Era l'ottava figlia dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria e dell'imperatore Francesco Stefano di Lorena; per suggellare l'alleanza con i Borbone di Parma venne data in sposa nel 1769 al duca Ferdinando I. Intelligente e volitiva, riuscì a promuovere numerose riforme ed era molto amata dal popolo, che la chiamava con affetto la Signora. Con il passare degli anni, Ferdinando lasciò le redini del governo e dello Stato a Maria Amalia, la quale governò de facto il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Nel 1773, a seguito della nascita dell'erede dei duchi, ella entrò a far parte del Consiglio della Corona di Parma e diventò l'unico vero monarca del Ducato di Parma.
Dopo l'esecuzione della sorella Maria Antonietta di Francia, Maria Amalia decise di non essere più sostenitrice del "dispotismo illuminato" e si schierò dalla parte dei più accaniti conservatori.
Nel 1802, dopo una breve reggenza e a seguito dell'invasione napoleonica del Ducato di Parma del 1796, dovette fuggire a Praga con le figlie maggiori; morì prima di vedere la restaurazione dei Borbone di Parma sul trono del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Quando Napoleone Bonaparte seppe della sua morte, disse: «Maria Amalia è stata a tutti gli effetti l'unico vero uomo della casa d'Asburgo».
Biografia
Infanzia ed educazione L'arciduchessa Maria Amalia nacque come l'ottava figlia dell'imperatore del Sacro Romano Impero Francesco I, duca di Lorena e di Bar, poi Granduca di Toscana, Duca di Parma e infine imperatore eletto nel 1745, e di Maria Teresa d'Asburgo, regina d'Ungheria e di Boemia, arciduchessa d'Austria. Venuta al mondo il 26 febbraio 1746, venne battezzata il giorno seguente con i nomi di Maria Amalia Josepha Johanna Antonia alla presenza della Corte..
Nacque alla fine della Guerra di successione austriaca, quando il potere di Maria Teresa si era affermato, così come il suo prestigio, e quando finalmente il padre Francesco I era stato incoronato imperatore. L'imperatrice commise l'errore di compararla senza sosta con le sorelle Maria Cristina, la preferita della madre, e Maria Elisabetta, la cui bellezza era celebre, crescendo nella loro ombra e rendendo difficile il rapporto tra l'Arciduchessa e la madre. Maria Amalia trovò quindi conforto affettivo nelle sorelle minori. Molto solidi erano, tuttavia, i rapporti con la prima delle sue sorelle maggiori, l'arciduchessa Maria Anna, alla quale scriveva lettere e raccontava della propria vita,. e con il padre, l'imperatore Francesco Stefano, molto legato a questa sua figlia che portava sempre con sé durante le sue battute di caccia (Maria Amalia ne ereditò la passione).
Crebbe alla corte viennese tra la Hofburg di Vienna, il Castello di Laxenburg e il Castello di Schönbrunn. Durante la sua gioventù venne molto apprezzata dal popolo e considerata seducente. Aveva un talento per la pittura, possedeva una dolce voce da soprano leggero e scriveva affascinanti poesie.. Un suo dipinto, Santa Teresa e il bambino Gesù, è esposto in una collezione privata. Essendo stata cresciuta come figlia unica, Maria Amalia sviluppò un carattere solitario, ma indipendente e autoritario.
Nel 1761, all'età di 15 anni, le venne concessa una propria corte in conformità con il suo nuovo status di arciduchessa adolescente; la sua governante, la contessa von Heister, divenne la sua grande-maitresse (prima dama di compagnia). Il debutto in società dell'arciduchessa avvenne nel gennaio 1765 alle nozze del fratello, l'arciduca Giuseppe, con la principessa Maria Giuseppa di Baviera.
Il matrimonio
Maria Amalia entrò in età da marito durante la guerra dei Sette Anni e ciò le diede nuove frustrazioni. Il "Rovesciamento delle Alleanze" del 1765 avviò la riconciliazione tra la famiglia reale austriaca Asburgo-Lorena e quella francese dei Borbone, che venne cementata da vari matrimoni combinati con i figli di Maria Teresa: già nel 1760 il fratello di Amalia, l'erede Giuseppe aveva sposato la principessa Isabella di Borbone-Parma, nipote di Luigi XV di Francia e di Filippo V di Spagna. Inoltre, nel 1765 il fratello minore Leopoldo prese in moglie la principessa Maria Luisa di Borbone-Spagna.
