirolesi che optarono per la rinuncia della cittadinanza italiana (con conseguente confisca dei beni senza indennizzo).

In seguito all'armistizio tra Italia ed Alleati dell'8 settembre 1943, tutta l'Italia centro settentrionale fu occupata dalla Wehrmacht tedesca. Il 10 settembre 1943, tutto il Trentino-Alto Adige e la provincia di Belluno passò sotto il controllo diretto del Reich (Operationszone Alpenvorland, Teatro d'operazioni Prealpi), di fatto sottratto al controllo della Repubblica Sociale Italiana. Villabassa ospitava pure una caserma della Wehrmacht nell'attuale municipio ed un commando delle SS nell'attuale hotel Bachmann.

Villabassa superò quasi indenne la seconda guerra mondiale, poiché venne bombardata una sola volta, il 27 febbraio 1945, nel quartiere della stazione ferroviaria. Venne compresa nel progetto del cosiddetto "Ridotto Alpino" (Die Alpenfestung) della "Fortezza delle Alpi", ovvero il territorio che comprendeva teoricamente la Baviera, l'Austria e l'Alto Adige ove i capi nazisti pensavano di poter opporre l'ultima resistenza alle truppe alleate che stavano dilagandoLorenzo Baratter, Le Dolomiti del Terzo Reich, Milano, Mursia ed., 2005. Venne liberata dagli americani il 4 maggio 1945 e fu protagonista, una settimana prima, del raduno dei prigionieri di guerra illustri, catturati dai tedeschi sui vari territori occupati, al fine di esser scambiati con l'incolumità delle SS durante la resa agli Americani (che raggiunsero gli ostaggi presso il lago di Braies).