La materia di Bretagna, definita anche ciclo bretone (termine ottocentesco) o ciclo arturiano, in virtù del suo eponimo, è l'insieme delle leggende sui Celti e la storia mitologica delle Isole britanniche e della Bretagna, in particolar modo quelle riguardanti re Artù e i suoi cavalieri della Tavola Rotonda. Viene considerata come una delle più famose saghe di sempre, che ha contribuito all'immaginario collettivo classico medievale, e come una delle più grandi fonti di ispirazione del genere letterario fantasy.

Storia del termine La definizione di "materia di Bretagna" viene fatta risalire al poeta francese del XII secolo Jean Bodel, che distinse e allo stesso tempo collegò le tre principali "materie" mitologiche: la "materia di Roma", comprendente la mitologia classica, greca e romana, la "materia di Francia", corrispondente a quello che viene anche definito il ciclo carolingio, e, appunto, la "materia di Bretagna", comprendente i temi mitologici riguardanti sia l'isola di Gran Bretagna sia il territorio della Bretagna.

Leggenda

Le vicende della materia di Bretagna furono elaborate attraverso i secoli in una vasta ed eterogenea serie di testi scritti in numerose lingue (latino, francese, inglese, tedesco e italiano) a partire dal Basso Medioevo. Alcuni dei temi del ciclo arturiano hanno origine nella leggenda; altri sono stati aggiunti nel tempo dalla creatività dei numerosi autori che si sono succeduti. In un certo senso, il ciclo arturiano si può considerare non ancora concluso: numerosi autori moderni (come Mark Twain, John Steinbeck, Marion Zimmer Bradley, Jack Whyte e T. H. White) vi hanno infatti contribuito, in alcuni casi introducendo, insieme ai temi classici, anche elementi di notevole rilievo, in seguito entrati nell'immaginario collettivo. Questa letteratura nacque e si sviluppò nel XII secolo nella Francia settentrionale contemporaneamente all'epopea della canzone di gesta (chanson de geste).

L'intero ciclo letterario è solitamente ambientato nella Britannia del V e del VI secolo d.C. (questo vuol dire che la leggenda è ambientata in un periodo che collega il mondo antico con il mondo medievale) e spesso narra le vicende del mitico sovrano Artù (un sovrano di origine metà romana e metà bretone che incarna le caratteristiche ideali del monarca medievale) insieme ai suoi prodi cavalieri della Tavola Rotonda (personaggi del tardo ordine equestre romano tra i romano-bretoni, rivisitati come personaggi della cavalleria medievale). Seguono anche vicende di amore, avventura, magia, tradimento, adulterio, fede cristiana e guerra.

Storia del ciclo Prima di Goffredo di Monmouth

Sebbene la materia di Bretagna abbia inizio ufficialmente con le opere di Goffredo di Monmouth, molte sono le fonti dell'Alto Medioevo e nel primo Basso Medioevo che parlano di Artù o di altri personaggi del ciclo.

Gildas La prima tra queste opere è sicuramente il De excidio Britanniae (Sulla rovina della Britannia) un sermone tripartito risalente al VI secolo, stilato dallo storico Gildas di Rhuys, detto "il sapiente". Il libro è una condanna alle azioni compiute dai suoi contemporanei in Britannia (l'odierna Gran Bretagna), accusati di essere la causa della disastrosa situazione in cui versava la Britannia post-romana; Gildas condanna inoltre anche gli Anglosassoni, che iniziarono a invadere la Britannia. Nel sermone sono presentati per la prima volta personaggi come Vortigern, il crudele sovrano di stirpe sassone, e il condottiero romano britannico Ambrosio Aureliano (che, secondo alcune successive tradizioni, sarà il futuro zio paterno di Artù) che sconfisse i Sassoni nella battaglia del monte Badon, senza nessun riferimento ad Artù. Secondo alcuni storici e studiosi, Ambrosio Aureliano in seguito sarà fondamentale per la creazione del personaggio di Artù.

Nemnius Molto importante è anche la Historia Brittonum scritta nel IX secolo dal monaco gallese Nemnius. Nel libro vengono trattate le vicende dell'Inghilterra dopo la partenza delle legioni romane fino al periodo delle successive invasioni sassoni. Nemnius introdurrà per la prima volta il Mago Merlino qui chiamato "Embreis Guletic" (Emrys Guletic) o "Ambrosius" e la sua vicenda con Vortigern e il Drago Rosso del Galles; ma Nennio introduce per la prima volta anche Artù, non come re ma come un Dux Bellorum (condottiero militare) che condurrà dodici battaglie contro i Sassoni (compresa quella del monte Badon) uccidendo solo lui più di 960 uomini nella battaglia del monte Badon.

Nella sezione finale del libro viene anche citato il figlio di Artù Amhar, ucciso dal suo stesso padre. Infine viene anche citato il cane di Artù "Cavall" e il cinghiale "Twrch Trwyth".

Annali del Galles Molto importante è anche l'Annales Cambriae (annali del Galles) di creazione anonima scritto nel X secolo. Il libro è una cronaca degli eventi più significativi del periodo che va dal 447 al 954. Tra questi eventi viene anche raccontata la morte di Artù e sir Mordred (dove viene menzionato per la prima volta) nella battaglia di Camlann (senza sapere se fossero rivali o alleati).

Poesie gallesi e Agiografie Sono molto importanti anche alcune poesie gallesi del X secolo, come "Preiddeu Annwfn" attribuito a Taliesin (un poema che descrive la spedizione nell'oltretomba di Artù), il "Pa Gur yv y Porthaur" di creazione anonima (dialogo tra Artù e un guardiano, in cui si vanta della battaglia di Sir Kay con il gatto demoniaco "Cath Palug").

Infine nell'XI e XII secolo vennero create alcune opere come le Triadi gallesi (storie di folklore gallese con molti riferimenti ad Artù), il racconto gallese Culhwch e Olwen (dove Artù sconfigge il Twrch Trwyth), e varie agiografie di alcuni santi bretoni come Gildas, Iltud, Goeznovius, Cadog Ddoeth, Carantoco, Efflamm e Paterno di Vannes.

La nascita ufficiale del ciclo grazie a Goffredo di Monmouth Dopo le frammentarie fonti dell'Alto Medioevo la materia di Bretagna prende l'avvio dalla Storia dei re di Britannia, scritta nel 1135 da un chierico gallese, Goffredo di Monmouth.

La storia consiste in una compilazione romanzesca di amori, magie e avventure sui Sovrani leggendari della Britannia e il nono libro di quest'opera tratta della prima Biografia articolata di re Artù. Goffredo infatti inserisce la sua nascita (tramite l'adulterio di Uther Pendragon e Igraine) le sue guerre contro i Sassoni, la sua conquista del nord europa e la guerra contro l'Impero romano (con il suo comandante Lucio Tiberio). Goffredo conclude la storia di Artù con il tradimento di Mordred e la Battaglia di Camlann, che porterà alla deposizione di Artù nell'isola di Avalon. Goffredo aggiunge per la prima volta molti elementi che saranno poi fissi nel ciclo, come Excalibur (con il nome di "Caliburn" ispirandosi alla spada Caledfwlch), la regina Ginevra (e il suo tradimento con Mordred) e molti altri. La storia di Goffredo venne liberamente tradotta in versi francesi un ventennio più tardi in Francia nel Roman de Brut dal poeta normanno chiamato Maistre Wace.

Il romanzo francese Essendo tradotta liberamente e in una lingua accessibile al contesto, quest'opera divenne subito facilmente disponibile per un pubblico più vasto e diede l'avvio a una produzione assai ricca (più di cento composizioni in lingua romanza) soprattutto in versi e più tardi anche in prosa. A fine XII secolo questa materia divenne ancora più nota grazie ai romanzi sull'argomento scritti da Chrétien de Troyes che introdurrà nella letteratura i personaggi di Lancillotto e Parsifal. Ma soprattutto introdurrà nel romanzo Arturiano il Santo Graal. Le opere arturiane di Chrétien, come Erec e Enide, Lancillotto o il cavaliere della carretta, Perceval o il racconto del Graal e Yvain il cavaliere del leone sono una interpretazione degli ideali cavallereschi. Un altro importante autore è Robert de Boron che introdurrà la storia della nascita di Merlino e di come Artù dopo la sua nascita verrà allevato da Sir Ector e che in seguito estrarrà la spada nella roccia.

Oltre alle opere dedicate solo a re Artù, si ricorda la leggenda di Tristano e Isotta (la storia d'amore tra il cavaliere della tavola rotonda Tristano e della principessa Isotta); le prime due versioni del mito vennero scritte da Béroul e da Tommaso d'Inghilterra.

