Grimacco (Garmak in dialetto sloveno localeDPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia.AA. VV. Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, 1996, GARZANTI, Milano, ISBN 88-02-04384-1, Grmek o Grmak in sloveno standard,, ) è un comune italiano sparso di abitanti del Friuli-Venezia Giulia. La frazione Clodig ospita la sede comunale.
Geografia fisica
Territorio Il comune si apre sui due versanti della valle Cosizza a 33,1 chilometri dal capoluogo di provinciaGoogle Earth - Itinerari. La sua superficie è di 16,38 km² e la sua altitudine varia dai 216 di Dolina ai 987 del monte San Martino.
Orografia La maggior parte delle alture del comune è rappresentata dai contrafforti meridionali del monte Colovrat. Tra questi sono da segnalare lo Scarie (slo. Škarje, 956 ) ed il Gune (767 ) situati a nord di Topolò, il Nad Dolino (956 ) ubicato sopra Grimacco, il Kuk ed il San Mattia situati nei pressi di Costne ed il Merišča ubicato nelle vicinanze di Sverinaz.
Il punto più elevato del territorio comunale è il Monte San Martino, alto 987 metri, che ha preso il nome dalla chiesetta ivi costruita, sacello romanico le cui origini sono già documentate nel 1299. Il monte si trova in posizione strategica a poca distanza dal passo per Luico e fu utilizzato probabilmente come luogo di vedetta e di avvistamento nel sistema difensivo locale sin da tempi remoti.I monti sopra menzionati sono attraversati dai seguenti sentieri contraddistinti da segnavia: Sentiero Italia nº 745 che unisce Topolò con il comune di Savogna; Sentiero Italia nº 746 che collega Topolò con il comune di Drenchia e percorre le cime del Colovrat sino al passo Solarie ed all'abitato di Clabuzzaro; il sentiero che dal passo Prievalo conduce alla cima del monte San Martino e prosegue verso il Sentiero Italia . Due sono i passi che collegano la vallata su cui insiste il comune con quelle limitrofe, e precisamente il passo del Prievalo (663 ) che porta verso il comune di Savogna e la valle dell'Alberone ed il passo di Brieza che conduce verso l'abitato di Luico (Slovenia) e la valle dell'IsonzoCarta topografica per escursionisti 1:25.000 "Valli del Natisone - Cividale del Friuli" foglio 041, Tabacco editore.
Idrologia Il territorio comunale è attraversato dal torrente Rieca che nasce dal monte Colovrat, in comune di Drenchia, e prosegue nel comune di San Leonardo con il nome di Cosizza. È bagnato inoltre dai torrentelli che scendono dai monti di San Martino, Colovrat e Santa Maria Maddalena (Codariana, Za Velin Čelan, Za Hošnjak) e dei numerosi ruscelli che prendono origine dalle sorgenti che sgorgano dai fianchi delle alture presenti (Potok Ozimjak, Biela Uoda, Za Traunim, Malnan, Kobijak, Starmarčak ecc.).Le specie ittiche presenti nelle acque sono la trota fario, il barbo comune, il cavedano ed il gambero di fiume.
In particolare, nel tratto del torrente Rieca che attraversa l'abitato di Clodig, è stata rilevata la presenza delle seguenti specie:
Nome comune Nome scientifico Famiglia % presenze a Clodig barbo Barbus plebejus Cyprinidae 1% trota fario Salmo trutta trutta Salmonidae 99% La pesca nei torrenti è soggetta a particolari restrizioni e divieti stabiliti dalla Regione Friuli Venezia Giulia.Le acque fanno parte del bacino montano del fiume Natisone e del bacino imbrifero del fiume Isonzo.
