Il Teatro Nazionale (in albanese Teatri Kombëtar) è stato il teatro principale di Tirana.
Fu costruito nel 1939 durante l'occupazione italiana dell'Albania su progetto dell'ingegnere e architetto italiano Giulio Bertè, in stile razionalista con influenze futuristico-metafisiche. Sede durante il regime socialista del Tribunale speciale per i criminali di guerra e i nemici del popolo, il teatro fu dichiarato monumento culturale, status poi revocato nel 2007.
Nel 2018 ne è stata annunciata la demolizione, avvenuta nel 2020 nonostante le numerose proteste della società civile e di diverse personalità del mondo artistico e politico, anche a livello internazionale, per poter procedere ad una sua ricostruzione in stile più moderno. Proprio nel 2020 l'organizzazione culturale internazionale Europa Nostra aveva incluso il teatro nel suo programma 7 Most Endangered, come esempio eccezionale dell'architettura razionalista degli anni '30 in Albania, nonché uno dei suoi centri culturali più importanti del Paese.
Storia L'edificio fu progettato nell'ambito di un vasto piano di urbanizzazione portato avanti nel corso del 1939 dal Ministro degli affari esteri italiano Galeazzo Ciano e dal Sottosegretario di Stato agli affari albanesi Zenone Benini in seguito all'occupazione del Regno d'Albania. Il progetto è stato attribuito all'architetto e ingegnere italiano Giulio Bertè, particolarmente attivo in Albania con Florestano Di Fausto e Gherardo Bosio, sebbene non siano state rinvenute prove documentali.
Il complesso era stato concepito per favorire il dialogo interculturale italo-albanese ed era dotato di cinema, piscina, campi sportivi, ristorante, teatro e uffici; fu inoltre sede della Fondazione Skanderbeg, ente culturale fondato da Ciano stesso.
Il cinema fu inaugurato il 9 agosto 1939 come Cinema Savoia, nome poi modificato in Cinema-Teatro Kosovo (talvolta riportato Kosova o Kosove). Nel 1945 ospitò alcune sedute del Tribunale speciale per i criminali di guerra e i nemici del popolo, allestito dal regime socialista per processare i maggiori esponenti associati al collaborazionismo con gli occupanti italo-tedeschi. Nel 1991, dopo la caduta del regime comunista, assunse il nome di Teatro Nazionale.
Nel 2018 il governo albanese ne ha deciso la demolizione e ha temporaneamente trasferito la sua compagnia teatrale in via Sami Frasheri nel quartiere Tirana Re. Al suo posto sarà costruito un nuovo teatro disegnato dallo studio danese BIG. L'abbattimento è stato completato nel maggio del 2020. Dopo una lunga e pacifica protesta popolare per la sua salvaguardia storica e rappresentativa, in quando "monumento artistico-culturale"La proposta era quella di restaurare il Teatro Nazionale con fondi europei, già destinati al Teatro in questione, e costruire il nuovo Teatro Nazionale in altra sede, così da avere due teatri a Tirana. Il Primo Ministro Rama è stato accusato, con il grave accaduto, di damnatio memoriae, e quindi di "volere eliminare la memoria architettonica e storica legata al periodo italiano razionalista definito fascista"., che ha generato arresti di civili, attori e registi dello stesso Teatro, viene abbattuto in modo deciso prima dell'alba del 17 maggio 2020. L'accaduto ha sconvolto e scandalizzato gli intellettuali e in generale l'opinione pubblica albanese, nonché provocato sconcerto e riprovazione anche nel mondo della cultura internazionale. Questo ha suscitato ampie critiche di gruppi di cittadini, studenti, e proteste di politici e artisti locali, decine dei quali arrestatiTra di loro anche Monika Kryemadhi, moglie del presidente della Repubblica Ilir Meta e leader Movimento socialista per l’Integrazione, la seconda più rilevante forza di opposizione. Anche Lulzim Basha, leader del Partito democratico, si è scagliato contro l’abbattimento del teatro definendola “un atto di corruzione da parte del governo che non rinuncia agli affari sporchi anche in questi momenti di pandemia”. Una contestazione trasversale dunque, a prescindere dalle posizioni politiche e che adesso sta generando il caos in Albania. Il capo dello Stato, Ilir Meta (già del tutto in rotta con il primo ministro Rama) non ha usato mezzi termini: “A ordinare la demolizione è stata la mafia al potere. Nessuno può illudersi che ci sia uno Stato di diritto in Albania”. Altrettanto forte la presa di posizione di Confindustria Albania: “Uno dei monumenti di cultura più importanti d’Albania e d’Europa è stato scippato alla città di Tirana e alla storia dell’architettura, italiana e non solo — ha dichiarato il presidente Sergio Fontana — È come se per costruire un teatro più capiente, coperto e confortevole, si decidesse di abbattere l’Arena di Verona o il Colosseo.. Il governo e il primo ministro dell'Albania sono stati pubblicamente accusati dagli stessi socialisti e altri politici, inoltre, di operare a Tirana per il riciclaggio di denaro e speculazione edilizia.
Nello stesso sito, nel dicembre 2022 sono cominciati i lavori per la costruzione del nuovo Teatro Nazionale d'Albania.
Note
Voci correlate Architettura razionalista Futurismo Protettorato Italiano del Regno d'Albania (1939-1943)
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