La contrada Sant'Erasmo è una delle otto contrade in cui è divisa la città lombarda di Legnano. È situata a sud-est e confina con i comuni di San Vittore Olona e Cerro Maggiore. Partecipa annualmente al palio di Legnano ed è stata istituita in occasione dell'organizzazione della festa del Carroccio (1932)..

Storia

Sant'Erasmo è una contrada collinare caratterizzata dai sali-scendi di alcune strade. Il rione è situato in posizione leggermente più elevata rispetto al centro storico di Legnano, che si trova infatti a valle, lungo il corso del fiume Olona. Queste alture sono conosciute come "Colli di Sant'Erasmo".

Questa zona sopraelevata corrisponde a un grande pianalto morenico che si estende su un ampio territorio e che si è formato grazie ai depositi accumulati nel corso dei secoli dal fiume Olona; tale deposito geologico naturale è chiamato dai legnanesi con l'appellativo di "Ronco" (da cui il nome di un'area verde urbana che si trova invece compresa tra i confini della contrada Legnarello, il Parco Bosco dei Ronchi). In origine, all'altezza del Ronco, l'Olona formava un'ansa verso sinistra che portò all'accumulo di detriti e alla nascita del pianalto.

In antichità vi si produceva il pregiato vino Colli di Sant'Erasmo (o "Ronchi di Sant'Erasmo"). L'attività vinicola del rione, un tempo fiorente, fu messa in crisi a metà del XIX secolo da alcune malattie della vite. La prima infezione comparve tra il 1851 ed il 1852 e causò una rapida diminuzione della quantità di vino prodotta in Lombardia: gli ettolitri di vino prodotti passarono da 1.520.000 del 1838 a 550.000 nel 1852..

L'arresto definitivo della produzione vinicola coincise con il manifestarsi, tra il 1879 e il 1890, di altre due malattie della vite: la peronospora e la fillossera. In seguito a queste epidemie, le coltivazioni vinicole nell'intero Altomilanese scomparvero, ed i contadini concentrarono gli sforzi nella produzione di cereali e bachi da seta. Nelle altre zone vinicole lombarde il problema fu risolto con l'innesto di specie di viti immuni alle malattie (uva americana).

Gli ultimi campi dei colli di Sant'Erasmo coltivati a vite furono eliminati nel 1987 per consentire la costruzione, tra via Colli di Sant'Erasmo, via Canazza e via Trivulzio, di un parcheggio a servizio dello storico e vicino ospedale civile, in seguito trasferito in un'altra zona di Legnano..

Nel Medioevo i pellegrini che percorrevano una delle vie romee diretti a Milano, la cosiddetta via romana, avevano tra le soste anche l'ospizio Sant'Erasmo.. Legnano era infatti la quarta stazione dal passo del Sempione e l'ultima prima di Milano. Da Milano i pellegrini si dirigevano poi a Roma oppure a Venezia, dove potevano imbarcarsi per la Terra santa. L'ospizio Sant'Erasmo aveva quindi funzione di luogo di ricovero, di preghiera e di cura per gli malati, oltre che di ospedale e orfanotrofio per gli abitanti locali. L'ospizio Sant'Erasmo era forse riferimento anche per i crociati.. All'ospizio era infatti possibile anche cambiare i cavalli, dato che era presente una stalla. L'ospizio medioevale fu demolito nel 1926 per ampliare la strada statale del Sempione e venne sostituito nel 1927 da un edificio moderno avente la medesima funzione e lo stesso nome.

In passato esisteva, sul territorio della moderna contrada, anche il convento di Santa Caterina: in tale monastero abitò e scrisse le alcune sue opere Bonvesin de la Riva, il maggiore poeta e scrittore lombardo del XIII secolo. Fu uno scrittore prolifico, soprattutto in volgare milanese, di cui rimangono diciotto opere. Della sua produzione in latino ne restano invece solo tre. Nato a Milano, giunse a Legnano probabilmente nel 1270 in veste di frate Umiliato: nel convento di Santa Caterina scrisse una delle sue opere più note, il De quinquaginta curialitatibus ad mensam, un manuale di buone maniere da tenera a tavola che, a dispetto del titolo in latino, è stato redatto in volgare. Il primo verso di tale opera recita:

Con questa rima, Legnano fa il suo esordio nella letteratura italiana..

La chiesa di riferimento

La contrada fa riferimento alla chiesa di Sant'Erasmo, che è stata ricostruita nel 1490. In occasione della vittoria della contrada nella corsa ippica, la copia della croce di Ariberto da Intimiano viene solennemente traslata nella chiesa di riferimento del rione vincitore e qui conservata per un anno: questo ambito simbolo di vittoria è custodito nella chiesa fino all'edizione successiva del palio.

Questo edificio religioso, che è dedicato a sant'Erasmo di Formia, era annesso al citato e omonimo ospizio medioevale. La prima citazione di questa chiesa è contenuta in un documento del 1389, il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, che fu scritto da Goffredo da Bussero.. La chiesa, nella forma moderna, come accennato, risale al 1490: nel 1677 fu ristrutturata la facciata, che venne dotata di lesene e di un nuovo timpano triangolare.. La chiesa fu oggetto di ristrutturazione nel 1925, in occasione della ricostruzione dell'ospizio, quando vennero restaurati i muri esterni e la facciata, che fu realizzata con uno stile trecentesco.

Di grande valenza artistica è una pala d'altare di Benvenuto Tisi, detto "Il Garofalo", oppure di Cristoforo Lampugnani (l'attribuzione è dubbia), riproducente la Madonna col Bambino..

Il maniero

Nel corso della sua storia la contrada ha cambiato diversi manieriI "manieri" sono le sedi delle contrade di Legnano... Il primo è stato uno scantinato di casa Morelli, poi la sede è stata trasferita in casa Vignati lungo corso Sempione e in seguito in uno stabile di via Grigna. Dagli anni ottanta il maniero della contrada ha sede in via Milano, vicino all'incrocio con corso Sempione, in un edificio che un tempo ospitava un panificio.

Della vecchia destinazione d'uso dei locali è rimasto un antico camino, che si trova all'interno della sala d'armi e che è stato accuratamente restaurato. Sul camino è stata collocata una piastra di rame lavorato a sbalzo che raffigura Alberto da Giussano su un cavallo rampante.

La sala d'armi è arricchita da quattro formelle di rame riproducenti il Carroccio; all'interno della sala d'armi sono poi conservati gli stendardi e le bande della vittoria, ovvero i vessilli bianchi e rossi (i colori dello stemma comunale di Legnano) che sono stati consegnati alla contrada in occasione delle vittorie al palio e che riportano la data della vittoria in numeri romani.

All'interno del maniero sono poi presenti un bar e il salone principale che può ospitare, anche in occasione di cene, fino a una settantina di ospiti.

Dal 1º maggio 2018 il maniero ha una nuova casa, in via Canazza: l'inaugurazione è avvenuta durante la tradizionale giornata dei Manieri Aperti.

Lo stemma ed i colori

Il corvo, simbolo della contrada, ha origine da una leggenda legata all'antico convento di Santa Caterina e situata cronologicamente poco prima della battaglia di Legnano, intorno all'anno 1000..

Si narra che da questo monastero, ad un certo punto, iniziò a scomparire del cibo, e quindi il padre superiore, Bernardo Paletta, decise di istituire un servizio di guardia che controllasse la dispensa. Il mattino seguente il frate di guardia, fra' Camillo, vide entrare dalla finestra un corvo dal piumaggio così nero e lucido da farlo sembrare azzurrognolo. L'animale, ad un certo punto, rubò del pane e del formaggio dalla dispensa, e volò fuori dalla finestra. I frati seguirono il corvo e videro l'animale dirigersi verso un gruppo di tre anziani che erano raggruppati intorno ad una tovaglia bianca. A questo punto l'animale scese dai tre e diede loro il cibo. Per ringraziare Dio del miracolo, i frati decisero di costruire un ricovero, il già citato ospizio Sant'Erasmo. Tale edificio di ricovero fu poi dedicato a sant'Erasmo perché vicino al luogo dove gli anziani consumarono il pasto era presente una piccola cappella dedicata a questo santo.

Per tale motivo l'azzurro dello stemma della contrada simboleggia il cielo e la carità, mentre il bianco l'amore e la saggezza. Il gonfalone invece richiama il corvo, il suo piumaggio azzurrognolo e la tovaglia bianca dei tre anziani.

Albo d'oro delle reggenze L'albo d'oro delle reggenze della contrada Sant'Erasmo è: