Firmò i suoi scritti con lo pseudonimo di Desiderius Erasmus. La sua opera più conosciuta è lElogio della follia. È considerato il maggiore esponente del movimento dell'Umanesimo cristiano.
Ammiratore di Lorenzo Valla, venne influenzato nella sua formazione anche dal movimento religioso della Devotio moderna (che significa "religiosità di nuovo tipo"), che, diffuso nei Paesi Bassi da Geert Groote nel XIV secolo, assunse come modello diretto della vita quotidiana la vita di Cristo e sostenne la lettura personale della Bibbia.
A lui, per i suoi numerosi viaggi in vari paesi europei, è stato intitolato il programma di mobilità studentesca internazionale Erasmus.
Gli studi sulle lingue classiche Erasmo condusse anche numerosi e approfonditi studi riguardanti la grammatica e la fonetica del latino e del greco antico. Infatti elaborò una nuova pronuncia per entrambe le lingue, la cosiddetta restitūta, che mira a riprodurre la pronuncia utilizzata nell'età classica (V sec. a.C. per il greco e I sec. a.C. per il latino). La ricostruzione di questa pronuncia si basa su fonti indirette, dato che non sono presenti testimonianze orali di quell'epoca. Questi studi si fondarono principalmente sul confronto con altre lingue indoeuropee; tuttavia, bisogna ricordare che la linguistica storica e l'indoeuropeistica si sono sviluppate solo a partire dal XIX secolo, pertanto le conclusioni cui era arrivato Erasmo sono in parte state smentite o riformulate dalla linguistica posteriore.
L'opera in cui è proposta quella che in seguito sarà chiamata "pronuncia erasmiana" è il De ratione studii ac legendi interpretandique auctores, pubblicata a Strasburgo nel 1512 (una versione non autorizzata dall'autore era stata pubblicata a Parigi nel 1511).Vedere l'introduzione di Jean-Claude Margolin all'edizione criticaː Opera Omnia Desiderii Erasmi Roterodami, Ordinis Primi, Tomus secundus, Amsterdam, North-Holland, 1971, pp. 83-109, l'opera è alle pp. 110-151. Traduzione ingleseː Collected Works of Erasmusː Literary and Educational Writings 1-2, Volume 24, Toronto, University of Toronto Press, 1978, pp. 661-691.
Biografia La giovinezza di Erasmo
Le informazioni sulla famiglia e sulla prima giovinezza di Erasmo si possono dedurre solo da scarsi e controversi indizi sparsi nei suoi scritti. Nacque a Rotterdam il 27 o il 28 ottobre del 1466 o del 1469Vedi tema natale Erasmo da Rotterdam con data di nascita. dalla relazione tra Margherita, una donna di Gouda figlia di un medico, e un prete di nome Geert, i quali avevano già avuto qualche anno prima un altro figlio, Pieter. Anche se le convivenze più o meno mascherate di preti con donne erano relativamente diffuseNella diocesi di Utrecht un prete su quattro conviveva: cfr. C. Augustijn, Erasmo da Rotterdam. La vita e l'opera, 1989, pp. 31-32., tale circostanza fece però sì che Erasmo non amasse parlare delle proprie origini.
Nato e battezzato col nome di Geert Geertsz - ossia, Gerardo figlio di Gerardoanche se Johan Huizinga, Erasmo, 2002, p. 9: «La tradizione che il suo vero nome fosse Geert Geertsz non poggia su nessun sicuro fondamento». - egli adottò in seguito il nome latino con il quale è universalmente conosciuto oggi, Desiderius Erasmus Roterodamus.Per la prima volta nel 1506, in occasione della seconda edizione degli Adagia. Fece i primi studi a Gouda e, all'incirca dal 1476, frequentò la scuola capitolare di San Lebuinus a Deventer, dove apprese soprattutto la lingua latina e la retorica. Quella scuola, definita da Erasmo ancora barbaraEE 2., solo alla fine del suo soggiorno fu retta dall'umanista Alessandro Hegio, ed Erasmo ebbe l'occasione di ascoltarvi una volta il famoso Rudolf Agricola.
