La chiesa di San Giacomo è un sito archeologico situato nel comune di Isso, in provincia di Bergamo, in località Cantonata, in un settore del territorio già frequentato in epoca romana e tardomedievale....

Nel 2010, durante gli scavi per la realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico su terreno privato, sono emersi alcuni resti di un antico edificio. A seguito degli scavi archeologici, l'edificio è risultato essere una chiesa con alcune sepolture annesse.

Storia L'esistenza della chiesa è attestata da un documento notarile del 16 giugno 1390, conservato presso l'Archivio di Stato di Cremona, nel quale i conti di Camisano vendettero un appezzamento di terra situato in località Salizia, presso la chiesa di San Giacomo:

La dedica a Giacomo il Maggiore suggerisce un'origine risalente all'Alto Medioevo, periodo in cui il culto del santo ebbe una vasta diffusione in ambito cristiano.

L'edificio mantenne le sue funzioni cultuali per circa sei secoli. Sebbene sia ancora citato nel XIV secolo, l'oratorio non compare più nella visita pastorale del vescovo Niccolò Sfondrati del 1580. Successivamente, i documenti menzionano la costruzione di un nuovo oratorio dedicato a Sant'Andrea nel centro del paese, mentre l'area dell'antica chiesa venne destinata all'uso agricolo, come confermato dal Catasto Teresiano e dal catasto Lombardo-Veneto, che definiscono la zona come "ortaglia".

Descrizione I resti archeologici descrivono un edificio ad aula unica rettangolare di 10 per 4,60 metri, terminante in un'abside semicircolare distinta dai muri perimetrali. La tecnica costruttiva originaria prevedeva l'impiego di ciottoli fluviali disposti in corsi orizzontali e angoli rinforzati con pietre squadrate. Nel corso dei secoli la struttura subì un'importante ristrutturazione liturgica, databile al Basso Medioevo, che vide l'inserimento di un muro divisorio tra l'aula e il presbiterio e la costruzione di un altare in muratura nell'abside. In prossimità dell'ingresso occidentale è stato individuato un incasso delimitato da laterizi, interpretato come l'alloggiamento per il sostegno di un fonte battesimale. Frammenti pittorici rinvenuti nell'area absidale indicano inoltre la presenza di una decorazione parietale affrescata.

Attorno alla chiesa e all'interno della stessa sono state rinvenute sedici sepolture a inumazione. Tra queste spicca una tomba "alla cappuccina" che ha restituito un denaro scodellato in rame argentato della Zecca di Milano, coniato sotto Ottone I o Ottone III tra il 973 e il 1002. Le sepolture in muratura presentano tipologie differenti, con coperture in lastre di arenaria o in laterizi. Una particolare sepoltura infantile mostra l'uso di una mezza macina in pietra posta verticalmente come segnacolo. Il numero esiguo di tombe rispetto al lungo periodo di utilizzo dell'edificio ha portato gli archeologi a ipotizzare che San Giacomo fosse originariamente una cappella privata o familiare, solo in seguito aperta all'uso comunitario.

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