Geodesia e sismologia storica Le mappe geologiche delle Prealpi Giulie fanno risalire le asperità del comune all'epoca dell'eoceneOlinto Marinelli, Guida delle Prealpi Giulie, Società Alpina Friulana, Udine, 1912.Il complesso sedimentario del territorio comunale è identificato come "Flysch di Clodig"Società Geologica Italiana, Alpi e Prealpi Carniche e Giulie - Friuli Venezia Giulia - Guide geologiche regionali, BE-MA editrice, Milano (Maastrichtiano inferiore).Le grotte e le cavità presenti non sono così numerose ed estese come quelle delle vicine vallate del Natisone e dell'Alberone.Il catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia indica la presenza di 24 grotte e pozzi:
Nr. catasto regionale Nr. catasto locale Nome principale 1473 606/FR Caverna di Seuza 1474 607/FR Antro di Topolò 1595 618/FR Risorgiva di Grimacco 2026 873/FR Grotta della roncola 2544 1205/FR Pozzo Giulietta 2821 1383/FR Pozzo a W di Trusgne 3002 1492/FR Grotta 2° di Trusgne 3003 1493/FR Grotta 3° di Trusgne 3441 1829/FR Grotta a W di Monte S. Martino 3443 1831/FR Pozzo dell'acqua 3446 1834/FR Passo a W del Nagunag 3447 1835/FR Grotta a N di Topolò 4021 2243/FR Grotta di Brida 4540 2542/FR Pozzo 1° ad E di Topolò 4592 2593/FR Grotta BR1 4593 2594/FR Grotta BR2 4594 2595/FR Grotta BR3 4595 2596/FR Grotta BR4 4596 2597/FR Pozzo BR5 4598 2599/FR Grotta GR1 5120 2849/FR Grotta Top2 5330 2967/FR Grotta ad E di Grimacco Superiore 6563 3825/FR Risorgiva Crasso 7641 4627/FR Foiba del monte San Martino
Secondo la classificazione sismica, il comune appartiene alla zona 2 (sismicità medio-alta)Classificazione sismica indicata nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri nº3274/03, aggiornata con la Deliberazione della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia n. 845 del 6 maggio 2010 (BUR n. 20 del 19 maggio 2010).
Clima Classificazione climatica del comune: E, 2.788 gradi giorno
Origini del nome L'origine del toponimo Grimacco si può far risalire al vocabolo sloveno grm (cespuglio) che, con il suffisso ak assume il significato di "cespuglieto" e fa riferimento al gran numero di macchie di avellana che ricoprono le pendici del monte su cui il paese è arroccato. Venne nominato nell'anno 1379 (homines de Gremach) e nel 1445 (per la villa de Grimaç).
Storia
Nel territorio non si hanno chiare evidenze di insediamenti abitativi stabili di epoca preistorica. Non essendo state eseguite campagne di scavi archeologici nella zona, i pochi reperti rinvenuti sono dovuti a ritrovamenti occasionaliAA.VV., Nediške Doline - Valli del Natisone, Cooperativa Lipa Editrice, San Pietro al Natisone, 2000. Tra questi è da ricordare un'ascia ad alette della tarda età del bronzo rinvenuta presso l'abitato di ClodigFranco Anelli, Bronzi romani del cividalese, Atti Accademia Scienza Letteratura Arti Udine, 1954-1957. Sul monte San Martino è stato scoperto, nel 1998, un ripostiglio di nove attrezzi di ferro di epoca tardoantica, acquisiti dal Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli. Reperti di epoca romana sono stati ritrovati presso la chiesetta di san Mattia e precisamente un bronzetto di Ercole del III/II secolo a.C.Vanna Vedaldi Iasbez, La Venetia orientale e l'Histria, Studi e ricerche sulla Gallia Cisalpina, Roma, 1994, un denario della gens Antestia (174 a.C.) e tre monete di epoca tardoromanaMario Brozzi, La Valle del Natisone e le convalli, Memorie storiche Forogiuliesi, 1982. Presso l'abitato di Costne è stata inoltre rinvenuta una moneta celtica d'argento databile la metà del I secolo a.C.Silvia Pettarin, Rinvenimenti di monete celtiche a Moggio Udinese, Aquileia nostra, 1991.