Dopo la morte dei genitori per peste nel 1483, i tutori di Erasmo e Pieter, che speravano che i due giovani prendessero gli ordini religiosi, li mandarono a studiare in una scuola dei Fratelli della vita comune a 's Hertogenbosch, da dove tornarono a Gouda dopo due anni, a causa di una nuova epidemia di peste. Pieter si fece frate nel convento di Sion, vicino a Delft, e poco dopo, nel 1487, Erasmo entrò in quello agostiniano di Steyn, nei pressi di Gouda. In realtà, Erasmo, si pentirà grandemente dall'aver abbracciato la vita consacrata. Egli, difatti, fu convinto dai suoi tutori a farsi religioso. Nel convento di Steyr, Erasmo si legò con intensa amicizia al suo compagno di cella, Servatius Rotger, di poco più giovane, che divenne in seguito priore di quel convento: «Io ti amo più dei miei occhi, della mia anima, insomma più di me stesso»EE 7., e «Tu conosci la mia pusillanimità: se non ho nessuno su cui appoggiarmi e riposare, mi struggo in lacrime e prendo a noia la vita»EE 8., gli scriveva in lettere dove l'eccesso del sentimento si univa all'amore delle citazioni classiche. Molti anni dopo, riflettendo sul suo passato, Erasmo scriveva che «la gioventù suole concepire fervide simpatie verso alcuni compagni».EE 447. I legami di affetto e di intimità nelle amicizie maschili erano del resto molto frequenti nell'età rinascimentaleJohan Huizinga, Erasmus (1924). e i toni usati da Erasmo non provano che egli fosse animato da desideri erotici. Non risulta nessuna accusa di omosessualità mossagli durante la sua vita.
Poco alla volta, alla figura dello studente sentimentale subentrò quella del latinista che discorre di letteratura e dà consigli di stile. In una lettera all'amico Cornelius GerardEE 20. egli mostrò di aver acquisito la conoscenza di tutti i maggiori autori classici latini, di Agostino, di Gerolamo, di umanisti italiani, tra i quali spicca Lorenzo Valla, le cui Elegantiae erano per lui un modello di bonae litterae moderne.
Ma se nel convento accresceva le sue istruzioni, non progrediva l'affezione per la vita monastica. Nel carteggio di quel periodo non vi è traccia di argomenti religiosi e vi è insofferenza per i suoi superiori, che non comprendono e frenano la sua passione per la poesia. Nella sua prima opera, tuttavia, una Lettera sul disprezzo del mondo (De contemptu mundi), scritta intorno al 1489, egli loda la vita solitaria dei monaci come mezzo per realizzare l'ideale umanistico della formazione di uno spirito eletto, pur non giungendo mai a esaltare il ritiro conventuale quale espressione di una compiuta vita cristiana.
Con tutto ciò, il 25 aprile 1492 fu ordinato canonico agostiniano a Steyn, ma già nel 1493 colse l'occasione per lasciare il convento per mettersi al servizio del vescovo di Cambrai, Hendrik van Bergen (1449-1502), il quale aveva necessità di un segretario che fosse buon conoscitore del latino. Erasmo non fu però soddisfatto della nuova sistemazione che lo costringeva a frequenti viaggi per i Paesi Bassi, sottraendo molto tempo ai suoi studi prediletti. Fu così che nel 1495, con il consenso del vescovo e con un modesto sussidio, si recò a studiare presso l'Università di Parigi, che era allora la sede principale dell'insegnamento scolastico.
Gli Antibarbari Tra la fine dell'incarico presso il vescovo e il suo arrivo a Parigi, Erasmo terminò di scrivere lAntibarbarorum Liber, un dialogo nel quale egli affronta il problema della convivenza della cultura classica con la fede cristiana. I motivi della decadenza dell'antica cultura sono addebitati al prevalere, nella religione cristiana, di un'ostilità pregiudiziale nei confronti dell'eredità classica, spesso senza nemmeno conoscerla realmente; i teologi scolastici l'hanno giudicata per lo più pericolosa per la fede, e altri hanno ritenuto che per vivere davvero cristianamente fosse necessario coltivare non le lettere, ma la virtù della semplicità.
È così avvenuto che «religione e cultura in quanto tali non riescono a vivere in armonia nel modo giusto», poiché «la religione senza le bonae litterae comporta in ogni caso una certa pesante ottusità», mentre «i conoscitori delle litterae hanno una cordiale avversione della religione»ASD I, 1, 46, 7.. Poiché Erasmo ritiene che nella cultura antica vi sia il presentimento del prossimo annuncio cristiano, una conciliazione tra fede e cultura classica è tuttavia possibile, come già Agostino e Gerolamo avevano dimostrato, ma ora è l'arroganza dei teologi moderni a renderla problematica.
Erasmo a Parigi Erasmo rimase a Parigi fino al 1499. Si stabilì dapprima nel Collège de Montaigu, ma presto la dura disciplina e il pessimo alloggio lo convinsero a trasferirsi in una pensione per studenti, arrotondando il magro stipendio del vescovo con lezioni private di latino. Per le necessità del suo lavoro di precettore scrisse alcuni manuali e cominciò a raccogliere una serie di proverbi e di forme idiomatiche latine destinate a grande successo, gli Adagia.
Intendeva laurearsi in teologia, ma non riuscì nello scopo. Certamente rimase deluso dei suoi professori e della teologia scolastica deteriore che veniva insegnata, fondata su Duns Scoto: «se tu vedessi Erasmo seduto tra quei santi scotisti, con la bocca aperta, ad ascoltare la lezione che il professor GrillardusNome inventato da Erasmo, dal greco γρύλλος, maiale. tiene dall'alto della sua cattedra! Se tu lo vedessi, con la fronte aggrottata, con gli occhi sbarrati e i lineamenti tesi!»,EE 64. scrisse allora, e qualche anno dopo: «arzigogoli e sottigliezze sofistiche, concepiti da ignoranti e attaccabrighe: nascono liti su liti e noi, molto compresi, disputiamo su questioni di lana caprina e solleviamo problemi quasi insopportabili per orecchie pie».EE 108. Erasmo non cesserà di sottolineare la lontananza delle loro stultae quaestiones dalla prudenza e dalla sobrietà di spirito dei Padri della Chiesa, della quale ammirava e venerava talmente «l'ordine dei teologi, che solo ad esso diedi il mio nome, e solo in esso volli essere annoverato, benché la modestia mi vieti di fregiarmi di un titolo così elevato, in quanto non ignoro quali doti di sapere e di vita si richiedano per il nome di teologo».Erasmo, Opus epistolarum, II, Oxford, 1910, pag. 100.
A Parigi fu in contatto con Jan Standonck (1454-1504), direttore di Montaigu, e con un amico di questi, Jan Mombaer (1460-1501), entrambi seguaci della Devotio moderna, movimento religioso che Erasmo aveva già conosciuto a Steyn e il cui influsso su Erasmo è stato sopravvalutato.C. Augustijn, Erasmo da Rotterdam, cit., p. 39-40. Del resto, giudicò il Rosetum exercitiorum spiritualium scritto da Mombaer «nient'altro che cardi e loglio»,ASD I, 89, 20-21. e nel colloquio Del mangiar pesce denunciò «la vera e propria crudeltà verso il prossimo» dello Standonck.I Colloqui, 1967, pp. 276 e ss. Apprezzò invece Robert Gaguin (1433-1501), uno dei maggiori umanisti parigini dell'epoca, e si fece un buon amico nell'umanista italiano Fausto Andrelini, già poeta laureato a Roma e che anche in Francia aveva ottenuto un grande successo nel campo delle lettere latine, tanto da essere nominato poeta regio da Carlo VIII.
Nell'estate del 1499 lasciò Parigi per l'Inghilterra, per diventare precettore del giovane William Blount, quarto barone di Mountjoy, che sarà poi maestro del principe Enrico. Grazie alle conoscenze di lord Mountjoy, Erasmo venne in contatto con molti esponenti dell'aristocrazia, con Tommaso Moro (1478-1535), con William Grocyn (1446-1519), con Thomas Linacre (1460-1524). Si compiaceva di vedere come in Inghilterra germogliassero «ovunque abbondanti i semi della scienza antica», come scrisse il 5 dicembreEE 118, The Correspondence of Erasmus... - Desiderius Erasmus - Google Libri. all'amico Robert Fisher.