Negli anni 1760 Maria Amalia voleva sposare il coetaneo principe Carlo II Augusto del Palatinato-Zweibrücken, che frequentava la corte di Vienna e l'aveva chiesta in sposa. Però Maria Teresa ed il suo ministro von Kaunitz ritenevano entrambi che quest'unione non fosse abbastanza buona per un'arciduchessa: Carlo regnava sul piccolo principato di Zweibrucken e, sebbene avesse prospettive di ereditare sia la Baviera che il Palatinato dai cugini, le sue pretese al riguardo non erano garantite. Inoltre l'Austria progettava di annettersi la Baviera quando l'elettore regnante, Massimiliano III Giuseppe, fosse morto, e poiché Carlo avrebbe potuto ereditare il trono bavarese dal suo lontano cugino (dato che sia lui che Carlo Teodoro del Palatinato non avevano eredi legittimi), si ritenne che accettare tale unione sarebbe stato contrario alla ragion di stato austriaca, volta ad annettersi in futuro la Baviera. Carlo lasciò così Vienna, covando da quel momento un'ostilità imperitura verso Maria Teresa e l'Austria. Al contrario Maria Cristina, la figlia preferita, poté sposare, unica tra i suoi fratelli, un uomo di sua scelta, anche se di rango inferiore: Alberto di Sassonia-Teschen.
Inoltre, erano già stati predisposti progetti matrimoniali per Maria Amalia: costei avrebbe dovuto sposare il re di Napoli e Sicilia o il duca di Parma, Piacenza e Guastalla, in modo da rafforzare i legami con i Borbone e l'influenza austriaca in Italia.
Contro la sua volontà, Maria Amalia venne infine fidanzata con il duca Ferdinando I di Parma, nipote di Luigi XV da parte della sua primogenita, Luisa Elisabetta; egli era anche nipote di Filippo V di Spagna.
Il matrimonio fu appoggiato anche dal futuro Giuseppe II, la cui amata prima moglie era stata una sorella del duca Ferdinando, Isabella. Il matrimonio era parte di un complesso accordo matrimoniale-dinastico che portò ad unioni tra altre due sorelle di Amalia, Maria Carolina e Maria Antonietta, andate in sposa rispettivamente al re di Napoli nel 1768 ed al delfino di Francia Luigi Augusto nel 1770, tutti membri della dinastia borbonica.
Il matrimonio venne dapprima celebrato per procura, a Vienna, il 27 giugno 1769, nella Chiesa degli Agostiniani; Maria Amalia lasciò l'Austria il 1º luglio 1769, accompagnata dal fratello, Giuseppe II, e sposò Ferdinando il 19 luglio nel Palazzo Ducale di Colorno. Ad agosto 1769, nel Teatro Ducale di Parma, per solennizzare le nozze, il tenore Gaetano Ottani e il soprano Lucrezia Agujari cantarono nelle Feste d'Apollo, su musiche di Gluck. Lo sposo, che era di cinque anni più giovane di Maria Amalia, aveva qualche segno di squilibrio mentale.
Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla Politica interna: presa del potere e ruolo
A Parma Maria Amalia cominciò ad interferire con la politica, inizialmente con l'appoggio e i consigli della madre, l'imperatrice Maria Teresa, che pensava che la figlia dovesse prendere parte attiva alla politica parmense, ma solo per aiutare Ferdinando. D'altronde, ella desiderava che Amalia attraesse il ducato nell'orbita d'influenza austriaca, cosicché si può dire che Amalia non facesse che adempiere alle speranze materne, sebbene usando metodi da lei non approvati.