Nel secolo VII popolazioni slave entrarono in Italia, al seguito degli Avari, ed occuparono e colonizzarono le Valli del NatisoneGuida d'Italia del Touring Club Italiano (collana "Guide rosse"), Friuli Venezia Giulia, editrice Touring, Milano 1982. Ebbero diversi scontri, con alterne fortune contro i Longobardi, che dopo il 568 avevano occupato quasi tutta la penisola. Presso Broxa, che alcuni identificano con Brischis ed altri con Ponte San Quirino (Broxas dicitur, non longe a Foroiuli… ad ponte Natisonis fluminis), avvenne, nel 670, la battaglia tra il duca Vettari e le milizie slave narrata dallo storico Paolo Diacono nella sua Historia LangobardorumPaolo Diacono, Historia Langobardorum, libro V capitolo 23.. Le azioni bellicose terminarono dopo la stipula di un trattato che definiva i confini tra le due comunità e lasciava le terre della zona collinosa alle popolazioni slave. Successivamente l'area del Comune di Grimacco, dal Patriarcato di Aquileia sino alla caduta della Repubblica di Venezia, fece parte (con le contrade di Grimacco e Costne) della Banca di Merso che, con la corrispondente Banca di Antro, costituiva l'organizzazione che gestiva in modo autonomo l'amministrazione e la giustizia nell'area della Slavia veneta.
Tali privilegi vennero concessi come riconoscenza dell'azione di controllo e difesa dei confini nord-orientali del Friuli svolta dalle milizie locali all'uopo costituite.Carlo Podrecca, La Slavia italiana, Fulvio Giovanni editore in Cividale, 1884. La banca di Merso riuniva i propri eletti, per il disbrigo degli affari amministrativi e giudiziari di prima istanza della popolazione delle valli del Cosizza e dell'Erbezzo intorno alla lastra di pietra posta sotto i tigli che crescevano nei pressi della chiesa di san Antonio Abate di Merso di Sopra. Le due banche di Antro e di Merso formavano, insieme, il Grande Arengo che si riuniva, ordinariamente, una volta all'anno nei pressi della chiesetta di San Quirino e trattava gli interessi generali di tutta la Slavia veneta.
In seguito, l'arrivo delle truppe di Napoleone e la conseguente imposizione del sistema amministrativo francese, portò alla soppressione di ogni forma di autonomia locale ed alla suddivisione del territorio in "Comuni" previa abolizione delle 36 "Vicinie" esistenti. In particolare, nelle Valli del Natisone furono istituiti gli otto comuni di San Pietro, San Leonardo, Savogna, Stregna, Drenchia, Grimacco, Rodda e Tarcetta. Questi ultimi due nel 1928 si fusero per formare il comune di Pulfero. Nel 1797, con il Trattato di Campoformio, la Slavia veneta venne assegnata in amministrazione all'Austria; successivamente, dopo la pace di Presburgo passò, per un breve periodo, al Regno d'Italia napoleonico. Nel 1815, dopo la stipula della convenzione di Schiarino Rizzino tornò all'Austria come parte integrante del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1848, sulla scia delle sollevazioni popolari che stavano scuotendo l'Europa, anche nella Slavia Veneta si formarono dei gruppi di resistenza che cercarono di ostacolare l'esercito austriaco.
Un cippo a ricordo dell'opera di resistenza avvenuta in quel periodo è visibile presso la cima del monte San Martino. Infine nel 1866, a seguito della terza guerra d'indipendenza, dopo la pace di Vienna ed il plebiscito del Veneto del 1866, si staccò dai domini absburgici per passare sotto il Regno d'Italia sabaudo. Il territorio del comune di Grimacco tornò ad interessare la storia per le vicende legate alla prima guerra mondiale. Sulle cime delle montagne della zona passavano infatti le linee arretrate dello schieramento difensivo approntato dalla 2ª Armata a protezione della pianura friulana in caso di ripiegamento delle linee combattenti.
Nelle vicinanze del paese di Sverinaz era ubicato l'accampamento della 470ª Compagnia Mitragliatrici dove prestò servizio lo scrittore Carlo Emilio Gadda, allora tenente di complemento dell'Arma di Fanteria.Carlo Emilio Gadda, Giornale di guerra e di prigionia, Garzanti editore, Cernusco sul Naviglio, 2002 Il 24 ottobre 1917 i paesi del Comune furono sconvolti dai tragici avvenimenti della battaglia di Caporetto che tanti lutti e danni provocarono in tutto il territorio delle Valli del Natisone ad opera dell'esercito austro-ungarico.
Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Grimacco sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 16 febbraio 1955.
Il gonfalone è un drappo trinciato di azzurro e di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose