Fra i più importanti attori del cinema italiano, ha recitato in 160 film, di cui 18 anche diretti; sviluppò ambizioni artistiche in età giovanissima, cimentandosi in diverse attività tra cui canto, doppiaggio, radio e teatro di rivista, oltre a una gavetta di 15 anni nel cinema in parti da comparsa o comprimario, prima di giungere all'affermazione definitiva come attore protagonista nei primi anni '50, fino al debutto alla regia nel 1966; è considerato uno dei più grandi interpreti della commedia all'italiana con Nino Manfredi, Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi,, Laterza, Bari 2007 - ed. dig. 11-2015 un quartetto al quale è generalmente accostato anche Marcello Mastroianni. Consultato il 18 agosto 2016 - Scheda di M. d'Amico - Consultato il 18 agosto 2016 Inoltre, insieme ad Aldo Fabrizi e Anna Magnani, fu tra i massimi esponenti della romanità cinematografica del suo tempo.

Filo conduttore della sua carriera durata oltre 60 anni fu la continua osservazione dell'evoluzione della società italiana, dalla quale, in collaborazione con registi, soggettisti e sceneggiatori di punta del cinema italiano (molti dei quali ricorrenti), trasse ispirazione per l'ideazione di molti dei suoi personaggi e ruoli, spesso associati con l'archetipo dell’"italiano medio", rappresentativo di virtù, difetti, contraddizioni e peculiarità del Paese.

Biografia La famiglia

Nacque a Roma, in via San Cosimato 7,L'edificio in cui visse fu demolito nel 1930 per fare spazio alla costruzione del Palazzo delle Sacre Congregazioni Romane. Nel sito originario fu apposta una targa commemorativa. nel rione di Trastevere, il 15 giugno del 1920, ultimo figlio di Pietro Sordi (1879-1941), originario di Valmontone, professore di musica e strumentista, titolare della tuba contrabbasso dell'orchestra del Teatro dell'Opera di Roma,Schiavina, Alberto racconta Sordi, op.cit. e di Maria Righetti (1889-1952), originaria di Sgurgola, insegnante elementare.La madre Maria aveva lasciato l'insegnamento per occuparsi delle prole e della famiglia. Cfr. Righetti, op.cit. I coniugi Sordi avevano contratto matrimonio il 30 luglio 1910 a Pesaro, la città in cui si erano incontrati e dove risiedevano. Qui, il padre Pietro aveva inoltre studiato e conseguito il diploma di strumentista presso il Conservatorio Rossini.

La famiglia era composta anche dalla sorella Savina (1911-1972), insegnante di religione, dal fratello Giuseppe (1915-1990), ingegnere e, per lungo tempo, suo amministratore, e dalla sorella Aurelia (1917-2014), insegnante di religione, mentre il terzogenito, anch'egli di nome Alberto,Sordi si riferì a lui come "Albertino" in alcune interviste era morto il 24 maggio 1916 dopo pochi giorni di vita. Anche i nonni paterni, Francesco Sordi (1847-1924) e Filotea Piacentini (1845-1909), erano di Valmontone, e lì Alberto trascorse parte dell'infanzia.

Le prime esperienze (1926 - 1936) Nel 1926 vinse un concorso di bellezza per bambini, aggiudicandosi una tessera familiare per entrare gratis, per un anno, al cinema Italia Nova di Trastevere. A Roma, frequentò la scuola elementare "Armando Diaz"Claudio G. Fava, op. cit., p. 17 e fu qui che, in quinta classe, su iniziativa di un docente di educazione fisica appassionato di teatro, iniziò a recitare nel "Teatrino delle marionette", una piccola compagnia itinerante in cui gli attori interpretavano i personaggi in voga dei giornalini di quell'epoca. Partecipò al coro di Santa Maria in Trastevere, la sua parrocchia, e successivamente fu componente del coro dei pueri cantores della Cappella musicale pontificia sistina diretto da don Lorenzo Perosi, fino alla precoce trasformazione della voce in basso verso i 10 anni di età e divenuta poi una delle sue caratteristiche distintive. Frequentò l'Accademia di canto di Via Gregoriana; studiò canto lirico e si esibì sulla scena operistica per un certo periodo della giovinezza.