Il ducato riceveva sussidi sia dalla Francia che dalla Spagna, ambedue desiderose di mantenere l'influenza su questo Stato; Maria Amalia mirò ad eliminare queste interferenze, in modo da poterle sostituire - almeno inizialmente - con una preponderanza austriaca. In ciò venne agevolata dal fatto che il marito non desiderava governare. Data la sua natura dominatrice ed il suo gusto per il potere, la duchessa cominciò ad immischiarsi nelle questioni politiche. Il ministro du Tillot, figura dominante sino a quel momento nel ducato, aveva molti nemici, che iniziarono a guardare ad Amalia, sperando che potesse rovesciarlo, dati i contrasti tra loro insorti fin dal matrimonio (il ministro aveva fino alla fine provato a far ricadere la scelta della sposa del Duca su Maria Beatrice d'Este, in modo da unire i Ducati di Parma e Modena). Altra ragione dell'odio di Maria Amalia verso il ministro è il fatto che nel 1771 una delle sue cameriere, la signorina Jourdon, venne cacciata da corte perché aveva celato, sotto il corsetto, del veleno con il quale avrebbe dovuto avvelenare la Duchessa, probabilmente sotto ordine del Du Tillot.Stanga; pag. 64
Nel 1771 ella riuscì a far destituire il primo ministro. Contrariamente alla credenza popolare, però, nemmeno Ferdinando amava du Tillot, che aveva perso i favori del duca già prima dell'arrivo di Amalia. Una lettera di Luigi XV al nipote, risalente al maggio 1768, attesta tale stato di cose.In essa il nonno consigliava Ferdinando di non disprezzare un uomo che aveva servito così bene i suoi genitori, tanto più che non c'era alcuno con cui sostituirlo. Se non che Parma era uno stato indipendente, e a questo punto Ferdinando decise infine di ribellarsi a quanto aveva sino a quel momento accettato, ma che non corrispondeva alle sue convinzioni. Licenziato il du Tillot, la Duchessa provvide a far allontanare e relegare lontano da corte la di lui favorita, la marchesa Anna Malaspina della Bastia, che era stata - presso Maria Amalia stessa - prima dama d'onore e che quest'ultima aveva cominciato ad odiare visti i suoi rapporti col ministro.Stanga; pagg. 28-29
Du Tillot venne sostituito con lo spagnolo José del Llano, fortemente raccomandato da Carlo III di Spagna: l'uomo agì esclusivamente negli interessi del monarca spagnolo ed entró in pieno contrasto con la Duchessa, che tenne lontana dal Consiglio di Stato;Storia di Piacenza dalle origini ai nostri giorni (Volume 2 pagg. 61-62; 1889, di Francesco Giarelli) già nel 1772 i duchi lo licenziarono, sostituendolo con il conte Giuseppe Pompeo Sacco, uomo di loro scelta;Storia di Piacenza dalle origini ai nostri giorni (pag. 69, Volume 2; 1889). Francesco GiarelliCondanne e carriere. Inquisizione e censura libraria a Parma nel Settecento (pag. 440; 2018). Federica Dallasta si sospettò che Maria Amalia fosse dietro il licenziamento, senza tuttavia riuscire a provarlo. A questo punto Francia e Spagna ruppero le relazioni con il ducato (sino a quel momento, Maria Teresa, nonostante l'opposizione del figlio Giuseppe II, aveva convinto le corti di Francia e Spagna a continuare nel supporto finanziario e nell'aiuto politico alla corte di Parma). Il Sacco mantenne la carica fino al luglio 1773 - quando Francia e Spagna ebbero una breve riconciliazione con i duchi di Parma a seguito della nascita dell'erede - e venne soppiantato nientemeno che da del Llano stesso di nuovo: Francia e Spagna si avvantaggiarono di tale riconciliazione per cercare di risolvere quelli che ritenevano essere disordini dentro il ducato. Già dopo 3 mesi tuttavia, il del Llano era allontanato di nuovo dai duchiCondanne e carriere. Inquisizione e censura libraria a Parma nel Settecento (pag. 441; 2018). Federica Dallasta e le corti straniere si fecero nuovamente da parte in quanto il Duca voleva portare avanti una politica filo-religiosa a favore della chiesa.Condanne e carriere. Inquisizione e censura libraria a Parma nel Settecento (pagg. 440-442; 2018). Federica Dallasta Le due potenze non riacquistarono mai più influenza nei restanti anni di governo di Maria Amalia, che sottrasse infine il Ducato anche dall'orbita di influenza Austriaca, difendendo il senso di indipendenza parmense. Dal 1774 Don Ferdinando si dedicó quasi esclusivamente alle pratiche religiose, e la duchessa poté quindi dedicarsi alla politica da sola.Condanne e carriere. Inquisizione e censura libraria a Parma nel Settecento (pag. 442; 2018). Federica Dallasta