Thomas Malory Dopo vari rifacimenti e rielaborazioni che videro la luce nel Basso Medioevo (alcune di questi molto importanti, come il Ciclo della Vulgata e Sir Gawain e il Cavaliere Verde), lo scrittore inglese Thomas Malory nel 1470 comporrà La morte di Artù, dove rielabora tutto il ciclo bretone, usando come fonti quasi tutti i romanzi e le poesie inglesi e francesi. L'opera di Malory è forse l'opera arturiana in inglese oggi più conosciuta ed è la base di molti scrittori, registi e scenografi moderni come fonte.

Stile e temi trattati La poesia in area romanza si sviluppa prima della prosa, perché il ritmo la rendono più facile la divulgazione orale e anche la memorizzazione. Il ciclo bretone presenta profonde differenze rispetto al genere della Chanson de geste tipica del ciclo carolingio. Esso ebbe il suo sviluppo in ambienti cortesi, dove ben si conoscevano le disquisizioni amorose riportate nel trattato De amore di Andrea Cappellano, avendo come motivo principale non la lotta collettiva contro gli infedeli ma l'amore e la ricerca individuale di avventure.

Il cavaliere della Tavola Rotonda alla corte di re Artù è fedele e prima di istituire la Tavola Rotonda fecero un giurameto e andarono alla ricerca di prove sempre più difficili per conquistare la dama erlino e la spada Excalibur, l'origine prodigiosa e l'inizio del regno di Artù, l'amore tra Lancillotto e la regina Ginevra, moglie di Artù, l'amore di Tristano e Isotta, moglie di re Marco, le vicissitudini, le avventure e le ricerche riguardanti la Fata Morgana e Mordred, i cavalieri della Tavola Rotonda, tra cui Galvano, Ivano, Galeotto, Tristano, Palamede il Saraceno e moltissimi altri, la figura di Perceval e il tema del Santissimo Graal. Tutti questi temi vennero trattati in moltissime opere: tra le prime le più famose furono i romanzi di Chrétien de Troyes, uno dei più grandi scrittori medievali, il Tristan di Béroul e il Tristan di Tommaso d'Inghilterra (circa 1170), i Lai di Maria di Francia.

Personaggi e argomenti

Artù è di fatto il soggetto principale della materia di Britannia, ma ci sono altre storie leggendarie meno note, comprese le storie su Bruto di Troia, Coel Hen, re Lear, Gogmagog e altri. La materia di Britannia fu in parte creata per dare vita a un corpo di miti patriottici.

Artù Avalon, luogo di sepoltura di Artù Bedivere Bors Bruto di Troia Cadwaladr Camelot, capitale del regno di Artù Caradoc Cassivellauno Cavaliere Verde Cavalieri della Tavola Rotonda Coel Hen Corineo Cunobelino Dama del Lago Ector, padre adottivo di Artù Elaine di Astolat, chiamata anche Elaine la Bianca o Elaine la Bella Excalibur, spada magica di Artù Fata Morgana, sorellastra e nemica di Artù Gaheris Galahad (figlio di Lancillotto) Galeotto Gawain, Galvano Gareth Geraint Ginevra, moglie di Artù Gorlois Kay Lamorak Lancillotto Leir di Britannia (shakespeariano re Lear) Mago Merlino, consigliere di Uther e poi di Artù Mordred, erede e nemico di Artù Palamede il Saraceno Parsifal Re Pescatore, custode del Graal Tristano e Isotta Uther Pendragon, padre di Artù Ygraine (o Igraine), madre di Artù

Fonti principali

Le Chevalier à l'Épée Le Chevalier au Papegau Historia Regum Britanniae Perceval o il racconto del Graal, Erec e Enide, Cligès, Lancillotto o il cavaliere della carretta, Yvain il cavaliere del leone I romanzi della Tavola Rotonda La morte di Artù I racconti di Canterbury Historia Brittonum Estoire dou Graal Libro di Taliesin Tristano e Isotta Roman de Brut, Roman de Rou Parzival L'Âtre périlleux (su Gawain) Blandin de Cornouaille La Demoiselle à la Mule Vita di Caradoc Lancillotto in prosa Mabinogion (gallese medievale)