Nel 1936 si recò a Milano, su invito della casa discografica Fonit, per incidere un disco di fiabe musicali dedicate all'infanzia, tratte da racconti scritti da lui e pubblicati su un settimanale dell'epoca; con il ricavato e con altri lavori saltuari si finanziò la frequenza al corso di recitazione all'Accademia dei filodrammatici. Per trasferirsi al nord abbandonò gli studi all'Istituto di Avviamento Commerciale "Giulio Romano" di Trastevere (conseguì comunque come privatista il diploma di ragioniere alcuni anni più tardi per fare contenta la madre).Intervista al quotidiano l'Unità del 24/12/1985, p. 11 L'esperienza ebbe un esito fallimentareCome Sordi stesso ebbe a raccontare in una puntata del Maurizio Costanzo Show, durante la frequenza dell'Accademia, l'insegnante di dizione lo chiamò in disparte e gli disse: «Lei dice guèra, ma si dice guèrra». Lui rispose: «Me se strigne 'a gola a dì guèrra». Venne espulso dopo poche settimane. Cfr. Fava, op.cit. e portò all'espulsione del giovane Sordi dovuta alla sua marcata inflessione dialettale romanesca e alla sprezzante valutazioneEmilia Varini, attrice e insegnante di recitazione e dizione, bocciò Sordi dicendogli: «Non perda tempo, perché lei non diventerà mai un vero attore. Gesticola troppo e non si esprime in italiano». Sordi stesso, più avanti, raccontò: «La mia maestra, la signora Varini, non faceva che ripetermi “lei non si applica, commette sempre gli stessi errori, non diventerà mai attore». Era per via dell’accento romano, che non consentiva all’attore la corretta dizione a lei tanto cara. Cfr. della maestra Emilia Varini sulla sua presunta carenza di talento attoriale.

Tentò la strada del teatro leggero, riuscendo a ottenere una scrittura, insieme al suo amico romano Gaspare Cavicchi al cinema teatro Pace di Milano. Tuttavia, la prima esibizione fu un insuccesso; scoraggiato dall'esito negativo, Alberto decise di tornare a Roma.

Comparsa e doppiatore (1937 - 1956)

Rientrato nella capitale, nel 1937 trovò lavoro come comparsa a Cinecittà, apparendo nel film kolossal Scipione l'Africano in un ruolo da generico soldato romano. Nello stesso anno vinse un concorso indetto dalla Metro-Goldwyn-Mayer per doppiare la voce di Oliver Hardy insieme a Mauro Zambuto, che prestava la voce a Stan Laurel. Si presentò alle audizioni privo di esperienza specifica di doppiaggio e con poche aspettative di successo, considerata la concorrenza di professionisti affermati del settore; fu il direttore del doppiaggio della MGM Franco Schirato a ritenere il suo registro basso e il timbro di voce «caldo e pastoso» un connubio ideale per la notevole mole del personaggio (nonostante la voce di Hardy fosse in realtà nel registro tenorile);Come Sordi stesso raccontò nel programma televisivo Laurel & Hardy - Due teste senza cervello. fu scritturato, debuttando nel ridoppiaggio della comica Sotto zero nel 1939, seguita dal lungometraggio I diavoli volanti nello stesso anno.

Come doppiatore, Sordi ebbe una carriera prolifica durata quasi 20 anni; oltre a numerosi altri film di Stanlio e Ollio, diede la voce, tra gli altri, a Bruce Bennett, Anthony Quinn, John Ireland, Robert Mitchum, Pedro Armendáriz e, per gli italiani, a Franco Fabrizi e Marcello Mastroianni, nel film Domenica d'agosto (1950). La sua voce è riconoscibile anche nei film di Frank Capra La vita è meravigliosa (1946) e di Vittorio De Sica Ladri di biciclette (1948), nonché nel film di Alessandro Blasetti Prima comunione (1950). Il 25 giugno di quell'anno, Sordi ebbe anche l'occasione di incontrare e doppiare dal vivo Hardy, nascosto dietro il sipario assieme a Zambuto, in occasione di una tournée italiana di Laurel & Hardy a Villa Aldobrandini a Roma, dove era stato organizzato uno spettacolo per bambini. Fu anche grazie al suo ruolo di voce di Ollio che riuscì a ottenere le prime scritture nel teatro di rivista, (inizialmente presentandosi con lo pseudonimo Albert Odisor), dove si cimentò nell'imitazione di entrambi. Concluse la sua esperienza di doppiaggioSe si eccettuano gli auto-doppiaggi in post-produzione di tutte le sue altre pellicole, come consuetudine nella produzione cinematografica. con I pinguini ci guardano del 1956, dove gli animali presenti nella pellicola parlano con le voci di famosi attori.

In due occasioni, Sordi si trovò come interprete a essere doppiato da un altro attore: nel film Cuori nella tormenta diretto da Carlo Campogalliani nel 1940, venne doppiato da Gualtiero De Angelis, e nel film Il Passatore, diretto da Duilio Coletti nel 1947, dove interpretava il ruolo di un brigante, gli prestò la voce Carlo Romano.

Il teatro di rivista, ruoli minori e la guerra (1936 - 1953)

Nel teatro leggero, dopo un tentativo infruttuoso con la compagnia di Aldo Fabrizi e Anna Fougez avvenuto nella stagione 1936-1937 nello spettacolo San Giovanni, ritentò in quella seguente, riuscendo finalmente a debuttare nel teatro di rivista nella compagnia di Guido Riccioli e Nanda Primavera nella stagione 1938-1939 con lo spettacolo Ma in campagna è un'altra... rosa. In questo spettacolo ebbe inizialmente il ruolo di stilé (ballerino di fila), fu poi promosso al ruolo di maggiordomo in uno sketch di Benini e Gori scritto appositamente per lui.

Al teatro, alternò in questo periodo la partecipazione a circa 20 film, per lo più in ruoli minori, come nel 1938 in La principessa Tarakanova con Anna Magnani e, l'anno successivo in La notte delle beffe. Di maggior rilievo fu la presenza in due film di regime del 1942: Giarabub di Goffredo Alessandrini e, da co-protagonista, I 3 aquilotti di Mario Mattoli oltre a L'innocente Casimiro di Carlo Campogalliani (1945). Ebbe anche l'occasione di lavorare con l'attore genovese Gilberto Govi e con un giovane Walter Chiari nel ruolo di un impresario argentino nel film Che tempi!, versione cinematografica della commedia teatrale Pignasecca e Pignaverde di Emerico Valentinetti.

Nel 1940, Alberto Sordi fu chiamato alle armi.Fava, op. cit. p. 19. Su intercessione di alcune conoscenze del padre, riuscì a evitare il fronte e venne arruolato nel Regio Esercito come allievo musicante. Prestò servizio presso la banda musicale presidiaria dell'81º Reggimento fanteria "Torino", accompagnando le partenze dei militari italiani per la breve campagna francese. Il servizio militare gli lasciò sufficiente tempo libero per proseguire la sua carriera artistica. È di questo periodo (stagione 1941-1942) la partecipazione a Tutto l'oro del mondo con la compagnia di Guido Fineschi e Maria Donati, Teatro della caricatura (1942) accanto a Fanfulla, Ritorna Za-Bum (1943) e Sai che ti dico? (1944) entrambe scritte da Marcello Marchesi e dirette da Mario Mattoli, la rivista musicale Un mondo di armonie di Alberto Semprini (1944), Imputati... alziamoci! di Michele Galdieri (1945), Soffia so'... di Garinei & Giovannini (1946), E lui dice... di Benecoste, diretto da Oreste Biancoli e Adolfo Celi (1947) e infine, nella stagione 1952-1953, Gran baraonda; fu questa la sua ultima apparizione sul palcoscenico, accanto a Wanda Osiris, che avrà poi modo di dirigere nel 1973 in una scena di Polvere di stelle, film ambientato proprio nel mondo della rivista.

La radio (1946 - 1953)